Una casa, oltre ad essere confortevole, deve essere anche funzionale e rispondere alle esigenze dei suoi abitanti. La funzionalitĂ di una casa si esprime anche attraverso l'insieme degli impianti che la costituiscono e che sono delle vere e proprie reti di servizi di utilitĂ .
Nell'ambito di una ristrutturazione non sempre tutti gli impianti vengono rifatti ex novo, dipende se si tratta di una ristrutturazione totale o parziale. Quindi rifare l’impianto idraulico è uno dei principali interventi da prendere in considerazione quando si ristruttura casa. Ma in realtà anche quando non si deve ristrutturare.
In questo articolo, scoprirai le migliori tecniche per fare tracce precise per il tuo impianto idraulico. Ti guideremo passo dopo passo, offrendoti consigli pratici su strumenti da usare, materiali necessari ed errori da evitare.
Pianificazione e Progettazione
Definiti gli impianti da rifare, lo step successivo è la loro progettazione, che per alcuni, come quello di riscaldamento, se è rifatto o modificato in modo sostanziale, diventa un progetto asseverato da un professionista e presentato presso i competenti uffici. La progettazione degli impianti è molto importante perché verranno realizzati in fasi diverse del cantiere, al fine di evitare le sovrapposizioni nelle tracce a pavimento.
Definita la progettazione degli impianti si procede con il loro tracciamento in cantiere. Il tracciamento altro non è che segnare con precisione dove realizzare i “punti finali” di ciascun impianto.
Per la realizzazione di tracce precise per l’impianto idraulico, è fondamentale seguire alcuni passaggi chiave. Innanzitutto, pianifica attentamente il percorso delle tubature utilizzando un disegno dettagliato. Successivamente, utilizza una matita per segnare le tracce sulle pareti o sul pavimento.
ModalitĂ di Posa degli Impianti
La modalità di posa degli impianti può essere a pavimento, sottotraccia (lungo le pareti), nel controsoffitto. La posa a pavimento è quella maggiormente praticata.
- Le tubazioni dell’impianto elettrico, dell’impianto di adduzione dell’acqua ad uso sanitario, dell’impianto di riscaldamento saranno posate nelle tracce a pavimento.
- Le tubazioni dell’impianto del gas sono posate a pavimento se per esempio piano cottura e caldaia a condensazione sono in punti distanti tra loro, altrimenti se sono vicini e/o limitrofi le tubazioni del gas verranno posate sottotraccia.
Realizzazione delle Tracce
Per eseguire i tagli, affidati a strumenti come la scanalatrice o il flessibile con disco diamantato, che garantiscono precisione e riducono al minimo i danni alle superfici.
Quando si inizierà a realizzare le tracce si avrà la reale cognizione di che tipologia di sottofondo è presente e quindi della quota effettiva disponibile. A seconda che sia un bistrato o un monostrato le condizioni a contorno cambieranno.
Il massetto ha la funzione di supportare il pavimento, non dovrebbe contenere gli impianti, ma spesso non è così, soprattutto se ci troviamo di fronte ad un massetto aderente.
In generale, considerando che il diametro delle tubazioni è compreso tra i 20÷30 mm circa, si possono ritenere sufficienti 5 cm di altezza che salgono a 7 - 8 cm nel caso di sovrapposizioni e/o incroci con altri impianti, che sarebbe sempre auspicabile evitare. La UNI 1264-4 prescrive un’altezza minima di 3 cm di massetto sulla tubazione dell’impianto di riscaldamento. Prescrizione che potrebbe essere anche applicata nel caso dei corrugati dell’impianto elettrico.
Bisogna tener presente che nel caso in esame, pavimento in sovrapposizione, l’altezza disponibile per la posa degli impianti è incrementata dallo spessore della pavimentazione preesistente, che a volte raggiunge anche 1/1,5 cm, questo può essere un beneficio nel caso di quote disponibili molto ridotte.
Le tracce devono essere il più possibile dritte, evitando traiettorie tortuose e soprattutto le curve; i corrugati dell’elettrico hanno una certa flessibilità per cui curve con ampio raggio possono essere realizzate, cosa che non è possibile per quelle del riscaldamento dove vi è il passaggio di un fluido sottopressione.
Le tubazioni vanno posizionate nelle tracce in modo ordinato, si deve evitare il loro sparpagliamento, fissandole con delle fascette o con della malta a presa rapida; devono rimanere il piĂą possibili planari e parallele al supporto.
Le tracce non devono rimanere aperte per molto tempo perchè questo potrebbe causare danneggiamenti alle tubazioni oltre che l’infiltrazione di sporcizia. Per la chiusura delle tracce si dovrebbero usare delle malte a presa rapida, il composto deve essere sufficientemente fluido per poter colmare il vuoto creatosi tra tubazione e supporto.
Strumenti Essenziali
Per ottenere tracce precise e pulite, è essenziale utilizzare i giusti strumenti:
- Scanalatrice: ideale per creare tracce dritte e uniformi, riducendo al minimo la polvere.
- Flessibile con disco diamantato: perfetto per tagliare materiali duri come cemento e piastrelle.
- Matita e righello: strumenti fondamentali per segnare con precisione il percorso delle tracce.
Materiali Comuni
La scelta dei materiali è un aspetto cruciale nella realizzazione di un impianto idraulico efficiente e duraturo. I materiali più comuni includono il rame, il PVC e il multistrato.
- Rame: noto per la sua resistenza alla corrosione e alle alte temperature, ma può essere costoso.
- PVC: economico e facile da lavorare, ideale per le tubature di scarico, ma meno adatto per l’acqua calda.
- Multistrato: combina i vantaggi di plastica e metallo, offrendo flessibilitĂ e resistenza.
La scelta del materiale dipende dalle specifiche esigenze del tuo progetto, come il tipo di acqua trasportata, la pressione e la temperatura.
Errori Comuni da Evitare
Per ottenere un impianto idraulico efficiente e duraturo, è importante evitare alcuni errori comuni che possono compromettere il risultato finale.
- Mancata considerazione delle pendenze necessarie per un corretto deflusso dell’acqua.
- Errata disposizione delle tubazioni, che può portare a interferenze con altri impianti.
- Mancanza di predisposizione per la futura manutenzione.
Cosa si Intende per Impianto Idraulico?
Banalmente si tratta di tutti quegli elementi impiantistici che consentono all’acqua di entrare all’interno degli edifici, venire utilizzata e poi essere allontanata dall’edificio. Ma al netto di questa definizione ovvia, è importante sottolineare che l’impianto idraulico solitamente si divide in due parti: l’impianto di riscaldamento e l’impianto di acqua sanitaria.
Siccome dell’impianto di riscaldamento abbiamo parlato in questo articolo, e sarebbe inutile ripetere concetti già approfonditi, nei prossimi paragrafi affronteremo gli aspetti salienti del rifacimento dell’impianto idraulico legato alla parte di acqua sanitaria. In sostanza, quindi, della parte di impianto idraulico che fornisce e smaltisce acqua di bagni, cucine e lavanderie.
Quando Rifare l'Impianto Idraulico?
E dopo tanti anni di funzionamento il rifacimento dell’impianto idraulico diventa un’operazione quasi obbligata, che non andrebbe eseguita solo in caso di perdite o problemi evidenti, ma anche quando l’impianto sembra apparentemente funzionare e senza problemi. Infatti, con tubazioni che, quasi sempre, si trovano nascoste dentro le strutture dell’edificio, problemi come perdite, corrosione o inefficienze possono rimanere celati fino a diventare emergenze critiche che producono danni non solo alla propria abitazione ma anche a quelle dei vicini.
La decisione di rifare un impianto idraulico non deve essere presa alla leggera. Infatti, entrano in gioco diversi fattori per determinare questa necessità . In primis, l’età della struttura gioca un ruolo fondamentale. Le abitazioni costruite più di 20-30 anni fa spesso utilizzano materiali che ora sono considerati obsoleti o meno sicuri, come tubi in ferro o piombo.
Studi hanno mostrato che la durata media delle tubature varia in base al materiale: per esempio, il Pvc può durare oltre 40 anni, mentre il rame e l’acciaio galvanizzato hanno una vita media di circa 50 anni. Inoltre, problemi comuni come corrosione, calcificazione e usura generale possono compromettere l’integrità dell’impianto, anche se realizzati in tempi più recenti.
I segnali che indicano la necessità di un intervento sono spesso chiari, ma altrettanto spesso vengono trascurati. Perdite d’acqua, anche minime, possono suggerire crepe o rotture nelle tubature. Queste perdite, se non affrontate, possono portare a danni strutturali significativi e a un aumento dei costi di riparazione. A tal proposito effettuare ispezioni regolari, svolte da professionisti qualificati, è essenziale sia per mantenere l’impianto idraulico in buone condizioni sia per prevenire problemi a lungo termine che per pianificare interventi più radicali come la sostituzione dell’impianto idraulico. Queste ispezioni, infatti, permettono di identificare precocemente eventuali problemi, prima che diventino emergenze costose.
Materiali Utilizzati per gli Impianti Idraulici
La realizzazione di questi due sotto-impianti segue regole differenti e vengono utilizzati materiali differenti. Infatti, il primo contiene al suo interno acqua in pressione oltre che fredda e calda, quindi deve avere delle precise caratteristiche sia di tenuta sia di isolamento. Prima di approfondire come sono realizzati gli impianti di adduzione e di scarico, vediamo brevemente quali sono i materiali utilizzati per gli impianti idraulici. Anche qui si differenziano tra impianti di carico e di scarico.
- Rame: è stato un materiale di fiducia in molti settori, specialmente in quello idraulico, per la sua durata e resistenza. La sua capacità di resistere a fattori esterni come alte temperature e pressioni lo rende ideale per l’impianto idrico di una casa.
- Tubi Multistrato: sono ormai l’opzione più diffusa per la realizzazione degli impianti di carico, apprezzati per la loro versatilità e resistenza. Sono costituiti da strati sovrapposti di materiali polimerici (PE-X reticolato) e metallo (alluminio). Questi materiali conferiscono ai tubi multistrato resistenza alle alte temperature, flessibilità , atossicità , idoneità al trasporto di acqua potabile, leggerezza, resistenza alla corrosione e una bassa rugosità interna.
- PVC: L’utilizzo del Pvc nelle tubazioni di scarico degli impianti idraulici domestici è lo standard, in quanto unisce praticità e conformità normativa. Hanno un punto debole: la resistenza alle alte temperature. Infatti, i tubi in Pvc possono dilatarsi, se esposti a temperature superiori ai 90°C. La normativa in cui vengono definite le caratteristiche delle tubazioni in Pvc è la UNI EN 1401-1:2019.
Tipologie di Impianti di Adduzione dell’Acqua
Abbiamo detto che l’acqua all’interno degli impianti di adduzione è in pressione. Questa pressione non deve essere eccessiva, sia per non mettere sotto stress le tubazioni, le valvole e le giunzioni, sia per evitare fastidiosi rumori. Ma allo stesso tempo non deve essere troppo bassa per consentire un flusso d’acqua abbondante e regolare.
Generalmente, si distinguono due tipi principali di impianti di adduzione dell’acqua: il sistema a collettore e quello a derivazione.
- Impianto idrico in derivazione: è caratterizzato da una tubazione principale che fornisce ogni utenza della casa. La derivazione avviene tramite l’uso di raccordi a “T”, consentendo di dividere l’acqua della tubazione principale in più canali.
- Impianto idrico con collettore: prevede l’installazione di un collettore idraulico a parete che funge da distributore centrale dell’acqua. Al collettore arrivano i tubi dell’acqua fredda (direttamente dal contatore) e dell’acqua calda (dal generatore). Da qui, partono tubi separati per l’acqua fredda e calda divisi per ciascuna utenza.
Impianto di Scarico
Tecnicamente questa parte dell’impianto idraulico è più semplice rispetto a quello di adduzione. Si tratta semplicemente di tubazioni, solitamente in Pvc, che hanno lo scopo di convogliare le acque reflue di lavabi, docce, vasche, wc, lavatrici, etc. Le acque, all’interno delle tubazioni di scarico, scorrono per gravità , cioè vanno da un punto più alto a un punto più basso. Questo aspetto significa che gli scarichi dei vari sanitari non si possono trovare troppo lontano dalle fecali (i tubi verticali che convogliano le acque attraverso i vari piani verso la fognatura).
Relining: Un'Alternativa Innovativa
Il relining rappresenta una metodologia innovativa per la ristrutturazione dell’impianto idraulico, particolarmente vantaggiosa in contesti dove è necessario preservare l’integrità strutturale dell’edificio. Confrontando il relining con i metodi tradizionali, emergono diversi vantaggi. Chiaramente il principale è che elimina la necessità di demolizioni invasive, preservando così l’integrità dell’edificio e riducendo i disagi per gli inquilini. Inoltre, questa tecnica riduce notevolmente i tempi di intervento e i costi associati, spesso risultando più economica rispetto ai metodi tradizionali. D’altra parte, i metodi tradizionali, pur essendo più invasivi, permettono un rinnovamento completo e una maggiore personalizzazione del sistema.
Le normative attuali impongono che i tubi di adduzione siano isolati: quelli in cui scorre l’acqua calda per evitare dispersioni inutili, quelli in cui scorre l’acqua fredda per evitare che si formi condensa nei massetti. Pertanto in tale ottica il relining del bagno forse non è la soluzione migliore ma solo un tamponamento economico in attesa di effettuare interventi più radicali.
Ristrutturazione del Bagno
Il bagno è spesso l’area più critica dell’impianto idraulico di una casa e dove le necessità di ristrutturazione sono più frequenti. La ristrutturazione di questa zona richiede sempre particolare attenzione.
- Pianificazione e design: Prima di procedere con l’installazione, è necessario definire il nuovo layout del bagno.
- Installazione delle nuove tubature: installazione delle nuove tubature secondo il progetto. Si dovrĂ decidere se utilizzare un impianto a collettore o a derivazione, a seconda delle esigenze e della struttura del bagno.
Normative e Permessi
Come per ogni intervento all’interno di casa, sono due le tipologie di normative che li regolano: quelle amministrative e quelle tecniche. In questa rubrica, abbiamo detto più volte che la normativa di riferimento per determinare i procedimenti edilizi legati all’edilizia è il Dpr 380/2001 (Testo Unico dell’Edilizia). La buona notizia è che non è necessario ottenere nessuna autorizzazione. La cattiva notizia è che va comunque presentata una pratica edilizia. Infatti, il rifacimento dell’impianto idraulico rientra tra le opere di manutenzione straordinaria leggera che richiedono la presentazione di una Cila (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata). Chiaramente è necessario presentare questa pratica edilizia solo se l’impianto viene rifatto completamente oppure ne viene rifatta una parte significativa (come può essere il rifacimento di un bagno).
Oltre alla pratica edilizia è necessario un adempimento fondamentale da fare a fine lavori: l’installatore deve produrre e fornire la Dichiarazione di Conformità dell’impianto. Questo documento attesta che l’impianto è stato realizzato seguendo la norma tecnica in vigore e utilizzando materiali adeguati. La dichiarazione di conformità è disciplinata dal Dm 37/2008, è obbligatoria e può essere rilasciata solo da installatori qualificati.
Il come deve essere rifatto l’impianto idraulico viene definito dalle normative tecniche. E, sebbene non si tratti di una norma tecnica in senso stretto, la prima a cui fare riferimento è il già citato Dm 37/2008: al suo interno sono stabiliti criteri specifici per la progettazione, l’installazione e la manutenzione degli impianti tecnici negli edifici, inclusi quelli idraulici. Al suo interno è anche riportato che gli impianti devono essere realizzati nel rispetto della normativa tecnica di settore.
In Italia, le norme tecniche sono le cosiddette UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) e forniscono linee guida dettagliate sulla realizzazione degli impianti, segnalando aspetti come i materiali da utilizzare, le modalitĂ di installazione e i controlli di sicurezza.
Detrazioni Fiscali
Quando si ristruttura una casa gli impianti rappresentano un costo sempre più significativo. Infatti, si stanno trasformando in sistemi complessi che consentono un maggiore comfort per gli inquilini. Anche per il rifacimento dell’impianto idraulico è possibile usufruire delle detrazioni fiscali. In particolare, fino al 31 dicembre 2024, è possibile usufruire della Bonus Ristrutturazioni, che dà diritto a una detrazione del 50% delle spese sostenute fino a un massimo di 96.000 euro complessivi (comprensivi di iva e spese tecniche), da ripartire in 10 anni. Quindi la detrazione complessiva è pari a 48.000€.
Schema impianto idraulico
Analizzate tutte le componenti di un comune impianto idraulico, è possibile realizzare lo schema dell’impianto, necessario sia in fase di cantierizzazione dell’opera per comunicare all’impresa esecutrice tutti i dettagli necessari alla sua realizzazione, che in fase di approvazione del progetto. Partendo dal modello del progetto architettonico, è possibile modellare le tubature (adduzione scarico, distribuzione, acqua calda, fredda, ecc.) ed inserire le apparecchiature direttamente da una ricca libreria di oggetti BIM. In questo modo la progettazione è realistica e dettagliata e si evitano problemi e imprevisti in fase di realizzazione dell’impianto.
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