Quando si giunge alla conclusione di installare un nuovo impianto idraulico, sicuramente, a monte della decisione vi possono essere varie ragioni. Stai costruendo o ristrutturando la tua abitazione ed è necessario realizzare un nuovo impianto idraulico? Un idraulico ti aiuta a realizzare il progetto in modo facile e veloce: ma qual è il costo di un impianto idraulico?

Quando si realizzano lavori importanti nella propria abitazione è importante valutare con attenzione i prezzi. Il costo di un impianto idraulico varia a seconda di diverse variabili come, ad esempio, la grandezza della tua abitazione, il numero di punti d’acqua necessari e, in caso di riparazioni, bisogna considerare lo stato dell’attuale impianto. Ognuna di queste variabili può influenzare notevolmente il costo finale dell’impianto idraulico. Dal momento che il prezzo varia in base ai dettagli del tuo progetto, è importante, quindi, avere il parere personalizzato di un idraulico. Quando si inizia a progettare un impianto idraulico, è importante valutare i dettagli del tuo progetto insieme ad un idraulico. Oltre a fornirti un parere professionale, ti aiuta a determinare con esattezza il prezzo finale del tuo progetto.

Cosa si intende per impianto idraulico?

Banalmente si tratta di tutti quegli elementi impiantistici che consentono all’acqua di entrare all’interno degli edifici, venire utilizzata e poi essere allontanata dall’edificio. Ma al netto di questa definizione ovvia, è importante sottolineare che l’impianto idraulico solitamente si divide in due parti: l’impianto di riscaldamento e l’impianto di acqua sanitaria. Siccome dell’impianto di riscaldamento abbiamo parlato in questo articolo, e sarebbe inutile ripetere concetti già approfonditi, nei prossimi paragrafi affronteremo gli aspetti salienti del rifacimento dell’impianto idraulico legato alla parte di acqua sanitaria. In sostanza, quindi, della parte di impianto idraulico che fornisce e smaltisce acqua di bagni, cucine e lavanderie.

Quando è necessario rifare l’impianto idraulico?

La decisione di rifare un impianto idraulico non deve essere presa alla leggera. Infatti, entrano in gioco diversi fattori per determinare questa necessità. In primis, l’età della struttura gioca un ruolo fondamentale. Le abitazioni costruite più di 20-30 anni fa spesso utilizzano materiali che ora sono considerati obsoleti o meno sicuri, come tubi in ferro o piombo.

Inoltre, problemi comuni come corrosione, calcificazione e usura generale possono compromettere l’integrità dell’impianto, anche se realizzati in tempi più recenti. In particolare, tubi in materiali più vecchi come il piombo possono rilasciare sostanze nocive nell’acqua, diventando un rischio per la salute. I segnali che indicano la necessità di un intervento sono spesso chiari, ma altrettanto spesso vengono trascurati. Perdite d’acqua, anche minime, possono suggerire crepe o rotture nelle tubature. Queste perdite, se non affrontate, possono portare a danni strutturali significativi e a un aumento dei costi di riparazione.

A tal proposito effettuare ispezioni regolari, svolte da professionisti qualificati, è essenziale sia per mantenere l’impianto idraulico in buone condizioni sia per prevenire problemi a lungo termine che per pianificare interventi più radicali come la sostituzione dell’impianto idraulico. Queste ispezioni, infatti, permettono di identificare precocemente eventuali problemi, prima che diventino emergenze costose. Le abitazioni costruite più di 30 anni fa, solitamente, hanno tubature non isolate, condizione che potrebbe favorire una notevole dispersione di calore e quindi un consumo eccessivo che si trasforma a sua volta in bollette molto salate. Ad ogni modo tubature vecchie di 30 anni vanno cambiate, o quanto meno riviste.

In conclusione, la valutazione della necessità di rifare l’impianto idraulico deve essere basata su una combinazione di fattori come l’età della casa, i materiali esistenti e i segnali che fornisce l’impianto. Le ispezioni regolari rappresentano un passo fondamentale per garantire la sicurezza, l’efficienza e la durata a lungo termine dell’impianto.

Materiali utilizzati per gli impianti idraulici

La realizzazione di questi due sotto-impianti segue regole differenti e vengono utilizzati materiali differenti. Infatti, il primo contiene al suo interno acqua in pressione oltre che fredda e calda, quindi deve avere delle precise caratteristiche sia di tenuta sia di isolamento. Prima di approfondire come sono realizzati gli impianti di adduzione e di scarico, vediamo brevemente quali sono i materiali utilizzati per gli impianti idraulici. Anche qui si differenziano tra impianti di carico e di scarico.

  • Rame: è stato un materiale di fiducia in molti settori, specialmente in quello idraulico, per la sua durata e resistenza. La sua capacità di resistere a fattori esterni come alte temperature e pressioni lo rende ideale per l’impianto idrico di una casa.
  • Tubi multistrato: sono ormai l’opzione più diffusa per la realizzazione degli impianti di carico, apprezzati per la loro versatilità e resistenza. Sono costituiti da strati sovrapposti di materiali polimerici (PE-X reticolato) e metallo (alluminio). Questi materiali conferiscono ai tubi multistrato resistenza alle alte temperature, flessibilità, atossicità, idoneità al trasporto di acqua potabile, leggerezza, resistenza alla corrosione e una bassa rugosità interna.
  • PVC: L’utilizzo del Pvc nelle tubazioni di scarico degli impianti idraulici domestici è lo standard, in quanto unisce praticità e conformità normativa. In compenso, hanno un punto debole: la resistenza alle alte temperature. Infatti, i tubi in Pvc possono dilatarsi, se esposti a temperature superiori ai 90°C. La normativa in cui vengono definite le caratteristiche delle tubazioni in Pvc è la UNI EN 1401-1:2019.

Isolamento delle tubazioni

Secondo il DPR 412/93, è prescritto che le tubazioni delle reti di distribuzione dei fluidi caldi in fase liquida o vapore degli impianti termici devono essere coibentate.

Per prevenire il congelamento: è importante isolare i tubi che corrono attraverso spazi non riscaldati, come muri esterni, garage, soffitte non riscaldate e cavità del pavimento. I materiali comunemente usati per l’isolamento dei tubi includono strisce di pellicola per tubi, schiuma apposita, l’isolamento delle pareti, copri rubinetti per l’outdoor, e l’installazione di rubinetti esterni a prova di gelo. In sintesi, l’isolamento delle tubazioni è una pratica necessaria per proteggere l’impianto idrico domestico da danni causati da temperature estreme e per migliorare l’efficienza energetica dell’impianto.

Tipologie di impianti di adduzione dell’acqua

Abbiamo detto che l’acqua all’interno degli impianti di adduzione è in pressione. Questa pressione non deve essere eccessiva, sia per non mettere sotto stress le tubazioni, le valvole e le giunzioni, sia per evitare fastidiosi rumori. Ma allo stesso tempo non deve essere troppo bassa per consentire un flusso d’acqua abbondante e regolare. Generalmente, si distinguono due tipi principali di impianti di adduzione dell’acqua: il sistema a collettore e quello a derivazione.

  • Impianto idrico in derivazione: è caratterizzato da una tubazione principale che fornisce ogni utenza della casa. La derivazione avviene tramite l’uso di raccordi a “T”, consentendo di dividere l’acqua della tubazione principale in più canali.
  • Impianto idrico con collettore: prevede l’installazione di un collettore idraulico a parete che funge da distributore centrale dell’acqua. Al collettore arrivano i tubi dell’acqua fredda (direttamente dal contatore) e dell’acqua calda (dal generatore). Da qui, partono tubi separati per l’acqua fredda e calda divisi per ciascuna utenza.

Impianto di scarico

Tecnicamente questa parte dell’impianto idraulico è più semplice rispetto a quello di adduzione. Si tratta semplicemente di tubazioni, solitamente in Pvc, che hanno lo scopo di convogliare le acque reflue di lavabi, docce, vasche, wc, lavatrici, etc. Le acque, all’interno delle tubazioni di scarico, scorrono per gravità, cioè vanno da un punto più alto a un punto più basso. Questo aspetto significa che gli scarichi dei vari sanitari non si possono trovare troppo lontano dalle fecali (i tubi verticali che convogliano le acque attraverso i vari piani verso la fognatura).

Relining: Rifare l'impianto idraulico senza rompere il pavimento

Il relining rappresenta una metodologia innovativa per la ristrutturazione dell’impianto idraulico, particolarmente vantaggiosa in contesti dove è necessario preservare l’integrità strutturale dell’edificio. Chiaramente il principale è che elimina la necessità di demolizioni invasive, preservando così l’integrità dell’edificio e riducendo i disagi per gli inquilini. Inoltre, questa tecnica riduce notevolmente i tempi di intervento e i costi associati, spesso risultando più economica rispetto ai metodi tradizionali. Le normative attuali impongono che i tubi di adduzione siano isolati: quelli in cui scorre l’acqua calda per evitare dispersioni inutili, quelli in cui scorre l’acqua fredda per evitare che si formi condensa nei massetti.Pertanto in tale ottica il relining del bagno forse non è la soluzione migliore ma solo un tamponamento economico in attesa di effettuare interventi più radicali.

Rifacimento dell’impianto idraulico in bagno

Il bagno è spesso l’area più critica dell’impianto idraulico di una casa e dove le necessità di ristrutturazione sono più frequenti. La ristrutturazione di questa zona richiede sempre particolare attenzione. Prima di procedere con l’installazione, è necessario definire il nuovo layout del bagno e installare le nuove tubature secondo il progetto. Si dovrà decidere se utilizzare un impianto a collettore o a derivazione, a seconda delle esigenze e della struttura del bagno.

Normative e permessi

Come per ogni intervento all’interno di casa, sono due le tipologie di normative che li regolano: quelle amministrative e quelle tecniche. Il rifacimento dell’impianto idraulico rientra tra le opere di manutenzione straordinaria leggera che richiedono la presentazione di una Cila (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata). Chiaramente è necessario presentare questa pratica edilizia solo se l’impianto viene rifatto completamente oppure ne viene rifatta una parte significativa (come può essere il rifacimento di un bagno). Oltre alla pratica edilizia è necessario un adempimento fondamentale da fare a fine lavori: l’installatore deve produrre e fornire la Dichiarazione di Conformità dell’impianto. Questo documento attesta che l’impianto è stato realizzato seguendo la norma tecnica in vigore e utilizzando materiali adeguati.

Il come deve essere rifatto l’impianto idraulico viene definito dalle normative tecniche. Al suo interno è anche riportato che gli impianti devono essere realizzati nel rispetto della normativa tecnica di settore. In Italia, le norme tecniche sono le cosiddette UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) e forniscono linee guida dettagliate sulla realizzazione degli impianti, segnalando aspetti come i materiali da utilizzare, le modalità di installazione e i controlli di sicurezza.

Detrazioni fiscali

Quando si ristruttura una casa gli impianti rappresentano un costo sempre più significativo. Infatti, si stanno trasformando in sistemi complessi che consentono un maggiore comfort per gli inquilini. Anche per il rifacimento dell’impianto idraulico è possibile usufruire delle detrazioni fiscali. In particolare, fino al 31 dicembre 2024, è possibile usufruire della Bonus Ristrutturazioni, che dà diritto a una detrazione del 50% delle spese sostenute fino a un massimo di 96.000 euro complessivi (comprensivi di iva e spese tecniche), da ripartire in 10 anni.

Costi medi per tipologia di intervento

Quando si inizia a progettare un impianto idraulico, è importante valutare i dettagli del tuo progetto insieme ad un idraulico. Realizzare un impianto idraulico per il bagno è un lavoro che viene realizzato in circa una settimana e ha un costo medio di circa € 1.500 euro. In un bagno di medie dimensioni si contano almeno 4 punti d’acqua, per il lavabo, la doccia, il bidet e il wc. In questo caso, il costo finale dell’impianto si aggira intorno ai € 1.200. La grandezza di questa tipologia di impianti è, solitamente, di circa 2 punti acqua, uno per il lavabo della cucina e uno per la lavastoviglie. In questo caso, dovrai considerare tutti i punti acqua necessari per la tua casa.

Ecco una tabella riassuntiva dei costi medi:

Tipo di Impianto Costo Medio
Impianto idraulico bagno (4 punti acqua) € 1.200
Impianto idraulico bagno grande (6 punti acqua) € 2.000
Impianto idraulico cucina (2 punti acqua) Variabile in base alla lunghezza delle tubature
Impianto idraulico casa (100 mq) € 2.000 - € 5.000
Impianto idraulico casa (150 mq) € 3.000 - € 7.000
Impianto idraulico casa (200 mq) € 4.000 - € 8.000
Rifacimento impianto idraulico cucina (con lavello e presa) € 500 - € 1.500
Costo punto acqua e scarico € 200 - € 800

Come risparmiare sul costo del tuo impianto idraulico

Risparmiare sul costo del tuo impianto idraulico è sempre possibile. Nella maggior parte dei casi, se realizzi una ristrutturazione della tua abitazione, hai accesso alle agevolazioni fiscali offerte dal governo che ti permettono di risparmiare fino al 50% sul costo finale dell’impianto idraulico.

Fattori che influenzano i prezzi degli impianti idraulici

I prezzi degli impianti idraulici possono variare in base a diversi fattori.

  • Dimensione dell’abitazione (Metri Quadri): Maggiore è la superficie da coprire, più lunga e complessa sarà la rete idraulica, influenzando il costo.
  • Tipologia di Intervento: Il tipo di impianto desiderato incide sui costi.
  • Numero di Punti Acqua: Ogni punto acqua aggiunto, comporta costi aggiuntivi.
  • Stato Attuale dell’Impianto: Nel caso di ristrutturazioni o rifacimenti, lo stato attuale dell’impianto può influenzare i costi.
  • Complessità delle Opere Murarie: Se sono necessarie opere murarie significative per installare o modificare l’impianto, ciò può aumentare i costi.
  • Materiali Utilizzati: La scelta dei materiali può influenzare notevolmente i costi.
  • Località Geografica: Le differenze regionali possono influire sui prezzi.

Come richiedere un preventivo per l'impianto idraulico

Ti stai chiedendo quanto costa rifare l’impianto idraulico per un bagno, una cucina, un’azienda, una palestra o per qualsiasi altra necessità? Allora richiedi subito un preventivo dei migliori professionisti operativi in tutta Italia sul nostro portale. Su impianti.it puoi richiedere preventivi sugli impianti idraulici chiari e trasparenti, ricevendo un servizio personalizzato a norma di legge.

Segnali di un impianto idraulico difettoso

Senza una manutenzione periodica rischi di dover intervenire nuovamente a distanza di pochi anni dalla progettazione di un impianto idraulico nuovo. Dei piccoli o grandi campanelli d’allarme ti avvisano quali criticità ci sono: non ignorarli!

  • Perdite che danneggiano il rivestimento del bagno, soprattutto se risultano frequenti e continue.
  • Chiazze di umidità sparse qua e là così come guasti e malfunzionamenti frequenti sono chiari indicatori che c’è qualche problema nell’impianto.

Com'è fatto l'impianto idraulico

Il rifacimento dell’impianto idraulico è uno degli interventi di ristrutturazione più delicati in assoluto e deve necessariamente essere eseguito da un esperto del settore. Devi sapere che un impianto idraulico è formato da varie parti che si occupano della fornitura e dello smaltimento dell’acqua e che sono tutte collegate tra di loro.

Il cuore di un impianto idraulico è il contatore, che può essere posizionato all’interno di un’abitazione o all’esterno di un condominio. Dal contatore parte un tubo di adduzione collegato ad una chiave di arresto che, in caso di necessità, consente di chiudere l’erogazione dell’acqua. Da questo rubinetto principale si snodano due tubi: uno va verso i terminali e l’altro verso il sistema di riscaldamento dell’acqua. Quest’ultimo tubo a sua volta si divide in due parti: una ricircola e viene usata per riscaldare gli ambienti, mentre l’altra si dirige verso i terminali nel momento in cui si apre il rubinetto dell’acqua.

L’acqua viene canalizzata verso i punti di raccolta tramite la rete di scarico.

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