L'evoluzione della moda mare è un fenomeno impressionante, che testimonia la liberazione del corpo femminile attraverso decenni di cambiamenti sociali e culturali. Orli che si accorciano, costumi interi che si trasformano in due pezzi, maxi culotte che diventano slip minimali, corpetti che si restringono fino a trasformarsi in sottilissime fasce, bretelline che lasciano il posto a cordini.
Dalla lana al rayon, al cotone, al nylon, all'elastan, fino ad approdare a tessuti tecnici altamente performanti, pensati per scolpire il corpo sulla spiaggia. Oggi siamo libere di indossare un micro bikini, se ci piace, ma anche di divertirci con un costume rétro, castigato e ispirato agli anni '50.
Osservando la storia dei costumi da bagno è chiaro come l’obiettivo sia sempre stato quello di apparire al meglio in spiaggia. Siamo passate da modelli spessi in lana dei primi del '900 a costumi in velluto con dettagli preziosi, perfetti per essere fotogenici su Instagram.
L'Influenza del New Look di Dior
Il nome di Dior è collegato al New Look, che il 12 febbraio 1947, lo rese celebre nel giro di un giorno. La donna proposta con la linea Corolla, poi ribattezzata New Look, era nuovissima nella sua pronunciata femminilità e sapeva d’antico: vita minuscola, petto alto, spalle minute, gonne ampie e allungate con sottogonna di tulle per accrescerne il volume. In un esaltato ritorno alla femminilità, lanciò immense, allungate gonne, vite strizzate in giacchini-corpetto, facendo tremare trepidanti le donne di mezza Europa.
Con le sue creazioni enfatizzava il lusso, talvolta anche a discapito del comfort: i suoi abiti rilanciarono il vitino da vespa e la reintroduzione del bustier.
Dior nella creazione del suo intramontabile stile guardava in retrospettiva ai modelli del passato, alla grandeur francese e alle conquiste della moda della metà dell’ottocento. Un revival del Secondo Impero e dello stile opulento dell’Imperatrice Eugenia, ma in chiave comunque moderna e nuova.
I Primi Anni di Christian Dior
Christian Dior nacque a Granville, in Normandia, nel 1905; interruppe presto gli studi in Scienze Politiche per collaborare alla galleria d’arte di Jean Bonjean a Parigi, impiego più affine alla sua sensibilità e talento. Nel 1937 comincia a lavorare per Robert Piguet per poi lasciare nel 1939 chiamato a servire la Patria. Nel 1942 ritornerà a Parigi e dove lavorerà per Lucien Lelong, diventandone il primo stilista insieme a Pierre Balmain.
La svolta e il lancio definitivo della carriera di Christian Dior avverranno grazie all’incontro e all’aiuto finanziario dell’industriale tessile Marcel Boussac, il “re del cotone”. Sin dalla sua collezione d’esordio col proprio nome Christian Dior riuscì nell’impresa di rivoluzionare la moda degli anni quaranta, lanciando uno stile e un’idea di femminilità completamente nuovi.
Il Successo del New Look
Il suo stile non offriva soltanto un nuovo look ma una nuova prospettiva, dopo anni di militari, di uniformi civili e di carenze sartoriali. La linea “a Corolle” o “New Look”, come la nominarono i giornalisti americani, fu una vera e propria rivoluzione.
La donna proposta non portava più le spalline imbottite ma aveva spalle arrotondate e morbide, invece di striminzite gonne dritte indossava ampie gonne a corolla lunghe fino a venti centimetri dal suolo, tessuti raffinati e costosi sostituivano il panno imposto dalla guerra.
Molti altri elementi innovatori, che diverranno tipici della sua moda, furono introdotti da Dior già con la sua prima collezione, come aver innestato nel suo stile iperfemminile elementi mutuati dalla sartoria maschile.
Dior con il suo stile seppe ridare a Parigi lo scettro di capitale indiscussa della moda; tutti gli occhi degli addetti del settore erano puntati sulle sue passerelle e aspettavano con isterica curiosità le sue proposte.
L'Eredità di Dior
Negli anni Christian Dior sviluppò il suo impero, legando il suo nome a una serie di licenze per pellicce, calze, profumi portando enormi entrate ed espandendo il giro d’affari in ben ventiquattro paesi.
Nel 1957 la maison presentò l’ultima collezione del Maestro: variazione sul tema della vareuse, capo morbidamente appoggiato ai fianchi accanto a sahariane kaki, con bottoni a chiudere le tasche ad aletta.
Stilista tra i più importanti dell’alta moda francese, Christian Dior è il genio creativo del New Look, che, nel 1947, gli vale la consacrazione internazionale.
A Dior furono sufficienti dieci anni, dal 1947 al 1957, quando morì a Montecatini, per creare uno degli imperi più ammirati della moda, affidato, negli anni, a stilisti come Yves Saint Laurent e Gianfranco Ferré.
Oggi la maison scommette sulla creatività di Maria Grazia Chiuri ed è parte del colosso del lusso Lvmh. Oltre 200 le boutique nel mondo, per un universo che abbraccia haute couture, moda uomo (con Dior Homme, con la nuova guida di Kim Jones) e donna, calzature, accessori, profumi, cosmetici e orologi.
Il cuore della griffe resta Avenue Montaigne, a Parigi, un luogo pregno del mito e delle passioni del fondatore.
La Biografia di Christian Dior
Christian Dior nasce il 21 gennaio 1905 a Granville, in Francia. Appassionato d'arte e di architettura, il giovane Dior cede alla pressione del padre quando, nel 1925, si iscrive all'École des sciences politiques e studia per diventare diplomatico.
Nel 1928, con gli aiuti economici della famiglia, decide però di aprire una piccola galleria d'arte che in poco tempo diviene tra le più quotate della capitale francese, con mostre dedicate a Georges Braque, Jean Cocteau e Pablo Picasso.
Per mantenersi inizia a vendere disegni e bozzetti di moda e, nel 1935, diventa illustratore per la rivista Figaro. Diversi anni dopo, Christian Dior inizia a collaborare, come assistente al disegno, con lo stilista Robert Piguet, sodalizio interrotto dal servizio militare e dalla guerra, che porta Christian Dior a servire al fronte della Francia meridionale.
A metà degli anni 40 Dior decide di aprire il suo primo atelier, al 30 di Avenue Montaigne. A finanziare l'avvio dell'attività è Marcel Boussac, il "re del cotone", che investe ben 60 milioni di franchi.
L'Innovazione nel Design
Il 12 febbraio 1947, Christian Dior presenta alla stampa la sua nuova collezione, portando in passerella silhouette dalle linee inedite per l'epoca. Le spalle sono arrotondate, le linee fluide e allungate, la gonna diventa una corolla sopra il vitino stretto.
Nella collezione, inquadrata da Carmel Snow, editor di Harper’s Bazaar, come "New Look", la povertà, il razionamento e i toni cupi degli anni della guerra scompaiono: Dior modella il corpo femminile, esaltandone le curve, pronto a restituire il gusto per la leggerezza e l’arte di piacere.
Rivoluzionario nel suo apparente ritorno allo stile del passato, Dior ha rilanciato la guêpière e il corsetto, indumenti femminili abbandonati con la guerra, facendo storcere il naso a competitor come Coco Chanel e Poiret, che insieme a lui fanno di Parigi il baricentro della moda.
Lo stilista spiana la strada a un nuovo concetto di lusso iperfemminile, ispirando figure successive, come Pierre Balmain.
Gli Anni Successivi alla Morte di Dior
Nel 1957 Christian Dior è il primo stilista a finire sulla copertina di Time. Dopo pochi mesi muore a Montecatini, stroncato da un attacco cardiaco. Al suo funerale, a Parigi, partecipano migliaia di persone.
A guidare la casa di moda dopo di lui sono Yves Saint Laurent (1957-1960), Marc Bohan (1960-1986), Gianfranco Ferré (1987-1997), John Galliano (1997-2011), Raf Simons (2012-2015) e, dal 2016, la prima donna, Mara Grazia Chiuri.
Dal 1970, ha conquistato la scena anche il marchio Dior Homme, dedicato alla moda maschile e oggi guidato dallo stilista inglese Kim Jones.
Citazioni e Curiosità
"Quando la donna veste bene sa che l’uomo la considera attraente come se non indossasse niente", amava ripetere Christian Dior, capace di modellare gli abiti sulle curve del corpo femminile.
Per Dior la bellezza di una donna stava nella sua capacità di essere interessante, di dare un’anima anche agli aspetti più frivoli della sua quotidianità. Tra le curiosità che lo riguardano, oltre a una ferma fede nel destino, la passione per i fiori: "Dopo le donne, i fiori sono la cosa più bella che Dio ha donato al mondo".
Il suo fiore preferito era il mughetto, che più di una volta ha cucito negli orli dei vestiti come catalizzatore di buona fortuna prima di una sfilata.
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