L'analisi etimologica delle parole ci permette di scoprire le radici profonde del nostro linguaggio e come nel tempo i termini si sono evoluti, trasformando il loro significato. In questo contesto, esploriamo l'etimologia dei derivati di "bagno", focalizzandoci sulle loro origini e trasformazioni linguistiche.
Origini e Trasformazioni di Alcune Parole Chiave
La parola BAGLIÓRE, ad esempio, nel senso di cosa che fa badare, attrae l'attenzione, come appunto un grande splendore. Si pensa che sia legato a BARLIÀRE composto di baglióre.
Un'altra interpretazione suggerisce che BAGUÀRE stia per VALIÀRE, derivato dal latino VÀRIUS che significa cangiante e quindi abbagliante, collegandosi anche alla voce Svarione.
Il Diez invece, attribuisce a un senso peggiorativo la voce BAR prefisso che nelle lingue romanze ha un significato di confusione [tale in Bar-lume], e lat. LÙC-EM luce, da qui anche il dialetto genovese ABBARLUGÀ abbarbagliare.
La formazione di Bagliare deve partire da un originario BARLUCOLÀRE.
Derivati e Loro Significato
Esaminiamo ora alcuni derivati specifici e il loro significato:
- ABBÀGLIO: Subitaneo e improvviso splendore che offusca la vista.
- ABBAGLIAMÉNTO: Abbagliamento che impedisce di quando in quando il vedere.
- Abbagliare: offuscare la vista per soverchio chiarore.
È interessante notare il confronto con il francese BERLUE, che significa barbaglio (===milan. BERLÙS scintilla).
Influenze e Confronti Linguistici
Il Delàtre ragiona in questo modo: dalVa. ted. BAIDAN nacque il prov. BADAR e indi Vii. BADARE osservare, guardare, da dove si trassero gli astratti BADA e BADAGGIO, BADAGLIO, il qua? ultimo contratto in BAGLIO (in Bar-baglio) della mancanza di attenzione ovvero della offuscarono della vista prodotta per indicare Veffetto da bagliore, che è di prendere una cosa per un5 altra.
Altri prendendo la mossa dal verbo BAGLIARE per dire offuscare la vista per soverchio chiarore, e ai derivati ABBÀGLIO, ABBAGLIAMÉNTO.
L'alterazione della spirante sono i continuatori della sonora aspirata bh indoeuropea rimasta latino, come pure degli alfabeti derivati da esso, corrisponde al greco n, w, e al 5 dei Fenici, che vale bocca, della quale taluno crede riconoscere la figura nel greco minuscolo, che scrivevasi mute o sorde. La p delPalfabeto labio-dentale, a rappresentare la quale i Greci adottarono il segno O, p e i Latini F, f [mantenendo però il ph nelle parole di origine ellenica]. Ma tale aspirata consonanti, che si dicono e susseguente anche cosi: (o [=== gì]. Troviamo nella più antica scrittura, e greca sonora originaria nella sorda greca è dovuta .alla natura della aspirazione, che erasi fatta sorda. della viva luce sul nostro organo visivo e a SBAGLIO.
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