La Dichiarazione di Conformità, o DICO, è un documento fondamentale nel settore degli impianti tecnici in Italia. È un documento che rappresenta una dichiarazione ufficiale, rilasciata da professionisti abilitati nel settore idraulico, che attesta la conformità e l’adeguatezza dell’impianto idraulico di un edificio. La certificazione attesta che chi ha realizzato l’impianto, sia esso elettrico, idraulico, termico o a gas, ha rispettato le normative vigenti, garantendo la sicurezza e la qualità del lavoro svolto.
Chi rilascia la Dichiarazione di Conformità?
Secondo il DM 37/08, la dichiarazione di conformità può essere rilasciata esclusivamente da imprese abilitate e professionisti qualificati. Nello specifico:
- Imprese installatrici abilitate: Solo le imprese che possiedono i requisiti tecnico-professionali richiesti dalla normativa possono rilasciare la DICO. Queste imprese devono essere iscritte alla camera di commercio con l’abilitazione per operare sugli specifici impianti (idraulici, termici, elettrici ecc.). Ogni impresa deve avere nel proprio organico un responsabile tecnico qualificato, che sia in grado di garantire il rispetto delle norme di sicurezza durante l’installazione o la manutenzione dell’impianto.
- Professionisti abilitati: In alcuni casi, la progettazione e l’esecuzione di impianti possono essere affidate a professionisti abilitati, come ingegneri, periti industriali o architetti.
Quando è richiesta la certificazione dell’impianto idraulico?
La certificazione dell’impianto idraulico è obbligatoria in diverse situazioni, tra cui:
- Installazione di un nuovo impianto: ogni volta che viene installato un nuovo impianto idraulico in un edificio, è necessaria una certificazione per garantire la conformità alle normative;
- Modifiche o ampliamenti: se si apportano modifiche significative a un impianto esistente o se si espande l’impianto, è richiesta una certificazione;
- Manutenzione straordinaria: anche gli interventi di manutenzione straordinaria richiedono una certificazione per assicurare che le riparazioni siano effettuate correttamente;
- Allacci di nuove utenze: quando si collegano nuove utenze all’impianto idraulico di un edificio, è necessaria una certificazione.
È obbligatoria anche per la vendita o locazione di un immobile, in quanto documentazione tecnica necessaria.
Perché è importante la dichiarazione di conformità?
La dichiarazione di conformità è un documento cruciale per garantire la sicurezza degli impianti e delle persone che utilizzano gli edifici. Senza questo certificato, non è possibile ottenere il certificato di agibilità dell’immobile, necessario per abitare o utilizzare legalmente una struttura.
Come ottenere la certificazione impianto idraulico
Per ottenere la certificazione di un impianto idraulico è necessario seguire alcuni passaggi:
- Progetto dell’impianto: si inizia con un progetto dettagliato dell’impianto idraulico, garantendo che sia conforme alle normative locali.
- Materiali e documentazione: si stila un elenco dei materiali utilizzati, inclusi i certificati di autenticazione.
- Sopralluogo e verifica: il professionista abilitato effettua un sopralluogo e verifica che l’impianto sia stato realizzato a norma di legge.
- Certificazione: una volta completate tutte le verifiche, il professionista rilascia la certificazione per l’impianto idraulico.
Cosa serve per certificare impianti?
Per certificare un impianto servono:
- Dati del committente
- Descrizione dettagliata dei lavori eseguiti
- Dati tecnici dell’impianto
- Relazione dei materiali e dispositivi installati
- Schema dell’impianto (se richiesto)
- Eventuale progetto firmato da tecnico abilitato (se richiesto)
Il modulo deve essere firmato dal responsabile tecnico dell’azienda installatrice.
Normativa di riferimento per la certificazione degli impianti idraulici
Il comma 1 del D.M. 37/08 definisce gli impianti per i quali è necessario rilasciare la certificazione, tra cui gli impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura o specie. L’impianto idraulico sanitario è detto anche idrico sanitario per via della finalità: lavaggio e pulizia della persona e dell’ambiente.
Le 3 principali normative che dettano i parametri e i criteri tecnici per il dimensionamento degli impianti idraulici sono:
- UNI EN 806: “Specifiche relative agli impianti all’interno di edifici per il convogliamento di acque destinate al consumo umano”. La norma specifica i requisiti e fornisce indicazioni su: progettazione, installazione, modifica, prove, manutenzione e sul funzionamento di impianti per acqua potabile all’interno di edifici e, per alcuni fini, di tubazioni all’esterno degli edifici ma all’interno degli immobili.
- UNI 9182: “Impianti di alimentazione e distribuzione d’acqua fredda e calda - progettazione, installazione e collaudo”. Questa normativa fornisce una guida dettagliata sui parametri e i criteri tecnici da seguire per la progettazione e l’installazione di reti idrauliche destinate al consumo umano. Copre anche aspetti come il ricircolo e la distribuzione dell’acqua calda e la realizzazione di impianti per l’acqua non potabile e i relativi utilizzi.
- UNI 12056-5:2001: “Sistemi di scarico funzionanti a gravità all’interno degli edifici - Installazione e prove, istruzioni per l’esercizio, la manutenzione e l’uso”. La norma si applica ai sistemi fognari per acque reflue a gravità. Si applica ai sistemi fognari all’interno di abitazioni, edifici commerciali, edifici pubblici e industriali.
Dichiarazione di rispondenza impianto idrico (Di.Ri.)
Nel caso in cui la dichiarazione di conformità prevista dalla normativa non sia stata prodotta o non sia più reperibile, viene sostituita da una dichiarazione di rispondenza, resa da un professionista iscritto all’albo professionale per le specifiche competenze tecniche richieste, che ha esercitato la professione, per almeno 5 anni, nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione, sotto personale responsabilità, dopo sopralluogo ed accertamenti, oppure per gli impianti non ricadenti nel campo di applicazione dell’articolo 5, comma 2 del D.M. 37/08, da un soggetto che ricopre da almeno 5 anni, il ruolo di responsabile tecnico di un’impresa abilitata di cui all’articolo 3, operante nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione.
La Di.Ri. è rilasciata solo per gli impianti realizzati prima del 27/03/2008. Per gli impianti realizzati dopo tale data, non è possibile richiedere una dichiarazione di rispondenza, ma è necessario effettuare la manutenzione dell'impianto al fine di ottenere una nuova dichiarazione di conformità.
Per gli impianti non soggetti ad obbligo di progetto, la Di.Ri. deve essere consegnata al committente, che dovrà conservarla e darne copia alla persona che utilizza i locali. deve essere depositata presso lo sportello unico per l’edilizia del Comune ove ha sede l’impianto. Nel caso in cui si tratti di una nuova costruzione la dichiarazione di conformità è un elemento essenziale da allegare al certificato di agibilità. Il deposito deve rispettare il termine di trenta giorni dalla conclusione dei lavori (solo per gli edifici già in possesso del certificato di agibilità).
Rischi e sanzioni per assenza della certificazione
L’assenza di una certificazione per l’impianto idraulico può comportare una serie di rischi e sanzioni di natura legale ed economica. È fondamentale comprendere queste implicazioni per apprezzare appieno l’importanza di ottenere la certificazione e rispettare le normative vigenti nell’ambito degli impianti idraulici.
I rischi maggiori sono:
- Rischi per la sicurezza: la mancanza di una certificazione per l’impianto idraulico implica il rischio di malfunzionamenti, perdite d’acqua, danni strutturali e situazioni potenzialmente pericolose. Questi problemi possono mettere a repentaglio la sicurezza degli occupanti dell’edificio e causare danni alle proprietà circostanti. Un impianto idraulico non certificato potrebbe non essere conforme alle norme di sicurezza, aumentando il pericolo di incidenti.
- Sanzioni amministrative: le autorità competenti possono infliggere sanzioni amministrative in caso di mancanza di certificazione o di impianto non conforme alle normative. Queste sanzioni possono includere multe significative e la richiesta di mettere l’impianto a norma.
- Difficoltà nella vendita o locazione: se si intende vendere o affittare un immobile senza una certificazione per l’impianto idraulico, potrebbero esserci notevoli difficoltà. I potenziali acquirenti o inquilini potrebbero richiedere tale certificazione come parte dell’accordo, o potrebbero essere riluttanti a procedere senza di essa.
- Possibili contenziosi legali: l’assenza di una certificazione può generare contenziosi legali tra proprietari e acquirenti/inquilini in caso di problemi impiantistici. Questi contenziosi possono essere lunghi, costosi e dannosi per l’immagine di tutte le parti coinvolte.
- Problemi con le assicurazioni: le compagnie di assicurazione potrebbero rifiutarsi di coprire danni o incidenti causati da un impianto idraulico non certificato o non conforme. Ciò potrebbe comportare la responsabilità finanziaria diretta per i proprietari dell’immobile in caso di danni o perdite.
Quanto costa la certificazione di un impianto idraulico?
Il costo della certificazione varia in base al tipo di impianto e alla sua complessità:
- Impianto idraulico standard (casa singola): da €100 a €300
- Impianti complessi o con progetto: da €300 a oltre €800
- In caso di impianto esistente da regolarizzare: può servire una dichiarazione di rispondenza (DIRI), che costa anche €250 - €600
Il costo può essere incluso nel prezzo totale dei lavori.
Validità della dichiarazione di conformità
Il certificato di conformità non ha una scadenza definita per legge. Tuttavia, la validità pratica del certificato è legata alla normativa e alle condizioni dell'impianto al momento del rilascio. La dichiarazione non ha una scadenza, ma resta valida fino a modifiche o rifacimenti dell’impianto.
Tuttavia:
- Deve essere conservata per eventuali controlli futuri (vendita, ristrutturazione, incidenti)
- In caso di modifica, serve una nuova certificazione
Allegati obbligatori alla DICO
Assieme alla DICO (Allegato I) sarà necessario allegare una serie di documenti complementari- definiti Allegati Obbligatori. Ovvero:
- Una relazione con le tipologie dei materiali impiegati
- Lo schema tecnico di impianto realizzato
- La copia del certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali della impresa (visura camerale o equivalente)
- Eventuali allegati aggiuntivi rilevanti al fine dichiarativo
Cosa deve rilasciare l’installatore della caldaia?
Quando si installa una caldaia, l’installatore deve rilasciare:
- Dichiarazione di conformità dell’impianto gas e idraulico
- Libretto d’impianto aggiornato
- Registrazione del collaudo e messa in funzione
- Certificazione energetica (se richiesta)
La mancata consegna può comportare multe o invalidità della garanzia del produttore.
Come si fa se l’idraulico non mi dà la dichiarazione di conformità?
Se l’idraulico si rifiuta:
- Chiedi formalmente la documentazione per iscritto
- Ricorda che è un obbligo di legge
- Informa l’Ordine professionale o la Camera di Commercio
- Puoi rivalerti legalmente per inadempienza contrattuale
Senza conformità, non puoi vendere o affittare l’immobile, né garantire la sicurezza dell’impianto.
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