Hai un immobile e hai bisogno di una dichiarazione di conformità degli impianti? Questo documento è fondamentale per attestare che le normative degli impianti, idraulici e del gas siano rispettate in modo tale da garantirne la sicurezza.
Dichiarazione di Conformità e Dichiarazione di Rispondenza: Qual è la Differenza?
La DICO è un documento obbligatorio per tutti gli impianti realizzati dopo il 2008. Essa certifica che l’impianto è stato realizzato a norma secondo le leggi vigenti al momento della costruzione.
La dichiarazione di rispondenza, invece, è un documento sostitutivo della dichiarazione di conformità, ma solo per gli impianti realizzati tra il 1990 e il 2008. Essa attesta che l’impianto idraulico, gas ecc. al momento della sua costruzione, era conforme alle normative tecniche dell’epoca.
La dichiarazione di rispondenza certifica la rispondenza dell’impianto alla normativa vigente all’epoca di costruzione tenuto conto delle condizioni di esercizio e dalla destinazione d’uso dell’edificio.
La differenza sostanziale tra la dichiarazione di conformità e la dichiarazione di corrispondenza è che quest’ultima si elabora solo in caso di impianti già esistenti.
Quando si può fare una Di.Ri.?
La DIRI può essere richiesta in diverse situazioni, tra cui:
- Attivazione di una nuova fornitura gas, idrica: Se hai acquistato un immobile costruito tra il 1990 e il 2008 e vuoi attivare un nuovo impianto gas o un nuovo impianto idrico, il distributore potrebbe richiedere la presentazione della dichiarazione di conformità o, in sua assenza, della dichiarazione di rispondenza.
- Aumento di potenza: Anche in caso di richiesta di aumento di potenza per un impianto esistente, potrebbe essere necessaria la presentazione di uno dei due documenti.
- Vendita o affitto dell’immobile: La presenza della dichiarazione di conformità o di rispondenza è spesso richiesta dai potenziali acquirenti o inquilini, in quanto garantisce la sicurezza dell’immobile.
La Dichiarazione di Rispondenza è stata introdotta dal D.M. 37/08 ed è un documento sostitutivo della Dichiarazione di Conformità, prevista dalla Legge 46/90 e regolamentata dal D.P.R. 447/91, con lo scopo di andare a sanare dal punto di vista documentale quegli impianti in cui la Dichiarazione di Conformità non fosse presente o reperibile.
Risulta quindi fondamentale la definizione dell'ambito temporale su cui può agire la Dichiarazione di Rispondenza, che riguarda i soli impianti realizzati tra la data dell'entrata in vigore del D.P.R. 447/91 (e contestuale nascita della Dichiarazione di Conformità) ed il 27/03/2008 (data dell'entrata in vigore del D.M. 37/08 con l'introduzione della Dichiarazione di Rispondenza).
Chi rilascia la dichiarazione di rispondenza?
La dichiarazione di rispondenza è rilasciata da un professionista iscritto all’albo professionale per le specifiche competenze tecniche richieste, che ha esercitato la professione per almeno 5 anni nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione, sotto sua responsabilità, in esito a sopralluogo ed accertamenti, ovvero, per gli impianti non ricadenti nel campo di applicazione dell’articolo 5, comma 2, da un soggetto che ricopre, da almeno 5 anni, il ruolo di responsabile tecnico di un’impresa abilitata di cui all’articolo 3, operante nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione.
Per rilasciare la Dichiarazione di Rispondenza, il professionista deve essere in possesso dei seguenti requisiti:
- Iscrizione all'albo professionale per le specifiche competenze tecniche richieste, avendo esercitato la professione, per almeno 5 anni, nel settore impiantistico a cui si riferisce la Dichiarazione di Rispondenza
- Per i soli impianti sotto i limiti dimensionali previsti dell'art. 5 comma 2 del D.M. 37/2008, la Dichiarazione di Rispondenza può essere rilasciata da un soggetto che ricopre da almeno 5 anni il ruolo di responsabile tecnico di un'impresa abilitata, operante nello stesso settore impiantistico.
Il tecnico abilitato a rilasciare la documentazione è responsabile in toto di ciò che viene dichiarato all’interno della stessa.
Come ottenere la dichiarazione di rispondenza?
Per ottenere la dichiarazione di rispondenza, è necessario rivolgersi a un professionista abilitato (ingegnere, perito industriale, ecc.) che, dopo aver effettuato un sopralluogo, rilascerà il documento attestante la conformità dell’impianto alle normative vigenti al momento della sua costruzione.
Per ottenere la certificazione di un impianto idraulico è necessario seguire alcuni passaggi:
- progetto dell’impianto: si inizia con un progetto dettagliato dell’impianto idraulico, garantendo che sia conforme alle normative locali;
- materiali e documentazione: si stila un elenco dei materiali utilizzati, inclusi i certificati di autenticazione;
- sopralluogo e verifica: il professionista abilitato effettua un sopralluogo e verifica che l’impianto sia stato realizzato a norma di legge;
- certificazione: una volta completate tutte le verifiche, il professionista rilascia la certificazione per l’impianto idraulico.
Chi redige la dichiarazione di rispondenza, dovrà avere cura di dichiarare che l’impianto è rispondente a quanto previsto dall’art.7 del D.M. 37 del 22 gennaio 2008, tenuto conto delle condizioni di esercizio e degli usi a cui è destinato l’edificio, dovrà indicare che è stata seguita la legislazione e la normativa tecnica applicabile ed allegare il report delle verifiche eseguite durante il sopralluogo.
A cosa deve essere rispondente l’impianto?
Il D.M. 37/08, che ha sostituito la legge 46/1990, non esplicita a quali norme tecniche debba essere rispondente un determinato impianto.
Gli impianti per i quali si intende rilasciare la dichiarazione di rispondenza devono essere realizzati secondo la Regola dell'Arte, ossia rispettano al momento della loro messa in servizio:
- la legislazione vigente
- la normativa tecnica di settore
- le regole di “perizia” (il cui impiego si impone sempre in rapporto a ciascun impianto le cui particolarità devono sempre essere valutate dal professionista con attenzione al singolo caso)
- i requisiti essenziali di sicurezza secondo cui: “gli impianti sono installati, utilizzati e manutenuti in modo da salvaguardare le persone, gli animali e le cose da tutti i rischi di natura elettrica, chimica, termica e meccanica
La sussistenza dei requisiti di cui sopra può essere dimostrata dal professionista, fermo restando il rispetto della legislazione vigente all'atto della messa in esercizio dell'impianto, mediante la scelta oculata delle norme tecniche (europee e nazionali).
Quando rilasciare la Dichiarazione di Rispondenza
Il D.M. 37/08, all'art. 7 comma 6 e all'art. 8 comma 3, prevede il rispetto di alcune specifiche condizioni per il rilascio della Dichiarazione di Rispondenza:
- Quando non sia stata prodotta, o non sia reperibile, la Dichiarazione di Conformità, per gli impianti realizzati nel periodo compreso tra il 13 marzo 1990 ed il 26 marzo 2008;
- Quando, per impianti realizzati nel periodo compreso tra 13 marzo 1990 ed il 26 marzo 2008, la Dichiarazione di Conformità non sia stata rilasciata, oppure sia stata rilasciata ma priva di almeno uno dei requisiti essenziali a suo tempo previsti dalla legge.
Perché è importante avere la dichiarazione di conformità o di rispondenza?
La presenza di questi documenti è fondamentale per diverse ragioni:
- Sicurezza: Garantisce che gli impianti siano a norma e riducono il rischio di incidenti.
- Valore dell’immobile: Aumenta il valore dell’immobile agli occhi di potenziali acquirenti o inquilini.
- Conformità alle leggi: Rispetta le normative vigenti in materia di sicurezza degli impianti.
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