L'innovazione continua di prodotto e la capacità di rispondere a tutte le esigenze del cliente hanno proiettato Argo Tractors tra i leader mondiali della meccanizzazione agricola, mantenendo l’Italia e il made in Italy come asset centrale, ma aprendosi al mercato globale. Argo Tractors Spa, multinazionale del Gruppo industriale Argo, con sede a Fabbrico (RE), progetta, produce e distribuisce trattori a marchio Landini, McCormick e Valpadana.
Landini, a Fieragricola, metterà in evidenza le novità di prodotto a cominciare dall’alta potenza grazie al lancio in anteprima mondiale del Serie 7-230 Robo-Six Stage V, proseguendo poi col presentare il top delle gamme specialistiche, REX 4 nelle versioni GT, S e GB e REX 3 F, con cabina ribassata.
Principi Fondamentali dell'Oleoidraulica
La tribologia è la disciplina che studia l’attrito, la lubrificazione e l’usura di superfici a contatto e in moto relativo. Essa è inerente quindi a tutti quei processi produttivi che utilizzano la trasmissione dell’energia: le forme più comunemente usate sono la meccanica, la pneumatica, l’idraulica e quella elettrica. Queste forme di energia presentano caratteristiche peculiari con relativi vantaggi e svantaggi che, per ogni settore applicativo, ne orientano in molti casi la scelta.
Una caratteristica peculiare di un impianto oleoidraulico è quella di ottenere molto facilmente movimenti in grado di vincere forze resistenti di centinaia di tonnellate, unitamente ad una precisione di posizionamento elevato.
Componenti di un Sistema Oleodinamico
Un classico attuatore lineare oleodinamico è il cilindro idraulico, costituito da una camicia in cui scorre un pistone, il quale spinge uno stelo che esplica il moto. Il fluido che permette la trasmissione dell’energia, possiede, seppur in minima quantità, una certa elasticità, che, se da un lato diminuisce la prontezza di intervento e la precisione, dall’altro permette di eliminare i giunti elastici meccanici sulle trasmissioni.
L’olio, sia minerale che sintetico, è il liquido comunemente utilizzato per la trasmissione di energia. Le sue caratteristiche sono la viscosità, che influisce direttamente sull’attrito che incontra nel passaggio attraverso tubazioni ed apparecchiature, il potere lubrificante e la protezione contro la corrosione dei vari componenti.
Moto dei Fluidi e Numero di Reynolds
Il movimento dei fluidi entro condotti a sezione chiusa o canali aperti può essere a regime laminare e turbolento. Per individuare il tipo di moto viene utilizzato il numero di Reynolds (Re): per numeri di Reynolds minori di 2000, si ha un moto laminare. Per numeri di Reynolds compresi fra 2000 e 3500 si ha una zona critica di instabilità, caratterizzata dal fatto che possono verificarsi sia condizioni di moto laminare che turbolento, a seconda di particolari situazioni contingenti. Per numeri di Reynolds maggiori di 3500 si ha moto turbolento.
Come in tutti fenomeni fisici, la linea di demarcazione fra i due tipi di moto non è esattamente definita, vi è cioè un passaggio graduale dal moto laminare al turbolento. Il moto laminare avviene quando il fluido in movimento segue traiettorie che costituiscono dei filetti rettilinei e paralleli. Il moto turbolento si ha quando il moto dei filetti segue traiettorie irregolari e tortuose, continuamente variabili con creazione di moto vorticosi, in modo che tutta la massa liquida subisce un incessante rimescolamento. Poiché il tipo di moto influenza in modo determinante le perdite di carico nelle tubazioni, è evidente la notevole importanza di poter disporre di un criterio per individuare a priori il tipo di moto.
Principio di Pascal e Pompe Volumetriche
Principio di Pascal: la pressione esercitata su un qualunque elemento di superficie di una stessa massa liquida, contenuta in un recipiente, è trasmessa con pari intensità in tutte le direzioni. La famiglia delle pompe volumetriche sono impiegate in vari campi dell’industria. Quelle che in genere troviamo nella maggioranza dei circuiti oleodinamici sono divise in due grandi tipologie: pompe rotative e pompe a pistoni alternativi.
Le pompe rotative basano il loro funzionamento grazie al passaggio di un fluido attraverso un meato o gioco, cioè una millimetrica o micrometrica intercapedine, che separa le superfici di due corpi in movimento relativo, riempita di lubrificante che ne evita lo sfregamento. Esso viene realizzato meccanicamente attraverso l’uso di coppie di ingranaggi o di viti oppure sfruttando gli spazi generati da palette mobili. In questo articolo prenderemo in considerazione le più comuni pompe rotative ad ingranaggi esterni.
La ruota dentata primaria (2) ruota nel senso indicato dalla freccia (vedi figura 2), trascinando la ruota dentata secondaria (3), in senso di rotazione contrario. A seguito della rotazione, si rendono liberi i vani di dentatura: la conseguente depressione che viene generata e l’azione della pressione atmosferica, fanno in modo che il fluido affluisca nella camera di aspirazione E. Il fluido riempie i vani dei denti e, percorrendo la parte esterna, viene spinto verso l’uscita P, la cosiddetta mandata: per un buon rendimento volumetrico occorre tenere sotto controllo il gioco di accoppiamento laterale (rasamento sui fianchi) tra ingranaggi (5) e gli organi di tenuta, le ralle (6). Inoltre questo tipo di pompe sono dotate di cuscinetti di sostentamento e bilanciamento idrostatico funzionanti tramite i dischi (7), i quali, spinti dalla pressione del sistema, premono sui fianchi degli ingranaggi.
Come si è sottolineato all’inizio di questo articolo, la pompa costituisce il cuore di ogni impianto oleodinamico, per cui è fondamentale conoscerne le modalità di guasto, le possibili cause ed i rimedi più efficaci. Un ulteriore parametro fondamentale, indicatore dello stato di salute della pompa, è il Rendimento: esso viene considerato normale se pari a 95% o comunque superiore a 90%.
Componenti Accessori e Regolazione del Flusso
L’aggettivo “accessori” serve più per distinguerli che per classificarli, visto che la loro funzione è determinante per valorizzare al meglio i pregi della trasmissione di potenza oleodinamica. Per facilitare l’analisi abbiamo dividiso i componenti accessori in due gruppi: quelli dedicati alla regolazione del regime di flusso e quelli dedicati al collegamento delle varie parti del circuito.
Gestione della Temperatura dell'Olio
La temperatura dell’olio di un circuito idraulico aumenta per effetto delle perdite dovute all’attrito durante il flusso nei condotti e, soprattutto, a causa delle perdite di rendimento nelle trasformazioni energetiche compiute. Anche le caratteristiche intrinseche dell’olio usato danno un contributo significativo. E’ qualcosa di molto simile all’effetto Joule per un circuito elettrico. Alla dissipazione in calore corrispondono diminuzione di energia: potenziale, di velocità o di pressione; l’energia corrispondente rimane nel sistema ma non è utilizzabile.
Molto dipende dal tipo di applicazione: se le condizioni di lavoro non sono particolarmente gravose, l’aumento della temperatura dell’olio è contenuto: se il serbatoio è sufficientemente grande e ventilato la permanenza dell’olio è abbastanza lunga da dissipare verso l’esterno il calore accumulato. Sono normalmente a fascio tubiero e con flussi in controcorrente. Questo permette la regolazione di temperatura dell’olio variando la portata dell’acqua. La manutenzione è quella classica degli scambiatori e viene programmata in funzione dell’efficienza dello scambio termico, a propria volta strettamente correlata alla pulizia delle superfici di scambio. Si tratta quindi di monitorare le temperature di entrata e uscita dell’acqua e dell’olio secondo uno scadenziario adeguato. E’ una tipica attività di “automanutenzione” , ovvero di manutenzione svolta autonomamente dall’Esercizio.
In caso di perdite d’olio, l’acqua di raffreddamento potrebbe risultarne contaminata: pertanto è obbligatorio usare circuiti chiusi. Pur con capacità refrigeranti nettamente minori, l’aria è il fluido più comodo ed immediato per asportare il calore dai fasci tubieri percorsi dall’olio. La superficie di scambio termico deve essere però molto più ampia e quindi si utilizzano tubi sottili, numerosi, di materiali con coefficiente di scambio termico elevato ed alettati. E’ il classico “radiatore”. Anche in questo caso la manutenzione preventiva consiste soprattutto nel monitoraggio della temperatura e nella pulizia periodica delle superfici alettate, molto soggette a sporcamento a causa del flusso di aria forzata. Una pulizia periodica con aria compressa è indispensabile.
Nella pratica comune gli scambiatori di calore hanno il compito di mantenere l’olio e i fluidi idraulici in genere entro un range prestabilito di temperatura. Per le macchine semoventi ( tipiche quelle di movimento terra ) si possono sfruttare i gas di scarico dei motori termici, convogliandoli in appositi fasci tubieri situati nei serbatoi o addirittura utilizzando veri e propri scambiatori accessori inseribili in parallelo al circuito principale. Scambio termico: raffreddamento a regime e/o riscaldo in avviamento (climi freddi, viscosità elevata), in “affiancamento” agli scambiatori veri e propri.
Serbatoi Oleodinamici: Funzioni e Manutenzione
I serbatoi oleodinamici svolgono diverse funzioni cruciali: Prima purificazione/separazione di particelle solide estranee via decantazione sul fondo. Prima filtrazione ( in aspirazione ). Compensazione delle espansioni e contrazioni di volume dovute alle variazioni di temperatura dell’olio, in “affiancamento” agli accumulatori.
Sono impiegati anche serbatoi pressurizzati. La pressione è relativamente bassa. Lo scopo è quello di impedire l’ingresso di contaminanti/umidità dall’esterno ed il traboccamento del liquido dal serbatoio. L’applicazione è tipica dei servomeccanismi di aerei, sommergibili e altri semoventi.
Pulizia e Filtrazione dell'Olio
Anche l’olio può essere sistematicamente pulito mediante l’utilizzo di filtri carrellati con pompa autonoma. La filtrazione (più spinta di quella effettuata dai filtri a bordo macchina) può quasi sempre essere effettuata senza fermare l’impianto.
Manutenzione Predittiva e Analisi dell'Olio
Interessantissime le possibilità di manutenzione predittiva (diagnostica precoce), attraverso l’analisi periodica dell’olio: esistono correlazioni precise tra i tipi di inquinanti, la relativa concentrazione, la progressione della medesima e il grado di affidabilità del sistema. Questa attività è di norma affidata a Specialisti esterni ed è normalmente utilizzata per tutti i tipi di olio (lubrificanti, isolanti nei trasformatori etc.).
Il ricorso a Specialisti esterni è raccomandabile anche perché condizione necessaria che la diagnostica precoce sia attendibile è che i campioni di olio siano prelevati con modalità assolutamente rigide e ripetitive nonchè in posizioni indicate e (meglio ancora) predisposte dal provider.
Manutenibilità e Progettazione
La manutenibilità (e non solo in questo caso ! ) si persegue soprattutto in fase di progetto e viene perfezionata eventualmente come manutenzione migliorativa. Nel caso rappresentato nelle figure precedenti, il serbatoio è facilmente ispezionabile e pulibile grazie ai due portelli di ispezione (fase progettuale espressamente rivolta alla manutenibilità).
Componenti Accessori: Regolazione e Collegamento
Premettiamo che l’aggettivo “accessori” serve più per distinguerli che per classificarli, visto che la loro funzione è determinante per valorizzare al meglio i pregi della trasmissione di potenza oleodinamica. Per facilitare l’analisi dividiamo i componenti accessori in due gruppi: quelli dedicati alla regolazione del regime di flusso e quelli dedicati al collegamento delle varie parti del circuito. In questo articolo inizieremo col trattare i componenti accessori “di regolazione”, ad eccezione dei filtri che, avendo un’importanza fondamentale ed una diversificazione particolarmente complessa saranno trattati in forma specifica.
Accumulatori Oleodinamici
Si trovano installati su tutti i circuiti, oleodinamici ma non solo, in cui operano fluidi incomprimibili soggetti a variazioni di pressione. Nel caso dei circuiti oleodinamici tali variazioni derivano sostanzialmente dalle normali modalità di impiego dei sistemi, in quanto i tipi di pompe volumetriche normalmente impiegati erogano un flusso assimilabile al continuo ( pompe a ingranaggi, palette, pistoncini ). In figura è riportata una classica centralina con accumulatore a sacca e blocco di sicurezza.
In altri circuiti industriali gestiti con pompe volumetriche di altra tipologia è invece il tipo di pompa stesso a produrre pulsazioni ( pompe a membrana, a pistoni, a disco cavo, peristaltiche etc.). Rimanendo nell’oleodinamica, sempre a titolo esemplificativo e non esaustivo, brusche variazioni di pressione possono essere normalmente indotte dall’azionamento di valvole, da variazioni di carico, dall’arrivo a fine corsa degli attuatori e, non trascurabile, da sovrasollecitazioni dovute al comportamento degli operatori, errori compresi.
Essendo l’olio incomprimibile, repentini incrementi di pressione determinano quello che in idraulica prende il nome di “colpo di ariete”. L’energia in eccesso impatta su tutto il circuito, causando danni o usura precoce. Esiste anche il problema opposto, quello di bruschi cali di pressione, quando ad esempio la richiesta di portata degli attuatori supera la portata della pompa e la mancanza di continuità di pressione crea problemi nell’esecuzione della funzione richiesta (es. allentamento di un bloccaggio, movimenti discontinui, perdita di ciclo etc.).
Per inciso, quanto sopra descritto costituisce anche un segnale per il manutentore. L’intensità del segnale può spaziare tra quella del “sintomo premonitore” , percepibile strumentalmente in sede di Predittiva a quella del malfunzionamento conclamato con effetti sul funzionamento ( con richiesta di intervento).
Funzioni degli Accumulatori
Funzione fondamentale degli accumulatori è mantenere il più possibile regolare nel tempo l’andamento dei valori di pressione e di portata dell’olio che circola nel sistema oleodinamico, rendendone “fluide” e senza picchi le variazioni. Spesso infatti sono detti anche “smorzatori”. Fisicamente questo compito viene svolto da un fluido comprimibile, tenuto separato dall’olio e in grado di comprimersi od espandersi in funzione e sincronia con le fluttuazioni di pressione dell’olio stesso.
Abbiamo scritto “funzione fondamentale” in quanto gli accumulatori possono essere impiegati in sostituzione o integrazione delle pompe, anche se ciò è possibile per intervalli di tempo molto brevi. Tipicamente, “punte” di fabbisogno di energia oppure il caso di dispositivi di emergenza che debbano comunque intervenire in caso di blocco dei componenti operatori veri e propri (es. Valvole di intercettazione ad azionamento oleodinamico) oppure l’impiego di accumulatori a scarica comandata preposti a fornire un surplus di energia in fase di avviamento e messa a regime di impianti complessi.
Focus sui Modelli Landini
Landini Serie 7-230 Robo-Six Stage V
Anteprima mondiale per Landini col nuovo Serie 7-230 Robo-Six Stage V da 225hp: il motore 24 valvole, da 6,7 litri, è uno Stage V che sfrutta il sistema DOC e SCR (Selective Catalyst Reduction) per il trattamento dei gas di scarico. Landini Serie 7-230 Robo-Six mette in mostra tutte le sue caratteristiche di comfort, performance e innovazione tecnologica che rendono il mezzo user friendly ed efficiente. Agli esclusivi allestimenti Dynamic con elevate specifiche si affiancano gli Active che, a parità di motorizzazioni e trasmissioni al top, offrono dotazioni entry level. Il DSM touch screen monitor da 12” può gestire una telecamera posteriore/anteriore e l’Advanced HMF management.
A gestire gli avanzamenti e le frenate del trattore con i pedali del freno che fungono anche da De-clutch, è il sistema denominato Stop & Action, capace di offrire al Robo-Six una fluidità di marcia paragonabile a quella di un cambio a variazione continua.
Landini Rex 4
Landini Rex 4 si caratterizza per l’Advanced Driving System, sistema ibrido di guida assistita che, grazie ad apparati meccatronici all’avanguardia, aiuta l’operatore in tutte le manovre in campo e su strada, dove il comfort di guida viene migliorato anche dall’irrigidimento dello sterzo in funzione della velocità del momento e dal ritorno automatico delle ruote in posizione centrale. Le versioni presenti a Verona sono GT, S e GB. Le potenze variano da 70 fino a 112 cavalli grazie a motori Deutz AG dotati di un sistema di trattamento dei gas di scarico EGR & DOC senza DPF e quindi senza rigenerazione.
Nelle cabine con categoria di protezione CAT 4 è stato introdotto un sistema di pressurizzazione che isola l’area di guida a difesa da elementi nocivi sprigionati durante i trattamenti con fitosanitari. La versione con assale sospeso viene dotata di 2 freni a disco in bagno d’olio e il bloccaggio del differenziale è garantito al 100% per via elettro-idraulica. L’offerta idraulica si compone di una pompa doppia da 28 l/min per lo sterzo e da 50 l/min per sollevatore e distributori.
Landini REX 3 F
Landini REX 3 F è declinato in 3 versioni, con potenze che variano da 55 a 75 cavalli, motorizzazioni Kohler a 4 cilindri, 16 valvole da 2,5 litri dotati di sistemi DOC senza rigenerazione. Con un passo di 1.950 millimetri, un peso di 2.100 kg ed una capacità massima di sollevamento posteriore di 2.700 kg, risulta ideale per l’utilizzo in vigneto, per lavori di potatura, in orticoltura e per la lavorazione in serra.
Landini Serie 5
La Serie 5 (disponibile nei modelli 100, 110 e 120) è la generazione dei trattori compatti da campo aperto. Estremamente versatile, è adatta per ogni tipo di attività: dalle operazioni per la preparazione del terreno, la semina e la gestione dell’intero ciclo di fienagione, alle attività in stalla. La cabina di nuova concezione, la Total View Slim, permette una vista panoramica a 360° e un lavoro più confortevole grazie a dimensioni ampie, perfettamente insonorizzate e allestita con materiali di qualità automobilistica. Le configurazioni disponibili delle trasmissioni sono 8: si parte con lo Speed Four da 12 AV + 12 RM con inversore meccanico, per arrivare al T-Tronic da 48 AV + 16 RM, con inversore elettro-idraulico, HML e Super Riduttore.
Landini Serie 5H
Il segmento di trattori con potenza dagli 80 ai 110 cv è molto importante per le realtà agricole italiane. Proprio per questo le case costruttrici stanno commercializzando trattori di queste potenze con sempre più comodità derivate da trattori di potenze e categorie superiori. Anche Landini è molto attenta a questo segmento di potenza. Da poco ha infatti presentato la nuova serie 5H composta da 4 modelli con potenze da 74 a 102 cv.
Caratteristiche Tecniche della Serie 5H
Il motore che equipaggia il 5H è il Perkins 1104D-44TA, lo stesso che già montava il Powerfarm ma con l’aggiunta dell’aftercooler. La cilindrata è sempre di 4400 cc e i cilindri sono sempre 4 e risponde alle normative tier 3. La coppia massima del modello 5-110H è di 416 Nm. I due modelli più piccoli (5-80H e 5-90H) montano il motore aspirato, mentre i due più potenti (5-100H e 5-110H) montano il turbo aftercooler aria aria.
La trasmissione del 5-110H in prova adotta l’impostazione di quella del Powermondial e prevede un cambio base (Speed Four) a 4 marce per 3 gamme, associato al modulo T-Tronic (3 gamme Powershift H-M-L) sottocarico, che sono innestabili utilizzando i pulsanti verdi presenti sulla leva del cambio, monta inoltre l’inversore elettroidraulico al volante e il superriduttore che permette di avere 48 AV e 16 RM.
Sistema Idraulico
Il sollevatore del 5H può essere meccanico con controllo dello sforzo sui tiranti inferiori. A richiesta, sulla versione TOP, si può avere il sollevatore elettronico Landtronic. Sono anche disponibili le ripetizioni dei comandi esternamente per le operazioni di aggancio per gli attrezzi. Sono disponibili fino a 4 distributori con 2 vie a doppio effetto aggiungendo la leva joystick che è utilizzabile anche con il caricatore.
La portata delle pompe idrauliche (sollevatore + sterzo) hanno una portata di 52.3 + 29.9 litri/min.
Presa di Potenza (PTO)
La presa di potenza è a dischi multipli in bagno d’olio a comando elettroidraulico e dispone di 3 diverse opzioni: a 2 velocità: 540/540 eco giri/min, a 2 velocità: 540/1000 giri/min e a 3 velocità 540/540 eco/1000 giri/min. Su tutti i modelli a richiesta è disponibile la pto sincronizzata al cambio. L’inserimento della dt è ad innesto elettroidraulico su tutti i modelli.
Cabina e Comfort
L’angolo di sterzata massimo, 55°, permette di effettuare svolte molto strette e di essere più veloci nelle manovre di fine campo. La cabina Total View è a 4 montanti. Si può scegliere tra il sedile meccanico o pneumatico. A richiesta l’aria condizionata con i comandi posti sul piantone posteriore destro della cabina.
Test sul Campo
Il trattore viene principalmente usato in risaia con le ruote in ferro per i trattamenti è le concimazioni. In risaia ha fatto una buona parte delle ore di lavoro e abbiamo così avuto modo di testarlo. Il bilanciamento è buono, anche se per poterlo fare andare meglio abbiamo dovuto montare una prolunga di circa 50 cm per le zavorre anteriori.
Il Perkins del 5H è parso sin da subito ancora più brillante e pronto di quello del Powerfarm, questo, probabilmente, dovuto alla presenza dell’aftercooler. Anche in risaia si è notata la differenza: in concimazione teneva un andatura di circa 9.5 km/h! anche in aratura con il quadri vomero si è ben difeso.
Il cambio che presenta ben 3 marce sotto carico (cosa che non tutte le case costruttrici propongono) è risultato molto comodo e dolce nei cambi di marcia. Grazie ad esso abbiamo attaccato un rimorchio a 140 q.li per il trasporto del mais e devo dire che si è comportato molto bene. Anche in risaia, quando si viaggiava a 9.5 km/h è stato utilizzato e ha permesso di superare molto bene i carichi che il motore subiva.
L’innesto della presa di forza è elettroidraulico e risulta piuttosto brusco, cosa che si è notata soprattutto con l’imballatrice. Il sollevatore non è stato testato per lungo tempo, ma sembra che disponga di un ottimo controllo. Molto dura da azionare in principio la leva che è poi stata registrata in modo adeguato. Si ha anche la possibilità di registrare la velocità di discesa usando una leva posta tra le gambe del guidatore, nella parte anteriore del sedile.
La visibilità è ottima su tutti i lati, anche sul gancio traino e permette così grande facilità per agganciare rimorchi. Il climatizzatore è davvero ottimo e rende la cabina molto fresca. Poco modulabile la leva per il passaggio da aria fredda a quella calda. Ottimi i silent block che sostengono la cabina che permettono, in parte di assorbire gli urti che non assorbe il sedile. Da rivedere completamente il silent block che collega la marmitta alla cabina: ha una durata massima di 200 ore!
Novità e Aggiornamenti Recenti
La serie dei trattori Landini viene rivisitata dal punto di vista estetico, allineandone così il look a quello della gamma più alta. Il restyling riguarda in particolare il cofano, grazie al nuovo design, si porta in linea con il family feeling Landini. La serie 5-H si arricchisce, inoltre, della nuova motorizzazione 115, andando ad ampliare questa innovativa gamma verso l’alto con un trattore da 110 HP.
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