L’impianto idraulico della propria abitazione è uno di quei sistemi occulti che molto probabilmente quasi nessun proprietario immobiliare o inquilino ha mai potuto vedere integralmente ad occhio nudo.

Se ne rileva l’esistenza soprattutto in caso di guasti o, facendo ipotesi più ottimistiche, quando si procede ad un intervento di ristrutturazione piuttosto importante, ad esempio il ammodernamento di tubi e dispositivi idraulici o dell’impianto di riscaldamento. Come si può intuire, si tratta di un sistema davvero complesso.

Che cos'è un Impianto Idraulico?

Un impianto idraulico è l’insieme delle reti preposte alla distribuzione di acque, gas o fluidi vettori di un edificio. Possiamo vedere fin da subito quindi che all’interno della definizione di impianto idraulico è compreso un insieme molto ampio di elementi.

Nelle moderne civiltà, tutti gli edifici sono dotati di un impianto per l’approvvigionamento di acqua potabile. Nonostante esso ricopra un ruolo fondamentale, non sempre viene realizzato a regola d’arte.

L'impianto idraulico di acqua sanitaria comprende le reti di distribuzione di acqua potabile e non potabile per uso domestico, in particolare quello civile per lavarsi o per accumulo. In tutta la UE, come nella maggioranza del resto del mondo, l'acqua calda si trova a sinistra e quella fredda a destra.

Il fine ultimo di un impianto idraulico è quello di garantire una corretta e sufficiente erogazione delle acque e un loro successivo smaltimento.

Componenti Principali di un Impianto Idraulico

Andiamo ad analizzare brevemente le componenti di un impianto idraulico sanitario standard.

  • Contatore: È il punto di divisione fra l’impianto idraulico privato dell’immobile e la rete di distribuzione comunale. Può trovarsi dentro l’abitazione se questa è di vecchia costruzione oppure in cabine ad accesso pubblico negli appartamenti moderni. Serve per misurare e certificare il consumo idrico quindi sarebbe preferibile che sia posto all’esterno in modo da alleggerire il proprietario immobiliare da qualsiasi responsabilitĂ .
  • Tubazione di adduzione: Convoglia l’acqua fredda verso la caldaia - o altro generatore di calore - dove riceve energia ed è riscaldata.
  • Valvole o rubinetti: Regolano il flusso puntuale dell’acqua secondo le esigenze del momento.
  • Tubazioni di scarico: Allontanano le acque reflue dopo che sono state utilizzate.
  • Chiave d’arresto principale (saracinesca): L’impianto idraulico sanitario viene intercettato all’ingresso dell’abitazione da una chiave d’arresto principale.
  • Chiavi d’arresto secondarie: Le chiavi d’arresto secondarie dell’impianto sono i rubinetti.
  • Collettore: È la componente dedicata alla distribuzione dell’acqua in pressione nel circuito idrico in modo ordinato a tutte le utenze.
  • Derivazioni: Lungo il percorso tra questi due sono presenti delle “sotto-uscite”, chiamate derivazioni.

Materiali Utilizzati negli Impianti Idraulici

Fino agli inizi degli anni ’90 gli impianti idraulici venivano realizzati con tubi in ferro.

L’idraulico li tagliava, dopo aver studiato le misure, e filettava, uno per uno, prima di metterli in opera, con logiche conseguenze in termini di tempo e di energia. Il motivo è che sono presenti tutt'ora negli edifici civili sebbene stiano creando problemi (ormai superati dai nuovi materiali) a causa del loro decadimento, per questo è molto importante che l'idraulico di oggi ne abbia conoscenza, così come l'utente.

L’evoluzione tecnologica ha introdotto nuove leghe termoplastiche, che vanno ad affiancare il rame nella cerchia dei materiali a disposizione. Appena superata "l'era del rame" nell'installazione dei circuiti idraulici di riscaldamento, ecco spuntare il cosiddetto "multistrato" che non ha un elevato indice di conducibilità, ma che in compenso ha dei costi e tempi di installazione davvero senza precedenti e dunque bassissimi. Tanto da non dover considerare la differenza dispersione di conducibilità che si compensa con la nuova e correlata classe energetica delle nuove caldaie in commercio.

Non devono essere usati tubi o raccordi contenenti piombo. L’appendice A fornisce un elenco non esaustivo dei materiali accettabili. Tra questi abbiamo rame, materiali ferrosi (ghisa, acciaio zincato e inossidabile) e materiali plastici (PVC, PE-HD, PE-MD, PE-X, PP).

Funzionamento di un Impianto Idraulico

Di base, l’acqua fredda in entrata alimenta direttamente i vari erogatori (i rubinetti) e sanitari. Inoltre viene riscaldata da una caldaia, così da poter essere distribuita anche calda in base all’attivazione del miscelatore. Questo significa che ogni sanitario è collegato a un tubo per l’acqua calda e uno per l’acqua fredda.

Normative di Riferimento

Gli impianti domestici devono essere progettati a regola d’arte, nel rispetto del DM 37/08 ed in conformità alle norme tecniche armonizzate europee. Le Norme che regolano il dimensionamento di un impianto sanitario di adduzione acqua fredda e calda sono la UNI 9182 e la UNI 9183.

  • UNI 9182 del 2014: Specifica i criteri tecnici ed i parametri da considerare per il dimensionamento delle reti di distribuzione dell’acqua destinata al consumo umano, i criteri di dimensionamento per gli impianti di produzione, distribuzione e ricircolo dell’acqua calda, i criteri da adottare per la messa in esercizio degli impianti e gli impieghi dell’acqua non potabile e le limitazioni per il suo impiego. Si applica a impianti di nuova costruzione, a modifiche e riparazioni di impianti giĂ  esistenti.
  • UNI EN 12056 del 2001: Divisa in 5 parti, indica requisiti e prestazioni e fornisce indicazioni per la corretta progettazione e calcolo di impianti per acque reflue e sistemi per l’evacuazione delle acque meteoriche.

Progettazione dell'Impianto Idraulico

In un impianto idraulico correttamente progettato è importante rispettare il giusto diametro delle tubazioni e le loro pendenze per assicurare un efficace smaltimento. Un tecnico è infatti la figura più idonea a consigliare la tipologia d’impianto più adatta.

Per progettare un impianto di scarico è necessario conoscere i quantitativi massimi di acque scaricabili dai singoli apparecchi sanitari. Nella UNI EN 12056 -2 vengono indicati i criteri per dimensionare le diramazioni di scarico, le colonne di scarico e i collettori, in funzione delle portate da scaricare in ogni tratto dell‘impianto.

Il metodo di calcolo, valido per tutti i sistemi di scarico a gravitĂ  per lo smaltimento delle acque reflue domestiche, prevede il dimensionamento delle tubazioni in base alle utenze e agli apparecchi sanitari da servire.

Impianto di Scarico: Acque Reflue

Per “Impianti di Scarico” si intende quell’insieme di tubazioni, raccordi e apparecchiature necessarie a ricevere, convogliare e smaltire le acque usate provenienti dagli apparecchi sanitari ad uso domestico.

Le reti di scarico devono consentire l’evacuazione, rapida e senza ristagni, delle acque di rifiuto verso il sistema di smaltimento esterno. A tal fine si devono realizzare le opportune pendenze e scegliere diametri adeguati per i tubi. Devono inoltre essere resistenti alle sollecitazioni meccaniche, termiche ed alle azioni corrosive dei liquami.

Le acque reflue si definiscono domestiche se provenienti da insediamenti di tipo residenziale e derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attivitĂ  domestiche (art.74, D.Lgs n. 152/06). Solitamente le acque bianche vengono convogliate separatamente dai reflui domestici e vanno direttamente nel terreno.

Moltissimi sono i tipi di sistemi di scarico di acque reflue oggi in uso, ma In Europa e quindi anche in Italia, si preferisce dimensionare le diramazioni di scarico - a cui sono connessi i sanitari - supponendo un grado di riempimento pari a 0,5 - 50%- con relativa connessione ad un’unica colonna di scarico (Sistema 1 indicato nella UNI EN 12056-2).

Il sifone, elemento di raccordo tra l’apparecchio sanitario e le tubazioni del sistema di scarico, ha la funzione di impedire la penetrazione dei cattivi odori nell’edificio.

Le reti di scarico sono soggette a fenomeni di pressioni e depressioni idrostatiche nelle condotte a causa della caduta dei liquami che per gravità spingono verso il basso comprimendo l’aria.

La configurazione più semplice è un’unica colonna dove convergono gli scarichi di tutti gli apparecchi sanitari. Il controllo della pressione nella colonna di scarico è garantito dal flusso d’aria nella colonna di scarico e dallo sfiato della colonna di scarico stessa.

I materiali che costituiscono le condotte e le cappe di ventilazione, devono resistere alla aggressivitĂ  dei gas di fognatura ed agli agenti corrosivi in generale.

Manutenzione e Segnali di Allarme

In teoria, ciascun singolo elemento di quelli appena passati in rassegna può andare incontro a logoramento e rottura. Riguardo i dispositivi visibili non c’è molto da dire, sarete direttamente voi utenti ad accorgervi di un calo di funzionalità o di altri difetti, guasti e anomalie mentre un discorso completamente diverso va fatto per gli elementi occulti, come i tubi che passano dentro le pareti o nei massetti. In questo caso occorre saper leggere degli indizi prima che i danni siano ormai gravi ed evidenti.

Fattori da Considerare

  • Data di costruzione dell’edificio: Il fattore etĂ  è importante per due motivi. Il primo è generale e riguarda qualsiasi oggetto: col passare degli anni aumenta il rischio di usura e rottura. Se abitate in un immobile di oltre venticinque-trenta anni e non avete mai rinnovato l’impianto idraulico del vostro appartamento si sta avvicinando il fatidico momento di farlo.
  • QualitĂ  dell’acqua corrente: Se dal rubinetto esce acqua scura, dal sapore e odore metallico, molto probabilmente è in atto (da tempo) un fenomeno di corrosione di tubazioni metalliche.

Interventi e Soluzioni

Quando si manifestano dei segnali di danneggiamento o potenziale danneggiamento è sempre bene affidarsi a mani esperte. Un tecnico qualificato, come prima cosa, svolgerà delle analisi non invasive approfondite per accertare la presenza di un fattore di rischio in atto o futuro.

Sapere quali sono i pro e i contro di ciascuna decisione è un innegabile vantaggio in tali situazioni perché ci sono in ballo importanti ripercussioni. In particolare, se decidete di intervenire sull’impianto esistente con pochi aggiustamenti, dovete sapere che c’è il rischio di rimandare la soluzione anziché trovarla subito, con l’aggravante di non poter prevedere esattamente quando sarà il momento preciso. La sola eccezione si ha quando il solo problema rilevato è la durezza dell’acqua, ossia una eccessiva concentrazione di calcare.

Nel caso in cui accertiate la presenza di tubazioni di ferro e, soprattutto di piombo, il dubbio non si pone in quanto sussistono concreti rischi per la vostra salute!

Componenti Aggiuntive e Accessori

Queste componenti permettono di migliorare l’impianto idraulico. Troviamo dispositivi per il trattamento dell’acqua, quindi per il filtraggio o la depurazione, o sistemi che possono compensare un afflusso insufficiente d’acqua.

  • Filtro "defangatore magnetico": Nel caso dell'impianto di riscaldamento, ad esempio, è OBBLIGATORIO installare il cosiddetto filtro "defangatore magnetico" che preserva da sporco attraendo taluni residui ferrosi e con la possibilitĂ  di spurgo dello stesso.
  • Riduttore di pressione: Per un corretto funzionamento, l’impianto idrico sanitario dovrebbe avere una pressione costante di 3-4 bar. Per ovviare a questi inconvenienti, in mandata, subito dopo il contatore dell’acqua ed il filtro, va installato il riduttore di pressione.
  • Miscelatori termostatici: A protezione degli utenti finali (bambini in particolare), l’impianto idrico sanitario deve essere dotato di miscelatori termostatici per tarare la temperatura dell’acqua, affinchĂŠ in uscita non risulti troppo calda.

Protezione della Rete Pubblica

Altro aspetto fondamentale, anche se spesso ignorato, è la protezione della rete pubblica da eventuali contaminazioni dovute a riflussi dalla rete privata.

Appurata la funzione dell’impianto sanitario, è doveroso comprendere i potenziali rischi insiti nella mancata cura dell’acqua. Sali incrostati (magnesio e calcio). Sabbia e particelle solide. Ferro. Cloro. Tutte queste sostanze sono cause potenziali di patologie e disturbi dannosi per la salute e possono innescare fenomeni di corrosione ed incrostazioni nell’impianto, sia in ambito civile che industriale.

I filtri Herz sono dotati di una cartuccia con maglia in acciaio capace di catturare e trattenere le particelle indesiderate. Filtro per acqua fredda per temperature fino a 30 °C. Filtro per acqua calda per temperature fino a 90 °C.

Controlli Periodici

Per legge inoltre, devono essere controllati a cadenza biennale per qualsiasi tipologia di impianto da un tecnico abilitato al controllo e pulizia con il rilascio di relativa documentazione che ne confermi o neghi l'utilizzo corretto da corrispondere al Comune di competenza, il quale ne prenderĂ  atto e deciderĂ  se effettuare ulteriori accertamenti nei casi di mancanza dei requisiti minimi consentiti.

Dilatazione Termica

Qualunque materiale sottoposto a riscaldamento o a raffreddamento è soggetto al fenomeno di dilatazione o contrazione termica, ovvero le sue dimensioni mutano al variare della temperatura. Questo richiede dei particolari accorgimenti progettuali onde evitare possibili danni all’impianto.

Gli impianti idrosanitari a sviluppo limitato e con un certo numero di curve hanno una elasticità naturale in grado di assorbire le contrazioni o allungamenti delle tubature dovute alle dilatazioni termiche. Questi compensatori naturali altro non sono che dei cambi di direzione nel circuito delle tubazioni, attuato inserendo speciali raccordi a gomito (45 o 90°) o a T. In alternativa esistono sul mercato i c.d. compensatori artificiali, ovvero dei dispositivi meccanici che hanno la capacità di de...

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