Molti bambini bagnano il letto durante il sonno: questa condizione si chiama enuresi notturna. Il fenomeno della “pipì a letto” o “enuresi notturna” si riferisce alla perdita involontaria di urina durante il sonno, che si verifica almeno due volte a settimana in bambini di età superiore ai 5 anni per almeno 3 mesi. Si parla di enuresi notturna quando la pipì a letto si verifica almeno due volte a settimana e per tre mesi consecutivi. Questo disturbo è, quindi, molto comune nei bambini ed è spesso oggetto di preoccupazione nelle famiglie. È un aspetto comune dell’infanzia che spesso si risolve da solo. Con pazienza, comprensione e alcune strategie pratiche, è possibile aiutare il bambino a superare questa fase in modo sereno e senza traumi.
Deve essere ben chiarito che se un bambino bagna il letto non è colpa di nessuno: né del bambino né dei genitori. La prima cura sta nella consapevolezza e ottimismo da dare al bambino. Questo disturbo può avere un impatto significativo sulla qualità della vita delle persone che ne soffrono.
Tipologie di Enuresi
È possibili distinguere 4 diverse tipologie di enuresi, a seconda di modalità e tempistiche di manifestazione del problema:
- Enuresi primaria: quando il bambino non ha mai acquisito il controllo totale degli sfinteri, durante la notte.
- Enuresi secondaria: quando il problema della pipì a letto si manifesta dopo almeno 6 mesi di notti asciutte.
- Enuresi mono-sintomatica: quando l'enuresi è l'unico sintomo e si manifesta solo durante il sonno.
- Enuresi non-monosintomatica: quando sono presenti sintomi vescicali durante il giorno. È definita enuresi non-monosintomatica quella che si palesa con sintomi non solo notturni ma anche diurni.
Cause dell'Enuresi Notturna
Le cause dell’enuresi, la cosiddetta “pipì a letto”, uno dei disturbi più comuni dell’età pediatrica, sono molteplici ed il ruolo dell’ambiente in cui il bambino vive e altri fattori comportamentali sono altrettanto importanti. I bambini che soffrono di enuresi non riescono a svegliarsi di notte per fare la pipì, quando la loro vescica è piena. Si tratta quindi di un problema di risveglio. Soffrire di enuresi notturna è più probabile per bambini i cui genitori ne abbiano sofferto durante l’infanzia. Nel caso dell’enuresi primaria, le cause principali sono da attribuire ad un’alterazione o ritardo della maturazione dei processi fisiologici che regolano il controllo.
Oltre a quelle appena descritte, le possibili cause della pipì a letto possono essere molte altre.
Ecco alcune delle cause più comuni:
- Sviluppo incompleto della vescica: nei bambini, la vescica potrebbe non essere ancora abbastanza grande o la sua funzione non completamente matura per trattenere l’urina durante la notte.
- Ridotta produzione notturna di vasopressina: si tratta di un ormone che regola la produzione di urina. Alcuni bambini effettivamente rilasciano meno ormone e producono più urina rispetto ai loro coetanei. Nella maggior parte delle persone, la secrezione di vasopressina (o ADH) riduce la quantità di urina prodotta durante la notte.
- Ereditarietà: come già accennato, fare la pipì a letto è un disturbo che potrebbe avere una componente ereditaria.
- Sonno profondo: alcuni bambini dormono molto profondamente e arrivano a non sentire il bisogno di urinare. La difficoltà nel risvegliarsi, durante la notte, non è sinonimo di sonno profondo e ristorare. Dagli studi è infatti emerso che questi bambini hanno continui tentativi di risveglio, che si manifestano anche con movimenti improvvisi di braccia e gambe.
- Problemi neurologici: problemi neurologici e danni ai nervi che controllano la vescica (es.
- Problemi di controllo muscolare: Il controllo dei muscoli del pavimento pelvico è essenziale per trattenere l’urina.
- Disturbi del sonno: L’ incontinenza urinaria notturna può essere correlata a disturbi del sonno, come l’apnea ostruttiva del sonno o il sonnambulismo o come detto la poliuria notturna.
Un aspetto troppo sottovalutato e invece molto importante è che molti bambini con enuresi hanno un'importante stitichezza, ma i genitori non lo sanno. Un bambino stitico avrà un intestino pieno che, schiacciando la vescica, ne riduce la capienza. I movimenti intestinali irregolari possono irritare la vescica, poiché limitano la sua espansione.
Cause psicologiche
È molto comune la convinzione che la pipì a letto sia provocata da turbamenti psicologici. La minzione involontaria durante il sonno, può avere cause sia fisiche che psicologiche. Sebbene la maggior parte dei casi di enuresi notturna sia attribuita a fattori fisici, esistono anche fattori psicologici che possono contribuire a questo disturbo presenti soprattutto tra i bambini. Sicuramente un bambino agitato o preoccupato non dorme bene e questo può manifestarsi con il bagnare il letto.
Ecco alcuni fattori psicologici che possono influire:
- Stress e ansia: La minzione involontaria durante la notte può essere scatenata da eventi stressanti nella vita di un bambino, come il divorzio dei genitori, un cambiamento di scuola o l’arrivo di un nuovo membro della famiglia.
- Problemi emotivi: I bambini che affrontano problemi emotivi, come depressione, ansia generalizzata o problemi di autostima, possono essere più suscettibili a bagnare il letto.
- Problemi comportamentali: Alcuni bambini potrebbero sviluppare abitudini di ritardare volontariamente la minzione, ignorando il bisogno di urinare durante il giorno.
- Problemi di sonno: Disturbi del sonno come l’apnea del sonno, il sonnambulismo o il risveglio confusionale possono essere associati all’enuresi notturna.
Quando Preoccuparsi?
La prima domanda a cui dobbiamo rispondere è: fino a quando i bambini fanno la pipì a letto? In generale, in ambito pediatrico è considerato normale che i bambini non abbiano una piena continenza urinaria fino all’età di 5-6 anni. L’età in cui l’enuresi notturna viene considerata un problema che richiede attenzione può variare. In genere, l’incontinenza urinaria notturna viene considerata normale fino all’età di 5-6 anni. Ma allora, quando preoccuparsi per la pipì a letto? Viste le possibili cause e conseguenze, è fondamentale capire che la problematica della pipì a letto non va sottovalutata.
Ma quando bisogna preoccuparsi? “Quando questo disturbo compromette aspetti della vita psico-affettiva, sociale e comportamentale del bambino”.
L’enuresi a 5 anni interessa circa il 12-15% dei bambini, a 10 anni si attesta attorno al 5% per poi ridursi a circa l’1% dopo i 14 anni.
Diagnosi dell'Enuresi Notturna
La visita del pediatra curante è il primo passo da intraprendere per iniziare il percorso di diagnosi e terapia dell’ enuresi. Il pediatra curante, quindi, con una semplice visita, esclude che ci siano le rarissime malattie del sistema nervoso che controllano il funzionamento della vescica o disfunzioni anatomiche del tratto urinario. Per far questo, ispezionerà i genitali, il tono dei muscoli, la regione cutanea del sacro. Il pediatra indagherà anche se è presente incontinenza urinaria di giorno, o necessità urgente di urinare o abitudine a rimandare. In genere, il pediatra indaga molto sulle abitudini comportamentali del bambino.
I metodi di diagnosi della minzione involontaria durante il sonno possono comprendere diversi approcci e strumenti utilizzati dai professionisti medici per valutare e identificare la presenza dell’enuresi notturna. Il medico può condurre un’intervista con il paziente o i genitori (nel caso dei bambini) per raccogliere informazioni dettagliate sulla frequenza, la gravità e le circostanze dell’enuresi notturna. Un diario per registrare gli episodi di enuresi notturna può essere tenuto per un certo periodo di tempo e può fornire informazioni utili sulle abitudini di minzione, la quantità di urina prodotta e gli eventuali fattori scatenanti. In alcuni casi, possono essere richiesti esami di laboratorio per escludere o confermare la presenza di condizioni mediche sottostanti. Ad esempio, un’analisi delle urine può essere eseguita per rilevare segni di infezioni del tratto urinario o disfunzioni renali. I test urodinamici valutano la funzione della vescica e del sistema urinario.
Per capire se il bambino soffre di poliuria notturna basterà annotare i volumi delle minzioni notturne. Confrontando i volumi annotati con i valori normali in millilitri per quell'età (che si ottengono moltiplicando per tre gli anni del bambino e aggiungendo 30) si capisce se il bambino soffre di una riduzione della capacità della vescica urinaria. La differenza nel peso dei pannolini aggiunto al volume della prima minzione mattutina rappresentano il volume totale di urina prodotta nella notte.
Trattamenti e Soluzioni
È importante sapere che si può fare qualcosa per evitare di bagnare il letto e non limitarsi ad aspettare fiduciosi la risoluzione con la crescita. A tal proposito, ci sono diverse soluzioni che possono aiutare a gestire e ridurre questo problema. Ci sono diverse opzioni di trattamento disponibili per l’enuresi notturna. È importante affrontare la patologia in modo comprensivo, tenendo conto anche degli aspetti emotivi e sociali dell’individuo.
Per una esaustiva comprensione del disturbo è necessaria, inizialmente, una corretta valutazione medica, approfondita e completa, per escludere eventuali cause sottostanti come infezioni urinarie o problemi anatomici. Una valutazione completa infatti aiuta a comprendere meglio i fattori che contribuiscono al problema e a sviluppare un piano di trattamento personalizzato. Inoltre il trattamento deve essere personalizzato in base alle specifiche esigenze del paziente e alla causa sottostante del disturbo.
Ecco alcune strategie e trattamenti:
- Rassicurazione e supporto al bambino: è importante non punire o sgridare il proprio figlio o figlia per la pipì a letto; al contrario, rassicurarlo/a che non è colpa sua e che molti bambini e bambine passano attraverso questa fase potrebbe aiutarlo ad affrontare il problema.
- Limitare l’assunzione di liquidi prima di andare a dormire: ridurre l’assunzione di liquidi nelle ore serali, specialmente bevande come il latte, l’acqua o il succo di frutta, che possono aumentare la produzione di urina. Raccomandiamo sempre ai genitori di evitare l’assunzione di caffeina (cioccolato, coca cola) e bevande ad alto contenuto di zuccheri o effervescenti; ridurre l’assunzione di liquidi, anche il latte, qualche ora prima di andare a dormire; prediligere cibi poco salati, frutta e verdura, evitando formaggi e cibi stagionati.
- Protezione del letto: usare coprimaterassi impermeabili può aiutare a gestire i disagi e facilitarne la pulizia.
- Tecniche di rinforzo positivo: premiare il bambino o la bambina per le “notti asciutte” può essere motivante, ad esempio, tenendone traccia su un calendario.
- Consultazione medica: come già detto, in caso di situazioni specifiche o se il fenomeno della pipì a letto persiste nonostante opportuni accorgimenti, sarebbe opportuno consultare il proprio pediatra, che valuterà se sia necessario procedere con ulteriori esami per escludere eventuali problemi medici sottostanti. Solo in casi particolari, e a giudizio del medico curante, vanno eseguiti degli esami. In caso di enuresi vera e propria è sufficiente eseguire un esame chimico-fisico delle urine.
- Terapia comportamentale: In caso di enuresi primaria, potrebbe iniziare tutto con una terapia di tipo comportamentale. La terapia comportamentale è un percorso mirato a educare il bambino a controllare la minzione. Consiste in alcuni esercizi per migliorare la continenza, come imparare a interrompere e riprendere la minzione, urinare ad orari prestabiliti ecc. Alcuni pediatri consigliano la redazione di un diario minzionale: un diario su cui annotare quanti liquidi assume il bambino, quante volte va in bagno di giorno e quante notti bagna il letto. Il diario minzionale invece è un diario in cui il bambino, con l’aiuto della famiglia, registra quante volte e quanta fa pipì durante il giorno.
- Allarmi notturni: Alcuni pediatri suggeriscono anche l’uso degli allarmi notturni. Questi dispositivi, grazie a dei sensori, rilevano l’umidità nelle mutandine facendo partire un allarme che sveglia il bambino. Soprattutto quando il bambino mostra contemporaneamente le caratteristiche dell’enuresi monosintomatica e polisintomatica, potrebbe essere utile il metodo dell’allarme: un sensore sveglia il bambino alle prime gocce di pipì nella mutandina. L'allarme deve essere usato continuativamente per almeno 3/4 mesi prima di ottenere la risoluzione completa del problema e non deve essere sospeso per almeno 1 mese successivo.
- Terapia farmacologica: Quando la terapia comportamentale non basta, è possibile ricorrere a diversi farmaci. La desmopressina, disponibile sotto forma di spray o compresse, ad esempio, riduce la produzione di urina notturna. In caso di assunzione, sarà ancora più importante non bere troppa acqua prima di andare a dormire. La desmopressina è la versione sintetica dell'ormone antidiuretico (vasopressina o ADH) che aumenta i livelli di quest'ultimo e contribuisce a ridurre la quantità di urina prodotta dai reni. Formulato in compresse o spray nasale, questo farmaco deve essere assunto dal bambino poco prima del riposo notturno. Un altro farmaco impiegato è l’ossibutinina, che riduce l’attività della vescica. L'ossibutinina aiuta a rilassare il muscolo della vescica, riducendo la frequenza delle contrazioni vescicali e ritardando la voglia di urinare. Se un giovane paziente sperimenta l'enuresi mista (sia diurna, sia notturna) a causa di una vescica iperattiva, il medico può prescrivere un farmaco anticolinergico. L'imipramina è un antidepressivo triciclico, prescritto solo in casi particolari e da assumere sotto lo stretto controllo di un neurologo. L'imipramina agisce sia sul cervello, che sulla vescica urinaria, rilassandone i muscoli, aumentando la sua capacità (se assunta un'ora prima di coricarsi) e riducendo il bisogno di urinare.
Cosa Non Fare
- Non ignorare il problema: anche se la pipì a letto è comune, non va ignorata. Pensare che il problema si risolverà da solo senza alcun intervento può non essere la soluzione migliore.
- Non punire o rimproverare, e soprattutto non umiliare né ridicolizzare il bambino: questo potrebbe aumentare il suo senso di vergogna e ansia, peggiorando la situazione. È importante evitare di fare commenti umilianti o di paragonare il bambino ad altri che non hanno questo problema. L’enuresi notturna è spesso al di fuori del controllo del bambino. Prima di iniziare una terapia comportamentale, è importante assicurarsi che il bambino sia collaborativo e devono essere assolutamente scoraggiate le punizioni, espressione di rabbia e frustrazione da parte dei genitori.
- Non limitare eccessivamente i liquidi: limitare l’assunzione di liquidi nelle ore serali può essere utile, ma non bisogna farlo in modo eccessivo, poiché potrebbe portare a disidratazione o altri problemi, specialmente nel periodo estivo. I liquidi vanno assunti normalmente nelle ore diurne, soprattutto l’acqua.
- Non usare il problema come una minaccia: evitare di minacciare il bambino con punizioni in caso di pipì a letto.
- Non usare allarmi senza preparazione: Sono dispositivi per l’enuresi notturna che possono essere utili, ma devono essere utilizzati correttamente e con il supporto del bambino.
Consigli Utili della Società Italiana di Pediatria
Per sfatare alcune convinzioni sbagliate, la Società Italiana di Pediatria diffonde i falsi miti e consigli utili per aiutare i bambini e le famiglie.
Ecco i 6 consigli della Società Italiana di Pediatria:
- Incentivare un’idratazione regolare durante il giorno: Incoraggiare il bambino a bere almeno un litro e mezzo d’acqua tra le 8.00 e le 18.00, distribuendo i liquidi in modo equilibrato. Questo riduce la sete serale e aiuta la vescica ad allenarsi con minzioni frequenti.
- Promuovere l’abitudine a urinare regolarmente: Invitare il bambino a svuotare la vescica ogni 2,5-3 ore durante il giorno. Una vescica ben allenata aumenta la propria capacità e favorisce il controllo notturno.
- Prestare attenzione all’alimentazione serale: Evitare di consumare a cena cibi molto liquidi (come minestre o brodi) o ricchi di calcio e sodio, come latte, formaggi stagionati, salumi e alimenti conservati. Questi elementi aumentano la produzione di urina nelle ore notturne e possono interferire con la capacità della vescica di trattenere i liquidi durante il sonno.
- Curare eventuali episodi di stitichezza: Un intestino non svuotato correttamente può comprimere la vescica e stimolare l’iperattività vescicale. Affrontare la stipsi è un passo fondamentale nella gestione dell’enuresi.
- Rispettare i tempi del bambino e favorire la fiducia: Un bambino che si sente accolto e supportato è più disposto a collaborare.
L'impatto dell'Enuresi Notturna
L’enuresi notturna può influire sul benessere psicologico dei bambini. Può causare loro imbarazzo, senso di colpa, bassa autostima e ansia sociale. I bambini possono evitare attività come campeggi, pernottamenti da amici o altre esperienze che potrebbero esporli al rischio di bagnarsi.
Tra gli effetti negativi, per esempio, l’indagine SIP evidenzia un dato interessante: l’enuresi può alterare il ritmo sonno-veglia nel 48,1% dei bambini che ne soffrono con conseguenze importanti sulla vita sociale e scolastica.
Enuresi Notturna Ereditaria?
L’incontinenza urinaria notturna può avere una componente genetica. Studi hanno dimostrato che i bambini che hanno un genitore o entrambi i genitori che hanno sofferto di enuresi notturna hanno maggiori probabilità di sviluppare il disturbo. È vero che evidenze scientifiche hanno dimostrato che se i genitori hanno sofferto di enuresi, la probabilità che i figli presentino lo stesso problema è superiore al 70%
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