Nel cuore verde della Triennale di Milano, tra la Torre Branca e il Parco Sempione, si nasconde un angolo onirico e fuori dal tempo: I Bagni Misteriosi di Giorgio de Chirico. Nel giardino della Triennale spicca un’opera surrealista costituita da una piscina con due grossi bagnanti, un cigno variopinto e un pesce colorato.

Origini e Contesto Storico

Realizzata nel 1973 in occasione della XV Triennale, la fontana scultorea fu voluta dal Conte Paolo Marzotto, mecenate e committente dell’opera, e da Giulio Macchi, direttore dell’esposizione, per il progetto Contatto Arte/Città. Nel 1973, in occasione della XV Triennale di Milano, erano state realizzate dodici opere, da collocare nel parco Sempione, con lo scopo di rendere le opere fruibili dalla cittadinanza (come recitava lo slogan della mostra: Contatto Arte-Città). Le opere dovevano essere realizzate da grandi industrie e dovevano essere collocate in spazi pubblici a Milano. I bagni misteriosi sono realizzati nel 1973 da De Chirico, in collaborazione con l’industria Marmi Vicentini di Chiampo e la Swimming Pool International di Milano, per la XV Triennale di Milano dedicata al “Contatto Arte/Città”, che prevedeva la costruzione di 20 opere “fruibili” all’interno di Parco Sempione.

Ispirazione e Significato

Il titolo e il soggetto richiamano i ricordi d’infanzia dell’artista a Volos, in Grecia: le cabine sul mare, i pontili in legno, il mistero che si cela sotto la superficie dell’acqua. L’acqua diventa elemento pittorico e simbolico, luogo di trasformazione e di spaesamento. L’immaginario creato da De Chirico rimanda alla Grecia e ai ricordi di infanzia, quando durante il bagno percepiva la netta differenza tra i bagnanti seminudi e le persone vestite.

L’artista così descrisse la sua opera: “Vedendo un ospite che attraversava una stanza riflettersi nello specchiante impiantito di parquet lucidato a cera, ebbi l’impressione che egli potesse affondarvi, come in una piscina, che vi si potesse muovere e addirittura nuotare. Così immaginai delle strane piscine con uomini immersi in quella specie di acqua-parquet, che si muovevano, giocavano e a volte si fermavano per conversare con altri uomini che stavano fuori dalla piscina-pavimento”. A questa immagine, ricreata attraverso la relazione tra i busti e i visitatori, si aggiunge l’illusione data dai pavimenti in parquet lucido, che vengono dall’artista identificati come specchi d’acqua.

Con la fantasia e lo humour che lo hanno sempre contraddistinto, de Chirico ha ricreato, nel cuore del parco milanese, una stilla dell’amato mare di Volos, il fiume Anavros che scende dalla montagna del Pelio, la cabina con la scala che affiora dall’acqua, la piattaforma rotonda, i due bagnanti, la pala policroma, un cigno enorme, come sicuramente gli era apparso da ragazzino. Il soggetto appare in vari dipinti e sculture dell’artista a partire dal 1934, quando firma 10 litografie per il testo Mythologie di Jean Cocteau.

Un Pesce "Fuori d'Acqua": Un Enigma Metafisico

Ha scolpito anche un pesce, identico a quello presente in una tela del 1934, Il nuotatore misterioso. Completa la strana opera un pesce, identico a quello presente in una tela del 1934, Il nuotatore misterioso, che però l’artista ha posto sul verde del prato, fuori dalla piscina. Questo pesce, però, lo appoggia sul verde del prato, fuori dalla piscina. Un altro “enigma”; forse a rappresentare lo stesso de Chirico vissuto tutta una vita incompreso, come un pesce fuori d’acqua. ( tratto da uno scritto di Nikolaos Velissiotis.)

Caratteristiche Tecniche

La fontana, realizzata in pietra di Vicenza, contiene sculture che sembrano emerse da un sogno: due bagnanti, una cabina, un trampolino, una palla, un cigno, un pesce, una fonte. Si tratta di una vasca di forma sinuosa all’interno della quale emergono due nuotatori, un trampolino, una palla, una cabina, un cigno, un pesce e una fonte. Sul fondo ocra di una vasca dal profilo curvilineo, realizzata in blocchi di pietra di Vicenza e disposta sull’asse nord-ovest/sud-est, sono disegnate una serie di onde marroni a forma di parquet. All’interno sono posizionati due busti, che rappresentano un Bagnante e un Nuotatore, una sorgente, un trampolino, una cabina, un cigno e una semisfera, mentre un pesce è collocato sull’erba all’esterno della piscina. Il tutto si dispone sopra una vasca rettangolare che evoca una piscina immobile, ma anche una scena teatrale.

I Bagni Misteriosi sono stati realizzati in pietra di Vicenza dall’ Industria dei Marmi Vicentini S.p.A. di Chiampo (Vicenza), in soli 35 giorni - tempo record - con l’impiego di 30 metricubi di Pietra di Vicenza. Era originariamente prevista anche la collocazione di un sole in ferro battuto e uno in plastica.

Restauro e Conservazione

Dopo l’inaugurazione I bagni misteriosi vennero criticati, deturpati e vandalizzati. Solo a metà degli anni Novanta si procedette verso un primo restauro e venne recuperata la scultura del pesce, rubata anni prima. Per il recente restauro Mapei ha fornito gratuitamente i materiali. Nel 2009 l’intervento di Mapei ha permesso il restauro della fontana, riportando alla luce i colori e la pulizia delle forme. Il costo complessivo dell’intervento di recupero è stato di circa 100mila euro.

Al momento la fontana non è vincolata.

Visita e Informazioni

La fontana si trova all’interno del Parco della Triennale e pertanto è visitabile negli orari di apertura previsti. I Bagni Misteriosi sono una delle pochissime opere pubbliche permanenti sopravvissute al progetto Contatto Arte/Città.

Tabella Riassuntiva

Caratteristica Dettagli
Anno di Realizzazione 1973
Ubicazione Parco della Triennale, Milano
Materiale Principale Pietra di Vicenza
Ispirazione Ricordi d'infanzia di De Chirico a Volos, Grecia
Restauro 2009 (Mapei)

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