Le parole hanno comportamenti strani, e il termine "carioca" ne è una testimonianza brillante. Questo termine ci invita a fare un viaggio in Brasile per scoprire le sue radici e il suo significato.
Origine e Significato di "Carioca"
In origine, Carioca è il nome di un fiume che passa vicino a Rio de Janeiro. Deriva dalla lingua tupi, un gruppo di lingue delle popolazioni native dell'America Meridionale, e si pensa sia composto da cari, che significa "bianco", e oca, che significa "casa". Questo riferimento ancestrale è suggestivo ma difficile da decifrare con certezza.
Il termine risale al periodo coloniale e deriva dal nome del Rio Carioca, il fiume che ha fornito l’acqua potabile ai primi abitanti di Rio: “carioca” sono dunque “coloro che hanno bevuto le acque del Carioca”. Le persone nate invece nello Stato di Rio de Janeiro sono chiamate fluminenses.
La parola “carioca” deriva dalla lingua dei Tupi, un gruppo etnico indigeno del Brasile, che si diffuse nell’Amazzonia, nelle regioni meridionali e sulla la costa atlantica e che, a partire dal Sedicesimo secolo, venne assimilato e reso schiavo dai coloni portoghesi e spagnoli.
Il significato della parola è però controverso: secondo alcuni “carioca” significa “casa dell’uomo bianco” (kara’iwa kari + oka) con riferimento ai coloni, secondo altri deriva dalla parola akari che indica una specie di pesce a cui assomigliavano le armature dei portoghesi.
L'Evoluzione del Termine
Il riferimento al fiume si è esteso alla città intera: per dire che una persona è di Rio, si può dire che è carioca, e si può dire carioca ogni uso e costume della città. Tuttavia, in italiano, "carioca" è attestato inizialmente come nome di una danza tipica sudamericana, descritta negli anni '30 come «più ardente del tango argentino, più frenetica della rumba cubana».
Nel 1933 uscì il film Fly Down to Rio, con Fred Astaire e Ginger Rogers, la cui coreografia principale era proprio la "carioca". Tutte le attestazioni di "carioca" in italiano sono successive all'uscita del film. È plausibile che questo film abbia avuto un ruolo creativo riguardo alla concezione di questa danza.
Dal fiume alla città, e poi dalla città al Paese. Inizialmente riferito strettamente a Rio de Janeiro, il termine "carioca" è passato a indicare il "brasiliano". Questa estensione progressiva per sineddoche prospera dove c'è una cultura celebre e prestigiosa (come quella di Rio) e dove non si sanno fare troppe differenze.
Nonostante giornali e TV continuino a parlare di "mondiale carioca", "calciatori carioca", eccetera, è importante ricordare che la parola ha una forte connotazione regionale. Usarla per definire il popolo brasiliano in generale è un errore.
Cosa Significa Essere Carioca Oggi
Come si può leggere in qualsiasi dizionario, con il sostantivo carioca si intende un nativo di Rio de Janeiro, la città capitale del Brasile. Ogni città ha i suoi abitanti: chi abita a San Paolo è un paulistano, chi è nato in Minas Gerais è un mineiro, e così via. La lingua tupi era quella parlata dalla popolazione di indigeni Tupinambás, che viveva nelle zone vicine alla moderna Rio de Janeiro.
In questo senso, essere carioca è ben diverso dall’essere paulistano, gaúcho o baiano. Non è né meglio, né peggio. I carioca non amano i giorni di pioggia perché vivono al sole. I carioca hanno un accento forte, i paulistanos no (almeno così sostengono).
Il nostro gentile lettore carioca d’adozione cita la definizione della parola data nel Vocabolario Treccani.it: «[dal brasiliano carioca, propr. «abitante di Rio de Janeiro», dal nome di un piccolo fiume presso quella città], invar. - 1. agg. e s. m. e f. Relativo alla città di Rio de Janeiro, del Brasile sud-orient., capitale dell’omonimo stato (fino al 1960 capitale federale del Brasile) e, per estens., all’intera nazione brasiliana: i giocatori c., la squadra c., la squadra nazionale di calcio; come sost., abitante o nativo di Rio de Janeiro. Cfr. fluminense. 2. s. f. Ballo popolare brasiliano molto vivace e con grande libertà di figurazioni».
Per quanto riguarda i balli, si sa che essi sono soggetti alle mode e se ne può anche perdere l’abitudine e, tra la gente comune, il ricordo, perfino del nome.
E il punto è proprio questo, per quanto riguarda il significato estensivo di ‘brasiliano’ attribuito a carioca e contestato dal nostro gentile lettore: quando s’ha da fare con le parole e i loro significati, bisogna ricordarsi che parole e significati di parole prese in imprestito da altre lingue possono mantenere il significato che hanno nella lingua di partenza ma possono anche, nella lingua d’arrivo, cambiarlo, estendendolo o restringendolo. In italiano, a partire dalla lingua del calcio (e più precisamente, dei giornalisti e commentatori sportivi), carioca per estensione ha preso a significare ‘brasiliano’ e non più soltanto ‘di Rio de Janeiro’ (‘e del suo Stato’, per estensione, come suggerisce anche il nostro lettore). Nel portoghese brasiliano, la parola carioca si è estesa semanticamente solo un po’; in italiano, la parola carioca, ormai sorella ma non gemella di quella brasiliana, si è “allargata” di più. Può succedere, le lingue cambiano e possono leggere in maniera diversa il mondo.
L'Iconico Brand Carioca
Fu il personaggio Disney José Carioca, un pappagallo brasiliano amico di Paperino, comparso per la prima volta nel 1942 nel lungometraggio Saludos amigos (e successivamente nel più celebre I tre caballeros), a ispirare il nome Carioca, divenuto l’iconico brand di pennarelli realizzati da Universal, azienda produttrice di articoli di cancelleria fondata da Alessandro Frola nel 1956 a Settimo Torinese.
Come lo stesso brand, anche la scritta è rimasta per lungo tempo impressa nella mente di grandi e piccini, tanto che quasi 60 anni dopo la sua nascita (1965), a seguito della prematura morte del fondatore e della liquidazione della società, Zico Holding della famiglia Toledo ha scelto di rilanciare Universal puntando sul brand Carioca, che dal 2016 dà anche il nome all’azienda.
Rinata dalle proprie ceneri, Carioca ha mantenuto la sua sede alle porte di Torino, all’interno di quel distretto industriale impegnato nella produzione degli strumenti per la scrittura. Da sempre i pennarelli Carioca hanno dato forma e colore alle fantasie dei più piccoli: la nuova proprietà, però, ha ridefinito di estendere l’offerta dei prodotti fino ai pre-adolescenti.
Oggi Carioca impiega circa 150 addetti tra Produzione e uffici e ha chiuso il 2022 con un fatturato di 37,6 milioni di euro (+12% rispetto al 2021). Il risultato è frutto delle scelte strategiche e manageriali della famiglia Toledo, che per risollevare l’azienda ha scelto di restare nel Torinese, ricentrando la produzione in Italia (dal 1963 Universal aveva un secondo stabilimento a Barcellona), puntando anche sull’espansione all’estero e sui nuovi canali di vendita, come l’ecommerce.
“Esportiamo per l’85%, su un mercato di 86 Paesi, in 16 dei quali siamo la marca di riferimento”, evidenzia Giorgio Bertolo, Direttore Generale di Carioca, che ci apre le porta dell’azienda. “In Italia e in Spagna (che, con la Grecia, rappresentano i tre principali mercati) la vendita è diretta, mentre gli altri Paesi sono presidiati attraverso l’intermediazione di altri distributori”.
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