Il mandarino è il frutto dell'albero di Citrus aurantium var. Il nome Mandarino identifica l'albero dell'agrume appartenente alla famiglia delle Rutaceae e al genere Citrus (Citrus reticulata, sinonimo Citrus nobilis var. deliciosa, e Citrus deliciosa), ma anche il frutto stesso.
Il Mandarino, secondo il parere di molti ricercatori che giunsero alla stessa conclusione utilizzando tecniche diverse, sarebbe una delle tre specie originali, che con il Cedro (Citrus medica) e il Pomelo (Citrus maxima o Citrus grandis) diedero origine a tutte le altre specie di agrumi oggi conosciuti. Essi a loro volta deriverebbero da un antenato comune, risalente a circa 20-30 milioni di anni fa, in una zona del Sud-est Asiatico.
Col tempo le tre specie primarie si diversificarono, col favore di varie circostanze ambientali, come le ibridazioni naturali occasionali, le mutazioni spontanee e altre cause genetiche, e gradualmente si acclimatarono e si diffusero in aree adiacenti, finché, con l'intervento dell'uomo, tali processi vennero accelerati e ampliati, e in tal modo le diverse varietà giunsero in luoghi anche distanti da quelle originarie, diversificandosi ulteriormente nelle differenti specie e numerose cultivar oggi conosciute, diffondendosi in particolare nelle aree mediterranee.
Il Mandarino si diffuse nelle zone mediterranee solo dopo il 1828, e successivamente fu importato nelle Americhe, sembra per opera di un console italiano in visita a New Orleans nel 1850. Secondo le ricerche del botanico Francese Charles-Victor Naudin, il Mandarino sarebbe originario delle zone a clima caldo della Cina e della Cocincina, la zona più meridionale del Vietnam.
Per alcuni autori il nome Mandarino sembra derivare da quello degli alti dignitari della corte imperiale cinese, i Mandarini appunto, che portavano un mantello arancione e ricevevano in dono questi frutti; secondo altri autori deriverebbe dal nome Mandara, dato al frutto nelle isole di Francia e di Bourbon (La Réunion), da cui giunse fino a Malta, in Sicilia, in Corsica e in Liguria.
Il Mandarino è un piccolo albero o arbusto sempreverde alto 2-4 metri, con rami fitti e ravvicinati che formano una chioma globosa, alcuni dei quali a crescita verticale, i succhioni, sono provvisti di spine e non producono frutti; le foglie alterne sono ellittiche, piuttosto piccole, di colore verde scuro ed emanano un gradevole odore aromatico dovuto al contenuto di un olio essenziale; i fiori sono piccoli, bianchi, molto profumati.
Il frutto del Mandarino è una bacca, chiamata esperidio, rotonda e depressa ai poli, con buccia profumata sottile di colore arancione chiaro all'esterno (flavedo), bianca internamente con scarso e granuloso albedo, facilmente staccabile, ricca di ghiandole oleifere, con all'interno una polpa dolce e succosa, distinta in 8-10 o più spicchi, dotati di numerosi semi.
Si conoscono diverse varietà con caratteristiche morfologiche che le differenziano, come il sapore più dolce o acidulo, la buccia più o meno sottile e aderente agli spicchi, la pezzatura più piccola, ecc. Dal Mandarino inoltre, mediante numerose ibridazioni con altre specie di agrumi, sono derivate diverse cultivar come i Mandaranci e le Clementine.
Proprietà e Indicazioni del Mandarino
Il Mandarino contiene sali minerali (calcio, fosforo, potassio, ferro), zuccheri semplici, fra cui spicca l'alta percentuale di fruttosio, vitamine A, B1, B2, PP, e in particolare alte percentuali di vitamina C, fibre, e una rilevante quantità di acqua, oltre l'80% della parte edibile.
La ricchezza in zuccheri, la più alta fra gli agrumi, ne fa un alimento piuttosto calorico, non adatto al consumo se si è in sovrappeso e a dieta ipocalorica, oltre a essere sconsigliato alle persone con diabete di tipo 2, per le quali è consentito solo un consumo moderato. Per la discreta quantità di fibra, sia solubile che insolubile, è indicato per prevenire la stipsi.
Dalla scorza del frutto, ricca di ghiandole oleifere, si estrae l'olio essenziale di Mandarino, il quale, se il frutto è maturo, emana una fragranza dolce, calda e fruttata; se il frutto è ancora verde e immaturo l'olio essenziale sprigiona una fragranza fresca, pungente e frizzante: pur restando identiche le proprietà officinali, l'aroma differente è sfruttato variamente in profumeria e liquoreria.
Dalle foglie si estrae per distillazione l'olio essenziale di Petit grain di Mandarino. L'olio essenziale contenuto nelle ghiandole oleifere della scorza del frutto contiene limonene, dalle proprietà antiossidanti: l'olio essenziale più puro e pregiato è utilizzato per uso orale per le sue proprietà che favoriscono il rilassamento e il benessere mentale, la funzione digestiva, la regolare motilità intestinale e l'eliminazione dei gas, e per agevolare la fluidità delle secrezioni bronchiali.
L'olio essenziale di Mandarino è indicato in caso di ansia, tensione nervosa, stati ansiosi somatizzati a livello viscerale con disturbi a stomaco e intestino su base nervosa, e per l'insonnia. Per la sua azione particolarmente delicata, può essere utilizzato, dopo preventiva approvazione del medico, anche in gravidanza, e per i bambini in caso di stress ansiogeni determinati da cambiamenti, come il primo ingresso a scuola, la nascita di un fratellino, la separazione dei genitori, o un trasloco.
Per le proprietà rilassanti, l'olio essenziale di Mandarino è usato anche come ingrediente di integratori alimentari e tisane, e in cucina per aromatizzare le preparazioni culinarie. Per uso esterno, è utilizzato come aromaterapico; in cosmetica entra nella composizione di acque toniche, creme per viso e corpo, oli da massaggio, sali da bagno, saponi, bagnoschiuma, shampoo e balsami, deodoranti, profumi, sacchetti e acque profuma-biancheria, e come coadiuvante per prevenire le smagliature e attenuare le cicatrici, previa miscelazione con olio di Mandorle dolci, e/o olio di Edera, Vinaccioli, Karitè, nella misura di 50 gocce di essenza per 100 ml di olio vegetale.
Le scorze e l'olio essenziale servono anche per aromatizzare e profumare candele, cialde di cera e oli per diffusori di essenze, bastoncini profumati per l'ambiente.
Mandarini e Stitichezza
I mandarini sono presenti sul mercato da novembre a febbraio. Il freddo è tornato, il Natale è alle porte e le nostre tavole sono pronte per riempirsi di uno dei frutti più buoni della stagione: i mandarini, che travolgono le nostre dispende con il loro profumo inconfondibile e con il gusto zuccherino che li distingue dagli altri agrumi più aciduli.
Il bello dei mandarini è che non sono solo buonissimi e molto versatili in cucina, ma fanno anche benissimo al tuo corpo da molteplici punti di vista. Sono molto famosi per l’alto contenuto di vitamina C, ma sono ricchi anche della A, della P e di acido folico, oltre a sali minerali come potassio, calcio e fosforo.
Grazie alla grande quantità di fibre in esso presenti, il mandarino risulta particolarmente indicato per il benessere dell’intestino e viene suggerito nelle diete perché è facilmente digestivo. Utili a regolarizzare l’intestino, a combattere i malanni di stagione e poveri di grassi, i mandarini sono benefici persino nella buccia: dalla scorza, infatti, si ottiene un olio essenziale utilizzato in ambito cosmetico, soprattutto contro la cellulite.
Benefici dei Mandarini per l'Intestino
- Validi antiossidanti: Tra i benefici più noti dei mandarini è quello di essere dei potenti antiossidanti: è merito della vitamina C ed è una caratteristica che lo accomuna agli altri "componenti" della famiglia degli agrumi. Per questo è utile nel rafforzare il sistema immunitario, nel proteggere il corpo dalle infezioni e nello stimolare la formazione degli anticorpi.
- Ricchi di fibre: I mandarini sono pieni di fibre vegetali e per questo, tra i loro benefici, spicca la capacità di sostenere e incrementare la funzionalità intestinale, favorendone la regolarità. Inoltre sono presenti all’interno anche poi prebiotici che favoriscono la crescita e la proliferazione della flora batterica intestinale buona e sono facilmente digeribili, perché sono ricchi di zuccheri semplici.
- Fonte energetica: I mandarini possiedono una bassissima quantità di grassi ma sono particolarmente zuccherosi poiché contengono diversi tipi di zucchero (saccarosio, fruttosio e destrosio) in quantità molto maggiore rispetto ad altri frutti.
- Ricchi di potassio e calcio: Tra i molti componenti dei mandarini spicca anche la presenza del potassio, eccellente aiuto nel mantenere stabile la pressione arteriosa, e del calcio, che invece svolge un importante ruolo di rinforzo dell’apparato scheletrico. Inoltre i mandarini contengono flavonoidi, utili a migliorare i livelli di colesterolo buono e ad abbassare quello cattivo.
- Diuretici naturali: I mandarini hanno un’altissima percentuale di acqua, che unita al potassio e alla vitamina P riescono a favorire lo smaltimento dei liquidi in eccesso, regalando a questo frutto un prezioso effetto drenante soprattutto se consumato come infuso, magari ottenuto dalle scorze essiccate.
- Favoriscono il rilassamento: I mandarini contengono al loro interno una sostanza molto particolare, il bromo: è un elemento molto utile che distende il sistema nervoso e concilia il sonno, quindi è estremamente utile per chi ha problematiche ad addormentarsi o è particolarmente nervoso.
- Benefici per la pelle: Come abbiamo accennato, i mandarini sono ricchissimi di antiossidanti come la già citata vitamina C e il betacarotene: sono sostanze che contrastano la produzione di radicali liberi e l’invecchiamento delle cellule, inoltre la vitamina favorisce la produzione di collagene. Per tutti questi motivi i mandarini sono molto impiegati nell’ambito dell’industria cosmetica e nelle terapie naturali, soprattutto per quanto riguarda la cura della pelle. Sotto forma di olio essenziale, estratto di solito dalla scorza, i mandarini diventano utili nel trattare diminuire l’impatto estetico di cicatrici e smagliature e per ridurre i segni dell’acne, ma anche in prodotti idratanti e come rilassanti per i muscoli se aggiunti a un bagno caldo.
Controindicazioni
I mandarini non presentano particolari controindicazioni a livello di salute, ma esistono alcuni casi specifici in cui è meglio ridurne o evitarne in consumo. A prescindere dalle eventuali questioni legate al peso e ai regimi dietetici, è bene non esagerare con i mandarini come non dovresti esagerare con nessun altro alimento.
Come abbiamo già spiegato i mandarini sono molto zuccherini, quindi è meglio non esagerare e inoltre, essendo meno ricchi di fibre rispetto ad altri frutti, danno meno senso di sazietà per cui sei portato a mangiarne in quantità tali da assumere quantità di zuccheri superiori a quelle raccomandabili.
Secondo gli esperti la quantità giusta di mandarini è di 2 al giorno, meglio se consumati a colazione o a metà giornata come spuntino, comunque in generale lontano dai pasti.
Agrumi e Colite: Benefici o Rischi?
Quando si parla di colite, l’alimentazione gioca un ruolo cruciale nel mantenimento del benessere intestinale. Gli agrumi, noti per il loro alto contenuto di vitamina C e antiossidanti, sono spesso al centro del dibattito: fanno bene o male a chi soffre di colite? La risposta non è semplice e richiede una valutazione attenta.
Gli agrumi possono offrire benefici significativi grazie alle loro proprietà antinfiammatorie e immunostimolanti, ma la loro elevata acidità può rappresentare un rischio per chi ha l’intestino irritabile. In questo articolo esploreremo se e come gli agrumi possono essere inclusi nella dieta di chi soffre di colite, tenendo conto delle eccezioni e delle precauzioni necessarie.
La compatibilità degli agrumi con la colite dipende da diversi fattori. Da un lato, i flavonoidi presenti negli agrumi possiedono proprietà antinfiammatorie che possono aiutare a ridurre l’infiammazione intestinale. Inoltre, la vitamina C rafforza il sistema immunitario, supportando il corpo nella gestione dell’infiammazione.
Tuttavia, l’acidità degli agrumi può irritare le mucose intestinali, aumentando il rischio di dolore, crampi e diarrea. Le fibre insolubili presenti nella buccia e nelle membrane possono inoltre causare gonfiore e gas. Pertanto, è essenziale valutare attentamente la propria tolleranza personale e consultare un esperto prima di includere gli agrumi nella dieta.
Perché gli agrumi possono far bene alla colite?
Gli agrumi come arance, mandarini e clementine migliorano la motilità intestinale, facilitando la digestione e riducendo i sintomi di stitichezza. Aiutano a mantenere una buona idratazione, fondamentale per il benessere generale e la funzionalità intestinale. Rafforzamento del sistema immunitario.
Perché gli agrumi possono far male alla colite?
L’elevata acidità può aumentare l’irritazione delle mucose intestinali, causando dolore e crampi. Diarrea e gonfiore dovuti alle fibre insolubili.
Sostituzioni, Alternative e Suggerimenti Utili
Se gli agrumi risultano problematici, esistono alternative più adatte per chi soffre di colite come banane, mele o pere che possono essere meglio tollerate. Se si desidera comunque includere gli agrumi nella dieta, è consigliabile sbucciarli completamente e rimuovere le membrane bianche per ridurre le fibre insolubili. Consumare succo diluito con acqua può aiutare a minimizzare l’irritazione intestinale. Mandarini o clementine sono opzioni meno acide che potrebbero risultare più tollerabili.
Consigli Utili
- Iniziate con piccole quantità
- Monitorate attentamente eventuali sintomi negativi come dolore addominale o diarrea.
- Preferite varietà meno acide come mandarini e clementine rispetto a limoni e pompelmi, ed evitate le parti più fibrose degli agrumi.
- Tenete un diario alimentare per registrare le vostre reazioni agli alimenti ed adattate il consumo in base alle vostre esigenze personali.
Le seguenti informazioni rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico.
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