Da qualche anno, il mercato delle biciclette ha visto l'introduzione di nuove tipologie di impianto frenante. I freni a disco sono diventati lo standard di riferimento nel mondo del ciclismo, offrendo una potenza di frenata superiore e più modulabile rispetto ai tradizionali freni a pattino, soprattutto in condizioni avverse come pioggia o sterrato fangoso.

Ogni cambiamento tecnologico porta con sé vantaggi e svantaggi, e l'impianto frenante delle biciclette non fa eccezione.

Il principio di funzionamento

Il concetto fondamentale alla base di tutto è l'attrito che si sviluppa attraverso il contatto tra le parti fisse e mobili dei freni, generando calore che deve essere dissipato rapidamente per non compromettere l'efficienza della frenata.

Componenti principali

I freni a disco sono composti principalmente da:

  • Rotore (disco): Elemento metallico di spessore definito montato sul mozzo della ruota, solidale alla ruota stessa. I dischi possono avere diversi disegni, che combinano estetica ed efficienza nella dispersione del calore, oltre a considerare il peso.
  • Leve freno: Montate sul manubrio per praticità e sicurezza.
  • Pinze: Costituite da un involucro metallico al cui interno sono alloggiate le pastiglie.
  • Pastiglie: Elementi fondamentali per la frenata.

Tipologie di pastiglie

Esistono due tipologie principali di pastiglie:

  • Organiche: Composte da una mescola di resina, garantiscono una buona frenata a freddo, bassa resistenza al calore, durata limitata e scarsa usura dei dischi.
  • Sinterizzate: Più durevoli e garantiscono una buona frenata quando entrano in temperatura.

Freni a disco idraulici

I freni a disco idraulici funzionano grazie a un circuito chiuso dove scorre olio in pressione. Azionando la leva del freno, viene mandato in pressione l'olio (minerale o DOT) contenuto nel serbatoio sul manubrio. Questo sistema è performante e potente, ideale per biciclette come le mountain bike, usate su percorsi impegnativi dove la sollecitazione alla frenata è alta.

I dischi idraulici sono ormai lo standard sulle mountain bike di un certo livello e si stanno diffondendo anche nel mondo dei viaggi.

Altro aspetto dolente è rappresentato dalla manutenzione; infatti, in base ai dati tecnici dei produttori e anche a seguito del decadimento delle proprietà dell’olio contenuto nel circuito nel corso del tempo, ogni tanto sarebbe utile effettuare uno spurgo con successivo ricaricamento del circuito (non deve essere presente aria all’interno!).

Freni a disco meccanici

Rispetto all'idraulica, i freni a disco meccanici trovano la loro collocazione più naturale nel cicloturismo e nei viaggi in bicicletta. L'impulso viene sempre dato dal ciclista, che aziona la leva del freno al manubrio.

La leva è collegata al filo metallico, che corre all'interno di una guaina protettiva (e nel telaio nel caso di passaggio cavi interno), fino a collegarsi alle pinze frenanti.

Come per i freni a disco idraulici, anche per i freni a disco meccanici è fondamentale controllare l'efficienza del sistema. Per un controllo immediato basta agire sulla leva del freno al manubrio per intuire la risposta della frenata.

Se la frenata è troppo lunga (con la leva del freno a fine corsa), il cavo si può essere logorato nel corso del tempo - e quindi in questo caso deve essere sostituito - oppure non è sufficientemente tensionato. Infatti basta un minimo di buona volontà per regolare la tensione del cavo d’acciaio o per sostituirlo.

Quindi, per le bici gravel in cui i freni a disco bici sono perlopiù idraulici, il sistema non è soggetto a sporcarsi, ad esempio percorrendo le strade bianche toscane, tranne per le pinze!

Nelle lunghe discese è utile preoccuparsi dell'efficienza di frenata; in questi casi può avvenire un surriscaldamento del sistema, che nel caso meccanico è inferiore al suo fratello idraulico. Inoltre, essendo il disco vincolato al mozzo della ruota e non al profilo del cerchio come per i V-brake, non sussiste nemmeno la preoccupazione di una ipotetica esplosione della camera d'aria a causa di una pinzata troppo prolungata.

L'unica difficoltà oggettiva spesso si ha nel reperire le pastiglie giuste in negozi MTB dove spesso le pastiglie meccaniche non vengono utilizzate.

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