L’Italia non sembra essere (ancora) un Paese per donne, e l'equità di genere è ancora lontana non solo nel mondo del lavoro, ma anche in casa. Eppure i pregiudizi resistono, anche (e soprattutto) tra le mura di casa e i piccoli lavori domestici.
Pregiudizi Domestici e Professionali
Anche nelle incombenze e nei piccoli problemi quotidiani, come i guasti casalinghi, lavori manuali come il montaggio di mobili, e lavori specifici come idraulico, elettricista, muratore e falegname, i pregiudizi di genere esistono eccome. È quanto emerge da un’indagine "Taskrabbit", dalla quale è risultato che 3 uomini su 10 si fiderebbero poco o per niente di una donna per riparare un tubo o un guasto elettrico.
La (Non) Equità di Genere in Casa
Gli uomini e le donne possono svolgere gli stessi lavori: l’84% degli italiani ne è convinto, almeno a parole. Eppure, di fronte alle attività domestiche, sembra che la differenza di genere sia preponderante. Non sorprende quindi che i nostri connazionali si fiderebbero più di una donna che di un uomo per pulire la casa (77% vs 41%), per riordinare i vestiti nell’armadio (79% vs 39%) e per stirare (76% vs 36%).
Elettriciste, Idrauliche, Falegname: Non Sono Lavori per Donne?
Una cosa è pure e prendersi cura della casa, altra cosa è la manutenzione delle mura domestiche. Qui gli stereotipi di genere vengono confermati eccome, anche se si riparare una lampada che si è fulminata. I dati parlano chiaro: gli italiani ripongono più fiducia in un uomo che in una donna per riparare un guasto elettrico, con la metà (49%) degli intervistati che si fiderebbe ciecamente di un uomo e il 37% di una donna, per sistemare un tubo che perde (50% vs 39%) e per i lavori di falegnameria (51% vs 39%).
Al contrario, il 29% degli uomini si fiderebbe poco o niente di una donna per riparare un guasto elettrico, il 27% non farebbe aggiustare un tubo che perde a una donna e il 24% metterebbe in dubbio il risultato di un lavoro di falegnameria se a farlo fosse una donna. Queste percezioni, seppure in proporzione minore, vengono condivise anche dalle donne stesse: il 22% di loro non si fiderebbe di una persona dello stesso genere per le riparazioni elettriche, il 18% non pensa che le donne siano in grado di aggiustare un tubo che perde e il 17% non sarebbe sicura del risultato di un lavoro di falegnameria se a farlo fosse una donna.
La visione femminile cambia se queste attività, invece, venissero svolte da un uomo: solo 1 donna su 10 si fiderebbe poco o per niente del risultato di un lavoro all’impianto elettrico o idraulico se eseguito da un uomo, percentuale che scende all’8% per i lavori di falegnameria.
Quando i Partner Non Aiutano Ma… Giudicano
Il 60% delle italiane dichiara di essersene occupata senza l’ausilio di altre persone, rispetto al 54% degli uomini. Il 46% degli intervistati si fiderebbe ciecamente di una donna per spostare scatoloni per un trasloco, percentuale che sale al 63% se a svolgere questa attività fosse un uomo. Eppure il 63% delle intervistate ha affermato di lavare da sola la propria auto, il 42% di montare in autonomia i mobili, il 19% di riparare i tubi quando perdono acqua, il 13% di fare lavori di falegnameria e il 9% di riparare i guasti all’impianto elettrico.
Oltre a queste attività considerate ancora atipiche per le donne, il 91% delle intervistate sostiene di occuparsi regolarmente della pulizia della casa (contro il 61% degli uomini), il 90% della spesa (73% uomini), l’87% di riordinare i capi nell’armadio (55% uomini), l’85% di lavare i vetri (54% uomini) e il 79% di stirare (35% uomini).
In sintesi, la distribuzione delle attività domestiche e di manutenzione rimane sbilanciata, con le donne che si sobbarcano una quota maggiore di responsabilità.
Taskrabbit: Un Programma di Mentorship per Abbattere gli Stereotipi
Proprio per accrescere la consapevolezza delle donne nelle proprie capacità e per scardinare gli stereotipi di genere, Taskrabbit ha lanciato un mentorship program per le nuove tasker iscritte alla piattaforma, in cui le mentori saranno proprio le tasker che in questi anni sono state particolarmente attive nei lavori di riparazione e montaggio mobili.
“Siamo lieti di lanciare un mentorship program per riaccendere la fiducia delle donne nelle proprie potenzialità. L'anno scorso in Italia abbiamo notato che il 60% delle persone che hanno visitato la piattaforma per iscriversi come tasker erano donne” ha dichiarato Begüm Zarmann, Managing Director di Taskrabbit Europe.
Taskrabbit è il network globale che mette in contatto chi ha bisogno di una mano per lavori dentro e fuori casa con tasker competenti e affidabili. Offre ai suoi clienti più di 40 categorie di servizi che spaziano dal montaggio e assemblaggio mobili al giardinaggio, da una mano per i traslochi a piccoli interventi di manutenzione della casa.
“Quando si parla di pregiudizi - ha aggiunto Zarmann - c'è ancora molto lavoro da fare e la nostra iniziativa è solo un piccolo passo nella lotta contro gli stereotipi, ma i piccoli passi sono necessari per avviare un movimento più grande”.
Cucinare e Lavare: Le Donne Italiane Sono le Più Indaffarate d’Europa
Nonostante qualche progresso, è nelle case italiane che rimane la maggiore differenza di genere nei lavori domestici rispetto al resto del mondo occidentale. Secondo uno studio pubblicato dalla rivista "Demographic Research", su 19 Paesi nelle case italiane in media le donne passano più di tre ore in più a settimana a lavare e cucinare rispetto ai partner, un gap che per esempio in Canada è di appena un'ora.
Se nel 1980 nel nostro Paese il gap era di quattro ore, in quarant'anni c'è stata una riduzione del 25%, e un trend simile è stato visto nelle case spagnole.
Faccende Domestiche: 38 Minuti per Gli Uomini, Oltre 3 Ore per le Donne
In Italia nel 1980 l'uomo passava appena 17 minuti nelle faccende domestiche, mentre nel 2008, ultimo anno disponibile, erano cresciuti a 38, mentre per la donna erano 221. "La ricerca ha trovato che i Paesi esaminati si muovono nella direzione della parità tra i generi - scrivono -. Ma ci sono dei limiti a quello che si può raggiungere senza cambiare le politiche sociali, l'atteggiamento di datori di lavoro e manager e le convinzioni culturali su quali siano i ruoli maschili e femminili nella società".
Gestione Economica: Quando Nelle Spese di Casa Decidono Gli Uomini
Il potere decisionale delle donne in famiglia, in molti casi, è inferiore a quello guadagnato a livello professionale e a ciò si somma il maggior carico di lavoro domestico che le donne tradizionalmente ancora si sobbarcano rispetto al proprio partner.
Questi sono solo alcuni degli aspetti emersi dalla survey LEI (Lavoro, Equità, Inclusione) condotta da Fondazione Libellula, per conoscere lo stato di soddisfazione delle donne in ambito domestico, e che ha coinvolto oltre 4.300 lavoratrici tra impiegate, operaie, dirigenti e libere professioniste da tutta Italia.
Un quadro davvero variegato che restituisce un comune stato d’insoddisfazione dovuto allo squilibrio nelle mansioni casalinghe e al basso potere nelle scelte finanziarie: 3 donne su 4 (76%) infatti non sono felici di come viene suddiviso il carico di lavoro con il partner e solamente una donna su 10 (9,3%) risulta la principale responsabile dell’indirizzo economico della famiglia.
Gestione di Figli e Cure Ai Familiari: Una Donna Su Due Se Ne Occupa da Sola
Non bisogna dimenticare che la stessa frustrazione riguarda anche la gestione dei figli, infatti nell’indagine LEI una donna su 2 afferma di occuparsene senza alcun supporto dal partner. Sono appena il 2% i casi in cui è l’uomo ad occuparsi esclusivamente dei figli, contro l’8% rappresentato dalle altre figure.
Ma non è tutto: le donne intervistate affermano di utilizzare più dell’80% del loro tempo per lavoro, spostamenti e attività di cura, domestiche e familiari. Ne consegue uno spazio ridotto per altre attività come sport, iniziative culturali e volontariato, che ne limitano la dimensione individuale, il tempo per sé e l’impatto sulla comunità.
Stereotipi di Genere: Cosa Possiamo Fare per Cambiare?
Alla domanda: ‘Chi pulisce in casa?’ risponde il 17% degli uomini e il 75% delle donne; interessante vedere che nelle intenzioni, sia uomini (66%) che donne (65%) pensano che dovrebbero farlo insieme. A occuparsi della spesa sono più del doppio le signore (61%) contro il 28% dei signori, in questo caso più convinti delle loro partner (70% contro 65%) che si dovrebbe fare insieme.
Sono le donne nel 54% dei casi a portare i figli a scuola, mentre gli uomini lo fanno nel 21%. Eppure anche qui entrambi sono concordi nel dichiarare che vorrebbero occuparsene insieme (72% vs. 73%). Le cose cambiano quando si parla di gestione economica: sono infatti gli uomini (50%) a tenere i rapporti con la banca (donne 35%), mentre nelle intenzioni sono più le donne (66%, uomini 56%) a ipotizzare che dovrebbero occuparsi entrambi della questione.
La disparità di incarichi domestici viene motivata dalla diversa partecipazione al reddito familiare: il 18% degli intervistati pensa che chi guadagna di più, ovvero l’uomo nel 64% dei casi, influenzi le decisioni economiche della famiglia.
Lavori "da Uomo" e Lavori "da Donna"
La ricerca ha voluto indagare perché certe posizioni aziendali non trovano interesse da parte delle donne. E i risultati confermano un dato di fatto: le donne sono meno propense a immaginarsi in un percorso di studi STEM (vale a dire Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica). Il pregiudizio ha radici culturali molto profonde: nella ricerca emerge che quelli considerati da donna sono lavori di cura.
Ad esempio la babysitter è per il 60% degli uomini un lavoro femminile, contro il 48% delle donne; così come la maestra d’asilo è per donne per il 46% degli uomini, mentre lo pensa solo il 29% delle donne. Invece, l’idraulico è un lavoro maschile, lo pensa il 70% degli uomini e il 58% delle donne, anche il militare lo è per il 39% dei signori e il 22% delle signore.
Disparità Salariale e Conciliazione Lavoro-Famiglia
In ambito lavorativo, il 56% delle donne ritiene di avere uno stipendio inferiore rispetto ai colleghi uomini, e solo il 38% di esse pensa di ricevere una equa retribuzione. A questo si aggiunge la difficoltà generale delle donne nel conciliare gli impegni familiari con il lavoro: il 33% della popolazione femminile dichiara di aver dato priorità alla famiglia anziché alla carriera. In Italia, il tasso di occupazione femminile in età compresa fra i 20 e i 64 anni è pari al 55% (dati Eurostat, IV trimestre 2022), il più basso tra gli stati della Unione europea, e una donna su cinque esce dal mercato del lavoro a seguito della maternità.
Per dirla con le parole di Henkel, sono piccoli passi che portano a una narrazione diversa.
Francesca Giunchi: L'Idraulico Che Non Ti Aspetti
«Io voglio fare l’idraulico». Francesca Giunchi a 42 anni, dipendente della ditta forlivese Cortini&Farneti, allaccia tubi, fa funzionare caldaie, ripara rubinetti e stende tubazioni per il riscaldamento a pavimento. Insomma è l’idraulico che non ti aspetti e da oltre 10 anni con la sua scelta professionale ha deciso di abbattere ogni tipo di stereotipo, stupendo anche i familiari.
«Inizialmente sono rimasti tutti un po’ spiazzati, poi in fondo ho scelto io per me, era quello che desideravo e volevo fare da grande - racconta Francesca Giunchi -. Ancora adesso, specie quando vado in casa delle persone, qualcuno rimane stupito».
Prima di passare a tubi e guarnizioni, però di mestiere faceva altro. «Ero impiegata in ufficio, sempre nella ditta per la quale lavoro - prosegue -. E’ iniziato tutto per gioco. Un giorno sono andata in cantiere per dare una mano ai colleghi, più che altro per la gestione e organizzazione dei lavori. In quell’occasione mi sono messa a fare due guarnizioni, mi è piaciuto e ho deciso di cambiare. Mi sono detta, sai che c’è? Voglio fare l’idraulico».
Poteva scegliere di rimanere dietro una scrivania e invece ha deciso di sporcarsi le mani rivoluzionando in un giorno la sua carriera professionale. Dopo anni i cantieri sono ormai diventati il suo pane quotidiano, ma essendo per lo più ambienti maschile le battutine non si sono certo sprecate.
«Più volte mi sono sentita dire: perché sai usare anche la mazzetta? Ma hai la forza di sollevare una caldaia? - dice Giunchi -. Non mi sono lasciata intimidire e ci scherzavo sopra anche io. Sono ancora qua, quindi evidentemente qualcosa ho imparato e so fare. Certo, inizialmente ho dovuto guadagnarmi la fiducia, come poi spesso accade per le donne in qualsiasi tipo di lavoro. Rispetto a quando ho iniziato le cose sono cambiate, ormai nell’ambiente mi conoscono però c’è ancora qualcuno che si stupisce. C’è ancora tanto da fare per abbattere gli stereotipi».
Le Nuove Generazioni e Gli Stereotipi di Genere
Non si scompongono all’idea di una donna che sceglie il mestiere di idraulico. Ritengono che i maschi dovrebbero imparare a fare i lavori di casa sin da piccoli. Respingono lo stereotipo hollywoodiano del maschio che non piange mai e fa leva sulle sue doti fisiche, mentre considerano un “vero uomo” chi sa prendersi delle responsabilità, proteggere la sua famiglia, chi ha dei valori e dei giusti principi.
Con una serie di risposte e prese di posizione sorprendenti e non scontate gli studenti delle scuole superiori cittadine dimostrano di non cadere negli stereotipi di genere più classici e resistenti ai cambiamenti della società.
Complessivamente hanno risposto al questionario 1.116 studenti, 569 femmine e 501 maschi (50 intervistati non hanno specificato il genere).
«Il riscontro al questionario è andato oltre ogni più rosea aspettativa, sia per il numero delle risposte sia per la qualità delle stesse - sottolinea Del Torre -. I ragazzi e le ragazze hanno dimostrato grande attenzione al tema e serietà nella riflessione. Per il successo dell’iniziativa dobbiamo ringraziare anche il grosso impegno delle scuole superiori coinvolte e di alcuni ragazzi dell’associazione scout Cngei».
I Risultati del Sondaggio
Se a esempio il 79% degli intervistati ritiene che bambini e bambine giochino con giocattoli diversi, più di un terzo di questi pensa che ciò accada perché le scelte sono assunte dai genitori o influenzate dalla pubblicità. Il 63,4% dei ragazzi non trova nulla di strano in una donna che svolge la professione di idraulico, mentre l’80% è d’accordo con l’affermazione che i maschi devono imparare a fare i lavori di casa fin da piccoli (il 73,4% dei ragazzi e l’85,6% delle ragazze).
La risposta più gettonata (circa il 40% degli studenti) rispetto al momento giusto in cui avere il primo rapporto sessuale è caduta sull’opzione «quando ci si sente pronti». Questa è stata la risposta più scelta sia dalle femmine (45,7%) sia dai maschi (34,4%). I giovani respingono compatti lo stereotipo hollywoodiano del maschio che non piange mai e fa leva esclusivamente sulle sue doti fisiche. Il “vero uomo” è chi sa prendersi delle responsabilità, proteggere la sua famiglia, ha dei valori e dei giusti principi.
Combattiamo Gli Stereotipi e i Pregiudizi di Genere
Nel mondo del lavoro, purtroppo, gli stereotipi di genere sono ancora presenti. Nonostante questo, in Life In abbiamo incentivato e assistito al successo dell’impiego di donne che con entusiasmo e capacità indiscussa guidano muletti, camion, autobus, si occupano di impianti elettrici e di cablaggi, sono al vertice di grandi imprese e molto altro.
Quando donne (o uomini) scelgono lavori che la società attribuisce tradizionalmente all’altro sesso, è facile che riemerga un sessismo solitamente latente e silenzioso. Può succedere allora che una donna che fa l’elettricista non venga presa sul serio, così come un uomo che fa il maestro d’asilo non sia ritenuto capace o non venga rispettato.
Promuovere la diversità di genere nei luoghi di lavoro e contrastare gli stereotipi non è solo una questione di giustizia sociale: ricerche dimostrano che le aziende che abbracciano questo approccio tendono ad ottenere risultati finanziari migliori e beneficiano di vantaggi concreti.
I Mestieri e Gli Stereotipi di Genere
Nell’immaginario collettivo alcuni mestieri sono innegabilmente legati al genere maschile, e altri al genere femminile. Una visione che trova riscontro nella realtà dei fatti: dati alla mano, alcune professioni, in particolare quelle legate alla tecnica, sono predominate dagli uomini e altre, solitamente quelle che appartengono al mondo della cura e del caregiving, dalle donne.
Come riporta My perfect resume, piattaforma che si occupa di ricerca di lavoro, i mestieri in cui predomina la presenza maschile sono quelli legati all’edilizia, alla carpenteria, alla meccanica e alla guida: in questi settori la presenza femminile è limitata all’1-2%. Le professioni prevalentemente femminili sono quelle legate all’istruzione primaria (maestre di asili e scuole elementari), all’assistenza (infermiere, badanti, tate) e ai lavori di segreteria: in questi settori gli uomini rappresentano oggi circa il 10% della forza lavoro. Un dato in aumento rispetto al 2010, quando erano solo il 5,4%.
Qualche stereotipo di genere è stato dunque scalfito, ma la parità rimane ancora lontana, come conferma un sondaggio condotto dalla piattaforma: secondo l’82% degli intervistati, i mestieri hanno una connotazione di genere. Alcuni ‘neutrali’ esistono, e sono legati, per esempio, al mondo della medicina, al sociale, al management, alla burocrazia, all’arte, ma ancora oggi le abilità e le inclinazioni personali sembrano soccombere di fronte alle barriere legate all’essere uomo o donna.
L'Influenza Degli Stereotipi Sulle Scelte Professionali
Spesso, anziché seguire le loro personali inclinazioni, si offrono loro giochi e attività che nell’immaginario comune appartengono ad uno o all’altro genere. In questo modo i bambini sviluppano competenze che, un poco alla volta, li portano in una direzione piuttosto che un’altra. Offrendo ai maschietti giochi come 'il piccolo pompiere' e alle femminucce 'la piccola casalinga' (sì, anche il lavoro di cura della casa è un mestiere, pur non essendo retribuito) non si fa altro che rafforzare un’idea di divisione per ruoli. Insomma, già prima dell’età scolare indirizziamo i bambini verso un tipo di percorso diverso rispetto alle bambine.
Ci sono molti fattori che possono influenzare queste decisioni, ma l’impatto degli stereotipi di genere è innegabile, ed è ben documentato.
“Quando ad una professione si associano stereotipi di genere, influenzano l’autorità che le persone attribuiscono all’uomo o alla donna che ricopre quella posizione”, scrivono Sarah Thebaud e Laura Doering, autrici di uno studio sulla micro-finanza a gestione femminile. “In questo modo, le persone subiscono pregiudizi negativi quando lavorano in posizioni che gli altri associano all’altro genere”.
La suddivisione dei mestieri in maschili e femminili ha, a cascata, una serie di conseguenze che danneggiano non solo la professionalità dei singoli, ma l’intera società, segregando le persone che si troveranno a scegliere il loro mestiere in base a stereotipi anziché alle loro inclinazioni o abilità.
La Declinazione Femminile dei Mestieri
La discussione sull’opportunità di utilizzare termini come sindaca, ingegnera, architetta, torna periodicamente ad accendersi: in molte sostengono che l’assenza del femminile non sia altro che una cartina tornasole di come la società abbia limitato le donne nelle loro scelte professionali, e di come la necessità di utilizzarlo sia invece uno dei modi per imparare a riconoscere la professionalità delle donne in tutti i settori.
“Idealmente, vogliamo vivere in un mondo in cui svolgiamo il lavoro più adatto alle nostre capacità e in cui un individuo in una posizione di autorità riceve lo stesso rispetto, indipendentemente dal genere”, concludono Thebaud e Doering.
Tabella: Confronto tra Fiducia Uomini e Donne in Diversi Lavori
| Attività | Fiducia in un Uomo (%) | Fiducia in una Donna (%) |
|---|---|---|
| Riparare guasto elettrico | 49 | 37 |
| Sistemare tubo che perde | 50 | 39 |
| Lavori di falegnameria | 51 | 39 |
| Pulire la casa | 41 | 77 |
| Riordinare vestiti | 39 | 79 |
| Stirare | 36 | 76 |
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