Diventare libero professionista rappresenta un'opzione da tenere in grande considerazione quando ci si affaccia verso il mondo del lavoro. Un libero professionista è un lavoratore che svolge una determinata attività in modo completamente autonomo. In partenza, si definiscono liberi professionisti i lavoratori che organizzano il loro tempo e il loro lavoro senza ricevere indicazioni da superiori e senza sottostare alle regole dei datori di lavoro.
Come definito nell'articolo 2094 del Codice Civile un rapporto di subordinazione sul lavoro «è caratterizzato da una prestazione lavorativa, un rapporto di subordinazione del lavoro intellettuale o manuale, alle dipendenze e sotto la direzione dell'imprenditore o datore di lavoro. Essendo un libero professionista, il lavoratore sarà svincolato da questa specifica definizione. Il lavoro, infatti, verrà organizzato dal soggetto in prima persona e dovrà intercettare e soddisfare le richieste dei clienti.
Distinzione tra Libero Professionista e Altre Figure
Per entrare un po’ più nel dettaglio, bisogna tenere presente che è possibile fare una distinzione tra libero professionista e lavoratore autonomo:
- Lavoratore autonomo intellettuale: si tratta di un lavoratore con Partita Iva che lavora in modo indipendente, ma non ha una cassa previdenziale specifica di riferimento o un Albo, per cui a livello di contributi si iscrive alla Gestione Separata INPS.
- Libero professionista: come anticipato, svolge prevalentemente un tipo di lavoro intellettuale, ha un proprio Albo di riferimento a cui iscriversi, e generalmente anche una cassa previdenziale apposita differente dall’INPS.
Questa differenza concettuale porta poi come conseguenza alcune distinzioni a livello burocratico, o nello svolgimento stesso dell’attività .
Un’altra distinzione da fare riguarda il libero professionista e la ditta individuale. Le ditte individuali solitamente sono gestite da un soggetto che non propone servizi di tipo intellettuale, ma beni o altri tipi di servizi. Commercianti e artigiani possono costituire una ditta individuale, seguendo particolari adempimenti fiscali e contabili.
Tuttavia, occorre considerare che in entrambi i casi i liberi professionisti offrono servizi, ovvero non si occupano di offrire beni, come farebbe invece un’impresa o una ditta.
Adempimenti Burocratici e Fiscali
Un libero professionista è un lavoratore autonomo, pertanto deve rispettare alcuni adempimenti di legge per poter svolgere la propria attività in modo individuale. L’apertura della partita IVA per liberi professionisti è la prima tappa fondamentale, oltre ovviamente alla scelta del settore in cui si vuole operare. L’apertura della Partita Iva in Italia è prevista sia per i professionisti autonomi che nel caso in cui si desideri avviare una attività di impresa o una ditta individuale.
Come Aprire la Partita IVA
Per aprire una Partita Iva si può procedere tramite commercialista, ovvero affidandosi ad uno studio, oppure ad un commercialista online, oppure procedere in autonomia. Il documento può essere inviato all’Agenzia delle Entrate tramie PEC oppure presentandosi di persona presso uno degli uffici.
I liberi professionisti non devono iscriversi al Registro delle Imprese, tuttavia devono poi scegliere il codice Ateco e il regime fiscale da adottare. La scelta del codice Ateco è importante per determinare qual è l’ambito in cui lavora il professionista. Questo significa che un lavoratore autonomo può anche decidere di aprire la propria Partita Iva con un codice Ateco specifico, per poi aggiungerne altri in un momento successivo.
Per chi lavora come professionista autonomo è altrettanto importante informarsi sul regime fiscale o contabile da adottare.
Regimi Fiscali: Forfettario vs. Ordinario
Dal 2016 è possibile aprire la partita IVA con un regime agevolato, chiamato regime forfettario, la soluzione ideale per i liberi professionisti, soprattutto all’inizio della loro carriera autonoma. L’unico limite imposto dal regime forfettario è quello di non superare la soglia di reddito annuo di 85.000 euro. Naturale successore del precedente regime dei minimi, il regime forfettario non presuppone però limiti di età o di durata.
Il Regime forfetario è un regime fiscale agevolato, destinato alle persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni, che conseguito ricavi o percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a 85.000 euro (il precedente importo di 65.000 euro è stato così modificato dalla Legge di Bilancio 2023). Chi applica il regime forfetario determina il reddito imponibile applicando, all’ammontare dei ricavi conseguiti o dei compensi percepiti, il coefficiente di redditività previsto per l’attività esercitata (allegato n. 2 alla legge n.
Con questo tipo di regime fiscale non si applicano l’Iva né l’Irpef, al contrario del regile fiscale ordinario o semplificato. Chi aderisce al regime forfettario non è più esentato da fatturazione elettronica, e deve pagare il bollo sulle fatture, se di importo superiore a 77,47 euro.
Il regime forfettario si differenzia fondamentalmente da quello ordinario perché l’imposta sui redditi viene calcolata con un’aliquota del 5% per i primi 5 anni, mentre diventa del 15% dal sesto anno in avanti, su una percentuale dei ricavi che varia a seconda del tipo di attività svolta. Contrariamente al regime ordinario, nel forfettario non è infatti possibile dedurre le spese, anche quelle legate all’attività svolta. Questo perché l’imponibile su cui si pagano le imposte è semplicemente una percentuale del fatturato definita da un coefficiente di redditività . Si tratta in pratica di un forfettario di spesa che lo Stato ha ipotizzato per ogni tipologia di attività e anche questo dato è identificabile grazie al Codice ATECO.
Chi ha un guadagno annuale superiore ai 85.000 euro potrà scegliere l’apertura della partita IVA con regime ordinario. Diversamente dal regime forfettario, tale regime fiscale permette di scaricare tutte le spese necessarie per l’attività , come ad esempio carburante, computer, corsi, ecc. Con il regime ordinario, le tasse da pagare sono l’IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche che si calcola a scaglioni di reddito e va dal 23% al 43%), le addizionali IRPEF regionali e comunali (che variano in base alla regione), l’IVA (imposta sul valore aggiunto del 22% da aggiungere sempre in fattura) e l’IRAP (imposta regionale variabile sulle attività produttive).
Esempi di Calcolo delle Imposte
Ipotizziamo il caso di un architetto che offre i suoi servizi a diverse imprese di costruzione. Nel suo primo anno come libero professionista ha avuto un fatturato lordo di 20.000 euro. Con il coefficiente di redditività ATECO pari al 78%, l’imponibile su cui saranno pagati i contributi è di 13.400 euro.
Ipotizziamo il caso di un ingegnere informatico che collabora con alcune aziende che necessitano di programmi gestionali personalizzati per l’organizzazione delle risorse umane. Nel 2019, nel suo primo anno di attività con regime ordinario, ha fatturato 80.000 euro e ha avuto 10.000 euro di costi di gestione. Dall’utile lordo di 70.000 euro vanno sottratti i contribuiti INPS per la gestione separata, che ammontano al 25,72% (18.004 euro).
Iscrizione all'Albo Professionale e Cassa Previdenziale
Come anticipato, i liberi professionisti possono iscriversi ad un Albo specifico, in base alla professione svolta. L’iscrizione ad un Albo è necessaria per svolgere alcune tipologie di professioni, mentre in altri casi non è obbligatoria. Inoltre molti Albi prevedono determinati requisiti per l’accesso, tra cui l’eventuale esame di stato.
In alcuni casi per iscriversi ad un Albo è necessario svolgere un periodo di praticantato, o rispettare alcuni requisiti legati alla formazione. Inoltre, in base alla Regione di residenza, alcuni requisiti e caratteristiche possono variare.
Una volta svolti i passi precedenti, ogni libero professionista deve registrarsi ad un ente previdenziale. In generale i professionisti autonomi sono iscritti ad un Albo della professione, e di conseguenza ad una cassa previdenziale, come quelle viste sopra, diversa dall’INPS.
Contributi INPS
Chi apre una partita IVA dovrà tenere in considerazione il pagamento dei contributi INPS, che è differente a seconda della categoria professionale. Nello specifico, i liberi professionisti con regime ordinario che non hanno una cassa previdenziale di riferimento (come ad esempio gli architetti) contribuiscono alla gestione separata INPS pagando un'aliquota del 25,72%. I contributi dovuti (saldo e acconti) vengono calcolati applicando al reddito forfettario l'aliquota contributiva del 25,72% e devono essere versati alle stesse scadenze previste per le imposte sul reddito, con la possibilità di rateazione.
Fatturazione Elettronica
Dal 1° gennaio del 2019 è entrata in vigore la fatturazione elettronica per le imprese e i liberi professionisti con regime ordinario. La fattura elettronica è un documento informatico, già preimpostato, trasmesso in modalità telematica al Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate e recapitato tramite lo stesso mezzo al soggetto ricevente.
La fattura elettronica, unico documento valido ai fini fiscali a partire dal gennaio 2019, deve essere compilata esclusivamente tramite computer, tablet o smartphone, per poi essere trasmessa in modalità elettronica tramite il SdI dell’Agenzia delle Entrate.
Vantaggi e Svantaggi del Lavoro Autonomo
Lavorare come professionista autonomo con una Partita Iva può avere dei vantaggi come degli svantaggi. Un libero professionista infatti lavora per diversi committenti, non rispondendo ad un’unica azienda. La flessibilità quindi può essere sia un vantaggio che uno svantaggio, a seconda dei punti di vista.
Molti liberi professionisti oggi scelgono di lavorare in smart working, ovvero da remoto, collegandosi alla rete internet tramite il proprio computer. Lavorare in smart working ha alcuni vantaggi, tra cui quello di risparmiare sul costo dell’affitto di un ufficio, o su costi di trasporto.
Per lavorare al meglio come libero professionista e trovare clienti, è necessario prima di tutto farsi conoscere, in modo da individuare nuovi lavori da svolgere. Chi vuole avviare una professione autonoma, in base al settore, può prendere in considerazione alcuni accorgimenti per promuoversi al meglio, anche sul web.
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