Quando si pensa a ristrutturare casa per dare un nuovo aspetto all’ambiente, bisogna anche tenere conto della sicurezza. Per questo motivo è importante rinnovare gli impianti datati o mal funzionanti. Avere un impianto elettrico nuovo e funzionale non solo migliora le prestazioni degli elettrodomestici, ma ne facilita l’utilizzo e soprattutto i tempi di posa.

Impianto Elettrico: Un Elemento Fondamentale

La guida impianto elettrico è uno degli elementi fondamentali in qualsiasi edificio, sia esso una casa, un ufficio, o un’industria. Un sistema ben progettato e installato garantisce non solo la funzionalità, ma anche la sicurezza degli occupanti. L’impianto elettrico è un sistema complesso costituito da un insieme di dispositivi, cavi e componenti che hanno il compito di distribuire l’energia elettrica all’interno di un edificio, sia esso una residenza, un ufficio o un impianto industriale.

Sicurezza ed Efficienza

La sicurezza è un aspetto cruciale: un impianto ben progettato e installato riduce al minimo i rischi di cortocircuiti, sovraccarichi e dispersioni di corrente, prevenendo incidenti come incendi o scosse elettriche. Oltre alla sicurezza, un buon impianto elettrico deve essere efficiente e adattabile alle esigenze attuali e future dell’edificio. Ciò significa prevedere una corretta distribuzione dei carichi elettrici, l’utilizzo di materiali di alta qualità e una progettazione che tenga conto delle possibili espansioni o modifiche future.

Componenti Chiave dell'Impianto Elettrico

  • Quadro Elettrico: Il quadro elettrico rappresenta il cuore pulsante dell’intero impianto elettrico, essendo il punto di raccordo di tutti i circuiti che distribuiscono l’energia all’interno dell’edificio. All’interno del quadro elettrico trovano posto numerosi dispositivi di protezione, tra cui gli interruttori automatici, i quali scattano automaticamente in caso di sovraccarico o cortocircuito, interrompendo il flusso di corrente e prevenendo danni agli apparecchi o rischi di incendio. Oltre a questi, i differenziali o “salvavita” sono fondamentali per rilevare eventuali dispersioni di corrente verso terra, proteggendo le persone da scosse elettriche.
  • Cavi Elettrici: I cavi elettrici sono essenziali per il funzionamento sicuro ed efficiente di un impianto elettrico. Sono i conduttori attraverso i quali l’energia elettrica viene trasportata dalle fonti di alimentazione, come il contatore o il quadro elettrico, ai vari dispositivi elettrici presenti nell’edificio, inclusi punti luce, prese e apparecchiature specifiche. I cavi devono essere dimensionati correttamente in base alla potenza richiesta dai dispositivi che devono alimentare e alla lunghezza del percorso che devono coprire. Un cavo sottodimensionato può surriscaldarsi, con il rischio di danneggiare l’impianto o provocare incendi.
  • Terminali: I terminali dell’impianto elettrico rappresentano i punti finali dove l’energia elettrica viene distribuita per l’uso quotidiano. Essi comprendono principalmente le prese e i punti di luce, fondamentali per garantire la fruibilità dell’energia elettrica in qualsiasi ambiente. Le prese elettriche, dislocate strategicamente in vari punti dell’edificio, consentono il collegamento degli apparecchi elettrici, come elettrodomestici, computer e altri dispositivi, rendendo possibile il loro funzionamento. I punti di luce, invece, sono collegamenti diretti a cui sono fissate le lampadine e altre fonti di illuminazione. Questi punti sono controllati da interruttori che ne regolano l’accensione e lo spegnimento, contribuendo così a creare l’illuminazione desiderata negli spazi abitativi o lavorativi.
  • Interruttori: Gli interruttori elettrici sono dispositivi fondamentali in qualsiasi impianto elettrico, poiché permettono di controllare l’accensione e lo spegnimento delle luci, ma non solo. Gli interruttori possono essere di vari tipi: a leva, a pulsante, a rotella, o touch, e possono anche integrarsi in sistemi domotici per essere comandati a distanza tramite smartphone o comandi vocali. La scelta del tipo di interruttore dipende sia dall’estetica sia dalla funzionalità richiesta.
  • Impianto di Messa a Terra: L’impianto di messa a terra è uno degli elementi più cruciali in un sistema elettrico, poiché garantisce la sicurezza degli occupanti dell’edificio in caso di guasti. Questo sistema è costituito da conduttori e dispersori (generalmente picchetti metallici) inseriti nel terreno, che sono collegati ai vari componenti metallici dell’impianto. La qualità e l’efficacia di un impianto di messa a terra dipendono dalla resistenza del terreno e dalla corretta installazione del sistema.

Tipologie di Impianto Elettrico

  • Impianto elettrico base: è quello più semplice da realizzare ed è formato da dispositivi salvavita, termostato e citofono.
  • Impianto elettrico standard: oltre alle prestazioni presenti in quello base, questo è più versatile e sicuro grazie a più prese.

Normative di Riferimento

In Italia, la realizzazione degli impianti elettrici deve rispettare specifiche normative per garantire la sicurezza e la funzionalità.

  • Norma CEI 64-8: La Norma CEI 64-8 è una delle normative tecniche più importanti in Italia per quanto riguarda gli impianti elettrici, ed è di fondamentale importanza sia per i professionisti del settore che per i proprietari di immobili. La norma copre diversi ambiti, tra cui la scelta dei materiali, la disposizione dei circuiti, la protezione contro i contatti diretti e indiretti, e le prescrizioni per la messa a terra e la sicurezza in generale. Viene aggiornata periodicamente per tenere il passo con le innovazioni tecnologiche e le nuove esigenze di sicurezza.
  • DM 37/2008: Il DM 37/2008, noto anche come “Decreto Ministeriale sulla Sicurezza degli Impianti”, è una normativa fondamentale in Italia che regola le attività di installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione degli impianti all’interno degli edifici. Il DM 37/2008 richiede che, al termine di ogni intervento, l’impresa rilasci una Dichiarazione di Conformità (DiCo), un documento che attesta che l’impianto è stato realizzato secondo le normative vigenti e in conformità con le norme tecniche di settore.

Fasi di Progettazione e Installazione

La fase iniziale di un progetto di impianto elettrico è cruciale per garantire un risultato efficiente e sicuro. Si inizia con una valutazione approfondita delle esigenze energetiche dell’edificio, che dipendono dal numero e dal tipo di dispositivi elettrici che verranno utilizzati, oltre che dall’uso specifico degli ambienti (residenziale, commerciale o industriale). Successivamente, si procede alla predisposizione di un progetto dettagliato. In questa fase, l’attenzione si concentra sulla disposizione dei punti di luce e delle prese elettriche, tenendo conto della funzionalità degli spazi e del comfort degli utenti. Anche la posizione del quadro elettrico viene decisa con cura, per garantire un accesso facile e sicuro.

Una volta approvato il progetto, si passa alla fase cruciale dell’installazione, che implica diversi passaggi fondamentali. Prima di tutto, si procede con la posa dei cavi elettrici, che devono essere posizionati con attenzione per evitare danni e garantire una corretta distribuzione dell’energia. Questo comporta l’uso di canali e tubi per proteggere i cavi e mantenerli ordinati. Questo componente deve essere montato in una posizione accessibile e sicura. All’interno del quadro, vengono collocati gli interruttori automatici e i dispositivi di protezione, come i differenziali, che servono a prevenire cortocircuiti e sovraccarichi.

Test e Manutenzione

Dopo l’installazione di un impianto elettrico, è essenziale eseguire una serie di test per assicurarsi che tutto funzioni correttamente e in sicurezza. È importante testare anche il funzionamento delle prese e dei punti di luce, assicurandosi che tutti i dispositivi connessi ricevano energia e operino senza problemi.

Un impianto elettrico richiede controlli periodici per garantire il suo corretto funzionamento e la sicurezza nel tempo. È fondamentale verificare regolarmente gli interruttori per assicurarsi che siano funzionanti e privi di malfunzionamenti che potrebbero compromettere la sicurezza. La messa a terra deve essere ispezionata per garantire che sia efficace e in grado di proteggere adeguatamente l’impianto da sovraccarichi e guasti. Un controllo regolare dell’impianto elettrico non solo previene potenziali problemi, ma aiuta anche a identificare e correggere tempestivamente eventuali difetti.

Impianto Idraulico: Guida Essenziale

Quando si parla di un impianto idraulico del bagno, parliamo di una parte fondamentale della casa, la sua funzione è infatti quella di portare l’acqua, sia fredda che calda, da un punto all’altro, mediante l’utilizzo di tubi.

Progettazione e Realizzazione

La prima fase, nonché quella più importante, per la realizzazione di un impianto idraulico di un bagno, è sicuramente la fase di progettazione: è bene rispettare le indicazioni specifiche date in questa fase, da accompagnare a quelle date dalla legge sulla distanza minima tra sanitari. Un bagno con un’apertura, ad esempio, deve avere un’altezza di almeno 2,70 mt e deve avere almeno un’apertura esterna o un impianto di aerazione.

Operazioni di Sostituzione

  • Sostituzione dei sanitari: Per procedere con la sostituzione dei sanitari è necessario lo smontaggio del vecchio wc per misurare l’altezza dell’attacco del tubo di scarico. Per smontare il wc bisogna smontare le viti di ancoraggio a terra, raschiare il cemento bianco con una spatola e, infine, dare dei colpetti al wc così da poterlo staccare da terra. Una volta misurato il tubo di scarico, si potrà procedere con l’acquisto del nuovo sanitario. Per quanto riguarda il montaggio del nuovo wc, invece, non bisognerà far altro che seguire gli stessi passaggi in modo inverso: posizionare, avvitare e stuccare. Prima di fissare il nuovo wc al pavimento, è bene testare che le guarnizioni siano tutte funzionanti e, in caso contrario, sostituirle.
  • Sostituzione rubinetteria: Questa operazione risulterà essere la più semplice tra tutte quelle del fai da te.

Rifacimento dell'Impianto Idraulico

Rifare l’impianto idraulico non consiste nella semplice sostituzione dei sanitari del bagno o i termosifoni, ma significa eliminare totalmente le vecchie tubazioni e sostituirle, con tutti i sottosistemi collegati. E dopo tanti anni di funzionamento il rifacimento dell’impianto idraulico diventa un’operazione quasi obbligata, che non andrebbe eseguita solo in caso di perdite o problemi evidenti, ma anche quando l’impianto sembra apparentemente funzionare e senza problemi.

Infatti, con tubazioni che, quasi sempre, si trovano nascoste dentro le strutture dell’edificio, problemi come perdite, corrosione o inefficienze possono rimanere celati fino a diventare emergenze critiche che producono danni non solo alla propria abitazione ma anche a quelle dei vicini. Quindi rifare l’impianto idraulico è uno dei principali interventi da prendere in considerazione quando si ristruttura casa. Ma in realtà anche quando non si deve ristrutturare.

Componenti dell'Impianto Idraulico

Cosa si intende per impianto idraulico? Banalmente si tratta di tutti quegli elementi impiantistici che consentono all’acqua di entrare all’interno degli edifici, venire utilizzata e poi essere allontanata dall’edificio. Ma al netto di questa definizione ovvia, è importante sottolineare che l’impianto idraulico solitamente si divide in due parti: l’impianto di riscaldamento e l’impianto di acqua sanitaria. Siccome dell’impianto di riscaldamento abbiamo parlato in questo articolo, e sarebbe inutile ripetere concetti già approfonditi, nei prossimi paragrafi affronteremo gli aspetti salienti del rifacimento dell’impianto idraulico legato alla parte di acqua sanitaria. In sostanza, quindi, della parte di impianto idraulico che fornisce e smaltisce acqua di bagni, cucine e lavanderie.

Quando Rifare l'Impianto Idraulico?

La decisione di rifare un impianto idraulico non deve essere presa alla leggera. Infatti, entrano in gioco diversi fattori per determinare questa necessità. In primis, l’età della struttura gioca un ruolo fondamentale. Le abitazioni costruite più di 20-30 anni fa spesso utilizzano materiali che ora sono considerati obsoleti o meno sicuri, come tubi in ferro o piombo. Studi hanno mostrato che la durata media delle tubature varia in base al materiale: per esempio, il Pvc può durare oltre 40 anni, mentre il rame e l’acciaio galvanizzato hanno una vita media di circa 50 anni. Inoltre, problemi comuni come corrosione, calcificazione e usura generale possono compromettere l’integrità dell’impianto, anche se realizzati in tempi più recenti.

In particolare, tubi in materiali più vecchi come il piombo possono rilasciare sostanze nocive nell’acqua, diventando un rischio per la salute. I segnali che indicano la necessità di un intervento sono spesso chiari, ma altrettanto spesso vengono trascurati. Perdite d’acqua, anche minime, possono suggerire crepe o rotture nelle tubature. Queste perdite, se non affrontate, possono portare a danni strutturali significativi e a un aumento dei costi di riparazione.

A tal proposito effettuare ispezioni regolari, svolte da professionisti qualificati, è essenziale sia per mantenere l’impianto idraulico in buone condizioni sia per prevenire problemi a lungo termine che per pianificare interventi più radicali come la sostituzione dell’impianto idraulico. Queste ispezioni, infatti, permettono di identificare precocemente eventuali problemi, prima che diventino emergenze costose.

Materiali Utilizzati

La realizzazione di questi due sotto-impianti segue regole differenti e vengono utilizzati materiali differenti. Infatti, il primo contiene al suo interno acqua in pressione oltre che fredda e calda, quindi deve avere delle precise caratteristiche sia di tenuta sia di isolamento. Prima di approfondire come sono realizzati gli impianti di adduzione e di scarico, vediamo brevemente quali sono i materiali utilizzati per gli impianti idraulici. Anche qui si differenziano tra impianti di carico e di scarico.

  • Rame: Il rame è stato un materiale di fiducia in molti settori, specialmente in quello idraulico, per la sua durata e resistenza. La sua capacità di resistere a fattori esterni come alte temperature e pressioni lo rende ideale per l’impianto idrico di una casa.
  • Tubi Multistrato: I tubi multistrato sono ormai l’opzione più diffusa per la realizzazione degli impianti di carico, apprezzati per la loro versatilità e resistenza. Sono costituiti da strati sovrapposti di materiali polimerici (PE-X reticolato) e metallo (alluminio). Questi materiali conferiscono ai tubi multistrato resistenza alle alte temperature, flessibilità, atossicità, idoneità al trasporto di acqua potabile, leggerezza, resistenza alla corrosione e una bassa rugosità interna.
  • PVC: L’utilizzo del Pvc nelle tubazioni di scarico degli impianti idraulici domestici è lo standard, in quanto unisce praticità e conformità normativa. In compenso, hanno un punto debole: la resistenza alle alte temperature. Infatti, i tubi in Pvc possono dilatarsi, se esposti a temperature superiori ai 90°C.

Isolamento delle Tubazioni

Secondo il DPR 412/93, è prescritto che le tubazioni delle reti di distribuzione dei fluidi caldi in fase liquida o vapore degli impianti termici devono essere coibentate. Per prevenire il congelamento: è importante isolare i tubi che corrono attraverso spazi non riscaldati, come muri esterni, garage, soffitte non riscaldate e cavità del pavimento. I materiali comunemente usati per l’isolamento dei tubi includono strisce di pellicola per tubi, schiuma apposita, l’isolamento delle pareti, copri rubinetti per l’outdoor, e l’installazione di rubinetti esterni a prova di gelo. In sintesi, l’isolamento delle tubazioni è una pratica necessaria per proteggere l’impianto idrico domestico da danni causati da temperature estreme e per migliorare l’efficienza energetica dell’impianto.

Tipologie di Impianti di Adduzione

Abbiamo detto che l’acqua all’interno degli impianti di adduzione è in pressione. Questa pressione non deve essere eccessiva, sia per non mettere sotto stress le tubazioni, le valvole e le giunzioni, sia per evitare fastidiosi rumori. Ma allo stesso tempo non deve essere troppo bassa per consentire un flusso d’acqua abbondante e regolare. Generalmente, si distinguono due tipi principali di impianti di adduzione dell’acqua: il sistema a collettore e quello a derivazione.

  • Impianto idrico in derivazione: è caratterizzato da una tubazione principale che fornisce ogni utenza della casa. La derivazione avviene tramite l’uso di raccordi a “T”, consentendo di dividere l’acqua della tubazione principale in più canali.
  • Impianto idrico con collettore: prevede l’installazione di un collettore idraulico a parete che funge da distributore centrale dell’acqua. Al collettore arrivano i tubi dell’acqua fredda (direttamente dal contatore) e dell’acqua calda (dal generatore). Da qui, partono tubi separati per l’acqua fredda e calda divisi per ciascuna utenza.

Impianto di Scarico

Tecnicamente questa parte dell’impianto idraulico è più semplice rispetto a quello di adduzione. Si tratta semplicemente di tubazioni, solitamente in Pvc, che hanno lo scopo di convogliare le acque reflue di lavabi, docce, vasche, wc, lavatrici, etc. Le acque, all’interno delle tubazioni di scarico, scorrono per gravità, cioè vanno da un punto più alto a un punto più basso. Questo aspetto significa che gli scarichi dei vari sanitari non si possono trovare troppo lontano dalle fecali (i tubi verticali che convogliano le acque attraverso i vari piani verso la fognatura).

Relining: Un Metodo Innovativo

Il relining rappresenta una metodologia innovativa per la ristrutturazione dell’impianto idraulico, particolarmente vantaggiosa in contesti dove è necessario preservare l’integrità strutturale dell’edificio. Confrontando il relining con i metodi tradizionali, emergono diversi vantaggi. Chiaramente il principale è che elimina la necessità di demolizioni invasive, preservando così l’integrità dell’edificio e riducendo i disagi per gli inquilini. Inoltre, questa tecnica riduce notevolmente i tempi di intervento e i costi associati, spesso risultando più economica rispetto ai metodi tradizionali. D’altra parte, i metodi tradizionali, pur essendo più invasivi, permettono un rinnovamento completo e una maggiore personalizzazione del sistema.

C’è un altro aspetto da evidenziare. Le normative attuali impongono che i tubi di adduzione siano isolati: quelli in cui scorre l’acqua calda per evitare dispersioni inutili, quelli in cui scorre l’acqua fredda per evitare che si formi condensa nei massetti. Chiaramente nessuna legge obbliga a isolare le tubazioni in caso di non sostituzione, quindi il relining in linea di principio è sempre possibile, però è opportuno anche valutare i benefici che può dare una tubazione isolata, soprattutto a lungo termine. Pertanto in tale ottica il relining del bagno forse non è la soluzione migliore ma solo un tamponamento economico in attesa di effettuare interventi più radicali.

Ristrutturazione del Bagno

Il bagno è spesso l’area più critica dell’impianto idraulico di una casa e dove le necessità di ristrutturazione sono più frequenti. La ristrutturazione di questa zona richiede sempre particolare attenzione.

  • Pianificazione e design: Prima di procedere con l’installazione, è necessario definire il nuovo layout del bagno.
  • Installazione delle nuove tubature: Installazione delle nuove tubature secondo il progetto. Si dovrà decidere se utilizzare un impianto a collettore o a derivazione, a seconda delle esigenze e della struttura del bagno.

Normative e Permessi

Come per ogni intervento all’interno di casa, sono due le tipologie di normative che li regolano: quelle amministrative e quelle tecniche. In questa rubrica, abbiamo detto più volte che la normativa di riferimento per determinare i procedimenti edilizi legati all’edilizia è il Dpr 380/2001 (Testo Unico dell’Edilizia). La buona notizia è che non è necessario ottenere nessuna autorizzazione. La cattiva notizia è che va comunque presentata una pratica edilizia. Infatti, il rifacimento dell’impianto idraulico rientra tra le opere di manutenzione straordinaria leggera che richiedono la presentazione di una Cila (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata). Chiaramente è necessario presentare questa pratica edilizia solo se l’impianto viene rifatto completamente oppure ne viene rifatta una parte significativa (come può essere il rifacimento di un bagno).

Oltre alla pratica edilizia è necessario un adempimento fondamentale da fare a fine lavori: l’installatore deve produrre e fornire la Dichiarazione di Conformità dell’impianto. Questo documento attesta che l’impianto è stato realizzato seguendo la norma tecnica in vigore e utilizzando materiali adeguati. La dichiarazione di conformità è disciplinata dal Dm 37/2008, è obbligatoria e può essere rilasciata solo da installatori qualificati.

Normative Tecniche

Il come deve essere rifatto l’impianto idraulico viene definito dalle normative tecniche. E, sebbene non si tratti di una norma tecnica in senso stretto, la prima a cui fare riferimento è il già citato Dm 37/2008: al suo interno sono stabiliti criteri specifici per la progettazione, l’installazione e la manutenzione degli impianti tecnici negli edifici, inclusi quelli idraulici. Al suo interno è anche riportato che gli impianti devono essere realizzati nel rispetto della normativa tecnica di settore. In Italia, le norme tecniche sono le cosiddette UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) e forniscono linee guida dettagliate sulla realizzazione degli impianti, segnalando aspetti come i materiali da utilizzare, le modalità di installazione e i controlli di sicurezza.

Detrazioni Fiscali

Quando si ristruttura una casa gli impianti rappresentano un costo sempre più significativo. Infatti, si stanno trasformando in sistemi complessi che consentono un maggiore comfort per gli inquilini. Anche per il rifacimento dell’impianto idraulico è possibile usufruire delle detrazioni fiscali. In particolare, fino al 31 dicembre 2024, è possibile usufruire della Bonus Ristrutturazioni, che dà diritto a una detrazione del 50% delle spese sostenute fino a un massimo di 96.000 euro complessivi (comprensivi di iva e spese tecniche), da ripartire in 10 anni. Quindi la detrazione complessiva è pari a 48.000€.

Tabella Riassuntiva Costi e Tempi

Intervento Costo Stimato Tempo Stimato
Realizzazione impianto idraulico cucina da zero 2.000 - 5.000 € 2 - 5 giorni
Allaccio idraulico 100 - 500 € N.D.
Rifacimento impianto elettrico cucina 1.500 - 4.000 € N.D.
Realizzazione impianto elettrico cucina da zero 2.000 - 5.000 € N.D.

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