Quanti tipi di latte conosci? Sicuramente il primo che ti viene in mente è il latte di mucca o il latte vaccino, ma ce ne sono tanti altri. Iniziamo col dividerli in due categorie: latte animale e latte vegetale. Come dice il nome stesso, il primo proviene da mucche, capre, pecore e altre mamme del mondo animale. Tra i latti vegetali più conosciuti invece troviamo il latte di soia, di mandorla e di riso.

Una curiosità: ciò che noi conosciamo col nome di latte vegetale, per legge non può chiamarsi così. Queste bevande non possono avere nel loro nome la parola “latte”, la dicitura corretta è “bevanda al gusto di…”.

L'Intolleranza al Lattosio e i Sintomi

Dolori addominali, gonfiore, meteorismo… tutti sintomi che chi è intollerante al lattosio conosce molto bene. Grazie a un enzima che si chiama lattasi, all’interno dell’intestino la molecola di lattosio si divide in altre due molecole - una di glucosio e una di galattosio - che vengono poi assorbite dal sangue. Questo enzima è presente in noi fin da piccoli, ma alcune persone lo perdono crescendo, perdendo anche la capacità di digerire il lattosio.

Latte Vaccino

Di questa famiglia fa parte il latte che tutti conosciamo, quello di mucca o “vaccino”. Ma è vero che il latte di mucca fa male? Questo tipo di latte è composto per l’87% da acqua, per il 3,9% da grassi, per il 3,4% da proteine e per il 4,8% da lattosio.

Non indicato quindi per gli intolleranti, ma per chi non ha questo problema il latte vaccino è ricco di nutrienti: carboidrati, proteine, grassi, vitamine e sali minerali.

Latte di Capra e Pecora

Simile a quello di mucca ma con meno lattosio, il latte di capra si può consumare sia come bevanda che in formaggi e yogurt. È ricco di lipidi, carboidrati, proteine, vitamine e minerali (tra cui fosforo, potassio, calcio e magnesio), rinforza il sistema immunitario e ha proprietà antinfiammatorie.

Il latte di pecora invece è ricco di lipidi e colesterolo, ma anche fonte di vitamine e minerali per la salute delle ossa. Per l’elevato contenuto di caseina, il latte di pecora è ideale per la lavorazione dei derivati (ricotte e formaggi) ed è molto saporito.

Ma l’intolleranza al lattosio non viene mai da sola: se c’è, vuol dire che anche il resto dell’intestino ha qualche problema. Infatti la lattasi non viene prodotta per compromissione dei villi intestinali aggrediti da un’errata alimentazione. Ricordiamo però che per alcune persone il problema non è tanto il lattosio quanto la caseina.

Alternative Vegetali al Latte

Latte di Soia

Ha un bilanciato profilo nutrizionale e da questo punto di vista è quello più simile al latte vaccino. È molto ricco in proteine e grassi (questi ultimi in quantità minore rispetto al latte vaccino), ma privo di colesterolo e inoltre contiene lecitina (molecola utile per il controllo dei grassi nel sangue).

Il latte di soia è largamente consumato anche per il suo contenuto di isoflavoni, ai quali sono riconosciute proprietà anticancerogene.

Latte di Riso

Tra tutti i tipi di latte vegetale, ha il più alto contenuto in carboidrati e il più basso contenuto in proteine e lipidi, al contrario di quello di soia.Ecco la ricetta:

  1. Metti in ammollo 60 g di riso in un litro di acqua.
  2. Dopo un’ora di ammollo, metti a bollire per 40 minuti.
  3. Frulla acqua e riso fino a ridurre il composto in liquido.
  4. Filtra tutto in un colino.
  5. Versa il latte di riso ottenuto in un recipiente di vetro e conservalo in frigorifero.

Latte di Mandorle

Ha un contenuto ben equilibrato di carboidrati, proteine e lipidi. Bevanda altamente energetica, si prepara con mandorle dolci. Ha proprietà antidepressive, antinfiammatorie, rinfrescanti e riequilibranti dell’umore.

Il latte di mandorle è indicato in inverno per la sua azione protettiva sulle vie respiratorie e contro la tosse. Il latte di mandorla ha un più alto contenuto in grassi omega 3, più carboidrati e proteine equilibrate come nel latte di avena.

Ecco la ricetta del latte di mandorle fatto in casa:

  1. Acquista 100 g di mandorle, con guscio (in questo caso liberale dai semi) o senza guscio. Puoi decidere di utilizzare le mandorle con la loro membrana marrone oppure senza, ma le mandorle con la membrana sono più nutrienti.
  2. Metti le mandorle in acqua per alcune ore.
  3. Asciuga le mandorle, spezzettale e mettile nel frullatore insieme a un bel po’ di acqua. Poi frulla fino a ottenere un liquido bianco.
  4. Prendi una ciotola e un canovaccio pulito, metti il liquido sul canovaccio e filtralo aggiungendo un litro di acqua.
  5. Il tuo latte di mandorla è pronto!

Latte di Farro

Ha meno carboidrati del latte di riso, tante proteine ad alto valore biologico con aminoacidi ramificati e fenilalanina e ha un effetto tonico, adatto a chi ha bisogno di slancio e migliore tono dell’umore. La produzione e commercializzazione dei vari latti vegetali possono variare il loro valore nutrizionale. Leggi sempre l’etichetta oppure fai il latte di farro in casa (con la stessa procedura del latte di riso):

  1. Metti in ammollo 50 g di farro in un litro di acqua.
  2. Dopo un’ora di ammollo, metti a bollire per 40 minuti.
  3. Frulla acqua e farro fino a ridurre il composto in liquido.
  4. Filtra tutto in un colino.
  5. Versa il latte di farro ottenuto in un recipiente di vetro e conservalo in frigorifero.

Puoi fare il latte in casa da qualsiasi tipo di cereale (quinoa, amaranto, orzo…), dipende da ciò di cui hai più bisogno:

  • carboidrati: latte di riso o di avena
  • tono muscolare: latte di farro
  • proteine: latte di miglio, quinoa e amaranto

Vuoi personalizzare il gusto? Aggiungi vaniglia o cannella! Anche il gelato può essere fatto con latte vegetale!

Kefir: Una Bevanda Probiotica

E il kefir invece? Lo conosci? È una bevanda probiotica ricca di comunità microbiche, più completa dello yogurt (contiene oltre 15 specie di microrganismi vivi e vitali, che competono e reagiscono contro batteri e microrganismi aggressivi all’interno dell’intestino). Il suo nome è turco e significa “benessere”. Puoi acquistare i granuli di kefir in farmacia, erboristeria e negozi bio.

Il kefir di latte si ottiene aggiungendo i granuli a latte freddo o temperatura ambiente, mai eccessivamente caldo. Si lascia fermentare da 24 a 48 ore a circa 20°C, mescolandolo di tanto in tanto (si può usare il latte fresco pastorizzato o latte UHT). Il kefir ottenuto nella produzione domestica può avere una leggera gradazione alcolica (fino a 1 grado) mentre alcuni prodotti industriali non presentano questa caratteristica grazie a specifici metodi produttivi.

Se non viene consumato subito, il kefir deve essere messo in frigorifero, dove si conserva per oltre una settimana: nel caso si lasci fermentare oltre diventa troppo acido e prende un gusto piccante. Il kefir si può fare anche di acqua, ma rispetto a quello di latte è meno ricco in probiotici.

Ecco la ricetta per prepararlo:

  1. In un contenitore trasparente, versa 1 litro di acqua naturale e tre cucchiai di zucchero naturale.
  2. Mescola fino a sciogliere tutto lo zucchero.
  3. Aggiungi i grani del kefir, mezzo limone intero non spremuto e un frutto secco.
  4. Se vuoi, puoi aggiungere anche cannella, un baccello di vaniglia o altri aromi naturali.
  5. Lascia in un contenitore di vetro a temperatura ambiente per 48h.

Al posto del limone puoi anche optare per altra frutta acidula, come ad esempio i mirtilli.

Stitichezza: Cause, Diagnosi e Trattamento

L'aumento della consistenza fecale avviene per un eccessivo riassorbimento dei liquidi nel colon (pigrizia della peristalsi, stato di disidratazione corporea, volume insufficiente ecc.). È definita stipsi quando i sintomi rimangono almeno per 3 mesi. Riscontrando uno o più dei disagi legati alla stipsi è necessario rivolgersi subito al medico. La diagnosi ha la funzione di cercare la causa scatenante della stipsi, senza la quale difficilmente si è in grado di prevenirla e curarla. Il trattamento della stitichezza prevede anzitutto la cura della causa scatenante. Ritagliare un momento della giornata da dedicare all'evacuazione.

Alimentazione e Stitichezza

  • Alimenti ricchi di fibre: Sono più consigliate quelle solubili, ma solitamente i cibi le contengono entrambe. Cereali integrali e legumi con la buccia sono da preferire.
  • Semi oleosi: La frutta secca è ricca di fibre, ma anche di grassi e calorie.
  • Garantire l'apporto di grassi: Il 25-30% dell'energia in grassi favorisce la lubrificazione delle feci.
  • Mangiare alimenti fortemente idratati: La disidratazione causa l'indurimento fecale.
  • Inserire alimenti probiotici: Yogurt, latticello, kefir, tofu, tempeh, miso, kombucha, crauti, cetriolini ecc. arricchiscono la flora batterica intestinale.
  • Inserire alimenti prebiotici: Carboidrati non disponibili e fibre nutrono la flora batterica intestinale.

Alimenti da Limitare in caso di Stitichezza

  • Cioccolato e cacao: A causa dei tannini, il cioccolato può peggiorare la stitichezza.
  • Riso bianco: Essendo raffinato, è povero in fibre e acqua.
  • Patate e alimenti ricchi in amido e pectina: Assorbono acqua e disidratano le feci.
  • Cibi disidratati e stagionati: Poveri d’acqua e spesso ricchi in proteine e grassi.

Piccola curiosità sul limone: è astringente o lassativo? Di fatto però, un bicchiere di acqua tiepida con succo di limone al mattino può aiutare di gran lunga il transito intestinale. Diciamo.. Se soffriamo di stitichezza, il limone insieme all’acqua idrata le feci e le rende più morbide, stimolando l’evacuazione.

Tisane Lassative

Sono infusi o decotti che riducono la stipsi. Corteccia di frangula, semi di lino, anice stellato e liquirizia. Versare un cucchiaio da minestra del preparato in 200ml di acqua bollente. Portare a raffreddamento e filtrare.

Più nel dettaglio, il nuovo Regolamento Europeo del 18 marzo 2021 - entrato in vigore, per l'appunto, l'8 aprile 2021 - modifica l'allegato III del regolamento (CE) n.

Preparazioni a base di foglie o frutti di Cassia senna L. e preparazioni a base di corteccia di Rhamnus frangula L. o Rhamnus purshiana DC. sono molto efficaci ma hanno anche diversi effetti collaterali. Alcuni provocano assuefazione, altri diarrea violenta. Fanno parte di questa categoria anche i farmaci di estrazione ricavati da certi prodotti naturali.

Fibre, Probiotici e Prebiotici

Le fibre sono carboidrati non amidacei di origine vegetale, non digeriti e non assorbiti che una volta giunti nel colon vengono parzialmente fermentati dalla flora intestinale andando ad accelerare il transito intestinale, la frequenza di evacuazione e ammorbidendo le feci. L'assunzione di fibra contenuta nei cibi contro la stitichezza dunque non è l'approccio adeguato per tutti.

I probiotici sono circa 20 specie di supplementi microbici capaci di modulare la flora intestinale. I prebiotici sono ingredienti alimentari non digeriti capaci di stimolare i ceppi microbici favorevoli per la stipsi a livello colico inibendo contemporaneamente quelli patogeni come il Clostridium. Tra i prebiotici quelli più importanti sono i frutto-oligosaccaridi (FOS) e i galatto-oligosaccaridi (GOS), il lattosio e l'inulina.

Lassativi Naturali: Semi, Aloe e Altre Piante

Sin dall’antichità, l’essere umano si è sempre interessato all’utilizzo di piante per trovare rimedi naturali per la sua salute. I popoli di ogni parte del mondo hanno, infatti, utilizzato i doni della Terra anche per i disturbi gastrointestinali.

A tal proposito, nella cultura contemporanea ci sono molte piante medicinali con proprietà purganti che possono essere utilizzate per preparati erboristici lassativi naturali, farmaci lassativi e integratori alimentari.

  • Semi di lino e chia: Rilasciano una mucillagine vischiosa, ammorbidiscono e aumentano il volume delle feci, favorendo i movimenti intestinali.
  • Psillio: Crea mucillagini e materia albuminosa, modulando l'assunzione in base alla tolleranza.
  • Aloe: Aumenta le difese immunitarie, riduce lo stato infiammatorio e agisce come lassativo grazie ai glicosidi antrachinonici.
  • Senna, rabarbaro e cascara: Devono la loro azione lassativa ai glicosidi antrachinonici, ma possono risultare irritanti per la mucosa intestinale.

Latte Caldo: Funziona per Andare in Bagno?

Che il latte caldo migliori la motilità intestinale sembra essere una credenza piuttosto diffusa. Tuttavia ad oggi non esistono evidenze scientifiche che confermano questa convinzione. Gli studi presenti nel panorama scientifico odierno si soffermano sulle proprietà del latte, senza lasciare molto spazio alla temperatura ideale per consumare questa bevanda. A tal proposito secondo una ricerca piuttosto recente sembra che il consumo moderato e quotidiano di latticini possa contrastare la stitichezza e favorire il transito intestinale.

Ovviamente per individuare la giusta dose di latticini da inserire nella propria dieta è consigliabile rivolgersi a uno specialista della salute, così da ottenere consigli mirati sulla base delle proprie esigenze personali.

Intolleranza al Lattosio e Stitichezza

L’intolleranza al lattosio, purtroppo sempre più diffusa tra adulti e bambini, implica in chi ne soffre una carenza dell’enzima lattasi e quindi una conseguente difficoltà a scomporre lo zucchero del latte, ovvero il lattosio. Le persone affette da questo disturbo manifestano sintomi di diverso tipo, dai dolori intestinali al meteorismo, dalla diarrea al gonfiore addominale. Ma esistono anche sintomi meno frequenti eppure estremamente fastidiosi, come la stitichezza. Proprio per questo motivo è importante verificare fin da subito la presenza di un’intolleranza al lattosio, così da prendere immediatamente tutti gli accorgimenti per ridurre il rischio di avere dei sintomi.

Sintomi Frequenti dell'Intolleranza al Lattosio

  • Nausea
  • Mal di stomaco
  • Digestione lenta
  • Reflusso o vomito
  • Mal di testa
  • Senso di stanchezza
  • Dolore e crampi addominali
  • Flatulenza
  • Gonfiore
  • Sindrome del colon irritabile
  • Colite
  • Diarrea o stipsi

Conclusioni

L’intolleranza al lattosio è un disturbo che interviene ogniqualvolta l’organismo non riesce a digerire completamente lo zucchero presente nel latte e nei suoi derivati. Non sempre, tuttavia, le cause dell’intolleranza al lattosio sono facilmente rilevabili e spesso può trattarsi semplicemente di una normale conseguenza della crescita dell’individuo.

Se pensate di aver sviluppato un’intolleranza al lattosio, la prima cosa da fare è rivolgersi a un dottore specializzato in nutrizione che, attraverso una visita accurata e una serie di domande sulla vostra alimentazione e sul vostro stile di vita, saprà darvi una prima diagnosi e consigliarvi un test alimentare o clinico.

In caso di intolleranze alimentari, laddove sia possibile è sempre auspicabile e consigliabile intraprendere una dieta volta al recupero della tolleranza verso l’alimento che provoca una sintomatologia negativa, alternando nel corso della settimana due o tre giorni di non consumo a un giorno di consumo controllato di quel determinato cibo (in questo caso il latte vaccino), in modo tale da insegnare gradualmente all’organismo e al sistema immunitario come tornare a gestirlo adeguatamente, quasi si trattasse di un nuovo svezzamento.

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