Il costume da bagno, un capo che ha subito una straordinaria evoluzione nel corso del tempo, diventando simbolo di libertà femminile e espressione di stile personale. Dalle rigide norme del passato alle audaci creazioni contemporanee, ripercorriamo la storia di questo indumento iconico attraverso le figure che lo hanno reso celebre.

Gli Anni '20: Un Primo Passo Verso la Libertà

Miss Lillian Marshall, 1920: Distesa sulla spiaggia di Balboa Beach in California, Lillian Marshall festeggia il secondo posto ottenuto nella Bathing Suit Style and Beauty Parade di quell’anno. Il look è un ottimo esempio di beachwear targato Roaring Twenties: maxi capello a proteggere dai raggi del sole e abitino in seta con cintura a cingere la vita. Calze e calzette non cennano ad abbandonare la scena, eppure la foggia infagotta meno la figura rispetto a quella dei decenni precedenti, caricando di un nuovo significato il costume da bagno, che diventa così espressione di una ritrovata libertà femminile.

Rigide norme regolamentano ancora i centimetri di pelle da scoprire, e chi viola le regole paga multe salate, ma un primo passo, verso la libertà, è comunque compiuto.

Gli Anni '30: L'Abbronzatura Diventa di Moda

Ginger Rogers, 1936: Oggi, dalla tintarella, siamo un po’ ossessionati. E dire che ci furono epoche- prima del Novecento- che bannavano l’abbronzatura, simbolica di laboriosi ai margini della società, di quelli che si guadagnavano da vivere lavorando nei campi. Fortuna che nei primi decenni del secolo scorso, le cose cambiarono come dimostra la leggenda Ginger Rogers che, al sole nel ‘36, si spalma pure la lozione abbronzante. Il costume, ormai in tessuto elasticizzato, amplia la scollatura su schiena e décolleté, ed è una sorta di micro-dress da portare ancora con ballerine di paglia intrecciata.

Olivia de Havilland, 1938: Un look che, appena due anni più tardi, evolve in una prima bozza di due pezzi…in spugna, con top e pantaloncini corti, stretto in vita da una cintura. Progressi del beachwear per gentile concessione di una radiosa Olivia de Havilland, in procinto del tuffo in piscina. È in questo periodo che nasce la moda della cintura Valaguzza, una sorta di proto-marsupio da indossare sopra al costume, vezzo e funzione di una moda che consente alle signore di portare con sé l’occorrente alla rinfrescata del maquillage (o le sigarette).

Gli Anni '40 e '50: La Nascita del Bikini e l'Ascesa delle Dive

Micheline Bernardini, 1946: Come la minigonna, anche la genesi del primo bikini è dibattuta. Universalmente, la data di nascita riconosciuta è quella del 5 luglio del 1947 quando l’ex ingegnere Louis Réard- reinventatosi imprenditore di lingerie per eredità materna- mette a punto il più piccolo costume da bagno della storia. Così microscopico da stare in una scatolina, come quella mostrata dalla diciannovenne spogliarellista del Casino de Paris Micheline Bernardini, bordo piscina dell’hotel Molitor di Parigi. Lo chiama Bikini, come l’atollo del Pacifico sede di esperimenti nucleari, convinto che la sua invenzione avrà la medesima carica esplosiva.

A nulla servirono i tentativi di Jacques Heim- designer che solo una settimana prima aveva confezionato un due pezzi chiamato Atome- di ottenere il primato dell’invenzione. La storia premia Réard e la sua intuizione che ha la potenza dello schiaffo alle norme sociali che vogliono il corpo della donna perennemente celato.

Marilyn Monroe, 1951: Bikini inventato, corpo femminile a rubare la scena, diventando un feticcio esibito sui lidi e stampato sulle prime pagine dei rotocalchi. La silhouette più in voga negli anni Cinquanta? Ovviamente, quella indossata da una conturbante Marilyn Monroe che sfoggia un iconico due pezzi a pois, con culottes corredate per la prima volta di pareo.

Brigitte Bardot, 1952: E Dio creò B.B. La prima donna a sfoggiare un bikini sul grande schermo è proprio lei; Brigitte Bardot che in Manina, the Girl in the Bikini veste i panni di una diciottenne corsa che fa perdere la testa al protagonista Gérard. La foto che vedete qui in realtà è scattata sulle spiagge di Cannes, con i fotografi impazziti nell’intento di immortalare il red carpet sur la plage. Il due pezzi, floreale, con top a fascia senza spalline, celebra una nuova icona; sorridente, spensierata e ben felice di mostrare le sue (poche) curve in riva al mare.

Grace Kelly, 1955: Intero e con la scollatura a cuore. Ben sagomato a mettere in risalto il punto vita, come la moda delle pin-up aveva insegnato. Grace Kelly, si avvolge in accappatoio dopo una nuotata, fasciando le forme perfette in un modello di costume diventato emblema della decade, con le coppe accentuate e la sgambatura ancora castigata. Un beachwear elegante e ancora oggi in voga, per un allure rétro in riva al mare.

Gli Anni '60 e '70: Audacia e Libertà

Ursula Andress, 1962: Probabilmente, il bikini più impresso nell’immaginario collettivo. Forse si contende il primato di due pezzi più riconoscibile della storia con un altro, più vicino a noi e che vedremo. Ursula Andress in 007-Licenza di uccidere è femminilità al quadrato, in leggendario due pezzi color avorio, con top dotato di fiocco al centro e slip con fondina. L’attrice stessa che, in tandem con il regista Terence Young e la costumista Tessa Welborn- realizza un costume in grado di adattarsi perfettamente alla sua prorompente silhouette. Honey Ryder (aka Ursula Andress) che esce dall’acqua sotto lo sguardo attento di un 007/Sean Connery è di fatto la scena più iconica nella storia del cinema con protagonista (anche) un bikini.

Sophia Loren, 1965: L’anno prima, lo stilista Rudi Gernreich aveva (s)vestito le donne con il suo scandaloso monokini eppure Sophia Loren, in barca nel ‘65, si fascia di costume intero che è ancora debito dei modelli indossati dalle dive negli anni Cinquanta. Nero e piuttosto castigato, non manca tuttavia di mettere in risalto la seducente femminilità dell’attrice. Che si gode il solleone così; con sorriso smagliante e capelli al vento. Bellezza mediterranea da dieci e lode.

Jane Birkin, 1969: Jane, mitica Jane, che nel ‘69 è epitome del boho-chic (anche) in costume da bagno; sguardo fisso all’obiettivo della macchina fotografica, capelli scompigliati e inseparabile collanina a scendere sull’addome. L’epoca è quella delle libertà, delle proteste, della ribellione e dell’idealismo e il corpo si mostra finalmente senza forzate restrizioni, così, à la Jane Birkin che posa libera in triangolo ridottissimo con quell’allure naturale e al contempo provocante che l’ha resa unica.

Gli Anni '80 e '90: L'Ossessione per il Corpo Perfetto

Cher, 1979: Cher in pattini a rotelle e costume bianco intero, bordato di pizzo. I semi- del focus sul corpo plasmato da aerobica e bodybuilding- ci sono tutti…

Loredana Bertè, 1988: La sgambatura profondissima. Il costume, bikini o intero, degli anni Ottanta è così, con slip a coprire solo dove necessario, come dimostrato da una grintosa Loredana Bertè in posa nell’’88. L’attenzione sul corpo, fatto turgido da disciplina (e artificio), sottolineato da costumi da bagno che scoprono proprio lì dove i risultati dell’allenamento devono mostrarsi, tra spalle, addome e glutei. L’ossessione-per il fisico asciutto, palestrato e abbronzato a dovere- è proprio qui che nasce.

Pamela Anderson, 1990: Dopo quello della Andress, il più leggendario è lui, quello rosso fiammante, ultra-scollato, ultra-sgambato, indossato dalla lifeguard più famosa della tv: Pamela Anderson come CJ Parker in Baywatch. Un ruolo, che deve (quasi) tutto a quel costume iconico, sportivo ma sensuale, cristallizzato talmente tanto nell’immaginario collettivo da tornare ciclicamente agli onori delle pagine di moda di magazine & co. Nel 2023? Se ne può acquistare una versione fedelissima, progettata dalla stessa Pam in collaborazione con Frankies Bikinies.

Naomi Campbell, 1995: Naomi Campbell mostra le ultime tendenze in fatto di beachwear: tanga disinibiti, triangoli ridotti, catene e catenine come vezzo del punto vita. È il bikini al suo limite, in un’enfasi sul corpo che, ahinoi, mira sempre più alla perfezione, non lasciando spazio alcuno ad imperfezioni e sbavature.

Gli Anni 2000: Il Costume Come Accessorio di Moda

Paris Hilton, 2002: Negli anni 2000 il costume- stringhe di tessuto a coprire qua e là- si porta anche così, a spezzare la divisa total-denim come fatto da Paris Hilton, rigorosamente in rosa bubblegum. Un’opera di Y2K al massimo splendore, con tanto di jeans inguinali, cut-out, fiorellini vari ed eventuali e hair-clips a tenere a bada le ciocche biondo platino.

Le Tendenze attuali

La collezione SS25 di Miss Bikini Luxe offre una varietà di stili per valorizzare ogni silhouette:

  • Bikini a Fascia Monospalla: Disponibile nella serie Rombo e con frange etniche della serie Africa, questo capo unisce eleganza e originalità.
  • Bikini Triangolo: Esplora lo stile jungle con il modello Ghepardo o scegli il lusso dei dettagli gioiello e full strass Africa.
  • Costume Intero: Esalta la tua eleganza con il modello monospalla o lasciati conquistare dalle frange etniche della serie Africa. Il Costume Intero Ghepardo con Borchiette è un'altra opzione iconica.
Collezione SS25 Miss Bikini Luxe - Tendenze Principali
Modello Caratteristiche Stile
Bikini a Fascia Monospalla (Rombo) Design monospalla, serie Rombo Elegante e moderno
Bikini Triangolo Ghepardo Stampa ghepardo, bretelline con pietre colorate Jungle e sofisticato
Costume Intero Ghepardo con Borchiette Design intero, borchiette decorative Iconico e audace
Bikini a Fascia Monospalla con Anelli Gioiello Design monospalla, anelli gioiello Lussuoso e raffinato
Costume Intero Monospalla Design monospalla, dettagli sofisticati Elegante e moderno
Bikini Triangolo con Dettagli Gioiello Design triangolo, dettagli gioiello Elegante e prezioso
Bikini a Triangolo Full Strass Africa Design triangolo, full strass, slip large Raffinato e lussuoso
Costume Intero con Frange Etniche (Africa) Design intero, frange etniche Etnico e chic
Bikini a Fascia Monospalla con Frange Etniche (Africa) Design monospalla, frange etniche Etnico e sofisticato

TAG: #Bagno

Potrebbe interessarti anche: