Hai mai avuto spiacevoli attacchi di dissenteria dopo i pasti? Capita, ad esempio, nei bambini e nelle persone anziane, magari in risposta a periodi di stitichezza o pigrizia intestinale. Ci siamo passati tutti almeno una volta: hai appena finito l’ultima forchettata del pranzo della domenica, magari con ancora in bocca un retrogusto di parmigiana o tiramisù, e zac! lo stomaco lancia un messaggio chiaro e inequivocabile al cervello: “È ora.
Cos'è il Riflesso Gastrocolico?
Il riflesso gastrocolico è un meccanismo fisiologico automatico coinvolto nel controllo della motilità della parte inferiore dell’apparato digerente dopo un pasto. Non è molto noto al grande pubblico, ed è un riflesso involontario. Il riflesso gastrocolico, già noto nel 1800, è un meccanismo automatico che controlla la motilità della parte inferiore dell’apparato digerente dopo un pasto. In breve: è normale? Cacca dopo mangiato?
Quando si ingerisce un cibo e lo stomaco inizia a lavorare, c’è una “spinta” al movimento intestinale. Appena il cibo entra nello stomaco, si attiva una sorta di “catena di montaggio” che dice all’intestino crasso: “Ehi, nuova merce in arrivo! Oltre a coordinare i movimenti di stomaco e intestino, il riflesso gastrocolico ha lo scopo di aumentare la quantità di cibo che può essere assunta durante il pasto, promuovendo la peristalsi (contrazioni ritmiche spontanee della parete dell’apparato digerente) e facilitando la progressione degli alimenti in fase di digestione verso l’intestino tenue e crasso e, quindi, verso l’ano.
Le diverse porzioni dell’apparato digerente, attraverso meccanismi di controllo muscolare, nervoso e ormonale, agiscono in modo perfettamente sincronizzato. Il controllo della contrazione gastrointestinale da parte del riflesso gastrocolico è di tipo multifattoriale e coinvolge meccanismi muscolari, nervosi, e ormonali. Anche il sistema nervoso enterico (ovvero l’insieme delle strutture nervose presenti nella parete intestinale) risponde al riflesso gastrocolico, inducendo un’alternanza di contrazione e rilassamento della muscolatura liscia di tutto il colon e, soprattutto, del sigma allo scopo di spingere la massa fecale con particolare decisione verso il tratto rettale.
Quando le feci si accumulano a livello del retto, la pressione sullo sfintere dell’ano aumenta e il riflesso gastrocolico si completa stimolando la defecazione (che viene, quindi, automaticamente promossa ogni volta che si mangia). Il riflesso gastrocolico è presente in tutti gli esseri umani, ma la sensibilità e l’intensità della risposta variano da persona a persona. Nei bambini è spessissimo molto attivo (ti sei mai chiesto perché i neonati fanno la cacca subito dopo aver mangiato?
Il Ruolo dell'Apparato Digerente
L’apparato digerente è generalmente suddiviso in un “tratto superiore” e un “tratto inferiore”. Per comodità, generalmente si divide l’apparato digerente in un “tratto superiore”, composto da bocca, esofago, stomaco e intestino tenue (a sua volta suddiviso in duodeno, digiuno e ileo), e in un “tratto inferiore”, composto dall’intestino crasso (comprendente cieco, colon, sigma, retto). La parte superiore è responsabile della digestione e dell’assorbimento delle sostanze nutrienti e dell’acqua contenute negli alimenti, mentre la parte inferiore è destinata a completare l’assorbimento dell’acqua e dei sali minerali.
Le diverse sezioni dell’apparato digerente sono come degli ingranaggi: funzionano in modo perfettamente sincronizzato grazie a meccanismi di controllo muscolare, nervoso e ormonale. Ed è proprio in questo meccanismo sincronizzato che entra in gioco il riflesso gastrocolico, un elemento chiave per il coordinamento di stomaco e intestino.
Riflesso Gastrocolico: Quando Diventa un Problema?
Se quindi il riflesso gastrocolico è un meccanismo fisiologico, normale, che aiuta la digestione, perché a volte diventa un problema? Tuttavia, quando lo stimolo diventa insolitamente forte, urgente o frequente, o è associato ad altri sintomi gastrointestinali, è opportuno consultare il medico. A volte abbiamo la sensazione che i cibi appena ingeriti siano stati già digeriti, tanto da spingerci ad andare subito in bagno.
Nei soggetti sani questo determina uno stimolo alla defecazione, ma se avvertiamo dolore, diarrea o stipsi, meteorismo (eccesso di gas), e/o distensione addominale siamo forse affetti da “sindrome dell’intestino irritabile”. “É un disturbo funzionale - scrive Caletti - ovvero non è associato ad una specifica malattia, ma si presenta in persone con alterata motilità e sensibilità intestinale. Ciò significa che l’intestino è iper-reattivo a numerosi stimoli, come l’alimentazione, lo stress, le emozioni, il periodo mestruale, le infezioni gastrointestinali. Confine a volte, comunque, molto sottile, influenzato dalla dieta.
Condizioni Mediche Associate
- La sindrome dell’intestino irritabile (IBS), nota anche come sindrome del colon irritabile, è un classico esempio di disturbo legato a un’alterazione del riflesso gastrocolico. Le persone con IBS hanno una risposta esagerata al riflesso gastrocolico.
- Altre patologie che possono interferire con il riflesso gastrocolico includono le malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI, IBD), la celiachia e il diabete. Altre malattie che possono influenzare il riflesso gastrocolico sono le malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI), la celiachia e il diabete.
- MICI e celiachia spesso si associano a un aumento della motilità intestinale a causa dell’infiammazione della parete intestinale, con conseguente diarrea cronica o ricorrente. Patologie come colite ulcerosa e morbo di Crohn causano infiammazioni croniche del colon e dell'intestino tenue.
- Oltre alla già citata IBS, tra le principali patologie da considerare in questi casi c’è anche l’alterato funzionamento di fegato e pancreas, con difetto di produzione o liberazione nel duodeno rispettivamente degli acidi biliari e/o degli enzimi pancreatici indispensabili per la digestione di grassi, proteine e carboidrati.
- Si verifica spesso nei pazienti operati di chirurgia bariatrica. Sindrome da dumping: una condizione in cui il cibo si sposta in modo molto rapido dallo stomaco all'intestino. A soffrire di questo disturbo sono soggetti che si sono sottoposti ad interventi di chirurgia bariatrica, come bypass gastrico.
Nel caso si sospettino malattie infiammatorie croniche intestinali, come colite ulcerosa e malattia di Crohn, un test di laboratorio chiave per la diagnosi è la misura dei livelli di calprotectina fecale, una proteina che aumenta notevolmente nelle feci in presenza di infiammazione intestinale. Per capire invece se, all’origine di questi disturbi, c’è un problema di celiachia è necessario effettuare una biopsia intestinale e/o ricercare specifici anticorpi nel sangue.
Fattori Psicologici e Stile di Vita
Anche fattori psicologici come stress e ansia possono influenzare il riflesso gastrocolico. Il riflesso gastrocolico può essere influenzato anche da fattori psicologici. Capita, in chi è molto stressato, di avere scariche ripetute. In particolare, stress e ansia possono aumentare la produzione di succhi gastrici e la sensibilità di stomaco e intestino alla presenza di cibo al loro interno.
Il Ruolo del Microbiota Intestinale
Il microbiota intestinale, l’insieme di tutti i batteri che risiedono nell’intestino, gioca un ruolo cruciale nella regolazione della funzionalità digestiva e intestinale. Un ulteriore elemento in gioco di notevole rilevanza è il microbiota intestinale, vale a dire l’insieme di tutti i batteri che risiedono nell’intestino, in equilibrio tra loro e con l’organismo umano, contribuendo a regolare la funzionalità digestiva e intestinale.
Alterazioni significative della flora batterica (disbiosi) possono infiammare la mucosa intestinale, stimolando il riflesso gastrocolico e alterando l’assorbimento di acqua e nutrienti, con conseguenti dolori addominali, gonfiore, flatulenza e diarrea. Ogni alterazione significativa della flora batterica (disbiosi) può determinare l’infiammazione della mucosa che riveste la parete intestinale, sollecitando il riflesso gastrocolico e alterando l’assorbimento dell’acqua e dei nutrienti con conseguente insorgenza di mal di pancia, gonfiore addominale, flatulenza e diarrea con evacuazioni frequenti.
Lassativi e Riflesso Gastrocolico
L’assunzione di lassativi in caso di stipsi può influenzare il riflesso gastrocolico. Anche l’assunzione, in caso di stipsi, di un lassativo stimolante (come senna, cascara, frangula, rabarbaro o bisacodile), che “irrita” le terminazioni nervose presenti nelle pareti dell’intestino tenue e crasso, può sollecitare il riflesso gastrocolico e la peristalsi intestinale, promuovendo così la defecazione. I lassativi stimolanti (come senna, cascara, frangula, rabarbaro o bisacodile) irritano le terminazioni nervose delle pareti intestinali, sollecitando il riflesso gastrocolico e la peristalsi intestinale, promuovendo così la defecazione.
Come Gestire la Diarrea Post-Prandiale
Ecco alcune misure che possono aiutare a gestire la diarrea improvvisa che insorge dopo i pasti e migliorare il benessere intestinale. Si tratta di consigli generali, che vanno adattati alla specifica situazione di ognuno di noi.
Consigli Utili
- Idratazione: La diarrea può causare perdita di liquidi e di molti elettroliti (sali minerali), quindi è essenziale mantenersi ben idratati. Bere acqua, tisane senza caffeina, brodo leggero o succhi di frutta per reintegrare i fluidi persi.
- Dieta BRAT: Nei primi giorni dopo l’insorgenza della diarrea, potrebbe essere utile seguire una dieta BRAT, composta da banane, riso, mela e toast. Questi alimenti sono blandi e possono aiutare a rafforzare le feci.
- Farmaci da banco: Alcuni farmaci da banco possono ridurre la frequenza e la consistenza delle feci.
- Fibre: Un elemento cruciale è l’assunzione di una quantità adeguata di fibre prebiotiche, almeno 25 grammi al giorno. Un aspetto chiave riguarda l’assunzione di una sufficiente quantità di fibre (almeno 25 grammi al giorno), che possono essere ottenute da frutta e verdura crude o cotte, cereali, pane, riso e pasta integrali e, se necessario, anche attraverso integratori alimentari di crusca o fibre idrosolubili come i frutto-oligosaccaridi (FOS) e i galatto-oligosaccaridi (GOS). Se necessario, si possono utilizzare integratori di crusca o fibre idrosolubili come frutto-oligosaccaridi (FOS) e galatto-oligosaccaridi (GOS).
- Caffè: Se si soffre di stitichezza, bere caffè al mattino può essere utile, poiché questa bevanda stimola la motilità intestinale e favorisce l’evacuazione. Se si tende a soffrire di stitichezza, può essere utile bere caffè al mattino, poiché questa bevanda sembra favorire la motilità intestinale e lo stimolo fecale in molte persone. Naturalmente, se si soffre di IBS con diarrea o di diarrea cronica vale il discorso inverso. Al contrario, se si soffre di IBS con diarrea o di diarrea cronica, è meglio evitare il caffè.
- Banane: n altro suggerimento per combattere la stitichezza è consumare banane a colazione, preferibilmente non troppo mature, poiché sono ricche di fibre e potassio, che aiutano a regolare la peristalsi intestinale. Un altro accorgimento anti-stipsi è mangiare a colazione banane, preferibilmente non troppo mature: sono ricche di fibre e di potassio, elemento che contribuisce al corretto controllo nervoso della peristalsi intestinale.
- Attività fisica: L'attività fisica regolare favorisce una motilità intestinale equilibrata, prevenendo sia la stitichezza che l'eccessiva evacuazione post-prandiale.
- Piccoli pasti: Invece di tre pasti abbondanti, meglio distribuire il cibo in 4-5 piccoli pasti.
- Evitare bevande fredde: Le bevande fredde, soprattutto durante i pasti, possono sollecitare il riflesso gastrocolico in modo anomalo.
Altri Consigli
- Dal momento che il riflesso gastrocolico è più attivo al mattino e subito dopo i pasti, se si soffre di stitichezza può essere utile sfruttare questo “timing fisiologico” per favorire le evacuazioni. Per esempio, i bambini e le persone anziane che tendono a soffrire più spesso di costipazione dovrebbero cercare di cogliere lo stimolo fecale subito dopo aver fatto colazione, senza rimandare a momenti successivi.
- Per contribuire a promuovere il benessere intestinale, in associazione a una dieta varia e bilanciata, sarà utile assumere fermenti lattici. Si tratta di batteri vivi e vitali, ad azione benefica, in grado di ripristinare la microflora intestinale alterata.
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