Nardò, perla del Salento, si è rivelata la meta perfetta per una vacanza all’insegna del relax, della cultura e del buon cibo. Partendo dalla splendida e pittoresca piazza Salandra, su cui si affacciano antichi palazzi e dimore storiche di varie epoche, dove spiccano lo stile Barocco e la guglia, vi conduciamo, per una breve visita, a Nardò, l’antica Neretum, secondo centro del Salento dopo il capoluogo.

Le Origini Antiche di Nardò e Santa Maria al Bagno

Nardò nacque come centro abitato nel VII secolo a.C., si trattava di un piccolo insediamento del popolo messapico, a cui fu dato il nome di “Neriton”. Di origini antichissime (rinvenute testimonianze litiche in alcune grotte: Uluzzu e Cavallo) tanto da parlare di Paleolitico “Uluzziano”, fu centro messapico, ebbe una fiorente attività in epoca romana (il porto Emporium Nauna a Santa Maria al Bagno sorgeva sulla via Traiana).

La continuità insediativa è attestata in epoca messapica e in epoca romana, quando, intorno al III secolo a.C., Nardò e il suo porto di Emporium Nauna (l’attuale S. Maria al Bagno) furono conquistati dai Romani.

Ma molte altre sono le tracce del passato di Santa Maria al Bagno, dalla “Grotta del Fico“, nella quale sono stati ritrovati reperti quali ceramiche e frecce preistoriche, alla necropoli risalente alla civiltà messapica fino alle vestigia romane, dal porto “Emporium Nauna” alle aree termali.

In passato era conosciuta con il nome di Sancta Maria De Balneo o Sancta Maria ad Balneum. Con la conquista da parte dei romani di Santa Maria, fu realizzano il porto di “Emporium Nauna”, edifici termali con vasche per i bagni.

Storia e Architettura di Nardò

Nardò è una città dalle grandi ricchezze per quanto riguarda l’architettura, i monumenti storici e gli esemplari del barocco leccese. Il centro storico rivela una ricchezza ed una raffinatezza sorprendenti: palazzi gentilizi, chiese e cappelle, complessi conventuali, guglie, piccole corti raccontano di un fervore costruttivo strettamente legato alla presenza della sede vescovile e delle diverse famiglie del patriziato locale.

Il monumento più notevole, però, è la maestosa Cattedrale di Santa Maria Assunta in stile romanico del XIII secolo, sede del vescovo dal 1413, a tre navate, con affreschi in gran parte trecenteschi , tre notevoli altari scolpiti (Buffelli 1668) con tele di ottima fattura (De Matteis, Solimena, Olivieri, Sanfelice) ed un pregevole Crocifisso Nero ligneo in cedro (del sec. XIII) . Secondo la leggenda il crocifisso avrebbe sanguinato quando i saraceni tentarono di trafugarlo.

La Cattedrale fu rifatta in parte - dopo il terremoto del 1230 - sulla precedente, sorta nel 1090 per opera dei monaci Benedettini, a sua volta costruita sul luogo di una chiesa basiliana. Ha subito delle modifiche nel ‘300 e nel ‘700. A fianco della Cattedrale sorge il Palazzo Vescovile. In seguito, la chiesa fu ricostruita seguendo alcuni canoni imposti dalla Riforma Cattolica.

Interessanti sono la Chiesa della Madonna del Carmine, rinascimentale con campanile barocco ed all’interno dipinti di Strafella e Catalano, la Chiesa barocca di San Giuseppe, la Chiesa barocca dell’Immacolata, la Chiesa barocca di Santa Teresa.

Ricordiamo il Castello degli Acquaviva del XV secolo, ora sede del Municipio, con quattro massicce torri angolari a mandorla. Il prospetto principale è caratterizzato da un particolare balcone, sorretto da cariatidi.

Piazza Salandra è il centro della città, dove si snoda la vita della popolazione neretina, tra caffetterie, associazioni, negozi e palazzi. In piazza Antonio Salandra si possono ammirare la guglia dell’Immacolata (1769), il Sedile (XV secolo), la Fontana del Toro ed edifici vari come il Palazzo della Pretura o del Comune con un bel portico in stile veneziano.

Da vedere ancora le mura romane con torrioni cilindrici, il Teatro Comunale (Inaugurato nel 1909), la cripta basiliana di Sant’Antonio Abate, la Chiesa di Santa Chiara con annesso convento, la Chiesa di Sant’Antonio da Padova, il Santuario di Santa Maria Incoronata, la Chiesa dei Cappuccini, la Chiesa di San Trifone, la Chiesa di Santa Maria della Purità.

Le Marine di Nardò: Santa Maria al Bagno

Cittadina con circa trentamila abitanti, con un territorio molto esteso, dista circa 25 km da Lecce e 6 km dalla costa ionica, lunga ben 22 km, dove sorgono le sue splendide marine: Sant’Isidoro, Torre dell’Inserraglio, Porto Selvaggio e Palude del Capitano (Parco naturale regionale), Santa Caterina e Santa Maria al Bagno.

Santa Maria al Bagno, incantevole località situata nel cuore del Salento, in Puglia, è rinomata per la sua bellezza naturale e per la qualità delle sue acque. Questa località è stata insignita della prestigiosa Bandiera Blu, un riconoscimento internazionale assegnato alle spiagge che rispettano rigorosi criteri di sostenibilità ambientale, pulizia e sicurezza.

Santa Maria al Bagno è una piccola insenatura rocciosa che incornicia un mare dalle sfumature intense e accese, dal celeste al verde. Un piccolo villaggio, situato sulla costa salentina del Mare Ionio, che offre spiagge che si alternano in punti rocciosi e distese di sabbia. Un luogo fantastico dove poter trascorrere le proprie vacanze in Salento, non solo durante i periodi estivi, ma anche nelle stagioni primaverili e autunnali.

La Spiaggia di Santa Maria al Bagno

Santa Maria al Bagno spiaggia. La piccola spiaggia è incastonata tra il centro di Santa Maria al Bagno e la scogliera sul lungomare che porta nei pressi di Santa Caterina.Una bellissima spiaggia piccola ma affascinante con un mare cristallino che dona colori e sfumature che vanno dal turchese al verde smeraldo. Essa è una spiaggia adatta a tutti, poichè essendo un luogo puro si svela a poco a poco, come una gemma preziosa. Incastonata in luoghi altrettanto paradisiaci, è un piccolo paradiso dalle acque trasparenti e dalla sabbia dorata. proprio per questo molto affollata.

La spiaggia principale di Santa Maria al Bagno è caratterizzata da sabbia chiara e fine, alternata a tratti rocciosi che offrono scenari suggestivi e perfetti per lo snorkeling. Durante i mesi estivi, la temperatura dell'acqua è piacevolmente calda, ideale per lunghi bagni. La visibilità sott'acqua è eccellente, il che rende questo luogo perfetto per attività come lo snorkeling e le immersioni subacquee.

Cosa Fare a Santa Maria al Bagno

  1. Godersi le Spiagge: La spiaggia principale del paese è perfetta per nuotare, prendere il sole e fare snorkeling. La presenza di lidi attrezzati assicura che i visitatori possano trascorrere intere giornate in comodità.
  2. Passeggiare nel Centro Storico: Passeggiare nel centro offre l'opportunità di scoprire la cultura locale, fare shopping nei negozi artigianali e rilassarsi nei caffè e nei bar.
  3. Esplorare la Torre del fiume di Galatena (Le Quattro Colonne): Oltre a essere un importante sito storico, offre viste spettacolari sul mare e sulla costa circostante. È un luogo ideale per passeggiate panoramiche e per scattare fotografie memorabili.
  4. Escursioni nel Parco Naturale Regionale di Porto Selvaggio: È un luogo ideale per gli amanti della natura e delle attività all'aria aperta.
  5. Attività Acquatiche: Le acque limpide di Santa Maria al Bagno sono perfette per varie attività acquatiche, tra cui snorkeling, immersioni e kayak.
  6. Escursioni in Barca: Queste escursioni sono un'ottima opportunità per vedere il paesaggio da una prospettiva diversa e scoprire angoli nascosti di bellezza naturale.
  7. Gustare la Cucina Locale: Provare i piatti tipici della regione, accompagnati da vini locali, è un'esperienza culinaria da non perdere.

Le Quattro Colonne

Non sorprende la presenza delle torri di avvistamento lungo il litorale, tra le quali spicca la “Torre delle 4 colonne”: un tempo prendeva il nome dal fiume Galatena, una preziosa sorgente di acqua dolce in difesa della quale era stata eretta.

La Torre del Fiume di Galatena, conosciuta colloquialmente come "Le Quattro Colonne", è una delle strutture più emblematiche di Santa Maria al Bagno. Questa torre costiera medievale fu costruita nel XVI secolo come parte di un sistema difensivo progettato per proteggere la costa pugliese dalle incursioni dei pirati e dei saraceni.

Le Quattro Colonne sono posizionate su un promontorio che domina il mare, offrendo una vista panoramica spettacolare sulla costa circostante. Le colonne sono alte e massicce, e nonostante il passare dei secoli, mantengono una maestosità che testimonia l'importanza strategica che avevano in passato.

L'accesso alla Torre Santa Maria e alla spiaggia con la sorgente è libero e aperto al pubblico. La zona è facilmente raggiungibile a piedi dal centro del villaggio di Santa Maria al Bagno, e la spiaggia è frequentata sia dagli abitanti locali che dai turisti, soprattutto nei mesi estivi.

Il Museo della Memoria e dell'Accoglienza

Santa Maria al Bagno offre una varietà di attrazioni per i suoi visitatori. Tra i punti di interesse più noti c'è il Museo della Memoria e dell'Accoglienza.

Il Museo della Memoria e dell'Accoglienza a Santa Maria al Bagno è un luogo di grande rilevanza storica e culturale, dedicato a un periodo significativo della storia del XX secolo. Questo museo documenta l'accoglienza riservata ai sopravvissuti dell'Olocausto tra il 1943 e il 1947, che trovarono rifugio in questa località pugliese.

Il museo si articola in diverse sale espositive che raccontano la storia dei rifugiati ebrei che passarono per Santa Maria al Bagno nel loro viaggio verso una nuova vita. Tra gli oggetti esposti ci sono fotografie, documenti, video e testimonianze che illustrano la vita nei campi di accoglienza e il sostegno offerto dalla comunità locale.

Qui infatti, tra il 1943 e il 1947, vennero ospitati gli ebrei scampati al terrore dei campi di concentramento, e qui nacquero persino una piccola sinagoga e un Kibbutz. Da non perdere è il Museo della Memoria e dell’Accoglienza presso Santa Maria al Bagno, che raccoglie testimonianze dei tanti ebrei deportati, ospitati tra il 1943 e il 1947.

La Storia di Santa Maria al Bagno

Le radici di Santa Maria al Bagno risalgono ai tempi dei Messapi, un'antica tribù italica che abitava la zona. Successivamente, l'area fu influenzata da diverse civiltà, tra cui i Greci, i Romani e i Bizantini.

Durante il periodo romano, la località era nota come Nauna e fungeva da porto commerciale e luogo di terme, grazie alle sorgenti naturali di acqua salata che caratterizzavano la zona.

Nel Medioevo, Santa Maria al Bagno, come molte altre località costiere, fu soggetta a incursioni da parte di pirati saraceni. Per difendersi da questi attacchi, furono costruite diverse torri di avvistamento lungo la costa, tra cui la Torre Santa Maria, e la Torre del fiume di Galatena, conosciuta anche come "Le Quattro Colonne".

Un capitolo particolarmente significativo della storia di Santa Maria al Bagno si svolse durante e subito dopo la Seconda Guerra Mondiale. Tra il 1943 e il 1947, il villaggio divenne un punto di accoglienza per migliaia di ebrei sopravvissuti all'Olocausto. Qui, in diversi campi per sfollati, trovarono rifugio, cure mediche e supporto psicologico mentre attendevano di emigrare verso nuove destinazioni come Israele, gli Stati Uniti e altri paesi europei.

Oggi, Santa Maria al Bagno è una tranquilla e pittoresca località balneare che attira visitatori da tutto il mondo. Le sue spiagge con acque cristalline, la sua ricca storia e la sua accogliente comunità continuano a fare di questo villaggio una destinazione molto amata.

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