La questione del nodo idraulico di Ivrea si intreccia con problematiche relative agli espropri dei terreni necessari per la realizzazione delle arginature.
Le Preoccupazioni dei Sindaci e dei Cittadini
Maurizio Cieol, sindaco di Banchette, ha sollevato preoccupazioni riguardo agli espropri dei terreni per la realizzazione delle arginature nell’ambito del nodo idraulico di Ivrea, che interessano un’ottantina di proprietari solo sul territorio di Banchette.
«I cittadini sono stati coinvolti in quattro interventi di esproprio tra il 1998 ed il 2005: il primo per l’argine Banchette est, il secondo per la provinciale Sp 69, il terzo per l’argine Banchette ovest e per Salerano, ed il 4° per l’argine di Fiorano. Nonostante siano passati diversi anni, molti cittadini non hanno ancora ricevuto il saldo relativo all’esproprio. Alcuni addirittura per quanto riguarda gli espropri del 1° lotto che risale a 14 anni fa» - ricorda Cieol.
Inoltre, «Ci risulta poi che i frazionamenti siano stati realizzati solo per il lotto numero 1, ma nella maggior parte l’esproprio riguarda solo una parte della particella, per cui i cittadini stanno pagando le tasse per tutta la proprietà - aggiunge -. In assenza di frazionamento, abbiamo accertato, dopo una verifica in materia con il consulente del Comune e rivolgendoci a notai e commercialisti, che la proprietà rimane per intero in capo al cittadino che deve pagare completamente il tributo dovuto. A questo proposito alcuni proprietari hanno aperto dei contenziosi che non devono essere a carico del Comune, ma della Provincia».
Cieol rivolge diversi interrogativi alla Provincia: «Innanzitutto quando si procederà al saldo dei terreni espropriati, in secondo luogo se la Provincia è in grado di produrre pareri autorevoli in merito al pagamento dei tributi per i terreni oggetto di esproprio e quando intende procedere ai frazionamenti ed agli atti per il passaggio di proprietà».
La Viabilità e l'Autostrada Torino-Aosta
Parallelamente alle questioni legate al nodo idraulico, si inseriscono le problematiche relative alla viabilità e, in particolare, all'Autostrada Torino-Aosta.
Dopo il summit è il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio (Forza Italia) ad annunciarne l’esito sui social: “L’Autostrada Torino-Aosta non chiude". “L’autostrada non chiude e continuerà ad essere gestita nella modalità attuale, senza ulteriori penalizzazioni per l’utenza - aggiunge Cirio nel suo post -.
In una nota, il presidente della Regione Renzo Testolin spiega: “Dopo aver evitato oggi la chiusura del tratto autostradale che collega la Valle d’Aosta con Torino è ora necessario che si trovino le soluzioni tecniche per scongiurare il rischio che l’impasse tra Ministero e Ativa si ripresenti nei prossimi mesi.
Dopo la lettera inviata dal presidente della Regione Testolin al Ministero dei Trasporti, il deputato valdostano Franco Manes, in una nota, “esprime profondo sconcerto e preoccupazione per la decisione, annunciata da Ativa in data 18 gennaio, di interrompere da lunedì 22 gennaio il collegamento autostradale Ivrea-Scarmagno in entrambi i sensi di marcia”.
“In una situazione già complessa per il traffico pesante, che vedeva il reindirizzamento del traffico su Torino con notevoli disagi e costi aggiuntivi per gli utenti, questa decisione aggrava ulteriormente la situazione ,” dichiara il deputato Manes.
Nell’interrogazione Manes si legge: “Tenuto conto che appare alquanto strano che tale decisione sembra non sia stata preventivamente definita con le strutture competenti territoriali e che tale decisione risulta non sostenibile nelle tempistiche e modalità senza un’adeguata concertazione; è necessario conoscere con esattezza la situazione reale sul tratto di viabilità in questione e quali siano le soluzioni idonee a non creare ulteriori aggravi al sistema viario di penetrazione della Valle D’Aosta, tenuto conto delle modalità che sembrano essere state definite ad oggi”.
Nell’atto, il deputato sollecita “la necessità di convocare in brevissimo tempo un tavolo tecnico e politico permanente con le strutture competenti e con le Regioni interessate, al fine di tutelare certamente la sicurezza dei cittadini, ma anche per evitare di compromettere l’economia della regione Valle d’Aosta, del Canavese e della città metropolitana di Torino”.
“È urgente ipotizzare soluzioni più adeguate all’attuale situazione del sistema viario e ferroviario tra la Valle d’Aosta e il Piemonte - chiude Manes -.
In una lettera urgente inviata alla società autostradale Ativa e al Ministero infrastrutture e trasporti il presidente della Regione Renzo Testolin ha espresso “grande preoccupazione” per questa ipotesi chiarendo che “si tratta di uno scenario assolutamente non sostenibile per questa Regione già interessata anche dalla chiusura del collegamento ferroviario da Aosta verso il Piemonte, ma anche per l’economia del Paese, tanto più che si prospetta già dalla prossima settimana una possibile temporanea chiusura del Traforo del Frejus”. Testolin ha chiesto “il massimo impegno per superare sin d’ora l’insorgere di ogni criticità”.
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