Gli impianti idraulici domestici sono sistemi di condotte e tubazioni essenziali per l'approvvigionamento e lo scarico delle acque reflue. Questi impianti alimentano i servizi igienici del bagno (WC, lavabo, bidet, doccia), la lavatrice, il lavello della cucina e la lavastoviglie. L'acqua potabile, proveniente dalla rete pubblica, arriva nelle nostre abitazioni attraverso una rete di tubazioni, valvole e pompe, soddisfacendo le nostre esigenze quotidiane.
Per garantire sicurezza e funzionalità, gli impianti domestici devono essere progettati a regola d'arte, nel rispetto del DM 37/08 e in conformità alle norme tecniche armonizzate europee. Esaminiamo nel dettaglio le normative e i requisiti fondamentali.
Normative di Riferimento
Le principali normative di riferimento per gli impianti idraulici civili sono:
- UNI EN 806: "Specifiche relative agli impianti all’interno di edifici per il convogliamento di acque destinate al consumo umano".
- UNI 9182: "Impianti di alimentazione e distribuzione d’acqua fredda e calda - progettazione, installazione e collaudo".
- UNI EN 12056: "Sistemi di scarico funzionanti a gravità all’interno degli edifici - Installazione e prove, istruzioni per l’esercizio, la manutenzione e l’uso".
- DM 37/08: Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico che disciplina l'installazione degli impianti negli edifici.
UNI EN 806: Specifiche per Impianti di Acqua Potabile
La norma UNI EN 806 fornisce le specifiche relative agli impianti all'interno di edifici per il convogliamento di acque destinate al consumo umano. Essa specifica i requisiti e fornisce raccomandazioni sulla progettazione, installazione, modifica, sulle prove, manutenzione e sul funzionamento degli impianti per acqua potabile all'interno degli edifici e, per alcuni fini, di tubazioni all'esterno degli edifici, ma all'interno degli immobili.
La norma è divisa in 5 parti:
- Generalità
- Progettazione
- Dimensionamento delle tubazioni - Metodo semplificato
- Installazione
- Esercizio e manutenzione
Obiettivi Principali (Parte 1)
La prima parte della UNI EN 806 indica gli obiettivi principali, tra cui:
- Evitare il deterioramento della qualità dell’acqua nell’impianto.
- Assicurare che la portata d’acqua e la pressione richieste siano disponibili nei punti di prelievo.
- Garantire che l’acqua potabile soddisfi le norme riguardanti la qualità fisica, chimica e microbiologica.
- Assicurare che tutte le parti dell’impianto non provochino pericolo per la salute e non danneggino beni.
- Mantenere i livelli di emissione acustica al minimo.
- Evitare la contaminazione dell’approvvigionamento idrico pubblico, il consumo eccessivo, la perdita e l’impiego scorretto.
Progettazione degli Impianti (Parte 2)
La seconda parte della UNI EN 806 fornisce raccomandazioni utili e specifica i requisiti necessari per la progettazione degli impianti di acqua potabile all'interno di edifici e per le tubazioni all'esterno degli stessi, ma dentro le proprietà.
Per la progettazione e la costruzione di un impianto di acqua potabile si considerano due tipologie d’impianti:
- Impianti di acqua potabile chiusi (tipo A)
- Impianti di acqua potabile non pressurizzati (tipo B)
Bisogna progettare l’impianto in modo tale da:
- Evitare sprechi, consumi eccessivi, usi impropri e contaminazioni dell’acqua.
- Evitare una velocità eccessiva, basse portate e aree di ristagno.
- Permettere l’approvvigionamento idrico a tutte le singole uscite.
- Evitare l’intrappolamento di aria durante il rifornimento e la formazione di sacche d’aria durante il funzionamento dell’impianto.
- Non causare pericolo o arrecare disturbo a persone e animali domestici né danneggiare edifici e beni contenuti in essi.
- Evitare danni e impedire che la qualità dell’acqua sia influenzata dall’ambiente locale.
- Facilitare l’accesso alle apparecchiature e gli interventi di manutenzione sulle stesse.
- Evitare collegamenti incrociati.
- Ridurre al minimo la generazione del rumore.
Tutti i tubi e i giunti di un impianto di acqua potabile devono essere progettati per durare 50 anni, tenendo conto delle condizioni di esercizio specifiche e delle condizioni di manutenzione appropriate.
Temperatura e Pressione
Particolare attenzione è data sia alla temperatura che alla pressione. Tutti i componenti del sistema devono essere progettati per soddisfare i requisiti della pressione di prova. La pressione di prova deve essere di almeno 1.5 volte la pressione di esercizio massima ammissibile (PMA). I materiali, i componenti e le apparecchiature devono essere in grado di resistere a temperature dell’acqua fino a 95° in condizioni di guasto.
Dopo 30 secondi dall’apertura completa di un raccordo di prelievo, la temperatura dell’acqua non dovrebbe superare i 25°C per i punti di prelievo di acqua fredda e non dovrebbe essere inferiore di 60°C per i sistemi centralizzati di acqua calda.
Scelta dei Materiali
Per scegliere i materiali per un sistema idrico bisogna tenere in considerazione una serie di fattori:
- Effetto sulla qualità dell’acqua.
- Vibrazioni, sollecitazioni o assestamento.
- Pressione interna dell’acqua.
- Temperatura interna ed esterna.
- Corrosione interna ed esterna.
- Compatibilità tra materiali diversi.
- Invecchiamento, fatica, durabilità e altri fattori meccanici.
- Permeazione.
In nessun caso devono essere impiegati tubi e raccordi di piombo.
Dimensionamento (Parte 3)
La terza parte della norma descrive il metodo di calcolo per il dimensionamento delle tubazioni per gli impianti di acqua potabile (non include il dimensionamento delle tubazioni per sistemi antincendio). Il sistema di alimentazione di un impianto idrosanitario deve essere dimensionato in base alle portate massime probabili.
Installazione (Parte 4)
La quarta parte della UNI contiene i requisiti e le raccomandazioni relativi alle modalità che dovrebbero essere applicate per la messa in opera degli impianti al fine di garantire che il sistema soddisfi i requisiti di sicurezza a lungo termine, di efficienza d’uso e rispetto dell’ambiente.
Manutenzione (Parte 5)
La quinta ed ultima parte della norma UNI EN 806 si riferisce alla manutenzione degli impianti. Gli impianti devono essere sottoposti a manutenzione per evitare di influire negativamente sulla qualità dell’acqua potabile, sulla distribuzione agli utenti e sulle attrezzature dell’ente di distribuzione dell’acqua.
UNI 9182: Impianti di Alimentazione e Distribuzione dell'Acqua
La norma UNI 9182 del 2014, specifica i criteri tecnici ed i parametri da considerare per il dimensionamento delle reti di distribuzione dell’acqua destinata al consumo umano, i criteri di dimensionamento per gli impianti di produzione, distribuzione e ricircolo dell’acqua calda, i criteri da adottare per la messa in esercizio degli impianti e gli impieghi dell’acqua non potabile e le limitazioni per il suo impiego. Si applica a impianti di nuova costruzione, a modifiche e riparazioni di impianti già esistenti.
UNI EN 12056: Sistemi di Scarico Funzionanti a Gravità
La norma UNI EN 12056 del 2001, divisa in 5 parti, indica requisiti e prestazioni e fornisce indicazioni per la corretta progettazione e calcolo di impianti per acque reflue e sistemi per l’evacuazione delle acque meteoriche.
Materiali Utilizzati
I materiali più comuni utilizzati negli impianti idraulici includono:
- Rame: Durevole e resistente alle alte temperature e pressioni.
- Tubi multistrato (PE-X/Al/PE-X): Versatili, resistenti e adatti al trasporto di acqua potabile.
- PVC: Utilizzato principalmente per le tubazioni di scarico.
DM 37/08: Installazione degli Impianti
Il Decreto Ministeriale 37/08 specifica le regole per l’installazione a norma di legge degli impianti all’interno degli edifici. Questo decreto è fondamentale per garantire la sicurezza e la conformità degli impianti nel settore civile e industriale. Il punto di riferimento per il settore termoidraulico è la lettera C del DM 37/08, che fa riferimento a impianti di:
- Riscaldamento
- Climatizzazione
- Condizionamento
- Refrigerazione
- Evacuazione dei prodotti della combustione e delle condense
- Ventilazione ed aerazione dei locali
Responsabile Tecnico
L’installatore che ottiene l’abilitazione alla lettera C presso la propria Camera di Commercio viene nominato “Responsabile tecnico”. É fatto obbligo al titolare o al legale rappresentante dell'impresa di rilasciare al committente, al termine dei lavori, una dichiarazione di conformità degli impianti resa sulla base del modello di cui all'allegato I dell'art. 7 del D.M.
Certificazione Impianto Idraulico
La certificazione di un impianto idraulico è l’attestazione che lo stesso sia conforme alle norme in vigore. La certificazione attesta che l’impianto idraulico è stato realizzato secondo le migliori pratiche del settore e che soddisfa tutti i requisiti legali e tecnici. Ciò garantisce un alto livello di sicurezza per gli utenti dell’edificio e previene potenziali problemi legati all’idraulica, come perdite d’acqua, malfunzionamenti o situazioni pericolose.
Quando è Richiesta
La certificazione dell’impianto idraulico è obbligatoria in diverse situazioni, tra cui:
- Installazione di un nuovo impianto
- Modifiche o ampliamenti
- Manutenzione straordinaria
- Allacci di nuove utenze
Come Ottenere la Certificazione
Per ottenere la certificazione di un impianto idraulico è necessario seguire alcuni passaggi:
- Progetto dell’impianto: si inizia con un progetto dettagliato dell’impianto idraulico.
- Materiali e documentazione: si stila un elenco dei materiali utilizzati, inclusi i certificati di autenticazione.
- Sopralluogo e verifica: il professionista abilitato effettua un sopralluogo e verifica che l’impianto sia stato realizzato a norma di legge.
- Certificazione: una volta completate tutte le verifiche, il professionista rilascia la certificazione per l’impianto idraulico.
Rischi e Sanzioni per Assenza di Certificazione
L’assenza di una certificazione per l’impianto idraulico può comportare una serie di rischi e sanzioni di natura legale ed economica, tra cui:
- Rischi per la sicurezza
- Sanzioni amministrative
- Difficoltà nella vendita o locazione
- Possibili contenziosi legali
- Problemi con le assicurazioni
Rifacimento Impianto Idraulico
Rifare l’impianto idraulico non consiste nella semplice sostituzione dei sanitari del bagno o i termosifoni, ma significa eliminare totalmente le vecchie tubazioni e sostituirle, con tutti i sottosistemi collegati. E dopo tanti anni di funzionamento il rifacimento dell’impianto idraulico diventa un’operazione quasi obbligata, che non andrebbe eseguita solo in caso di perdite o problemi evidenti, ma anche quando l’impianto sembra apparentemente funzionare e senza problemi.
La decisione di rifare un impianto idraulico non deve essere presa alla leggera. Infatti, entrano in gioco diversi fattori per determinare questa necessità. In primis, l’età della struttura gioca un ruolo fondamentale. Le abitazioni costruite più di 20-30 anni fa spesso utilizzano materiali che ora sono considerati obsoleti o meno sicuri, come tubi in ferro o piombo.
Tecniche di Installazione
Generalmente, si distinguono due tipi principali di impianti di adduzione dell’acqua: il sistema a collettore e quello a derivazione.
- Impianto a Derivazione: Caratterizzato da una tubazione principale che fornisce ogni utenza della casa.
- Impianto con Collettore: Prevede l’installazione di un collettore idraulico a parete che funge da distributore centrale dell’acqua.
Relining
Il relining rappresenta una metodologia innovativa per la ristrutturazione dell’impianto idraulico, particolarmente vantaggiosa in contesti dove è necessario preservare l’integrità strutturale dell’edificio. Elimina la necessità di demolizioni invasive, preservando così l’integrità dell’edificio e riducendo i disagi per gli inquilini.
Normative Amministrative e Tecniche
Il rifacimento dell’impianto idraulico rientra tra le opere di manutenzione straordinaria leggera che richiedono la presentazione di una Cila (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata). Oltre alla pratica edilizia è necessario un adempimento fondamentale da fare a fine lavori: l’installatore deve produrre e fornire la Dichiarazione di Conformità dell’impianto.
Detrazioni Fiscali
Anche per il rifacimento dell’impianto idraulico è possibile usufruire delle detrazioni fiscali. In particolare, fino al 31 dicembre 2024, è possibile usufruire della Bonus Ristrutturazioni, che dà diritto a una detrazione del 50% delle spese sostenute fino a un massimo di 96.000 euro complessivi.
Tabella Riassuntiva Materiali
La seguente tabella riassume i materiali comunemente utilizzati negli impianti idraulici e le loro principali caratteristiche:
| Materiale | Utilizzo Principale | Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|---|---|
| Rame | Adduzione acqua calda e fredda | Durevole, resistente alle alte temperature | Costo elevato |
| Tubi Multistrato | Adduzione acqua calda e fredda | Versatile, resistente, adatto per acqua potabile | Costo medio |
| PVC | Scarico acque reflue | Economico, facile da installare | Bassa resistenza alle alte temperature |
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