La gestione idraulica del territorio si realizza con interventi mirati alla difesa dagli eventi naturali provocati dall’azione dell’acqua (esondazioni, divagazione degli alvei, erosione, frane e colate detritiche), alla bonifica di nuove aree da rendere disponibili per le attività umane ed all’utilizzo dell’acqua a fini potabili, agricoli, energetici.

Quando si realizza la sistemazione idraulica di un bacino idrografico, sia che si tratti di opere localizzate lungo il reticolo idrografico che di opere diffuse sul territorio, occorre tener conto di alcune regole generali nell’individuazione degli interventi strutturali.

Le sistemazioni idraulico-forestali rappresentano un insieme di interventi volti al miglioramento della stabilità del territorio, con particolare riferimento alla fragilità intrinseca del territorio, alla mitigazione delle situazioni di rischio idrogeologico e al riequilibrio e alla stabilizzazione degli ecosistemi forestali e montani.

In quest’ottica l‘ingegneria idraulica fluviale si occupa principalmente di:

  • Previsione della formazione e della propagazione delle onde di piena lungo un corso d’acqua (studio idrologico-idraulico) ed analisi del rischio idraulico
  • Sistemazioni idrauliche dei torrenti e controllo del trasporto solido e dell’erosione (briglie, soglie, difese di sponda, piazze di deposito, strutture per la risalita dei pesci)
  • Sistemazioni idrauliche dei fiumi e difesa dei territori di pianura (arginature, ricalibrature dell’alveo, protezione delle rive, scolmatori e diversivi)
  • Regolazione delle portate (dighe e traverse, serbatoi di piena, casse di espansione)
  • Problemi idraulici relativi ai ponti (rigurgito provocato da restringimenti e da pile, erosione localizzata attorno alle pile)
  • Infrastrutture per la navigazione (canali e conche di navigazione)
  • Opere di presa per utilizzo acquedottistico od idroelettrico

Le opere possono essere localizzate lungo il corso d'acqua oppure essere diffuse sul territorio. La sistemazione di un bacino idrografico, infatti, necessita spesso della realizzazione di una serie di interventi di diversa tipologia e, il risultato finale è ottenuto dall'interazione dei singoli poiché ciascuna tipologia di intervento agisce su determinato aspetto/problematica.

Affrontando la progettazione delle sistemazioni fluviali, Codda Ingegneria applica criteri all’avanguardia, sempre più incentivati ed in taluni casi imposti dalla normativa statale e regionale, quali:

  • Un approccio multidisciplinare che consenta di tener conto della complessità del comportamento dell’intero bacino idrografico;
  • Il ricorso a tecniche di ingegneria naturalistica per una riduzione dell’impatto ambientale delle opere tramite l’impiego di materiali di nuova concezione oppure con l’utilizzo secondo nuovi criteri dei materiali tradizionali.

Laddove le sole misure di pianificazione del territorio sono insufficienti a ridurre il pericolo vengono realizzate opere di protezione idraulica e forestale.

La legge provinciale 23 maggio 2007, n. 11 afferma che la stabilità del territorio è perseguita attraverso il costante monitoraggio delle situazioni di pericolo e di rischio e più in generale della stabilità dei bacini e degli ecosistemi, attraverso gli interventi di sistemazione idraulica e forestale, di difesa del patrimonio boschivo provinciale dagli incendi e dalle altre avversità e di stabilizzazione degli ecosistemi montani, in base a questo capo, nonché mediante l'applicazione e la gestione del vincolo idrogeologico.

Tipologie di Opere di Sistemazione Idraulica

Il successivo elenco illustra alcune tra le più diffuse opere di sistemazione presenti lungo i corsi d'acqua trentini.

Opere di Sistemazione nella Parte Alta dei Bacini

  • Briglie a bocca tarata
  • Briglie selettive
  • Briglie anti-erosive
  • Adeguamenti attraversamenti idraulici
  • Consolidamento sponde naturali

Opere di Sistemazione nella Parte Bassa e Media dei Bacini

  • Casse d’espansione
  • Arginature
  • Protezione sponde
  • Diversivi

In particolare occorre ricordare che ogni intervento va ad interagire con il bacino idrografico nel suo complesso, per cui occorre evitare, con i procedimenti progettuali di ingegneria idraulica e fluviale, che esso, pur mitigando il livello di rischio in una zona, possa farlo aumentare pericolosamente in altre zone del bacino.

È necessario inoltre evitare che al termine della sistemazione del bacino nel suo complesso gli interventi realizzati abbiano l’effetto di peggiorare le caratteristiche di risposta del bacino in termini di aumento di portata massima e del valore di deflusso e di diminuzione del suo tempo di risposta.

L’effetto della sistemazione finale sul bacino idrografico è il risultato dell’interazione degli effetti dei singoli interventi, come può essere il caso degli interventi finalizzati alla mitigazione del rischio idraulico lungo un corso d’acqua.

In questo caso può essere necessario realizzare una serie di tipologie diverse di interventi che vanno dalla realizzazione di opere idraulico-forestali e di piccole casse di espansione nella zona alta del bacino idrografico alla realizzazione di grossi invasi di laminazione e di arginature nelle zone di valle.

Un altro importante aspetto che riguarda la mitigazione del rischio idraulico, è quello relativo alla manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua ed in particolar modo delle opere idrauliche, al fine di mantenere l’officiosità idraulica del reticolo idrografico, sia esso naturale o artificiale, è necessario infatti eseguire una manutenzione continua tesa ad eliminare gli ostacoli che possono essere rappresentati da un eccessivo sviluppo della vegetazione o da accumulo di materiale solido trasportato dagli stessi corsi d’acqua.

Allo stesso modo occorre tenere in perfetto stato di manutenzione le opere idrauliche, quali arginature, rivestimenti di sponda e traverse, in modo da evitare che siano danneggiate a seguito di eventi di piena.

Occorre inoltre considerare che la manutenzione dei corsi d’acqua e delle opere idrauliche deve essere fatta, per quanto possibile, nel rispetto delle caratteristiche ambientali e di qualità del corso d’acqua stesso; in merito, un altro aspetto da considerare è la salvaguardia del regime sedimentologico del corso d’acqua.

Aspetti Normativi

Le misure del D.M. Opere idraulico-forestali: i criteri minimi nazionali per le caratteristiche tecnico-costruttive, gli scopi e le tipologie sono stati definiti tramite il decreto del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali 28 ottobre 2021, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 1° dicembre 2021, n.

Ai fini dell'esecuzione e della manutenzione delle opere di sistemazione idraulico-forestale, la Direzione centrale individua interventi relativi al programma triennale dei lavori pubblici di cui all'articolo 50 della legge regionale 31 maggio 2002, n. 14 (Disciplina organica dei lavori pubblici), e successive modifiche, nel rispetto dei piani di bacino di cui alla legge 18 maggio 1989, n. 183 (Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo), e alla legge regionale 3 luglio 2002, n. 2.

Tale decreto fornisce un quadro di riferimento per la progettazione e la realizzazione di interventi di sistemazione idraulica agraria, al fine di garantire la loro efficacia e sostenibilità.

Il decreto tiene conto di diverse normative preesistenti, tra cui:

  • La legge 28 luglio 2016, n.
  • Il decreto legislativo 3 aprile 2018, n.
  • La legge 6 luglio 2002, n.
  • Il decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.

Inoltre, il decreto si pone in linea con le disposizioni in materia di tutela dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'art. 142, comma 1, lettera g), del decreto legislativo n. e dell'art. 136 del decreto legislativo n.

Le opere disciplinate dal presente decreto sono quelle previste dalla legge quadro 6 dicembre 1991, n.

Normativa Descrizione
D.M. 28 ottobre 2021 Definisce i criteri minimi nazionali per le opere idraulico-forestali
Legge 28 luglio 2016, n. Riferimento legislativo generale
Decreto legislativo 3 aprile 2018, n. Riferimento legislativo specifico
Legge 6 luglio 2002, n. Riferimento legislativo ulteriore
Decreto legislativo 30 aprile 1992, n. Riferimento legislativo aggiuntivo

Importanza della Prevenzione

È fondamentale concentrarsi sulla prevenzione per evitare che succeda l’irreparabile. Affidarsi a "esperti" improvvisati può portare a risultati disastrosi e conseguenze imprevedibili.

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