Sei un idraulico e vuoi avviare la tua attività? Sei semplicemente stanco di fare il dipendente e vuoi aprire partita iva come idraulico? Ecco una guida per tutti gli idraulici che hanno intenzione di mettersi in proprio aprendo la propria partita IVA.

L’apertura della partita IVA è essenziale per poter svolgere in maniera autonoma la professione di idraulico, dal momento che permette di farsi trovare in regola sia a livello imprenditoriale che fiscale. Idraulico rientra nella categoria dei cosiddetti lavori artigianali: la denominazione precisa è infatti artigiano idraulico.

Requisiti per Aprire Partita IVA come Idraulico

I requisiti per aprire partita IVA sono sia di ordine generico (maggiore età, residenza sul territorio italiano, capacità di intendere di volere), sia specifici, ovvero abilitanti rispetto alla specifica mansione.

Prima di aprire la partita IVA per idraulico è necessario verificare se sono necessari dei requisiti professionali:

  • Laurea in materie tecniche (es. ingegneria, architettura, fisica) presso una università statale o legalmente riconosciuta.
  • Diploma di istruzione tecnica (es. fisica industriale, meccanica, termometrica), necessario un anno di esperienza lavorativa in un’impresa del settore, oppure in uffici tecnici di imprese non del settore in cui si svolgono mansioni inerenti l’attività di installazione di impianti. In questo ultimo caso, è necessario che l’impresa abbia regolarmente iscritto nel Registro delle imprese una struttura interna dedicata all’attività impiantistica.
  • Qualifica professionale (es. tecnico delle industrie meccaniche, operatore alle macchine utensili, installatore di impianti idro-termo sanitari).

Per un giovane diplomato di un istituto professionale, aprire una attività come l’idraulico può essere veramente una ottima idea. Se invece si ricerca una preparazione più specifica, allora è necessario conseguire un diploma professionale o tecnico.

Come Aprire la Partita IVA

L’apertura della partita IVA permette di avviare una ditta individuale. Non è richiesta per i lavoratori dipendenti né per quelli occasionali.

È possibile realizzarla online compilando il modulo AA9/12 oppure avvalendosi della piattaforma ComUnica, all’interno della quale vanno indicati:

  • Domanda di presentazione della partita IVA.
  • Definizione del Codice ATECO di riferimento.
  • Registrazione presso la Camera di Commercio.
  • SCIA.
  • Scelta del regime fiscale.

La procedura tramite piattaforma ComUnica consente di effettuare tutti i passaggi in un’unica volta (e non uno alla volta). È perciò attualmente la più valida nonché quella maggiormente adoperata dai commercialisti. L’apertura della partita IVA non va mai presa alla leggera, dal momento che può risultare più o meno articolata nonché complessa: meglio perciò rivolgersi a un commercialista o a un contabile di fiducia.

Codice ATECO per Idraulici

Uno degli aspetti più importanti da definire nel momento in cui un idraulico apre partita IVA è il cosiddetto codice ATECO. L’Agenzia delle Entrate lo definisce come: “Una combinazione alfa numerica, che identifica un'attività economica. Le lettere individuano il macro settore economico di appartenenza di quella specifica attività. I numeri invece rappresentano categorie e sotto categorie dei settori”.

Per dirla in parole semplici, il codice ATECO permette di stabilire la tipologia di attività che un’azienda o un professionista può svolgere.

Gli idraulici rientrano nella “classe F”, ovvero quella dedicata alle costruzioni e identificata dal numero 43. A essa segue la divisione 22 nel caso degli idraulici.

Questa è la base fissa del codice ATECO per questa categoria professionale, a cui possono seguire ulteriori specializzazioni che fanno riferimento a specifici codici. Ogni partita IVA può infatti contemplare al suo interno più sigle.

Costi Legati all’Apertura della Partita IVA

Quali sono i costi che devono sostenere gli idraulici per aprire una partita IVA? Essi sono legati non tanto alla richiesta da inviare all’Agenzia delle Entrate quanto all’iscrizione a enti terzi. Vediamoli nel dettaglio:

  • Iscrizione alla Camera di Commercio.
  • Iscrizione alla Gestione Artigiani e Commercianti dell’INPS.
  • Costi per le prestazioni di un commercialista inerenti l’invio della Comunicazione Unica e la relativa consulenza.

Attraverso la ComUnica il professionista ha modo di interfacciarsi in una volta soltanto con l’Agenzia delle Entrate, il Registro delle Imprese, INPS e INAIL. Per la convalida dell’invio è essenziale dotarsi del sistema della firma digitale, il quale presenta un costo di attivazione.

La Scelta del Regime Fiscale

Insieme al codice ATECO, l’altra questione che occorre definire con attenzione quando si apre una partita IVA è il regime fiscale. Parliamo della totalità delle regole contabili e fiscali che vanno rispettate per essere in regola.

La scelta del regime fiscale è da predisporre in relazione a tre fattori: caratteristiche dell’attività, caratteristiche della persona, forma giuridica. I regimi fiscali attualmente opzionabili per idraulici sono tre:

  • Regime forfettario: Può essere aperto con ricavi fino ai 85 mila euro. È il regime più conveniente a livello fiscale, a fronte di una tassazione più bassa nonché di una gestione della contabilità ridotta ai minimi termini rispetto agli adempimenti burocratici. Le fatture dell’idraulico forfettario saranno esenti IVA. La mancanza dell’IVA oltre ad una maggiore competitività all’interno del mercato perché permetterà di applicare prezzi più bassi per le proprie prestazioni porterà anche ad un risparmio dal punto di vista del professionista che seguirà l’idraulico nella gestione della partita IVA. Un altro dei vantaggi del regime forfettario è la presenza di un’imposta sostitutiva con un’aliquota molto bassa del 5% o 15%. La differenza nell’aliquota dipende dal fatto se il contribuente può essere considerato start-up o meno. Inoltre, la presenza di un’imposta sostitutiva significa che non si pagheranno né IRPEF, IRAP o altre imposte addizionali. Si dovrà pagare solo un’imposta.
  • Regime ordinario con contabilità semplificata: Viene scelto quando non è possibile accedere per varie ragioni, non solo di natura economica, al regime forfettario. Il reddito è conteggiato sottraendo i costi dai ricavi. L’IRPEF viene stabilita dagli scaglioni previsti dalla legge. Diversamente dal precedente, il lavoratore risulta soggetto all’IVA.
  • Regime ordinario con contabilità ordinaria: La contabilità ordinaria è più articolata e complessa di quella semplificata, a fronte di un medesimo sistema di quantificazione dei costi come dei ricavi. È obbligatoria per le società di capitali e per ditte individuali e società di persone che superano la soglia dei 500 mila euro per la prestazione dei servizi, che diventano 700 mila per le altre tipologie di imprese.

INPS e Regime Forfettario

Il primo aspetto da evidenziare è che tutti gli idraulici sono tenuti all’iscrizione alla Gestione INPS artigiani. L’INPS per l’idraulico, appartenendo alla gestione artigiani prevede una agevolazione contributiva pari al 35 % se si aderisce al regime forfettario sia sulla contribuzione fissa che a percentuale.

Come idraulico Artigiano, dovrai versare alla Gestione Artigiani e Commercianti Inps il contributo fisso di 4.427,04 euro per il reddito da 0 a 18.415 euro, e per il reddito superiore a 18.415 euro, verserai i contributi con l’aliquota del 24%.

Se il reddito imponibile è superiore a € 18.555,00, dovrai versare sia i contributi fissi con cadenza trimestrale visti prima, sia i contributi in percentuale. Se supererai il limite reddituale di 15.953 €, dovrai versare anche un contributo supplementare del 24% sull’eccedenza, che scende al 21,9% per gli under 21.

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