È normale urinare più spesso durante il ciclo mestruale, soprattutto il primo giorno delle mestruazioni. Già si inizia ad urinare di più una settimana prima del loro arrivo, magari anche svegliandoci di notte per andare in bagno.
Comprendere cosa avviene in ognuna delle 4 fasi mestruali ti aiuterà ad individuare il periodo più a rischio di recidive e a prevenirle con opportuni accorgimenti. Il ciclo mestruale ha la funzione di preparare l'organismo femminile ad accogliere una gravidanza e a produrre l'ovulo da fecondare.
Le fasi del ciclo mestruale e la loro influenza sulla minzione
Un ciclo mestruale dura in media 28 giorni e si può suddividere in 4 fasi:
- Fase mestruale: inizia il primo giorno del ciclo mestruale, quando il rivestimento uterino (endometrio) viene espulso attraverso il canale vaginale sotto forma di sangue mestruale. La mestruazione è l'emorragia dovuta allo sfaldamento del tessuto endometriale, che attraverso il canale vaginale viene espulso in piccolissimi frammenti insieme al sangue proveniente dai vasi sanguigni uterini. Dura in media 5 giorni. In questa fase c'è un brusco calo di estrogeni e progesterone, il follicolo (la parte dell'ovaio che accoglie l'ovulo) è molto piccolo, l'endometrio si assottiglia notevolmente, la temperatura corporea si abbassa. Si assiste in questa fase ad un aumento della frequenza minzionale. Ciò è dovuto al brusco calo di estrogeni, il cui aumento in fase premestruale aveva provocato ritenzione idrica accumulando liquidi corporei. Oltre all'aumento della frequenza urinaria ci può essere un incremento delle scariche fecali ed un cambiamento della consistenza delle feci che diventano più morbide (talvolta diarroiche) per via dei liquidi che vengono maggiormente espulsi anche a livello intestinale e per via dell'aumentata peristalsi (i movimenti intestinali) favorita dal calo di progesterone. Svuotandosi l'intestino e diminuendo il volume dell'utero, automaticamente diminuisce anche la pressione esercitata su vescica e nervi pelvici offrendo alla donna un momento di benessere.
- Fase post mestruale (o follicolare o proliferativa): Dura circa 8 giorni. Il follicolo contenente l'ovulo si accresce, gli estrogeni aumentano in modo massiccio per permetterne la sopravvivenza raggiungendo il loro picco massimo, l'endometrio comincia ad aumentare di spessore (2-3 mm), la temperatura corporea resta costantemente bassa. Anche in questa fase la maggior parte delle donne ha un momento di benessere dovuto all'aumento degli estrogeni, al diminuito spessore dell'utero (che quindi non comprime la vescica) e all'aumento di secrezioni vaginali. Il muco vaginale infatti, dietro l'influsso degli estrogeni, aumenta fino a raggiungere il picco massimo in fase ovulatoria.
- Ovulazione: La fase ovulatoria dura circa 48 ore. La maturazione del follicolo porta alla secrezione di ormone luteinizzante ed al brusco calo di estrogeni e progesterone. In seguito a queste modificazioni ormonali le pareti del follicolo si indeboliscono fino a rompersi con conseguente espulsione dell'ovulo. Le tube catturano l'ovulo, che in questa sede potrà essere fecondato dallo spermatozoo maschile. Il muco vaginale cambia per permettere la sopravvivenza degli spermatozoi: diventa più alcalino, più fluido e più abbondante (10 volte di più rispetto all'ottavo giorno del ciclo). La donna in ovulazione può avvertire dolori ovarici e può avere leggere perdite di sangue. La riacutizzazione dei sintomi avviene per vari motivi. Le secrezioni vaginali contengono glicogeno che mantiene acido il ph vaginale favorendo così la crescita dei lattobacilli “buoni” ed inibendo la sopravvivenza dei microrganismi patogeni. La quantità di glicogeno presente è proporzionale all'estrogeno secreto. Gli estrogeni inoltre incrementano la capacità di difesa dei tessuti che contengono i loro recettori, migliorando la nutrizione e la vascolarizzazione di queste mucose. Un tessuto sano è maggiormente in grado di far fronte agli attacchi batterici, chimici, meccanici ed infiammatori. Gli estrogeni subiscono un brusco calo durante l'ovulazione. Di conseguenza ci sarà un maggior rischio di contaminazione batterica perchè il ph si alzerà, i lattobacilli vaginali diminuiranno a favore dei patogeni, le mucose vaginali e vulvari saranno più delicate ed ipersensibili a qualsiasi stimolo esterno e perderanno parte delle loro capacità difensive. Anche l'alcalinità che il muco acquisisce in questa fase ostacola la riproduzione dei lattobacilli in favore di quella dei patogeni. La maggior maggiore diluizione del muco inoltre, se da una parte facilita il passaggio degli spermatozoi verso l'utero, dall'altra facilita anche il passaggio dei patogeni facendo perdere al muco la sua funzione protettiva di barriera.
- Fase premestruale (o luteinica o secretiva): Dura circa 14 giorni. Il follicolo che ha espulso l'ovulo si trasforma in corpo luteo (diventa giallastro, atrofizzato e sempre più piccolo), l'endometrio cresce fino ad arrivare a 5-6 mm di spessore e si riempie di nuovi vasi sanguigni per accogliere e nutrire l'eventuale embrione impiantato. Aumenta drasticamente la produzione di progesterone. In minor misura quella di estrogeni. La temperatura corporea aumenta di mezzo grado circa. L'ovulo viaggerà nelle tube di Falloppio e se fecondato si impianterà nell'utero dando il via alla secrezione di HCG (gonadotropina corionica), che manterrà il corpo luteo stabile ed in grado di tenere alto il livello di progesterone necessario alla sopravvivenza dell'embrione. Se l'ovulo non sarà stato fecondato il corpo luteo scomparirà, il livello di progesterone si abbasserà bruscamente e così anche quello estrogenico. Questa diminuzione ormonale provocherà la distruzione dell'endometrio, che a questo punto avrà raggiunto il suo massimo accrescimento. Avrà così inizio la mestruazione. Quindi ripartirà un nuovo ciclo mestruale. Questo è il periodo più critico per quanto riguarda le recidive di cistite, di candida e le riacutizzazioni della vulvodinia.
Perché si urina più spesso durante il ciclo?
Più si avvicina il giorno delle mestruazioni e più l'endometrio si ispessisce schiacciando la vescica e provocando la sensazione di urinare. Con le mestruazioni l'endometrio si rompe e comincia a rimpicciolirsi diminuendo gradualmente questi fastidi.
In prossimità del ciclo si verifica uno stimolo di minzione frequente con dolori al basso ventre. Questo sintomo si intensifica verso le ore serali e quando sono maggiormente tesa.
La vescica della donna risente abbastanza dell’influsso ormonale femminile diretto all’apparato genitale che con la vescica stessa intrattiene rapporti anatomici di assoluta contiguità. Pertanto può essere che in fasi diverse del ciclo si instaurino a livello vescicale delle alterazioni tali da indurre la comparsa di disturbi, anche in assenza di infezione. A questa conclusione si giunge però solo se sono state preventivamente escluse tutte le altre possibili cause, cosa che comporta una indispensabile valutazione specialistica urologica diretta.
L'insorgenza della cistite è fortemente influenzata dalle varie fasi del ciclo mestruale poiché l'uretra (il canale che collega la vescica con l'esterno) e il trigono (la parte più bassa della vescica) hanno la stessa origine embrionale del tessuto vaginale e sono quindi influenzati dalle modificazioni ormonali, che aumenteranno il rischio di recidiva in base alla fase del ciclo mestruale in cui si trova la donna.
Fattori ormonali
Le fluttuazioni ormonali durante il ciclo mestruale possono influenzare la frequenza della minzione. In particolare:
- Progesterone: Dopo l'ovulazione l'aumento del progesterone riduce notevolmente la quantità e la fluidità del muco cervicale. Il progesterone provoca la riduzione della peristalsi (il movimento involontario delle pareti) sia intestinale che uretrale incrementando non solo la stipsi, ma anche la difficoltà di svuotamento urinario e quindi il ristagno vescicale. L'aumento del progesterone dopo l'ovulazione porta a ritenzione idrica. Ciò riduce i liquidi che arrivano in vescica concentrando le urine e riducendo l'azione di lavaggio.
- Estrogeni: L'abbassamento degli estrogeni che avviene 24/48 ore prima della mestruazione provoca una diminuzione del glicogeno nell'ambiente vaginale, che porta all'aumento delle infezioni batteriche e da candida. Le fluttuazioni estrogeniche in fase premestruale inoltre stimolano la degranulazione dei mastociti, cioè attivano i processi infiammatori riesacerbando il dolore anche in assenza di infezione.
Altri fattori
- Ritenzione idrica: L'aumento del progesterone dopo l'ovulazione porta a ritenzione idrica. Ciò riduce i liquidi che arrivano in vescica concentrando le urine e riducendo l'azione di lavaggio. La ritenzione idrica comporta al contempo una diminuzione dei liquidi anche nelle feci rendendole molto più dure e accentuando o provocando stipsi.
- Aumento del volume dell'utero: L'aumento dello spessore dell'endometrio e dei suoi vasi sanguigni provoca un maggiore afflusso di sangue a livello uterino sequestrandolo alle altre strutture pelviche vicine (vescica, uretra, retto, vagina, vulva), che senza un adeguato apporto di ossigeno e sostanze nutritive provenienti dal circolo sanguigno, soffrono e restano maggiormente indifese. Sempre in questa fase infine si verifica l'ispessimento della parete uterina. L'utero, aumentato di dimensioni, schiaccia la vescica non consentendole un riempimento totale e provocando una certa frequenza minzionale. Il fisiologico aumento della frequenza urinaria è spesso scambiato erroneamente come campanello d'allarme di una nuova recidiva.
Cistite e ciclo mestruale
Ciclo e cistite sono strettamente correlati. Il ciclo mestruale infatti favorisce l'insorgenza di cistiti e infezioni vaginali da candida o da altri germi patogeni. L'uretra e la vescica (il trigono per l'esattezza) hanno infatti la stessa origine embrionale del tessuto vaginale, pertanto saranno anch'essi notevolmente influenzati dalle modificazioni ormonali, che esporranno la donna alle infezioni urinarie e genitali in maniera maggiore o minore in base alle fasi del ciclo mestruale.
Mentre le altre fasi possono essere più o meno lunghe, la fase luteinica avrà sempre la stessa durata. Quindi, una volta accertato che la fase luteinica dura per esempio 14 giorni, se un ciclo mestruale si prolungherà fino a 30 giorni, sicuramente le fasi che si sono allungate saranno quelle precedenti a quella luteinica, che rimarrà incondizionatamente di 14 giorni.
Una delle domande che vengono poste con maggior frequenza alla nostra associazione (Cistite.info APS) è se la cistite è responsabile di ritardi delle mestruazioni. La nostra risposta è NO.
Come gestire la cistite in relazione al ciclo
Quando si hanno cistiti ricorrenti, i dolori intimi possono essere molto forti e fastidiosi. Per questo motivo, si possono seguire delle buone abitudini per alleviare i sintomi della cistite legate al ciclo:
- Igiene personale: utilizza assorbenti 100% cotone e cambiali spesso per ridurre al minimo le probabilità di irritazione e di proliferazione batterica.
- Idratazione: bevi sempre molta acqua per mantenere le vie urinarie pulite e per facilitare l’eliminazione dei batteri dalla vescica.
- Alimentazione corretta: inserisci nella tua dieta i mirtilli rossi per prevenire la cistite e assumi integratori per migliorare lo stato di salute del tratto urinario
- Abbigliamento comodo: indossa biancheria di cotone e pantaloni non stretti, evitando tessuti sintetici, per permettere una buona traspirabilità e ridurre il rischio di irritazione.
- Prevenzione della secchezza intima: evita lavaggi vaginali per non aggravare la secchezza. Prediligi detergenti intimi indicati e appropriati per mantenere la zona genitale particolarmente idratata.
Per evitare questi fastidi puoi utilizzare la coppetta mestruale, assorbenti monouso di cotone o assorbenti lavabili. Inoltre quando termina il flusso sanguigno puoi effettuare una lavanda a base di D-mannosio per ripulire il canale vaginale dai residui mestruali irritanti.
Menopausa e cistite
Le donne affrontano varie fluttuazioni ormonali nell’arco della vita, che influenzano la salute delle vie urinarie. In questi cambiamenti importanti nella vita di una donna c’è anche il passaggio allamenopausa: la diminuzione dei livelli di estrogeni può portare a cambiamenti nella flora vaginale e nelle mucose urinarie, aumentando le probabilità di infezioni del tratto urinario, inclusa la cistite.
L’infiammazione alle vie urinarie può essere un’ulteriore sfida in quanto il corpo della donna in questa fase è costretto ad affrontare numerosi cambiamenti legati alla cessazione della funzione ovarica. Per gestire al meglio la cistite in menopausa, è importante bere tanto e non trascurare l’igiene intima con appositi detergenti, ma è importante anche prevenire la secchezza vaginale e ridurre il rischio di irritazione.
Rimedi e prevenzione
La prevenzione della cistite, così come la sua cura, può avvenire attraverso una combinazione di rimedi naturali e buone abitudini nello stile di vita. Oltre all’idratazione, a una sana alimentazione e a una corretta igiene intima, si consigliano anche integratori o succhi a base di mirtillo rosso per prevenire le infezioni del tratto urinario: questo, infatti, impedisce ai batteri di aderire alle pareti della vescica, grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti. Se i sintomi della cistite durano più di due giorni o peggiorano, è importante consultare il medico. Una valutazione medica tempestiva può prevenire complicazioni serie: il medico può eseguire esami delle urine per confermare la diagnosi e determinare il tipo di batterio responsabile dell'infezione, prescrivendo così una terapia antibiotica mirata. Inoltre, un consulto medico può fornire consigli su ulteriori misure preventive e su come gestire al meglio i sintomi della cistite.
Tabella riassuntiva delle fasi del ciclo mestruale e della loro influenza sulla minzione
| Fase del ciclo | Durata | Effetti ormonali | Influenza sulla minzione |
|---|---|---|---|
| Mestruale | Circa 5 giorni | Calo di estrogeni e progesterone | Aumento della frequenza minzionale |
| Follicolare | Circa 8 giorni | Aumento degli estrogeni | Benessere generale |
| Ovulatoria | Circa 48 ore | Calo di estrogeni e progesterone | Possibile riacutizzazione dei sintomi |
| Premestruale (Luteinica) | Circa 14 giorni | Aumento del progesterone | Aumento della frequenza minzionale, ritenzione idrica |
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