Nella tradizione popolare e religiosa, molte professioni e attività sono associate a specifici santi protettori. Questi santi vengono invocati per protezione, guida e successo nelle rispettive aree. Ma chi è esattamente il santo patrono degli idraulici? E quali sono altri santi protettori meno conosciuti?

Il Santo Patrono degli Idraulici

Il santo patrono degli idraulici è San Fabiano. San Fabiano, papa e martire, si dedicò all'organizzazione ecclesiale della città di Roma, dividendola in sette diaconie per l'assistenza dei poveri e portando avanti molti lavori nei cimiteri. Il suo impegno e la sua dedizione lo hanno reso una figura di riferimento per gli idraulici.

Altri Santi Protettori

Oltre a San Fabiano, ci sono altri santi associati alla protezione degli idraulici:

  • San Fiacrio (Fiacre): Eremita incluso nei martirologi irlandesi nel tardo medioevo.
  • San Maturino: Sacerdote di cui non si sa molto, ma venerato come protettore.

Santi Protettori di Varie Professioni e Situazioni

L'elenco dei santi protettori è vasto e include figure associate a diverse professioni, condizioni e luoghi.

Esempi di Santi Protettori

  • San Francesco d'Assisi: Protettore dei drogati.
  • San Vito: Protettore dei ballerini.
  • San Pellegrino: Protettore dei produttori di aranciata.
  • San Daniele: Protettore dei produttori di prosciutti.
  • San Carlo: Protettore delle patatine.
  • Sanremo: Protettore dei barcaioli cantanti.
  • San Dokan: Protettore delle tigri.

Santi e le Loro Associazioni Curiose

Alcune associazioni tra santi e attività sono particolarmente curiose:

  • San Dwich: Santo protettore dei panini.
  • San Bitter: Santo protettore degli alcolizzati.
  • San Buco: Santo protettore dei culattoni.
  • San Gria: Santo protettore degli spagnoli.

Tradizioni e Devozioni Popolari

Le tradizioni popolari sono ricche di figure sacre invocate per risolvere problemi quotidiani o per ottenere protezione. A Napoli, ad esempio, si venera:

  • Santa Maria Egiziaca: Patrona delle prostitute pentite.

Inoltre, in una chiesa del quartiere Materdei, si pratica un culto particolare: "Và a vasà ‘o pesce e San Rafèle": Baciare il pesce nella cesta portata dall’arcangelo Raffaele, raccomandato alle giovani in cerca di marito o alle donne che non possono avere figli.

Tabella dei Santi Protettori per Professione

Ecco una tabella riassuntiva di alcuni santi protettori per diverse professioni:

Professione Santo Protettore
Idraulici San Fabiano, San Fiacrio, San Maturino
Fornai, Macellai, Salumieri, Allevatori, Contadini, Animali domestici, Fabbricanti di spazzole Sant’Antonio Abate
Fulmini, Incendi, Morte improvvisa Santa Barbara
Malattie infettive, Balbuzie, Mal di gola San Biagio
Ordine Francescano, Bambini, Buona fortuna, Studi di teologia San Bonaventura
Puerpere e Ragazze in cerca di marito Santa Caterina di Alessandria
Malattie Reumatiche San Cristoforo
Patologie Intestinali Sant’Eustachio
Marinai nelle tempeste Sant’Erasmo
Roma (insieme a San Filippo Neri e ai SS. Pietro e Paolo) Santa Francesca Romana
Malattie Contagiose San Giorgio
“Ballo di s. Vito” San Vito

Brevi Biografie di alcuni Santi

Per comprendere meglio la figura dei santi protettori, è utile conoscere le loro storie e il loro contributo alla fede cristiana.

San Fabiano

San Fabiano fu papa per 14 anni e si dedicò all'organizzazione ecclesiale di Roma. Morì martire durante la persecuzione dell'imperatore Decio.

San Sebastiano

San Sebastiano, ufficiale dell'esercito romano, fu martirizzato per la sua fede cristiana. È patrono della polizia municipale e protettore degli arcieri.

Papa Francesco e i Santi

Papa Francesco ha ricordato che “i santi non sono super uomini”, sottolineando l'importanza della loro umanità e del loro esempio di fede.

Preghiera a San Fabiano

Ecco una preghiera a San Fabiano:

O Dio, gloria dei tuoi sacerdoti, concedi a noi tuoi fedeli, per intercessione del papa e martire Fabiano, di crescere come comunità di fede e di amore.

Oggi, 20 gennaio, la Chiesa cattolica celebra San Fabiano Papa e Martire. Fu il ventesimo Vescovo di Roma ed ebbe un episcopato della durata di circa 14 anni (10 gennaio 236-20 gennaio 250)

Nel testo Historia Ecclesiastica, lo scrittore Eusebio descrive gli eventi straordinari che portarono il Santo a essere proclamato Papa. Alla morte di papa Antero, il popolo cristiano si riunì a Roma per decidere il nome del nuovo Vescovo della città. Mentre venivano passati in rassegna nomi di personaggi illustri, proposti dalle varie fazioni, una colomba discese dal cielo e si posò sul capo di un semplice contadino. L’evento venne considerato un segno, lo Spirito Santo disceso dal cielo aveva scelto il successore. E cosi Fabiano venne eletto all’unanimità nuovo Vescovo di Roma.

Consultando il Liber Pontificalis si apprende che durante il suo pontificato suddivise Roma in sette zone. Ogni distretto era controllato da un Diacono e da un sottodiacono, incaricati di raccogliere gli Atti dei Martiri. Altro evento degno di nota, l’ordine di traslazione del corpo di papa Ponziano dalla terra di Sardegna alle catacombe di San Callisto nella capitale.

Rimangono invece incerti, perché non riportati in testi accreditati, i seguenti interventi attribuiti al Santo: il battesimo dell’Imperatore romano Filippo detto l’Arabo; l’istituzione dei Cardinali, ministri religiosi incaricati di trattare particolari e difficili problematiche; l’investitura nel 245 di sette nuovi vescovi inviati in Gallia per predicare il Vangelo.

Nel 249, con la morte di Filippo l’Arabo la situazione per i cristiani precipita, ritornando ad essere come nel periodo persecutorio. Il nuovo imperatore Decio, accanito sostenitore dell’antica religione romana proclama l’editto del libellus. Ogni famiglia doveva dichiarare pubblicamente la propria devozione alla religione romana. Dopo di ciò, poteva ricevere il libello, un documento attestante l’appartenenza all’antico culto romano. Chi non voleva sottostare agli ordini veniva dichiarato nemico e in seguito arrestato.

La comunità cristiana insorse, alcune famiglie per salvarsi abiurarono, altre scelsero la strada del sacrificio e del martirio. Tra quest’ultimi, papa Fabiano, che senza mai chinare il capo si rifiutò di abiurare. Venne quindi arrestato e imprigionato nel carcere di Tulliano. Dopo giorni e giorni di torture, assalito dalla fame e dagli stenti, il 20 gennaio del 250 morì. Venne sepolto nelle catacombe di San Callisto.

A oggi, la reliquia della testa del Santo è conservata nella Basilica di San Sebastiano fuori le mura, all’interno della Cappella Albani.

L’etimologia del nome è probabilmente di origine latina, utilizzato per contraddistinguere i componenti appartenenti alla Gens Fabia. San Fabiano Papa e Martire viene considerato il Santo Patrono del paese di Valsinni, in provincia di Matera in Basilicata.

III sec. Guidò la Chiesa di Roma dal 236 al 250, promosse l'organizzazione ecclesiastica e l'assistenza ai poveri, suddividendo Roma in sette diaconie. Durante il suo papato, il vescovo di Roma acquisì grande prestigio, ma suscitò l'attenzione dell'imperatore Decio.

Fabiano, inizialmente un laico, succedette a papa Antero e godette di tempi relativamente pacifici sotto gli imperatori Gordiano III e Filippo l’Arabo. Quando Decio salì al potere, perseguitò i cristiani, obbligandoli a sacrificare agli dèi romani. Fabiano rifiutò, venendo arrestato e lasciato morire nel carcere Tullianum. Fu sepolto nel cimitero di Callisto e onorato come martire. La sua memoria si celebra il 18 gennaio a Milano.

L’hanno fatto Pontefice sebbene al momento fosse un semplice laico, di origine probabilmente non romana, anche se residente nell’Urbe. Succede a papa Antero, che ha governato la Chiesa per meno di due mesi; e ha la fortuna di vivere tempi tranquilli sotto gli imperatori Gordiano III (morto sui vent’anni) e Filippo, detto l’Arabo per le sue origini. Una parentesi pacifica, che vede anche feste solennissime per i mille anni della città di Roma, nel 248.

Papa Fabiano tiene rapporti con i cristiani dell’Africa e dell’Oriente, e si dedica all’organizzazione ecclesiale nell’Urbe, dividendone il territorio in sette ripartizioni territoriali. Provvede inoltre a sistemare i cimiteri cristiani, e dà sepoltura a papa Ponziano, deportato in Sardegna ad metalla, cioè nelle miniere, e morto nel 235. Tutte opere da tempi di pace.

Nel 249, però, Filippo l’Arabo viene ucciso presso Verona dalle truppe del suo rivale Decio, che prende il potere con un programma di rafforzamento interno dell’Impero, contro i pericoli d’invasione ad opera dei barbari, che lo minacciano da tante parti. Per lui, rafforzamento vuol dire anche ritorno all’antica religione romana, per pure ragioni politiche. Si decreta perciò che tutti i sudditi dell’Impero romano dovranno proclamare solennemente e pubblicamente la loro adesione al paganesimo tradizionale, compiendo pubblicamente un atto di culto, che consiste essenzialmente nell’immolazione di qualche animale. Fatto questo, ognuno riceverà il libello, una sorta di certificato attestante la sua qualità di buon seguace degli antichi culti. Chi non sacrifica in questa forma pubblica, diventa un fuorilegge, un nemico dello Stato.

In Roma, tre commissioni chiamano via via tutti i cittadini alla scelta, che per i pagani costituisce un gesto semplice e naturale, mentre per i cristiani immolare un animale agli dèi di Roma significa rinnegare l’unico Dio di Gesù Cristo, respingere la sua legge.

Come sempre, c’è una varietà di comportamenti: alcuni cedono in pieno, per paura o per interesse, compiendo l’atto di culto. Altri cercano scappatoie di ogni genere per avere il libello senza prestare il culto richiesto. E ci sono i cristiani convinti, che dicono un risoluto no, respingendo a viso aperto l’imposizione e affrontando la morte. Tra i primi a rifiutarsi di sacrificare agli dèi c’è papa Fabiano, che si spegne nel carcere Tullianum, ma non per morte violenta. Si ritiene, infatti, che l’abbiano lasciato morire di fame e di sfinimento in quella prigione. Nella diocesi di Milano la sua memoria si celebra il 18 gennaio.

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