La frequenza di evacuazione e la consistenza delle feci possono fornire indizi importanti sul nostro stato di salute. Ma quanto spesso bisogna andare in bagno per restare in salute? A rispondere è uno studio appena pubblicato sulla rivista Cell Reports Medicine dai ricercatori dell’Institute for Systems Biology, che fissa a una/due volte al giorno il ritmo intestinale ideale per mantenere in salute il microbiota, e con lui tutto il nostro organismo.

L'Importanza della Regolarità Intestinale

La cacca è data per scontata. E in effetti la facciamo tutti. Ma non tutti con la stessa frequenza. Ad influire sulla regolarità intestinale diversi fattori tra cui l’età, il sesso, l’alimentazione, l'idratazione, l’esercizio fisico, i livelli di stress e gli ormoni. Esistono malattie che influenzano la regolarità dell'intestino, provocando diarrea o stitichezza. E’ importante fare attenzione a quanto spesso si va in bagno perchè l’irregolarità intestinale non solo è indicativa della presenza di qualche patologia, ma modificando l’attività del microbiota (l’insieme di microorganismi presenti nel nostro intestino), aumenta anche il rischio di sviluppare malattie croniche, come l’insufficienza renale, disturbi epatici e gastrointestinali.

Ma allo stesso tempo, quanto spesso ci rechiamo al bagno può influire sulla nostra salute, modificando l’attività del microbiota e, così, il rischio di sviluppare malattie croniche, come l’insufficienza renale, disturbi epatici e gastrointestinali.

Lo Studio dell'Institute for Systems Biology

I ricercatori dell’Institute for Systems Biology hanno quindi deciso di verificare se, e quali, cambiamenti può apportare al microbiota e al metabolismo di una persona sana la frequenza con cui si va in bagno. Con l’obiettivo di indagare la correlazione tra la frequenza di evacuazione, composizione del microbiota e stato di salute, i ricercatori hanno raccolto informazioni sulla dieta, lo stile di vita e la frequenza media di evacuazione di 1400 volontari.

Hanno quindi analizzato i loro campioni di feci e di sangue per conoscere il loro stato di salute e quello del loro microbiota. I partecipanti sono stati successivamente divisi in 4 gruppi in base a quanto spesso andavano in bagno: gruppo stitico (una o due evacuazioni a settimana), gruppo a frequenza normale bassa (da tre a sei evacuazioni settimanali), gruppo a frequenza normale alta (da una a tre evacuazioni quotidiane), e gruppo di diarroici (quattro o più evacuazioni al giorno).

Risultati Principali

Dall’analisi è emerso che nei partecipanti che hanno riportato una frequenza media di una o due evacuzioni quotidiane, erano maggiormente presenti batteri coinvolti nella fermentazione delle fibre alimentari (come quelli del genere Bacteroides), associati a una buona salute. Negli stitici sono risultati più frequenti i batteri associati alla fermentazione delle proteine, e nei diarroici quelli provenienti dalle parti superiori del sistema gastrointestinale.

Dall’analisi è emerso anche che i giovani, le donne e le persone con un indice di massa corporea più basso (che identifica una persona estremamente magra) tendevano ad avere evacuazioni intestinali meno frequenti, e quindi ad avere una probabilità più alta di essere stitici. Età, sesso e indice di massa corporea (BMI) influenzano la frequenza delle visite alla toilette.

“Le ricerche svolte negli ultimi anni hanno dimostrato che la frequenza delle deiezioni può avere un importante impatto sul funzionamento dell’ecosistema intestinale”, spiega Johannes Johnson-Martinez, primo autore dello studio. "Nello specifico - ha spiegato Johannes Johnson-Martinez, altro autore dello studio - se le feci rimangono troppo a lungo nell’intestino, i microorganismi presenti utilizzano tutte le fibre alimentari disponibili, che vengono fermentate per produrre benefici acidi grassi a catena corta.

I ricercatori hanno infatti scoperto nelle persone che soffrono di stitichezza un aumento di sottoprodotti della fermentazione delle proteine, come il p-Cresolo Solfato e l’indossile solfato, noti per la loro capacità di danneggiare i reni e aumentare il rischio di malattie renali. Nelle persone che soffrono di diarrea hanno, invece, scoperto più elevati livelli di sostanze potenzialmente in grado di aumentare l’infiammazione e danneggiare il fegato.

Frequenza "Normale" di Defecazione

Molte persone si interrogano su quale sia la normale frequenza di defecazione, preoccupate che il numero di evacuazioni prodotte sia insufficiente od eccessivo. Una importante premessa Che se ne parli apertamente o meno, tutti fanno la cacca: non solo è una parte essenziale della vita, ma la frequenza e la consistenza delle feci possono dare un indizio su cosa stia succedendo all'interno del proprio corpo.

La normale frequenza di defecazione varia ampiamente tra le persone sane: alcuni soggetti possono produrre tre defecazioni a settimana, mentre altri possono averne tre al giorno. Quanto spesso si dovrebbe fare la cacca? Nella frequenza di defecazione considerata fisiologica, rientrano dalle tre evacuazioni a settimana alle tre al giorno.

Secondo una ricerca condotta nel 2018, gli adulti tendono ad avere movimenti intestinali tra le tre e le 21 volte a settimana (Foster JA, Rinaman L, Cryan JF. Stress & the gut-brain axis: Regulation by the microbiome. Neurobiol Stress. 2017;7:124-136). La frequenza di defecazione può variare nel corso del tempo, in relazione a molti fattori, tra cui età, sesso, abitudini dietetiche, esercizio fisico e stile di vita.

Fattori che Influenzano la Frequenza di Defecazione

Diversi fattori possono influenzare la frequenza con cui si va in bagno:

  • Alimentazione e Idratazione: Ciò che si mangia e beve può influenzare la digestione. Anche le allergie alimentari e le intolleranze, come quella al lattosio, possono compromettere la funzionalità intestinale.
  • Bevande: Alcune bevande possono stimolare o rallentare la digestione. Il caffè può stimolare i movimenti intestinali. L'alcol può contribuire sia alla diarrea che alla stitichezza, a seconda del tipo e della quantità.
  • Ciclo Mestruale e Gravidanza: Le abitudini intestinali tendono a variare durante il ciclo mestruale. Anche la gravidanza può alterare la frequenza con cui si defeca.
  • Attività Fisica: La mancanza di esercizio fisico può influire sulla regolarità intestinale. L'esercizio fisico può migliorare la digestione aiutando il cibo a muoversi più rapidamente attraverso l'intestino crasso.
  • Farmaci e Condizioni Mediche: La stitichezza è un effetto collaterale comune di alcuni farmaci, inclusi antiacidi, antidepressivi, antistaminici, diuretici e integratori di ferro. Alcune condizioni mediche, come il diabete e altre condizioni che coinvolgono i muscoli e i nervi, possono causare stitichezza cronica. Anche le infezioni possono anche modificare le abitudini intestinali.

Consigli per Mantenere la Regolarità Intestinale

Alla luce di questi risultati, i ricercatori suggeriscono come andare di corpo una o due volte al giorno sia il ritmo intestinale ideale per mantenere in salute il microbiota e prevenire le malattie croniche. "La ricerca - ha continuato Gibbons - ci ha anche fornito importanti indizi che possono senz’altro guidare nuove strategie per gestire la regolarità intestinale, anche nella popolazione sana, al fine di ottimizzare la salute e il benessere".

Tra questi:

  • Mangiare più frutta e verdura.
  • Bere molta acqua.
  • Fare regolarmente attività fisica.
  • Seguire una dieta prevalentemente a base di cibi vegetali.

Queste abitudini salutari aiutano a prevenire le malattie croniche e, secondo quanto emerso dallo studio, anche a migliorare la regolarità intestinale.

Come Fare la Cacca Regolarmente?

Ognuno di noi ha ritmi, stili di vita e condizioni che determinano inevitabilmente la nostra giornata. È necessario trovare un momento nella giornata in cui si possa andare in bagno con tranquillità, senza essere disturbati e senza avere fretta, meglio se alla stessa ora. Per individuare questo momento provate a favorire lo spontaneo movimento intestinale. Cercate, quindi, di assecondarlo dopo i pasti (per esempio dopo cena o dopo colazione) o dopo l’assunzione di bevande stimolanti come il caffè.

Se avete difficoltà ad espellere le feci, può essere che la posizione sul WC (innaturale per il nostro corpo) non vi aiuti. Stare seduti sul water fa sì che l’intestino retto si pieghi e non faciliti quindi l’apertura dello sfintere anale. Provate a mettere uno sgabellino sotto i piedi e a piegarvi in avanti o ad accovacciarvi sulla tazza come fareste in un bagno “alla turca”.

Se l’idratazione è fondamentale per facilitare l’evacuazione, per il contenuto di fibre (frutta, verdura, cereali integrali) non bisogna esagerare. L’eccesso di queste ultime, infatti, induce fermentazione e gonfiore addominale che a loro volta “paralizzano” l’intestino.

Il movimento fisico facilita il movimento dell’intestino ed è quindi fondamentale per combattere la stitichezza. Senza esagerare (è sufficiente una camminata al giorno) l’attività fisica oltre a indurre fisiologicamente il movimento dell’intestino migliora l’umore e il senso di benessere.

Infine, se con i suggerimenti indicati restasse un problema scaricarsi con regolarità e in modo soddisfacente, è necessario per voi rivolgervi a uno specialista gastroenterologo. Il consulto potrebbe essere, infatti, utile a individuare eventuali esami di approfondimento e l’aiuto farmacologico più appropriato. Il rischio, in caso contrario, è quello di fare un uso improprio di lassativi “da banco”.

Altre Domande Frequenti

  • Qual è l’orario migliore per andare in bagno? L’orario migliore per andare in bagno è circa 30 minuti dopo essersi svegliati al mattino, piuttosto che appena svegli.
  • Fare la cacca subito dopo avere mangiato fa bene? Evacuare subito dopo un pasto può non essere un segno di buona salute. Se si verifica regolarmente, potrebbe essere un sintomo di un problema sottostante e potrebbe essere necessario consultare un medico.
  • Come capire se l’intestino è pieno di feci? Per capire se l’intestino è pieno di feci, ci sono diversi segnali e sintomi a cui prestare attenzione. vomito, sanguinamento, perdita di peso e comparsa improvvisa della stipsi in un intestino generalmente regolare.

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