Quando si affronta una ristrutturazione del bagno, la scelta dell'altezza del rivestimento è una decisione cruciale che influisce sia sull'estetica che sulla funzionalità dell'ambiente. Tra le varie opzioni, il rivestimento a metà altezza, intorno ai 120 cm, è una soluzione che merita un'analisi approfondita.

Normativa sull'Altezza dei Rivestimenti nei Bagni

La normativa sull'altezza dei rivestimenti nei bagni privati è principalmente disciplinata dai Regolamenti Edilizi dei Comuni. Le regole possono cambiare da città a città. Ti consiglio quindi di controllare il regolamento del Comune, disponibile on-line, sul sito ufficiale della tua città.

Un aspetto comune a moltissimi regolamenti, è che spesso manca un richiamo esplicito alle piastrelle in ceramica. Nella maggior parte dei casi si parla di superfici impermeabili e lavabili.

Pro del Rivestimento a Metà Altezza (120 cm)

  • Sensazione di ampiezza: Il vantaggio principale di questa soluzione è che le pareti saranno piuttosto libere, quindi l’ambiente dovrebbe sembrare più ampio e luminoso, soprattutto se sceglierai colori chiari (per mattonelle e per la parte superiore delle pareti).
  • Soluzione economica: È anche la scelta più economica, ma solo in termini di materiale da acquistare.
  • Ideale per bagni stretti e lunghi: Secondo me, questa opzione è particolarmente indicata per i bagni stretti e lunghi, perché riduce l’effetto corridoio che si percepisce in alcuni locali con larghezze ridotte.
  • Personalizzazione: Le parti non rivestite, inoltre, possono essere pitturate in colori diversi dal bianco: suggerisco i toni pastello, che creano un’atmosfera rilassante e delicata.

Contro del Rivestimento a Metà Altezza (120 cm)

Quando scegli dei rivestimenti “bassi”, devi considerare che alcuni elementi potrebbero trovarsi a ridosso tra le ultime file di mattonelle e il muro non rivestito. L’altezza giusta varia in base all’arredo, l’importante è che l’elemento non sia posizionato in corrispondenza della linea di giunzione tra le mattonelle e la parete.

Esempi Specifici: Placca del WC e Scaldasalviette

Nel caso della placca del wc, devi fare i conti con la scheda tecnica della cassetta di risciacquo* - che definisce anche l’altezza della placca - e con le misure della placca stessa (altezza x larghezza). La buona notizia è che l’altezza della placca è regolabile, entro certi limiti, perché l’idraulico può tagliare-accorciare la cacciata della cassetta di risciacquo. Altro aspetto: il sedile del wc, una volta aperto, non dovrebbe mai toccare il pulsante della placca.

E lo scaldasalviette? A mio avviso, il termoarredo del bagno, al pari degli altri elementi, dovrebbe essere posizionato interamente su una superficie piastrellata o su una parete completamente intonacata e dipinta. Le soluzioni miste creano un effetto visivo meno gradevole e armonico…ma è la mia opinione. 🙂

Alternative alle Piastrelle

Le opzioni per il rivestimento non si fermano alle piastrelle. Il mercato offre altre soluzioni estetiche: meno popolari, ma altrettanto “sartoriali”.

  • Resine e microcementi: La soluzione ideale per chi odia le fughe. Con resina e microcemento puoi creare superfici continue e uniformi in un’ampia gamma di colori e finiture, con spessori di pochi millimetri (c.a. I materiali si possono applicare su vari supporti, inclusi i vecchi rivestimenti in ceramica.
  • Carta da parati: Una soluzione “di nicchia”, con un altissimo potere di arredo, quindi perfetta per personalizzare l’ambiente e definire lo stile della stanza. Le moderne tappezzerie si possono applicare anche in zone a contatto con l’acqua, come dentro la doccia o sui lati della vasca. In questi casi vengono usati dei prodotti in fibra di vetro, che diventano impermeabili grazie a un trattamento con resine.
  • Rivestimenti resilienti: Si tratta di pannelli murali in Spc o Lvt, da incollare sulla parete intonacata - al grezzo o imbiancata - o sui vecchi rivestimenti in ceramica. I pannelli si incollano abbastanza rapidamente, grazie a colle specifiche per i cosiddetti resilienti: non servono stucchi e/o lavorazioni particolari, e gli elementi si uniscono tra loro grazie a un incastro maschio-femmina (simile a quello dei pavimenti flottanti). Con alcuni modelli puoi rivestire anche le pareti di una vasca a incasso e - udite udite - perfino l’interno doccia. Sono prodotti ancora poco conosciuti, ideali soprattutto per dei restyling.

Scegliere il Formato delle Piastrelle

Una volta deciso a che altezza arrivare con il rivestimento, è il momento di scegliere materiali e formati da utilizzare. Infine ricordati che rivestimento e pavimento del bagno vanno abbinati.

Classificazione delle Piastrelle in Base alle Dimensioni

  • Piastrelle piccole: Si tratta di piastrelle con dimensioni inferiori al formato 30x30 cm, inclusi i mosaici e i muretti in ceramica.
  • Piastrelle di medio formato: Il formato 30x60 cm è ancora piuttosto utilizzato, per la sua versatilità, a rivestimento.
  • Gres porcellanato in grandi formati: I grandi formati sono oggi richiestissimi, per una serie di motivi. Ad esempio, perché riducono il numero delle fughe, rendendo l’effetto visivo più lineare e continuo, ma anche perché esprimono pienamente i pattern grafici e le nuance.
  • Lastre in gres porcellanato laminato: Dai 100x300 cm e 120x278 cm dei formati nativi è possibile, infatti, ricavare agevolmente infiniti sottoformati.

Forme delle Piastrelle

Alle forme classiche si affiancano forme più moderne (o riscoperte in anni recenti) come esagoni, rombi e chevron, che danno un tocco di sofisticata originalità sia al pavimento che alle pareti.

Qual è la Scelta Più Economica?

Meno mattonelle, meno costi. 💰In apparenza, la scelta più economica è quella di abbassare le quote dei rivestimenti, esclusa la zona doccia…giusto? Dipende. Se parliamo di nuove costruzioni, la soluzione meno costosa è senza dubbio quella di scegliere una quota più bassa, ma per le ristrutturazioni non è così.

Quando ristrutturi il bagno e scegli un rivestimento con quota inferiore rispetto al precedente, l’impresa dovrà sistemare le porzioni di pareti dove prima c’erano le mattonelle. La procedura di ripristino, di intonacatura e/o rasatura, richiede manodopera e tempo, con costi che sicuramente superano il risparmio ottenuto col rivestimento più basso.

Ciò significa che durante la ristrutturazione, a livello di risparmio, conviene sempre rivestire almeno fino alla vecchia quota delle mattonelle.

Cosa Mettere alla Fine delle Piastrelle?

Sull’ultima fila di piastrelle, la più alta, ti consiglio di installare dei profili terminali, fino a un’altezza di almeno 150 centimetri. Oltre a proteggere i bordi delle piastrelle, i profili sono anche una rifinitura, funzionale ed estetica - troverai prodotti in varie forme, materiali e colori/effetti (cromati, neri, rame, spazzolati…etc.).

Altezza del Rivestimento e Pulizia

Per una ottimale igiene del bagno occorre che le pareti siano facilmente pulibili. Se hai intenzione di fare un rivestimento in ceramica fino a 110 centimetri sicuramente avrai già previsto di utilizzare una "tinta lavabile" per la parte alta delle pareti.

Le pareti del bagno, infatti, vengono interessate fino all'altezza di 150 centimetri sopra al WC da batteri. Se non vengono pulite e disinfettate i batteri si riproducono e rendono l'ambiente insalubre.

Evoluzione delle Tendenze nel Rivestimento Bagno

Le tendenze nel rivestimento bagno hanno subito un'evoluzione nel corso dei decenni:

  • Anni '70: Rivestimenti fino a circa 30 cm dal soffitto, con piastrelle di piccole dimensioni e decori geometrici o floreali.
  • Anni 2000: Rivestimenti a circa 110/120 cm, con piastrelle "rustiche" che imitavano pietre o marmi.
  • Anni 2020: Rivestimenti a tutta altezza, grazie all'utilizzo di grandi lastre ceramiche.

Oggi, la scelta dell'altezza del rivestimento dipende dal gusto personale e dallo stile che si vuole ottenere.

TAG: #Bagno

Potrebbe interessarti anche: