Il tenesmo è una contrazione spasmodica che determina uno stimolo continuo all’evacuazione intestinale o alla minzione vescicale. Per tenesmo s’intende la sensazione dolorosa e persistente di dover evacuare l’intestino o la vescica, anche quando non c’è effettivamente niente da espellere. Consiste in una contrazione spasmodica dello sfintere dell’ano o della vescica, e in un senso di incompleto svuotamento di questi.
Tenesmo Rettale e Vescicale: Sintomi e Manifestazioni
Il tenesmo può essere il sintomo di diverse patologie ed è spesso associato a dolore, spasmi e disagio nella zona interessata. Nel tenesmo rettale, lo stimolo continuo a evacuare esita nell’emissione nulla o scarsissima di materiale (fecale o muco). Il paziente riferisce spesso dolore e una sensazione di pienezza a livello dell’ano. Il tenesmo vescicale è uno spasmo involontario e spesso doloroso dello sfintere vescicale, il muscolo che controlla l'emissione di urina dalla vescica. Si sostanzia nella sensazione urgente di urinare, accompagnata da un’emissione di urina ridotta o nulla.
Perché Viene il Tenesmo? Cause Possibili
Il tenesmo può avere alla base diverse cause. In alcuni casi, può essere dovuto ad ansia, stress emotivo e cattiva alimentazione. La durata del tenesmo può variare significativamente in base alla causa sottostante e alla gravità del problema. In alcuni casi, il problema può essere un sintomo temporaneo e risolversi spontaneamente. Se il disturbo, invece, è associato a condizioni croniche, come la rettocolite ulcerosa, la malattia di Crohn o la sindrome dell'intestino irritabile, potrebbe persistere per periodi più lunghi.
Condizioni Associate al Tenesmo
- Sindrome dell'intestino irritabile (IBS) : disturbo gastrointestinale che si manifesta con sintomi quali stitichezza, diarrea o entrambi.
- Malattie infiammatorie intestinali (IBD): ne fanno parte la colite ulcerosa e la malattia di Crohn, che si manifestano con forti dolori addominali e diarrea.
- Sindrome da dumping: una condizione in cui il cibo si sposta in modo molto rapido dallo stomaco all'intestino. A soffrire di questo disturbo sono soggetti che si sono sottoposti ad interventi di chirurgia bariatrica, come bypass gastrico.
Diagnosi del Tenesmo: Come Identificare la Causa
La diagnosi di tenesmo, sia rettale che vescicale, si basa principalmente sui sintomi riferiti dal paziente, sulla loro frequenza e durata. Il medico presta particolare attenzione alle abitudini intestinali, ai modelli di evacuazione e di minzione e a eventuali cambiamenti nella dieta e nello stile di vita. Viene eseguito successivamente l’esame fisico, per individuare eventuali anomalie, come masse o alterazioni della peristalsi in addome. L’esame obiettivo prevede anche l’esplorazione digitale rettale per valutare la presenza di masse (come emorroidi, polipi, neoplasie) e il tono dello sfintere.
Gli esami di laboratorio, come le analisi del sangue e delle feci o dei tamponi rettali, possono essere prescritti per individuare segni di infezioni, infiammazioni (ad esempio l’esame della calprotectina fecale) o altri disturbi sistemici. In caso di tenesmo rettale, potrebbe essere eseguito un esame rettale digitale, per valutare ad esempio la presenza di emorroidi o polipi. In presenza di tenesmo vescicale, invece, gli esami urodinamici possono essere utili per valutare la funzione della vescica, la pressione urinaria e altri parametri rilevanti.
Cosa Fare in Caso di Tenesmo? Opzioni di Trattamento
La cura del tenesmo dipende dalla causa sottostante che ne ha provocato l’insorgenza. Le opzioni di trattamento per il tenesmo rettale possono includere terapie mediche e cambiamenti nello stile di vita. Il trattamento farmacologico può essere prescritto per alleviare i sintomi, ridurre l'infiammazione nell'area rettale e trattare eventuali infezioni. In alcuni casi, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico per rimuovere eventuali polipi o neoplasie che causano il tenesmo. Oltre alla terapia medica, possono essere suggeriti cambiamenti nello stile di vita per ridurre i sintomi del problema. Ciò può includere modifiche nella dieta, come l'aumento dell'apporto di fibre e il consumo di liquidi per migliorare la regolarità intestinale.
Trattamento Preventivo del Tenesmo Vescicale
Nel trattamento preventivo del tenesmo vescicale, l'approccio che viene adottato è quello di eliminare dalla dieta sostanze irritative, come etanolo e caffeina, e promuovere un’idratazione costante e ottimale durante l'arco della giornata. Nella gestione del tenesmo vescicale, si può considerare, inoltre, l'uso di di bassi dosaggi antidepressivi triciclici, ad esempio l'imipramina e l'amitriptilina.
Riflesso Gastrocolico e Bisogno di Defecare Dopo i Pasti
Avvertire urgenza di recarsi in bagno, nell'imminente dopo aver mangiato è una condizione che riguarda molte più persone di ciò che si pensa. Dopo aver mangiato si manifesta una risposta naturale dell'intestino, ossia il riflesso gastrocolico, un riflesso fisiologico deputato al controllo della motilità del tratto gastrointestinale inferiore dopo aver mangiato. Il riflesso gastrocolico è dunque un normale riflesso fisiologico che si manifesta poco dopo aver mangiato.
Sindrome dell’Intestino Irritabile (SII): Una Causa Comune
La sindrome dell’intestino irritabile (SII) è una delle patologie intestinali più comuni, che interessa circa il 3-5% della popolazione occidentale ed è più frequente nelle femmine e sotto i 50 anni di età . La sindrome dell’intestino irritabile, che una volta veniva definita “colite spastica”, “colon irritabile” o “disturbo funzionale intestinale”, è un disturbo dell’asse cervello-intestino che si presenta tipicamente con un dolore addominale, che migliora dopo l’evacuazione, associato ad alterazione della funzione intestinale, che si manifesta con stipsi, diarrea o un’alternanza delle due. L’andamento è cronico, con carattere fluttuante e nel corso degli anni le riacutizzazioni dei sintomi coincidono con eventi stressanti, sia di tipo fisico (es. interventi chirurgici, infezioni virali o batteriche), che di tipo psichico (es. stress, separazioni, lutti). problemi nella sfera sessuale.
Fattori Psico-Sociali e Alimentazione nella SII
La sindrome dell’intestino irritabile è una patologia multifattoriale, caratterizzata da disturbi intestinali, in assenza di alterazioni o lesioni a carico dell’intestino. Le cause sono, dunque, molteplici e nello stesso individuo non è riconoscibile un singolo fattore scatenante. Da un lato vi sono fattori psico-sociali, cognitivi ed emotivi: a livello intestinale c’è il cosiddetto “secondo cervello”, che è in continua comunicazione con il nostro “primo cervello”. Per questo motivo, molti degli eventi stressanti a livello psichico si riflettono sull’intestino e viceversa (problemi addominali che causano stress psicologici). La strategia terapeutica per la sindrome dell’intestino irritabile si basa principalmente sul trattamento dei sintomi riferiti dal paziente, essendo spesso sconosciuta la causa scatenante. Adeguata educazione alimentare e dello stile di vita. I sintomi dell’intestino irritabile sono spesso associati all’assunzione di particolari cibi, che i pazienti tendono a escludere dalla dieta. Le modifiche dietetiche devono essere effettuate sotto controllo medico/nutrizionistico per non rivelarsi pericolose e valutate in base ai sintomi.
Dieta a Basso Contenuto di FODMAP
Laddove i consigli dietetici tradizionali falliscano il medico nutrizionista potrebbe consigliare di seguire la dieta a basso contenuto di FODMAP (Fermentable Oligo-saccharides, Disaccharides, Mono-saccharides and Polyols) ovvero cibi contenenti zuccheri poco assorbibili e dal forte potere fermentativo, che richiamano acqua nell’intestino e sono difficili da digerire, che si associa a una significativa riduzione dei sintomi globali. Tuttavia, l’eccessiva e prolungata restrizione di FODMAPS può portare a carenze nutrizionali. Utilizzo di fibre solubili (es. psyllium), lassativi osmotici (es. PEG) o secretagoghi (es. Farmaci antispastici per alleviare i dolori e gli spasmi intestinali. Più che di prevenzione della sindrome, possiamo parlare di prevenzione delle riacutizzazioni dei sintomi.
Quando Preoccuparsi: Sintomi da Non Sottovalutare
Ma potrebbe verificarsi anche la situazione opposta, caratterizzata dalla necessità di defecare spesso, e in grado di suscitare preoccupazione. L’evacuazione è la parte finale del processo di digestione e metabolizzazione degli alimenti. Si tratta quindi di una fisiologica necessità dell’organismo, per la quale non è possibile stabilire una frequenza ideale. Il bisogno di defecare è soggettivo e viene considerata “normale” una frequenza variabile tra tre volte al giorno e tre volte alla settimana [1]. Anzi, se insieme all’ abitudine di andare spesso in bagno a defecare, magari con feci di consistenza molle, compare un dimagrimento eventualmente associato a febbre e dolori addominali, potrebbe essere il segnale che qualcosa non va. Alla base della improvvisa perdita di peso potrebbe esserci, per esempio, una malattia infiammatoria intestinale come la malattia di Crohn, la colite ulcerosa o la celiachia.
Tenesmo e Radioterapia
Nei casi di radioterapia si tratta di pazienti con una diagnosi di carcinoma del retto, dell’ano o di aree vicine all’ultimo tratto del grosso intestino come utero e prostata. La radioterapia può essere associata a chemioterapia e si prosegue per circa un mese. Il paziente può accusare durante la terapia radiante dolore o bruciore anale, o riferire una sensazione di peso all’ano che lo costringe ad andare in bagno più volte in un giorno, senza tuttavia avere una defecazione soddisfacente. La diagnosi di tenesmo rettale è clinica e si basa sui sintomi riferiti dal paziente.
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