La videosorveglianza può essere un ottimo strumento per tutelarsi in caso di reati o illeciti. Tuttavia, l'installazione di telecamere deve rispettare rigorosi limiti per non violare la privacy delle persone. Cosa dice la legge a proposito delle telecamere nei bagni pubblici e privati? Scopriamolo insieme.

Telecamere nei Bagni Privati: Cosa Dice la Legge?

Installare una telecamera in un luogo di privata dimora costituisce il reato di interferenze illecite nella vita privata, a meno che non ci sia il consenso del proprietario. La pena è la reclusione da sei mesi a quattro anni.

È quindi reato installare una telecamera nascosta in casa altrui, così come in un ufficio o studio professionale. Per privata dimora si intende ogni luogo ove può svolgersi, anche solo momentaneamente, un atto tipico della vita privata, come andare in bagno.

Se qualcuno installa una telecamera nel bagno di casa di un'altra persona commetterebbe reato, potendo perfino giungere a integrare quello gravissimo di pedopornografia, se l’intento fosse di catturare le immagini di minorenni.

Telecamere nel Proprio Bagno: È Legale?

Anche se può sembrare strano, si giunge alle stesse conclusioni anche se le telecamere sono installate nel proprio bagno, cioè nella toilette di casa propria.

Secondo la Cassazione, commette reato chi, all’interno della propria dimora, carpisca immagini o notizie attinenti alla vita privata di altri soggetti che vi si trovino, siano essi stabili conviventi o ospiti occasionali, senza che costoro ne siano partecipi.

In pratica, c’è reato se il marito spia con una telecamera la moglie che si trova in bagno, sebbene si tratti della loro abitazione. Presupposto fondamentale affinché scatti il reato è che la persona osservata non ne sappia nulla o, comunque, che non abbia prestato il consenso.

È stato quindi condannato l’uomo che aveva filmato la propria moglie, nuda o seminuda, all’interno del bagno o della camera da letto, intenta all’igiene del corpo o alla cura della persona, in assenza di elementi che dimostrassero che la donna volesse condividere con l’imputato detti momenti di intimità.

Telecamere nel Bagno sul Posto di Lavoro: È Reato?

Si giunge alle medesime conclusioni nel caso in cui il datore di lavoro abbia piazzato delle telecamere nel bagno dell’ufficio: se queste non lasciano ai dipendenti la giusta privacy dovuta a chi si reca alla toilette, scatta il reato di interferenze illecite.

Ciò accade perché, come si sarà oramai capito, per “luogo di privata dimora” si intende qualsiasi posto in cui si possono svolgere, anche solo temporaneamente, atti tipici della vita privata, foss’anche lontano dalla propria casa.

Telecamere nei Bagni Pubblici: È Legale?

Le telecamere nei bagni pubblici sono legali? No, non lo sono, a meno che il loro “occhio” non sia puntato in modo tale da lasciare la giusta privacy agli utenti, ad esempio limitandosi a inquadrare solamente la parte della stanza dove c’è il lavandino.

Secondo la Corte di Cassazione, le telecamere in un bagno pubblico integrano il reato di molestie e non quello di interferenze illecite, in quanto la toilette pubblica non può essere equiparata a un luogo di privata dimora. La pena prevista dalla legge è l’arresto fino a sei mesi o l’ammenda fino a 516 euro.

Secondo un’altra sentenza, integra il reato di violenza privata la condotta di chi introduce una telecamera sotto la porta di una toilette pubblica in modo da captare le immagini di chi si trova all’interno, considerato che il bagno pubblico non può essere considerato un domicilio neppure nel tempo in cui sia occupata da una persona. In questa ipotesi, la pena è la reclusione fino a quattro anni.

Telecamere nel Bagno di un Locale Aperto al Pubblico: È Reato?

Il gestore del bar o di altro locale aperto al pubblico (ristorante, pub, ecc.) non può mettere le telecamere nel bagno: anche in questa ipotesi, infatti, scatta il reato di interferenze illecite nella vita privata.

Tabella Riassuntiva: Telecamere e Privacy

Luogo Legale? Reato (se illegale) Pena
Bagno privato altrui No (senza consenso) Interferenze illecite nella vita privata Reclusione da 6 mesi a 4 anni
Proprio bagno (spia altri) No (senza consenso) Interferenze illecite nella vita privata Reclusione da 6 mesi a 4 anni
Bagno sul posto di lavoro No (senza privacy) Interferenze illecite nella vita privata Reclusione da 6 mesi a 4 anni
Bagno pubblico No (se viola privacy) Molestie o Violenza privata Arresto fino a 6 mesi o ammenda fino a 516 euro / Reclusione fino a 4 anni
Bagno di locale pubblico No Interferenze illecite nella vita privata Reclusione da 6 mesi a 4 anni

Caso Concreto: Impiegato Comunale Spia le Colleghe

Un impiegato comunale di 50 anni in servizio nell’ufficio tecnico del Comune di Bompietro (Palermo) ha piazzato una piccola telecamera nella vaschetta di scarico del water della toilette riservata alle colleghe donne, per spiarle. La microcamera è stata scoperta e Stefano La Placa è stato identificato e denunciato alla Procura di Termini Imerese: dovrà rispondere dei reati di violenza privata e molestie.

La Placa si sarebbe divertito a riprendere i momenti più intimi delle colleghe, "catturando" immagini e video che le ritraevano nell’atto di spogliarsi e di espletare i propri bisogni fisiologici. I carabinieri della stazione di Bompietro, hanno avviato un’inchiesta, recandosi anche a casa di La Placa per controllare il suo pc. Quindi è scattata la denuncia.

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