Bagno di Romagna, un luogo dove storia, cultura e fede si incontrano, offre un'esperienza sensoriale che aiuta a rigenerare mente e corpo. Questa località termale, vicina a Sansepolcro, è facilmente raggiungibile in auto e promette un soggiorno benessere indimenticabile.

Storia e Tradizioni di Bagno di Romagna

Nel 1902, la “Grande Locanda Tosco Romagnola” già “La Speranza”, situata “fuori Porta Fiorentina”, era gestita da Antonio Marangoni, discendente di una famiglia dedita all'ospitalità fin dal Cinquecento. La loro è una bella vicenda italiana, di quelle che affondano le proprie radici nella storia stessa di un angolo di Penisola per secoli legato a Firenze, immerso com’è nella foresta del Casentino, ma dal romagnolo Benito Mussolini accorpato alla Romagna. Aneddoto: nel 1923 Mussolini spostò il confine della Romagna al fine di avere queste sorgenti nella provincia della sua Predappio.

Le Terme di Bagno di Romagna

Immancabile un tuffo nelle millenarie acque alcalino-bicarbonato-sulfuree scoperte dagli antichi romani. Le Terme Santa Agnese, oltre ad essere una SPA molto nota, dispongono di numerose camere per rendere il soggiorno più comodo possibile. All’interno si possono trovare piscine termali, vasche per i trattamenti idroterapici e le molto richieste grotte termali.

La fase successiva è quella che avviene nel calidarium. Qui l’acqua ha una temperatura di 43°C e il tempo di permanenza sale a 15 minuti. Allo scadere dei 15 minuti, se li resisti, c’è poi il passaggio nella sala relax dove ci si può stendere e rilassarsi avvolti tra caldi asciugamani. I visitatori provvisti di idoneo certificato possono sottoporsi a trattamenti e cure termali più specifiche e mirate.

Inoltre, l’acqua delle Terme di Sant’Agnese dal ph 9,1 ricca in bicarbonato di sodio e zolfo e bilanciata in potassio, manganese e gas rari è un ottimo alleato dell’apparato digerente.

Paolo Teverini: Un Maestro della Cucina Italiana

A Paolo Teverini collego il primo grande ristorante mai provato da me e mia moglie. Teverini è un classe 1946: una vita in cucina e anche nell’hôtellerie perché quando, anni ’70, era un giovane chef di evidente talento, con la moglie Giordana Casetti è venuto a lavorare a Bagno, nell’hotel dei suoceri, uno degli alberghi più antichi del paese.

Siamo contenti che protagonista ne sia Paolo Teverini, con la sua famiglia, in primis le adorabili figlie Gaia e Melita. E che in fondo è rimasto sé stesso, il mare di Cesenatico è a un’ora scarsa d’auto (così arrivano approvvigionamenti di ottimo pesce) eppure appare distante. Passateci il paragone: Bagno di Romagna come Senigallia. O Licata. O Telese Terme, dai. Luoghi del gusto un po’ fuori mano ma che diventano vere e proprie mete gourmet quando gli indirizzi per buongustai raddoppiano, e così il viaggio diventa più sensato, stimolante, persino lieto e veloce.

Siamo franchi: ci si aspetterebbe, da un indirizzo come questo, una cucina corretta, golosa, ma magari un po’ vintage. I nostri assaggi in realtà rivelano tutta la voglia di osare - e di stare al passo coi tempi - dello chef, come nella sorprendente Tartare di agnello aromatizzata al ginepro, more di bosco all’aceto di lamponi, piatto che ci ha fatto sussultare prima ancora di scoprire, ce l’ha detto Teverini, che era quasi all’esordio, concepito e realizzato da pochi giorni.

C’è anche da dire che il resto del nostro pranzo si è dipanato lungo un percorso in cui gli assaggi ci hanno mostrato uno stile certo classico, legato a preparazioni d’antan. Ma mai polverose, passatiste, superate: sempre arricchite con qualche tocco di contemporaneità che ha reso l’amarcord doppiamente piacevole, perché l’avanguardia mainstream è nelle nostre corde, ma va benissimo quando si seguono invece canoni diversi, che fanno parte della propria storia, purché non siano stantii. La cucina di Teverini oggi è questo: matura ma mai vecchia, con qualche felice sorpresa.

Teverini, di suo, è tutto meno che involuto. Ha sposato con entusiasmo la rivoluzione degli ultimi decenni: «Il movimento spagnolo è stato bellissimo, ci ha risvegliati. Stimo molto Ferran Adrià e la sua lezione sulla libertà creativa, resa più facile dal fatto che non avesse alle spalle un’eredità gastronomica forte come la nostra. Ricordo che lo conobbi a un convegno: in seguito andai da lui per trascorrere alcuni giorni nella cucina di elBulli. Mi sorprese: “Paolo, preparerò per te piatti della mia tradizione, perché tutti sono convinti che io sia in grado di proporre solo ricette innovative”.

Il fine pranzo è sull’onda dei ricordi: «Ho lavorato con Marchesi, collaborato con Bocuse per tutti gli anni Novanta. Dal primo ho appreso l’amore per la cultura e per il bello; dal secondo la necessità di svecchiare la tavola. Nell’83 cenai da Roger Vergé, ricordo ancora piatti strepitosi, una Terrina di coniglio con salsa di peperoni quasi inaudita. Poi riservai un tavolo da Marc Meneau. Mi chiamò personalmente, senza sapere chi fossi, per lui ero un cliente qualunque: «Mi spiace molto, signor Teverini, ma nel giorno della sua prenotazione io non sarò presente al ristorante». Poi mi richiamò: «Mi scuso ancora, l’accoglierà volentieri mia moglie». Quando arrivai, c’era lui, in persona, ad aspettarmi alla porta: il suo impegno era saltato e così aveva voluto scusarsi ulteriormente con me.

E l’Italia che cucina, Teverini? Sempre la sorellastra sfortunata? «Penso alla Spagna, al Nord Europa… Hanno avuto successo perché hanno valorizzato le loro materie prime. Ma chi ne ha di migliori, di noi italiani? Ero presente alla festa per gli 80 anni di Paul Bocuse, quando disse la famosa frase: ““L’egemonia della cucina francese durerà sino al momento in cui gli chef italiani si renderanno conto dell’enorme patrimonio che hanno a disposizione, sia dal punto di vista delle materie prime, sia dal punto di vista delle innumerevoli sfaccettature delle tradizioni”. Io dico: non c’è bisogno di andare a cercare limoni in Thailandia o cavoli in Cina. Dobbiamo pensare di più all’Italia, perché siamo portatori di eleganza nel mondo.

«Sono nato a pochi metri dal ristorante di Gianluca (Gorini, ndr), come anche mio fratello (Marco Cavallucci) e Giuliana Saragoni. Un luogo, insomma, del gusto. Da piccolo in casa non avevamo il frigorifero. Mangiavo quello che mi preparava la mia mamma, erano materie prime che venivano dalla caccia, dal bosco.

Un'Esperienza Culinaria Indimenticabile

Al termine della cena, volenti o nolenti, abbiamo dovuto congedarci, ma non potevamo andarcene senza promettere a Paolo Teverini che saremmo tornati ancora. All'epoca, lo stabile contiguo, poi annesso all'albergo, ospitava un'attività collaterale: l'iscrizione "Fiaschetteria" figurava infatti sovrastante ad un portone d'ingresso.

Per prima cosa però, lo che Teverini ci invita a seguirlo in cucina, dove ha preparato per noi delle postazioni di lavoro per insegnarci una nuova ricetta. Non sono stato il più rapido, ma ho insistito un po’ per dare elasticità e uniformità alla pasta. Perché abbiamo fatto una pasta simile? Aggiungiamo poi il brodo a mestoli, continuando a mischiare e aggiungendone altro man mano che evapora e viene assorbito. Così scopriamo che alcune bottiglie sono qui da lungo tempo, altre sono molto vecchie e acquistate da Teverini negli anni, altre ancora sono molto pregiate e hanno prezzi a due zeri.

Si parte con un panino soffice aromatizzato alle erbe accompagnato da una candela di lardo, una meraviglia per gli occhi e anche per il palato. Le portate sono state un oscillare tra sapori di terra e sapori di mare accostati con maestria e ottenendo un risultato davvero notevole. Per secondo il filetto di daino è stata una vera scoperta, soffice al palato e dal sapore squisito. Ad ogni portata sono stati associati vini differenti, etichette pregiate che ben si sposavano con i piatti. Decisamente buono è stato il barolo servito con metodo Coravin, visto il pregio della bottiglia utilizzata.

Ecco alcuni esempi di piatti che potresti trovare:

  • Baci di dama salati con ricotta del pastiore e zenzero.
  • Uovo meringato al tartufo nero di Norcia.
  • Filetto di daino, salsa savòr, rabarbaro e pomodorini marinati.
  • Il babà al Rhum J.M Martinique (edizione limitata), crema e sorbetto alla banana, accompagnato da frutta esotica.

Oltre le Terme: Cosa Vedere a Bagno di Romagna

Bagno di Romagna offre molto più delle sue terme. Ecco alcuni luoghi da non perdere:

  • Situata nella piazza centrale del paese. Una millenaria basilica dai tratti romani.
  • Colle che sovrasta gli abitati di Bagno e San Piero. Qui maestosi si ergono i lasciti dell'antico castello dei Conti Guidi. Oggi oasi naturale ove storia, cultura e fede si incontrano.
  • Passeggiata chiusa al traffico che conduce alla ormai secolare fonte di acqua sulfurea. Ideale per una passeggiata tra natura e fantasia.
  • Un luogo dove oggi risiedono i piccoli abitanti della montanga. Immerso nel verde a due passi dalla piazza centrale. Saprà affascinare grandi e piccini. Scopri il gioco di enigmi e diveriti a risolverlo.
  • Il lago lungo, Il lago dei Pontini, Il lago di Acquapartita. Tre grandi specchi d'acqua dove trascorrere giornate intere.

Se sei un appassionato di Tiro con l'Arco, una infinite rete di sentieri è pronta ad accoglierti per fantastiche escursioni a piedi o in bici. Addentrati nelle montagne circostanti al Borgo o nei millneari sentieri del Parco Nazionale. Sarsina a 10 minuti di auto. Ha dato i natali al commediografo Plauto. Città roma i cui resti sono visitabili nel meraviglioso museo nazionale. A 40 minuti di auto una vacanza nella vacanza. La maestosa Diga di Ridracoli vi accoglie con la sua spettacolare bellezza. A 45 minuti di auto due luoghi dalla incredibile suggestione spirituale. Millenari, maestosi ed immersi nella natura. Due borghi tipici toscani. Nel primo ha sede il museo di Piero della Francesca, mentre il secondo è famoso per la sua peculiare posizione.

Sapori Autentici: La Cucina Tradizionale di Bagno di Romagna

I sapori di questi prodotti si fondono nelle antiche ricette che hanno reso questa terra di confine luogo di sosta amatissimo. La pasta fresca ripiena, i cappelletti, tortelli e sughi di cacciagione. La fiorentina e i tartufi. Non solo la tradizione. A Bagno di Romagna potrete anche godervi l'eccellenza della gastronomia di ricerca all'avanguardia in Italia.

Ecco alcuni piatti tipici da provare:

  • Antica ricetta contadina. Tipicamente cotto su di una lastra di pietra refrattaria, ripieno di patate e pancetta. Amatissimo e solitamente disponibile nei ristoranti tipici del paese.
  • Formaggio fresco da latte crudo. Buonissimo e leggero.
  • Le castagne di Selvapiana a Bagno di Romagna sono tra le più amate in tutta italia. Nel periodo autunnale oltre a poter vivere anche vere e proprie esperienze di raccolta, potrai gustarne le creazioni nei nostri ristoranti.

Strutture Alberghiere e Benessere

L’antico palazzo settecentesco dei conti Biozzi, situato di fronte alla Basilica di Santa Maria Assunta, ospita dal 1956 il Grand Hotel Roseo. Supportato da un’equipe di medici altamente specializzati, il Grand Hotel Roseo offre cure specifiche per la riabilitazione da traumi ossei e muscolari e programmi specifici di idrocolonterapia per ripristinare il benessere dell’intestino.

Il Roseo Euroterme Wellness Resort rappresenta la proposta ideale per le famiglie. Un’area di 350 mq, occupata dalla piscina coperta/scoperta con acque mantenute ad una temperatura costante tra i 36 e i 37 °C, è il luogo perfetto per il relax di grandi e piccini. La zona bimbi, animata con giochi, attività insieme allo gnomo Mentino, dispone di una piscina, in cui i piccoli ospiti possono divertirsi in tutta sicurezza mentre i genitori si concedono un meritato momento di benessere tra percorsi kneipp, sauna e massaggi.

TAG: #Bagno

Potrebbe interessarti anche: