La normativa UNI 7129 è il riferimento principale per gli impianti a gas ad uso domestico, definendo i criteri per la costruzione e il rifacimento di impianti interni o parti di essi asserviti ad apparecchi utilizzatori con portata termica nominale massima non maggiore di 35 kW. Questa norma si applica agli impianti domestici per l’utilizzo dei gas combustibili appartenenti alla I, II e III famiglia, rispettivamente gas manifatturato, metano e GPL.
Cosa dice la UNI 7129 sull'installazione di caldaie in bagno?
Secondo la UNI 7129/15, è possibile installare una caldaia con potenza inferiore a 35 kW in bagno, ma solo se si tratta di una caldaia a camera stagna (di Tipo C). È vietato installare apparecchi a camera aperta (di tipo B) e privi di collegamento a camino/canna fumaria (tipo A).
È vietata l’installazione di apparecchi di tipo B nei locali uso bagno
La norma UNI 7129:2015 al punto 4.2.1.5 afferma: È vietata l’installazione di apparecchi di tipo B nei locali uso bagno. Vediamo ora quando un locale si può considerare bagno. La norma UNI 7128/2015 “Termini e Definizioni” definisce: locale uso bagno: Locale nel quale sono presenti uno o più dei seguenti sanitari: bidè, doccia, vasca da bagno, sauna, bagno turco. Non rientrano nella definizione di locali ad uso bagno i locali contenenti esclusivamente sanitari quali lavabo, vaso, vaso e lavabo, orinatoio, orinatoio e lavabo, vasca lavatoio o pilozzo. Pertanto tutti gli apparecchi a gas che prendono l’aria comburente dal locale d’installazione non possono essere installati in locali in cui sia presente una doccia, ma possono invece essere posati se si ha la sola presenza per. es. di un wc o un lavandino. Si ricorda che una caldaia tipo B è per definizione: Apparecchio previsto per il collegamento a camino/canna fumaria o a dispositivo che evacua i prodotti della combustione all’esterno del locale in cui l’apparecchio è installato. Il prelievo dell’aria comburente avviene nel locale d’installazione e l’evacuazione dei prodotti della combustione avviene all’esterno del locale stesso.
Zone di rispetto e distanze di sicurezza
La norma UNI 7129/2008 espilcita che nei locali bagno, è possibile installare SOLO apparecchi di tipo C, purchè il locale sia ventilato o ventilabile. La norma però non chiarisce il punto nel quale installare l’apparecchio bensì queste distanze vengono riprese dalla norme CEI, in particolare dalla CEI 64-8/7 ART. 701, la quale chiarisce che le zone (vedasi definizioni locale bagno) circostanti alla vasca o al piatto doccia di suddividono in:
- zona 0: individuata dal volume interno alla vasca da bagno o al piatto doccia. Per le docce senza piatto, l’altezza della zona 0 è di 10 cm e la sua superficie ha la stessa estensione orizzontale della zona 1.
- zona 1: individuata dal volume sovrastante la vasca da bagno o il piatto doccia fino a un’altezza di 2,25 m. Per le docce senza piatto la zona 1 si estende in verticale per 1,20 m dal punto centrale del soffione posto a parete o a soffitto. La zona 1 non include la zona 0, e lo spazio sotto la vasca da bagno o la doccia è considerato zona 1.
- zona 2: comprende il volume immediatamente circostante la vasca da bagno o il piatto doccia esteso fino a 0,6 m in orizzontale e fino a 2,25 m in verticale con la distanza verticale misurata dal pavimento. Per le docce senza piatto non esiste una zona 2 ma una zona 1 aumentata a 1,20 m come indicato al punto precedente.
- zona 3: si ottiene dal volume esterno alla zona 2, o della zona 1 in caso di mancanza del piatto doccia, fino alla distanza orizzontale di 2,40 m.
Nella zona 1 è possibile installare gli scaldacqua, purchè questi ultimi siano IPX4, mentre le cadaie, cui impianti elettrici sono molto visibili devono possono essere instalati nella zone 2 e 3.
Tipologie di apparecchi a gas
Sulla base della norma UNI 10642 si identificano diverse tipologie di apparecchi a gas:
- Apparecchi di tipo A: non previsti per il collegamento a canna fumaria. Il prelievo dell’aria comburente e lo scarico dei prodotti della combustione avvengono nel locale di installazione.
- Apparecchi di tipo B: previsti per il collegamento a canna fumaria. Il prelievo dell’aria comburente avviene nel locale di installazione e lo scarico dei prodotti della combustione avviene all’esterno del locale stesso.
- Apparecchi di tipo C: il circuito di combustione è a tenuta rispetto al locale in cui l’apparecchio è installato. Il prelievo dell’aria comburente e lo scarico dei prodotti della combustione avvengono direttamente all’esterno del locale.
- Apparecchi di cottura: destinati alla cottura dei cibi. È importante ricordare che anche gli apparecchi di cottura devono scaricare all’esterno i prodotti della combustione.
Ventilazione e Aerazione
Il locale di installazione di un apparecchio di cottura deve essere sempre aerato e ventilato. Le aperture permanenti sono:
- Una destinata all’aerazione del locale di installazione, posizionata in prossimità del soffitto, ad un’altezza non minore di 1,80 m dal livello del pavimento e una sezione netta almeno pari a 100 cm².
- La seconda è destinata alla ventilazione del locale di installazione, ad un’altezza non maggiore di 30 cm dal pavimento e con sezione netta almeno pari a 100 cm².
Installazione Impianto a Gas: Le 6 Fasi
L’installazione di un impianto a gas comprende 6 fasi:
- Ideazione della configurazione geometrica e funzionale.
- Scelta e reperimento dei materiali.
- Fissaggio degli elementi.
- Assemblaggio delle parti.
- Posa e collegamento degli apparecchi.
- Messa in servizio dell’impianto.
Per ogni tipologia di installazione sono scelti e utilizzati materiali, componenti e apparecchi dichiarati idonei all’impiego previsto e conformi alle norme applicabili, nel rispetto della legislazione vigente. Non è consentita l’installazione di apparecchi privi di dispositivi di sorveglianza di fiamma nei nuovi impianti, nella sostituzione di apparecchi in impianti esistenti, nel rifacimento/trasformazione/ampliamento di impianti esistenti. L’installazione degli apparecchi a gas avviene nel totale rispetto delle prescrizioni in materia di sicurezza elettrica. Gli apparecchi a gas devono essere installati ad una distanza di almeno 1,5 metri da eventuali contatori. Se non è possibile rispettare questa distanza, è necessario realizzare dei setti separatori tra apparecchio e contatore al fine di evitare dispersioni di gas. Devono, inoltre, essere installati nel pieno rispetto delle prescrizioni in materia di sicurezza elettrica. Gli apparecchi a gas non possono essere installati sulla proiezione verticale del piano di cottura.
Impianto Gas Domestico: Tubazioni
Per le tubazioni di un impianto a gas dobbiamo far riferimento alla UNI 7140 aggiornata al 2019. La norma stabilisce i requisiti costruttivi e i metodi di prova dei tubi flessibili non metallici di tipo A1, A2, B e C per l’allacciamento di apparecchi utilizzatori alimentati con gas combustibili appartenenti alle famiglie I, II e III. Questi tubi possono essere installati in un ambiente interno o esterno, ad una temperatura che va dai -30°C a 90°C.
Classificazione dei Tubi Flessibili
I tubi si dividono in base alla pressione massima nominale. Quelli di tipo A1 e A2 fanno parte della prima classe e hanno una pressione massima di 0,2 bar. I tubi B e C (noti come “manicotti”), fanno parte della seconda classe perché sono caratterizzati da una pressione massima con valori di due ordini di grandezza maggiori rispetto alla classe uno (circa di 20 bar).
| Tipo di Tubo | Pressione Massima Nominale |
|---|---|
| A1 e A2 | 0,2 bar |
| B e C | Circa 20 bar |
Ogni tubo di tipo B o C deve essere accompagnato da istruzioni per il montaggio con precise indicazioni sul tipo delle filettature, delle sedi di tenuta, delle guarnizioni, sull’uso e la manutenzione (inclusi schemi di montaggio, limitazioni d’uso ed avvertenze), con attenzione particolare ai modi per evitare torsioni o piegamenti della parte flessibile. Le istruzioni specificano che non devono essere collegati due o più tubi fra loro e che non è consentito il riutilizzo di tubi e guarnizioni.
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