Il territorio della Bassa Friulana è capillarmente antropizzato: i centri urbani sono in continua crescita con la costruzione di nuove case alle periferie; l'agricoltura meccanizzata ha regolarizzato le campagne su ampie estensioni per ottimizzare lo sfruttamento agricolo; la viabilità principale e di raccordo ha tracciato una rete di comunicazioni che innerva il territorio.
È pertanto grande la sorpresa che si ha quando, sostando dai ritmi accelerati della vita contemporanea e osservando più attentamente il terreno, ci si accorge che conviviamo con le tracce materiali del nostro passato.
Si scopre allora che la Bassa Friulana si trovava tra le città romane di Iulia Concordia (l'odierna Concordia Sagittaria) e Aquileia, che era attraversata dalla via consolare Annia fin dal II sec. a.C. Il sito è abbastanza vicino alla via Annia, che corre solo 2,3 km più a sud, con un tracciato pressappoco corrispondente all'attuale SS 14.
Bonifiche a Latisana: Un'Analisi Dettagliata
Di 860 ettari in Comune di Latisana; il risanamento si esegue a scolo naturale con esclusione delle acque d'alta marea mediante canalizzazione interna e chiaviche regolabili.
1ª Zona - E' limitata dalla laguna di Marano, dalla bocca di Porto Lignano, dalla strada di Mezza Sacca. I lavori di questa zona iniziarono nel 1914, furono sospesi per la guerra e poi ripresero nel luglio 1919, con la costruzione di due ponti in cemento armato della lunghezza di 5 m.
2ª Zona - E' limitata dalla laguna di Marano, dalla strada che dalla Casa del Castaldo porta alla Casa Bovaria, dalla strada Comunale detta della Pineda e dalla Valle detta Ara della Chiesa. In questa zona sono state ultimate le arginature verso la laguna di Marano e i canali interni: per completare la sistemazione occorre solamente costruire la chiavica per lo smaltimento delle acque.
3ª Zona - E' limitata dalla strada detta della Pineda, dalla strada di Mezza Sacca e dal fiume Tagliamento. prosecuzione del collettore principale fino all'incontro con quello della prima zona.
La spesa prevista per tali opere di completamento è di 282.000 lire. Complessivamente l'ammontare della spesa dei lavori eseguiti al 1° luglio 1925 è di 2.515.328 lire.
Il Ruolo dei Savorgnan e dei Bottani
Lucina fa parte della grande famiglia dei Savorgnan che furono per lungo tempo gli unici membri feudali del Parlamento Friulano, ma per testimoniare la presenza di Lucina ad Ariis, dobbiamo risalire al 1412, quando Tristano Savorgnan, bisnonno di Lucina, giurò fedeltà al dominio veneto, impegnando se stesso, i suoi eredi, (Urbano n. 1397-1465, Pagano n. 1409-1476, Ettore n. 1428-1463, Giacomo Giusto Ghibellino n.
Venezia difendeva la presenza dei Savorgnan, infatti, si erano perpetrate violenze nei confronti di alcuni uomini di Tristano, quali il cappellano, il massaro e alcuni coloni della villa di Ariis, che presi in ostaggio furono portati a Udine.
Quando ero bambino, ascoltavo rapito i racconti di gioventù delle vecchie zie Luigia (classe 1886) e Vittoria (classe 1888), che spesso ricordavano i loro giochi nella soffitta della nostra casa e quel grande baule di legno, contenente libri, documenti, lettere di Trino Bottani e oggetto della loro curiosità.
Negli anni, mi sono spesso chiesto come mai l'“archivio” di Trino Bottani si trovasse proprio nella casa dei miei avi e solo recentemente ho avuto la risposta grazie ai registri parrocchiali, dai quali è risultato che la sorella di Trino, Bernardina Bottani in Negroni, era la bisnonna materna di mio nonno e delle zie Luigia e Vittoria.
Nei registri della Cattedrale di Santo Stefano il cognome Bottani compare dal 1725 (con l'atto di nascita di Francesca Bottani, zia di Francesco) al 1807, con la nascita dell'ultima figlia di Francesco, Aloisia Teresa.
Si tratta quindi di una breve presenza a Caorle rispetto ad altre famiglie secolarmente radicate e tutt'ora presenti (Gusso, Marin, Marchesan, Gallo, Rossi, Biancon, ecc.), anche se i Bottani sono stati molto importanti nella Caorle di fine '700 - inizio '800.
Infatti, Francesco Bottani, padre di Trino, ricoprì importanti cariche pubbliche sia con la Repubblica di Venezia che con i governi austriaco e francese, e fu sindaco di Caorle nel 1809. Francesco Bottani acquistò anche l'oratorio di San Marco, un piccolo edificio sacro affacciato al fondo dell'ospedale (attuale Campo S.
La Chiesa di Santa Maria Maddalena di Latisanotta
Prima di entrare nel merito della costruzione della chiesetta di Crosere, che si appresta a festeggiare il suo primo cinquantesimo, è opportuno ricordare anche un po' di storia della Chiesa madre di Santa Maria Maddalena di Latisanotta.
Quindi, anche per non disperdere le poche tracce rimaste, è utile riportare ogni piccolo documento, ogni minima registrazione, ogni tassello di testimonianza.
Il periodo di costruzione non è dato sapere, possiamo solo ipotizzare che alla metà del Cinquecento esisteva già, come si evince da alcune note ricavate da un “Libro conti della chiesa di S.
A onor del vero e come riportato in seguito nei due particolari di mappa del XVI sec. e Napoleonica, la chiesa si trova ubicata alla sinistra del Tagliamento.
Si può dedurre l'anno di abbattimento della chiesa-oratorio a causa dell'alluvione, ma non con assoluta certezza, attraverso la lettura della visita pastorale del vescovo di Caorle Vincenzo Milani, deputato dal patriarca Federico Cornaro, nel luglio 1642, dove attesta che “… il cemeterio è rotto…”.
Trasformazioni del Territorio
Qualche rara ma sostanziale modifica c'era stata anche in precedenza, per la verità. Il Risarùt, fra il Belvedere e la Grinta, era andato distrutto nei giorni di Caporetto.
Dopo la prima guerra mondiale era stato scavato il canale della bonifica (la Bunifiche) e poco prima della seconda un grande incendio aveva incenerito la tettoia sul Lastri, là dal Mulìn.
Passata la guerra, fu smantellata la grande tettoia che occupava metà della piazza.
Belgrado: Da Castello a Frazione
Belgrado, un tempo importante castello, è ora una piccola frazione del Comune di Varmo. Fu poi del duca Federico di Sassonia, al quale nel 1499, l'imperatore Massimiliano I d'Asburgo, confermò i privilegi del contado di Belgrado.
Dal duca di Sassonia fu tenuto fino al 1506, indi passò a Costantino Cominato principe di Macedonia.
Durante la guerra intercorsa tra Massimiliano e Venezia, fu nell'aprile del 1508 assediato dai veneziani e il 13 aprile dello stesso anno, i belgradesi furono costretti ad arrendersi.
Il Friuli e le Ferrovie
Le Ferrovie dello Stato - com'è a tutti ben noto - nascono nel 1905, quando le convenzioni ventennali stipulate con le società private, non sono più rinnovate. La rete ferroviaria del Nordest si sviluppa col nuovo secolo.
Si costruisce in vista di quella che sarà poi indicata come la Grande Guerra, potenziando le linee che vanno al confine: ci si prepara usando il treno per i grandi trasporti strategici e logistici e quando si arriva alle ostilità i vagoni sono presto trasformati in “tradotte” per lo spostamento di truppe.
Le “tradotte” militari sono di solito formate da vagoni militari chiusi, atti al trasporto di persone e animali (“cavalli 8, uomini 40” dicevano le scritte).
Curiosità e Aneddoti
Odorlicus dictus rubeus, sarebbe Odorlico detto “il rosso” per il colore dei suoi capelli. Il Friuli di ieri, infatti, aveva una alta percentuale di tipi caratterizzati da pelle molto chiara, occhi chiari e capigliatura rossiccia, probabilmente derivante dalle origini etniche nordiche o celtiche.
Malus Martinus, “trist” per friulano, s'è conquistato questo soprannome per non essere certo un tipo pacifico e ciò in tempi in cui era normale farsi la guerra fra persone, clan e paesi soprattutto per difendere i diritti di pesca in laguna e i diritti di far legna e strame nella zona umida costiera.
Questi anni non sono un tempo propizio per coloro che vogliono essere buoni e convivere in pace.
La Villa di Pocenia e la Via Annia
La villa è situata solo 600 m a sud del sito Pocenia. Tale vicinanza eccessiva contravviene ai principi di una regolare distribuzione spaziale degli insediamenti e sembra controproducente ai fini di un equilibrato sfruttamento agricolo-pastorale del territorio.
Buligatto e la Vendita di Proprietà
Esulando dalle funzioni del notaio e da quelle dei testimoni presenti per rito, i soggetti coinvolti in questa vicenda sono alcuni componenti di un clan Buligatto, appartenenti alla villa imperiale di Driolassa.
Per la sopraggiunta morte di un loro membro si pone la necessità di vendere una proprietà censita nella sede dei Nobili Signori Provveditori di Comun della Magnifica città di Udene.
che si snoda dal 1714 al 18343. L'apertura del documento si presenta con una forma invocativa frequentissima, secondo canoni diplomatici ben codificati {In Cristi N[omine Domini] Amen. L'anno della Sua Santissima Natività 1746 ind(izione) 9a Giorno di Sabato 7 Mag(gio) fatto in Teor in Ufficio di me Prot(onotaro)...}.
A causa della morte di un certo Pietro Buligato, la vedova Valentina e la figlia Anna, entrambe provenienti da Driolassa, si recarono nella vicina Teôr {Dona Valentina moglie ved[ova] in p[raeteriti] notti del q(uondam) Pietro Buligato, nec non don'Anna figlia di detti singoli tutte e due della Villa di Driolassa qui presenti e da me Nodaro...}.
Udine {...la casa detta la casa alta posta nel borgo di Villalta della Città di Udene con corti a, e muro contiguo ove presentemen(te) è una staletta d'Animal suino, la qua[le] è attaccata ad'altra di rag(ione) del Pio Ospidale di d(etta) Città.
Il quantum patrimoniale, sul quale ci fu un conferimento di procura a vendere, era l'esito di una precedente transazione, avvenuta fra i fratelli Pietro, il defunto citato nel nostro atto, e il fratello Giovanni {...e contenuta nelle divisioni 4 sett(embre) 1717 seguite frà il sudetto q(uondam) Pietro e Zuane fra(telli)...}.
Le convenute invero, residenti in giurisdizione imperiale, giunsero a Teôr abbisognando di un pubblico funzionario veneto: questo perché l'oggetto da porsi in vendita, parimenti ricadeva in ambito territoriale della Repubblica Serenissima.
Il procuratore ivi nominato fu Pietro Buligatto, figlio ultimogenito di Valentina nonché fratello di Anna {...ordinato, et solennem(ente) constituito come fanno, creano et solennem(ente) costituiscono in loro nome, certo, legittimo et indubitato Procuratore Nuncio, e Comisso m(agister) Pietro q(uondam) altro Pietro Buligatto sudetto, di detti figlia figlio, e [frutto vespertino] di detta don(na) Valentina, e Anna, qui presente, at [suo carico] ...}.
delle due donne, espressa ovviamente secondo la struttura sintattica in uso ai notai in quel tempo; in secondo luogo si comincia a scorgere la portata del provvedimento, così come si può constatare nelle due seguenti serie di locuzioni.
La prima si snoda infatti così: {...accettante a poter in nome, e per nome d'esse madre sorella per qualunque raggione, et azione quonisimodo alle stesse spettante e pertinente...}.
L'escatocollo, o sezione conclusiva del documento, si compie tramite la promessa delle incaricanti di accettare qualsiasi risultato conseguito dal fratello Pietro.
{...Promettendo le donne [stesse] d'aver per sempre ferma ratta, et gratta la [vendita sudetta] ...}.
Si presti attenzione, tuttavia, alle ultime righe vergate, in quanto esse riportano contenuti maggiormente propri di una procura sine die, piuttosto di una rappresentanza legata esclusivamente alla vendita dei beni di Borgo Villalta in Udine {...fermo, rato e grato tutto ciò [...] venduto, convenuto, stabilito, fatto agito, et operato sotto general obbliga(tione) di tutti, e cadauni suoi beni ovunque posti, e situati, mob[ili], stabili, presenti, et veng[ituri]in ogni più ampla e solenne forma ...}.
scrittura notarile si completa con una serie di nominativi, parzialmente leggibili, da riferirsi ai testimoni {...Presenti il sig. Giuseppe figlio del sig. [...], et sig.
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