I rubinetti d'arresto sono elementi fondamentali per gestire correttamente gli impianti idraulici. Questo componente essenziale, spesso nascosto alla vista, è fondamentale per una gestione ottimale dell'acqua.

Rubinetti d'Arresto: Tipi e Funzioni

I rubinetti d’arresto sono presenti sia nelle abitazioni che nei locali industriali e commerciali e servono a interrompere il flusso d’acqua in caso di guasto. I rubinetti d'arresto sono indispensabili in qualsiasi impianto idraulico per intervenire tempestivamente in caso di guasto. In commercio ce ne sono di diverse tipologie.

Principio di Funzionamento

Esistono in commercio diverse tipologie di rubinetti d’arresto e il principio di funzionamento su cui si basano è pressoché lo stesso.

  • Valvole a sfera: sono composte da una sfera forata che ruotando di 90°, grazie a una maniglia, blocca il flusso d'acqua.

Rubinetto Sottolavabo

In questo articolo, esploreremo in dettaglio il rubinetto sottolavabo, spiegando il suo meccanismo, le sue peculiarità e come si differenzia da altri tipi di rubinetti.

Cos'è un Rubinetto Sottolavabo?

Il rubinetto sottolavabo, un termine che potrebbe sembrare tecnico, si riferisce semplicemente alla valvola di arresto installata sotto il lavabo, sia esso in cucina che in bagno. Questa valvola serve per controllare il flusso dell'acqua verso il lavabo, permettendo agli utenti di interrompere l'alimentazione senza la necessità di chiudere l'acqua principale dell'abitazione.

Funzionamento del Rubinetto Sottolavabo

Il funzionamento del rubinetto sottolavabo è fondamentale per comprendere la sua utilità e come intervenire in caso di bisogno.

Tipi di Valvole

Il cuore del rubinetto sottolavabo è la valvola, che può essere di diversi tipi, principalmente a sfera o a saracinesca.

  • Valvola a Sfera: questa valvola utilizza una sfera forata che, quando allineata con il flusso dell'acqua, permette il passaggio libero del liquido.
  • Valvola a Saracinesca: funziona mediante un disco o una "saracinesca" che si alza e si abbassa per aprire o chiudere il flusso.

Installazione e Manutenzione

Il rubinetto sottolavabo viene installato tra le tubature di alimentazione dell'acqua e le tubazioni che portano al lavabo. È essenziale che sia accessibile per eventuali interventi di manutenzione.

La manutenzione di queste valvole è relativamente semplice e si concentra sulla prevenzione di calcare e corrosione, oltre al controllo regolare delle guarnizioni e delle connessioni per evitare perdite.

Differenze con Altri Tipi di Rubinetti

La differenza più evidente tra il rubinetto sottolavabo e gli altri tipi di rubinetti è la sua posizione e il suo scopo specifico.

Tipi di Rubinetti Sanitari

Esistono numerosi tipi di rubinetti sanitari sul mercato, progettati per equipaggiare vari dispositivi sanitari come lavandini, lavabi, docce, vasche da bagno, lavelli ed elementi di arredo bagno.

Classificazione

Si possono distinguere due grandi categorie: miscelatori e mischiatori. Si possono anche dividere in due applicazioni distinte:

  • Rubinetti destinati agli Stabili di Pubblico Accesso (SPA).
  • Rubinetti progettati per abitazioni private.

Ogni tipo di rubinetto presenta vantaggi e svantaggi in termini di risparmio idrico, ergonomia, design o sicurezza sanitaria.

Rubinetto Miscelatore

Il rubinetto miscelatore era molto utilizzato nelle abitazioni private, ma sta lasciando gradualmente spazio ai miscelatori. Questo tipo di rubinetto ha due alimentazioni (acqua calda e acqua fredda) e due manopole situate ai lati del rubinetto per regolare il flusso di acqua calda e fredda. La manopola destra controlla l’acqua fredda, mentre quella sinistra controlla l’acqua calda. Per ottenere la temperatura e il flusso desiderati, si regola l’equilibrio tra le due manopole.

Miscelatore Meccanico (Monocomando)

Tra tutti i tipi di rubinetti sanitari sul mercato, il miscelatore meccanico è probabilmente il più popolare. È semplice da usare e permette di mescolare acqua calda e fredda, regolando temperatura e flusso.

Il miscelatore meccanico (o monocomando) consente di regolare la temperatura con un movimento laterale della leva e il flusso con un movimento verso l’alto o verso il basso. Questi rubinetti possono essere dotati di un sistema per limitare il flusso d’acqua (ad esempio, una posizione intermedia per risparmiare acqua) e per ridurre il consumo energetico (posizione centrale = solo acqua fredda). È il rubinetto più comunemente utilizzato nelle vasche da bagno e nelle docce.

Miscelatore Termostatico

Il miscelatore termostatico miscela acqua calda e fredda con controllo automatico della temperatura. È costituita da una cartuccia termostatica che consente di miscelare acqua calda e fredda in modo controllato e da un regolatore di flusso per l’uscita dell’acqua miscelata a valle del miscelatore. È dotato di due comandi separati: uno per la temperatura, che può essere impostata con precisione senza dover aprire l’acqua, e l’altro per l’accensione e la regolazione del flusso d’acqua.

Questo tipo di rubinetto è dotato di un pulsante di arresto a 38°C per limitare il rischio di scottature. È inoltre dotato di una funzione di sicurezza antiscottatura in caso di interruzione dell’erogazione di acqua fredda.

Grazie a questo sistema di regolazione, l’acqua miscelata è a temperatura costante indipendentemente dalle condizioni di alimentazione (pressione, temperatura dell’acqua calda e fredda) e di uscita (regolazione della portata).

La regolazione della temperatura è assicurata da una cartuccia termostatica il cui elemento termostatico (che misura la temperatura della miscela) regola automaticamente la proporzione di acqua calda e fredda. Può anche essere dotato di un deviatore per vasca/doccia sotto forma di un pulsante sulla maniglia o di una piccola maniglia sulla parte superiore dell’erogatore che viene estratta per deviare l’erogatore dal rubinetto al soffione della doccia.

Rubinetto Automatico

Questo rubinetto automatico è molto diffuso nei luoghi pubblici. Si attiva tramite un pulsante e si chiude automaticamente dopo un tempo predefinito (tra 5 e 20 secondi, come indicato dalla norma UNI-EN816).

Utilizzato principalmente negli stabili di pubblico accesso e nei luoghi dove l’igiene è una priorità, il rubinetto elettronico funziona tramite rilevamento a infrarossi. L’acqua scorre non appena le mani vengono rilevate dal sensore.

Esistono due modalità di funzionamento:

  • L’acqua scorre finché le mani sono rilevate.
  • Un timer si attiva dopo il rilevamento e interrompe automaticamente il flusso.

Miscelatori a Cascata

I miscelatori a cascata sono disponibili in tutte le versioni: meccanici, termostatici, a infrarossi e a incasso. L’unica differenza è la bocca di erogazione. La bocca sarà allungata e appiattita per dare al rubinetto un aspetto attraente.

Esistono diversi tipi di bocca di erogazione, tra cui le bocche a incasso, le bocche a collo di cigno, le bocche in fusione e le bocche fuse.

Miscelatore da Incasso

Il miscelatore da incasso è, come suggerisce il nome, un rubinetto incassato in una superficie piana (un mobile o una parete). Disponibile in versione meccanica o termostatica, il rubinetto a incasso è soprattutto una questione di stile. Ad esempio, si abbina molto bene a una cabina doccia e conferisce agli interni un aspetto raffinato. Inoltre, consentirà di risparmiare spazio anche nei bagni più piccoli.

Rubinetti con Sistema di Purificazione dell’Acqua

Questo tipo di rubinetto sanitario è ancora poco diffuso. La loro grande qualità è che rappresentano una valida alternativa per chi desidera consumare l’acqua del rubinetto. Infatti, questo tipo di rubinetto consente di installare un sistema di purificazione dell’acqua direttamente associato al rubinetto.

Questo è possibile grazie a una derivazione collegata all’alimentazione di acqua fredda, che permette di installare il sistema di filtraggio. L’acqua purificata passa quindi attraverso un tubo e ha una uscita indipendente rispetto al circuito di acqua miscelata (acqua calda e fredda).

Rubinetto a Galleggiante per WC

Un po’ diverso dagli altri tipi di rubinetti sanitari, troviamo anche il rubinetto a galleggiante, utilizzato per i WC. È il componente che permette il riempimento del serbatoio quando si aziona lo scarico, facendo parte integrante del sistema di scarico. È composto da 4 elementi distinti:

  • Il galleggiante.
  • Una leva o colonna porta-galleggiante.
  • Una valvola di chiusura a spillo.
  • Il rubinetto in ottone o acciaio inox.

Quando si tira lo sciacquone e l’acqua si svuota dal serbatoio, il galleggiante scende. La discesa del galleggiante permette l’apertura della valvola e del rubinetto, che riempie il serbatoio. Una volta raggiunto il livello massimo d’acqua, il galleggiante torna alla posizione iniziale, attivando la chiusura della valvola e quindi del rubinetto.

Valvole a Sfera e a Saracinesca: Differenze e Utilizzo

La valvola a sfera e la valvola a saracinesca appartengono alla stessa famiglia: quella delle valvole di intercettazione.

Valvola a Saracinesca

Le valvole a saracinesca sono utilizzate per isolare aree specifiche della rete di approvvigionamento idrico durante la manutenzione, per l’esecuzione di lavori di manutenzione, per nuove installazioni o per deviare il flusso attraverso la condotta. Passaggio completamente libero e minima perdita di pressione sono i punti di forza delle valvole a saracinesca.

La valvola a saracinesca prende il nome dalla forma costruttiva dell’otturatore che può essere a sezione dritta, come una ghigliottina, o a sezione inclinata (cuneo). La prima soluzione è preferibile soprattutto per le alte portate, ma in entrambi i casi è sempre l’abbassamento o il sollevamento dell’otturatore a determinare la chiusura o l’apertura della valvola. L’apertura e la chiusura della valvola avviene attraverso il movimento rotatorio di uno stelo filettato collegato all’otturatore. Per passare dalla posizione chiusa a quella aperta e viceversa, è necessario far compiere più giri al volantino.

Valvola a Sfera

Molto diffusa nelle applicazioni civili e industriali, la valvola a sfera è così chiamata perché l’otturatore è una sfera dotata di foro passante, coassiale al flusso. Quando la valvola è aperta la sfera cava diventa di fatto parte della condotta e lascia scorrere il fluido, quando invece è chiusa blocca completamente il flusso.

Per aprire o chiudere una valvola a sfera, è sufficiente compiere un quarto di giro facendo ruotare la sfera attorno a un asse normale a quello della tubazione. La valvola a sfera è facilmente manovrabile: basta girare la leva di 90° per aprire o chiudere la valvola.

Schema e Componenti dell'Impianto Idraulico

In linea generale, l’impianto idraulico ad uso civile si suddivide in due principali tipologie: adduzione e distribuzione dell’acqua (fredda e calda), proveniente da acquedotto o serbatoio; scarico delle acque nere, nella rete fognaria comunale, o, in assenza, in fossa settica.

Impianto di Distribuzione

La parte dell’impianto che si occupa di condurre l’acqua ai diversi accessori, è appunto detto impianto di distribuzione. L’impiego efficace dell’acqua all’interno di un edificio richiede un impianto di adduzione e distribuzione ben progettato e funzionale. Questo sistema è responsabile del trasporto dell’acqua potabile dalle fonti di approvvigionamento (serbatoi o reti pubbliche) verso i punti di utilizzo all’interno della struttura.

In genere, l’impianto inizia con un contatore, un dispositivo di chiusura (saracinesca, rubinetto di arresto) e un filtro per garantire la qualità dell’acqua in ingresso, seguito da una pompa o da un sistema di pressurizzazione che assicura il flusso costante e adeguato. Il percorso dell’acqua comprende tubazioni principali e diramazioni che portano ai vari punti di prelievo, come rubinetti, docce e apparecchi sanitari.

È essenziale che queste tubazioni siano dimensionate correttamente per evitare perdite di pressione e garantire un flusso sufficiente in ogni punto della rete. Per servire i vari punti di erogazione dell’acqua in un edificio, occorrono colonne verticali di maggiore sezione e reti di distribuzioni orizzontali ai vari piani.

Le tubazioni di distribuzione possono essere in rame, rivestito in materiale plastico, o in PVC. Le colonne montanti devono, invece, avere una sezione via via decrescente verso l’alto e possono essere in acciaio zincato, polietilene ad alta densità (PEAD), in rame o in PVC.

Per l’impianto di distribuzione dell’acqua è preferibile la cosiddetta distribuzione a collettore, in cui ogni punto di erogazione è servito singolarmente da un unico tubo, senza giunzioni, che parte da un collettore centrale di distribuzione ed arriva alle singole utenze. In questo modo la chiusura di una singola utenza non pregiudica il funzionamento delle altre e si evitano giunture che sono spesso causa di perdite.

I collettori devono essere posizionati in una cassetta incassata dedicata, posta in un punto facilmente accessibile per eventuali operazioni di manutenzione. La stessa cassetta ospita un collettore per l’acqua calda ed uno per l’acqua fredda.

Per dimensionare l’impianto di distribuzione e di carico occorre tener in conto le unità di carico (UC) dei singoli dispositivi che compongono l’impianto.

Impianto di Scarico

Questo sistema è progettato per convogliare le acque reflue provenienti da lavandini, docce, wc e altri apparecchi sanitari verso la rete fognaria o il sistema di trattamento delle acque reflue. Le tubazioni di scarico devono essere dimensionate correttamente per evitare intasamenti e garantire un flusso adeguato.

Spesso, le tubazioni di scarico sono realizzate in PVC o polipropilene, materiali che offrono resistenza alla corrosione e alla formazione di incrostazioni. È essenziale che l’angolazione delle tubazioni sia accuratamente calcolata per consentire il corretto deflusso delle acque reflue gravitazionalmente.

Inoltre, l’installazione di dispositivi come sifoni e ventose previene l’ingresso di odori sgradevoli negli ambienti interni e contribuisce a mantenere il sistema igienico e funzionale nel tempo.

Gli impianti di scarico possono essere di due tipi:

  • A doppio tubo, cioè realizzati con due tubi distinti per lo scarico, per smaltire separate le acque nere e quelle bianche.
  • Tubo singolo nel quale confluiscono indistintamente le acque nere e quelle bianche.

Qualora fosse possibile, è sempre consigliabile avere un impianto di scarico a doppio tubo perché offre il vantaggio di una maggiore igienicità.

Ad ogni modo, per evitare il fenomeno del riflusso, esistono dei componenti di collegamento tra le singole apparecchiature igieniche e le condutture di scarico, costituite da un tubo ricurvo (in metallo, plastica o PVC) detto sifone. Il sifone può avere una forma ricurva a “pera”, a“ U”, oppure a “S”, che ospita sempre una piccola quantità d’acqua in grado di impedire il ritorno e l’uscita degli odori sgradevoli.

Proprio a causa della sua forma ricurva, il sifone tuttavia rallenta il deflusso delle acque di scarico, favorendo talvolta il deposito delle sostanze in sospensione con conseguente ostruzione della condotta. Per questo, i sifoni devono essere sempre ispezionabili e pulibili, in modo da poter asportare le sostanze che causano l’intasamento.

Apparecchiature Igieniche dell’Impianto Idraulico

Le apparecchiature che compongono l’impianto idraulico solitamente includono:

  • Lavello cucina: montato su staffe di acciaio o inserito in un mobile predisposto, il lavello deve essere posizionato in modo che il bordo superiore si trovi tra gli 80 e gli 85 cm dal pavimento.
  • Lavatrice e lavastoviglie: per la presa d’acqua destinata alla lavatrice o alla lavastoviglie, è necessario solitamente predisporre una presa d’acqua fredda.
  • Lavabo bagno: anche il lavabo del bagno può essere montato su staffe di acciaio, appoggiato su una colonna in porcellana, appoggiato o incassato ad un mobile bagno. In tutti i casi, è importante posizionarlo ad un’altezza di circa 80 cm dal pavimento.
  • Vasca e doccia: la vasca, solitamente in ghisa o in acciaio smaltato, può essere scelta, nei prodotti di più recente fattura, in acrilico (o metacrilato), resina, vetroresina o corian.
  • Bidet: può essere appoggiato direttamente sul pavimento, filo muro oppure sospeso su staffe. È provvisto di miscelatore monocomando per l’erogazione dell’acqua calda e fredda.
  • Vaso: il vaso può essere con scarico a pavimento o attacco a parete, sospeso o filo muro. È già fornito coni sifone integrato.

Analizzate tutte le componenti di un comune impianto idraulico, è possibile realizzare lo schema dell’impianto, necessario sia in fase di cantierizzazione dell’opera per comunicare all’impresa esecutrice tutti i dettagli necessari alla sua realizzazione, che in fase di approvazione del progetto.

Manutenzione e Controlli Periodici

Ci sono alcuni aspetti della manutenzione domestica che troppo spesso siamo portati a sottovalutare. Tra questi senza dubbio ci sono quelli relativi al corretto funzionamento dell’impianto idraulico (e alla valvola di chiusura dell’acqua associata), che resta sempre lontano dagli occhi ed esposto a lungo andare al rischio di perdite.

Occorre riuscire a comprendere quali siano le cause delle perdite stesse, anche per richiedere con cognizione di causa l’intervento di un idraulico esperto. Il motivo è presto detto: potrebbero esserci rischi in merito alla sicurezza e all’agibilità dell’abitazione, per esempio in caso di un allagamento, così come potrebbero sorgere problemi dal punto di vista delle infiltrazioni e dell’umidità.

Bisogna effettuare periodicamente dei controlli in relazione al corretto funzionamento delle valvole di chiusura dell’acqua, le quali si trovano distribuite lungo i tubi. Da dove cominciare? Dalla valvola generale, ovvero quella più importante, che è posizionata in corrispondenza del contatore dell’acqua.

Come accertarsi che tutto sia in regola e non vi siano difficoltà o malfunzionamenti? Basterà chiuderla per poi riaprirla due o tre volte di seguito, così da controllare la fluidità in merito allo scorrimento all’interno.

Qualsiasi intervento tecnico di riparazione o di manutenzione dell’impianto potrà prendere avvio solo dopo aver verificato il suo corretto funzionamento. Lavori di riparazione o manutenzione all’impianto provvisto di una valvola generale difettosa potrebbero infatti trasformarsi in un incubo.

E’ chiaro come sia buona norma procedere sempre alla verifica del corretto funzionamento non soltanto della valvola generale ma anche di quelle che si trovano dislocate lungo i tubi (cucina, bagno, giardino e così via). Le operazioni riguardanti l’impianto idraulico sono sempre delicate, spesso difficoltose: richiedono comunque l’impiego di attrezzatura ad hoc e competenze specialistiche.

Come Chiudere l'Acqua: Guida Pratica

Imparare a svolgere piccoli lavori idraulici può essere gratificante e aiutare a risparmiare denaro. Chiudere il flusso dell'acqua rappresenta un'operazione preliminare per svolgere correttamente numerosi lavori idraulici in autonomia ed è per questo che si dovrebbe impararla ad eseguire, senza difficoltà alcuna, in virtù della sua utilità nella vita domestica.

Riconoscere e Chiudere la Valvola Generale

Conoscere come si chiude la valvola generale di un rubinetto è utilissimo, ma per prima cosa bisognerà imparare a riconoscere dove è posizionata. Anche se non vi è un luogo preciso dove trovare questi elementi, sarà abbastanza semplice trovarli, visto che si tratterà di oggetti "alieni" che non c'entrano nulla con il resto dell'arredamento del bagno.

Anche se possono essere di finiture differenti, questi coprivalvola sono quasi sempre realizzati in acciaio inossidabile, visto che staranno a stretto contatto con l'acqua. Potrebbero trovarsi nella cabina doccia o in un angolo al fianco del lavabo o della vasca da bagno, sta di fatto che consisteranno in protuberanze d'acciaio, molto simili a "manopole", se non fosse per la difficoltà nel girarle, considerato che devono essere bloccate, onde scongiurare imprevisti.

Una volta individuate, possiamo desumere, con ogni probabilità, di trovare sulla sinistra la valvola di chiusura/apertura dell'acqua calda e sulla sinistra quella relativa all'acqua fredda, anche se a dire il vero non si tratta di una regola fissa. Per capire con certezza quale delle due è la manopola dell'acqua calda si può utilizzare un piccolo trucco, che consiste nell'aprire il rubinetto dell'acqua calda e far scorrere l'acqua per 2 minuti. Appoggiando le mani sulle valvole, potremo definire con certezza quale sia la valvola con temperatura più calda e quindi ovviare al problema. Se si dovesse fare un intervento sull'acqua calda occorrerà svitare la valvola corrispondente.

Per svitare la valvola bisognerà procedere in senso antiorario, ma prima di farlo si dovrà rimuovere una specie di cappuccio che fa da copertura. Una volta tolta questa protezione si vedrà la valvola che andrà chiusa mediante una pinza a pappagallo. Regoliamo la pinza alla misura più corretta, in modo tale che la presa non possa sfuggire. Andrà mosso soltanto l'elemento più sporgente e non gli altri con base più larga, posizionati più in basso. Il valvolino per l'acqua andrà girato sino al suo arresto, anche se in linea di massima non si dovrà eseguire molti giri completi prima che si fermi e quindi che sia chiuso. Per rendere più agevole l'operazione, soprattutto se non si dispone di molto spazio nel bagno e la pinza a becco di pappagallo fosse alquanto ingombrante, si potrebbe procedere per mezzi giri. Una volta ultimata l'operazione si avrà la certezza che non uscirà più acqua dai rubinetti di casa.

Prima però di procedere ai lavori di riparazione, è bene assicurarsi che l’impianto idraulico sia completamente vuoto.

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