Villa Borghese, più che una villa, è un parco immenso di 80 ettari che racchiude giardini all'italiana, aree in stile inglese, fontane, laghetti, musei e spazi culturali. Originariamente proprietà della potente famiglia Borghese fin dal tardo Cinquecento, fu ampliata nell'Ottocento da Camillo Borghese e successivamente acquistata dallo stato italiano nel 1901, per essere aperta al pubblico nel 1903.

La Storia del Palazzetto Baschenis

Questo saggio si basa su una ricerca che ha portato alla pubblicazione di Paolo Cesaretti, Barbara Elia, Bruno Gabrielli e Ludovico Racheli, "Palazzetto Baschenis Borghese". Nel 1523, Antonio Baschenis, un commerciante proveniente da Brescia immigrato a Roma, acquistò due porzioni di terreno edificabile all'estrema periferia fluviale del Campo Marzio. Baschenis avviò la costruzione di un edificio, completato nel 1526.

Non è certo se Antonio Baschenis fosse imparentato con la famiglia di pittori Baschenis, attiva tra Brescia e Bergamo dal XV al XVII secolo. Nel 1527, il palazzetto Baschenis, come tutta Roma, fu investito dal sacco dei Lanzichenecchi. Evidentemente, l'edificio non ebbe molta fortuna e fu rivenduto più volte tra il Cinquecento e il Seicento.

Le Inondazioni del Tevere

Nella Roma papale, le piene del Tevere erano un evento quasi annuale. Distinguiamo le piene ordinarie (con un innalzamento delle acque di 10/13 metri), straordinarie (13/16 metri) ed eccezionali (oltre i 16 metri). Le piene ordinarie erano quasi annuali, quelle straordinarie ogni due o tre anni, e quelle eccezionali due o tre volte per secolo.

Tra la città e il suo fiume si sviluppò un rapporto di amore-odio, che si attenuò solo nel XX secolo con la costruzione dei muraglioni. Nel XVI/XVII secolo, si verificarono alcune delle inondazioni più catastrofiche per la Roma papale. Nel 1530, le acque del Tevere superarono i 19 metri, causando danni maggiori di quelli arrecati dai Lanzichenecchi. Le piene erano devastanti per i rioni rivieraschi, non solo per i danni causati dalle acque, ma anche per il "lezzo" (fango misto a carogne di animali, residui vegetali e cadaveri) che trasportavano.

Dopo ogni inondazione, per mesi bisognava spalare e portare via il lecco tra miasmi insopportabili, con la perdita di derrate alimentari e altri beni conservati negli scantinati. Questo creava un forte contrasto tra il lusso della nobiltà papale e lo squallore delle aree urbane coperte dal fetore.

L'Ascesa dei Borghese

Alla fine del Cinquecento e all'inizio del Seicento, mentre in Europa si stabilizzava la frattura tra cattolici e protestanti, il nepotismo divenne un tema centrale della propaganda protestante contro la corruzione della Chiesa di Roma. In questo contesto, emerse a Roma una nuova potenza politica ed economica legata al nepotismo papale: i Borghese.

I Borghese arrivarono a Roma da Siena con Marcantonio, un avvocato concistoriale che nel 1566 acquistò la tenuta di Olevano Romano. Rapidamente, Camillo Borghese divenne papa Paolo V nel 1605. Già da cardinale, Camillo Borghese aveva acquistato un palazzo alla fine del ‘500 per costruire una grande dimora nobiliare, trasformandola in una vera e propria reggia con tutti gli annessi.

Nel frattempo, il ceto nobiliare romano si ingrandiva con nuove famiglie cardinalizie e papali; ma velocemente, nel primo trentennio del Seicento, i Borghese accumularono un patrimonio terriero sterminato, a spese delle casse papali. La politica di acquisti della casata continuò anche dopo la morte di Paolo V (1621), fino a diventare una componente di primo piano della vita economico-sociale di Roma.

La Politica Urbana dei Borghese

La politica urbana della famiglia Borghese fu valorizzata dall'incontro con la volontà innovatrice di papa Clemente XI Albani, che voleva creare un nuovo grande porto fluviale al posto del precedente approdo di Ripetta. Alessandro Specchi costruì il monumentale approdo dal 1702/3, utilizzando «182 carrettate di travertini» caduti dal Colosseo in seguito al terremoto del 1700. Ripetta divenne uno dei due poli di base, insieme alla scalinata di Trinità dei Monti, dell'area di Campo Marzio delimitata dal tridente.

Il complesso patrimonio edilizio, acquistato nei secoli, fu oculatamente gestito dagli amministratori della casata dal Cinquecento all'Ottocento. Alla fine del Settecento, l'intera nobiltà romana si trasformò in una nobiltà di corte, e l'amministrazione di casa Borghese controllava l'operato dei vari "mercanti di campagna" che assicuravano un'alta rendita fondiaria.

I Borghese e l'Epoca Napoleonica

Alla fine del Settecento, le fortune della nobiltà romana furono investite dalla bufera rivoluzionaria e napoleonica. Tra la classe dirigente spiccò il principe Camillo Borghese, che sposò Maria Paolina, sorella di Napoleone. Paolina, nota per la sua bellezza e stravaganza, si fece ritrarre nuda come «Venere vincitrice» da Antonio Canova nel 1805.

Nel 1808, Camillo fu nominato governatore generale dei dipartimenti imperiali transalpini e ricevette il feudo di Lucedio in Piemonte come ricompensa per le opere d'arte trafugate a Roma. Sotto i francesi, l'eversione dei diritti feudali e le annate negative per la produzione cerealicola indebolirono il potere economico della nobiltà romana.

I Bagni di Villa Borghese

All'interno del parco, si trovano diverse fontane e ninfei che possono essere considerati dei veri e propri "bagni" decorativi. In particolare, nel giardino segreto di Palazzo Borghese, si possono ammirare le statue di Venere, Flora e Diana, inserite in nicchie all'interno di maestose edicole.

Nel 1672, il principe Giovan Battista Borghese commissionò il "giardino segreto", un teatro semicircolare con tre sentieri che conducono alle fontane, fiancheggiati da statue antiche. Queste fontane, con le loro sculture e giochi d'acqua, offrono un'oasi di frescura e bellezza all'interno del parco.

Paolina Bonaparte come Venere Vincitrice

La statua di Paolina Borghese come Venere Vincitrice, realizzata da Antonio Canova, è uno dei capolavori conservati alla Galleria Borghese. Commissionata dal principe Camillo Borghese, la statua raffigura Paolina come la dea Venere, stringendo una mela nella mano sinistra, simbolo della sua vittoria nel concorso di bellezza tra le dee.

La posa sensuale e l'abilità di Canova nel rendere la carne e i tessuti nel marmo hanno reso questa statua una delle più ammirate e discusse del periodo neoclassico. La statua è esposta nella Sala I del museo, che conserva gli arredi originali del 1889.

Villa Borghese Oggi

Oggi, Villa Borghese è un parco pubblico aperto a tutti, con nove ingressi che permettono di esplorare le sue meraviglie. Tra le attrazioni principali si trovano la Terrazza del Pincio, il Tempio di Esculapio, la Galleria Borghese, il Bioparco, il Museo civico di zoologia, Villa Giulia, la Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea, la Casa del cinema, il Cinema dei piccoli, il Gigi Proietti Globe Theatre, il Museo Carlo Bilotti e la Casina di Raffaello.

Informazioni Utili per la Visita

Villa Borghese è aperta tutti i giorni dal lunedì al venerdì, dalla mattina fino al tramonto, con ingresso gratuito. Si consiglia di indossare scarpe comode e di portare acqua a sufficienza, in quanto all'interno del parco non ci sono molti servizi di ristorazione. È consentito fare picnic sotto gli alberi.

Come Arrivare

Gli ingressi principali sono Porta Pinciana, le Rampe del Pincio e Piazzale Flaminio. La fermata della metropolitana più vicina è Flaminio, che si trova nei pressi delle Rampe del Pincio. Diverse linee di autobus fermano nei pressi degli ingressi del parco.

Tabella delle Principali Attrazioni di Villa Borghese

Attrazione Descrizione
Terrazza del Pincio Panorama mozzafiato su Roma
Tempio di Esculapio Tempio in stile ellenistico su un isolotto
Galleria Borghese Museo con opere di Bernini, Canova, Caravaggio, Raffaello
Bioparco Giardino zoologico più antico d'Italia
Museo civico di zoologia Collezioni naturalistiche delle corti papali
Villa Giulia Sede del museo nazionale etrusco
Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea Collezione di arte italiana e straniera dal XIX secolo a oggi
Casa del cinema Spazio dedicato al cinema
Cinema dei piccoli Cinema più piccolo del mondo
Gigi Proietti Globe Theatre Teatro elisabettiano
Museo Carlo Bilotti Collezione di opere di Giorgio De Chirico e altri artisti
Casina di Raffaello Ludoteca per bambini

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