Avvertire l'urgenza di recarsi in bagno subito dopo aver mangiato è una condizione che riguarda molte più persone di quanto si pensi. Alcuni individui vivono questa situazione come un vero e proprio "rito": appena terminato il pasto, l'intestino si fa sentire, segnalando la necessità di evacuare.
Cos'è il Riflesso Gastrocolico?
Dopo aver mangiato, si manifesta una risposta naturale dell'intestino, ossia il riflesso gastrocolico, un riflesso fisiologico deputato al controllo della motilità del tratto gastrointestinale inferiore. Il riflesso gastrocolico è un riflesso della contrazione della muscolatura liscia del colon in seguito al riempimento dello stomaco dopo un pasto.
In parole povere, attraverso tale meccanismo il nostro intestino riceve l’informazione ad accogliere e digerire nuovi alimenti. Il semplice atto di mangiare mette in azione questo riflesso, così come alcuni alimenti.
Questo meccanismo, già noto nel 1800, è un riflesso involontario e automatico che controlla la motilità della parte inferiore dell’apparato digerente dopo un pasto. Oltre a coordinare i movimenti di stomaco e intestino, permette di aumentare la quantità di cibo che può essere assunta durante il pasto.
Il controllo della contrazione gastrointestinale da parte del riflesso gastrocolico è multifattoriale e coinvolge meccanismi muscolari, nervosi e ormonali. Per esempio, bambini e anziani, che tendono a soffrire più spesso di costipazione, dovrebbero cercare di cogliere lo stimolo fecale subito dopo aver fatto colazione, senza rimandare.
Il riflesso gastrocolico è presente in tutti gli esseri umani, ma la sensibilità e l’intensità della risposta variano da persona a persona. Nei bambini è spessissimo molto attivo (ti sei mai chiesto perché i neonati fanno la cacca subito dopo aver mangiato?).
Come Funziona l'Apparato Digerente
L’apparato digerente è generalmente suddiviso in un “tratto superiore” e un “tratto inferiore”. La parte superiore è responsabile della digestione e dell’assorbimento delle sostanze nutrienti e dell’acqua contenute negli alimenti, mentre la parte inferiore è destinata a completare l’assorbimento dell’acqua e dei sali minerali.
Le diverse sezioni dell’apparato digerente sono come degli ingranaggi: funzionano in modo perfettamente sincronizzato grazie a meccanismi di controllo muscolare, nervoso e ormonale. Ed è proprio in questo meccanismo sincronizzato che entra in gioco il riflesso gastrocolico, un elemento chiave per il coordinamento di stomaco e intestino.
Formazione delle Feci
Per capire meglio il problema, è utile spiegare come si formano le feci. Se attraverso l’urina prodotta dai reni eliminiamo le sostanze di rifiuto presenti nel sangue, con le feci, attraverso la defecazione, ci liberiamo dei prodotti di scarto che si producono dopo che l’intestino ha “assorbito” tutto ciò che di utile esiste per l’organismo negli alimenti.
La defecazione coinvolge le ultime porzioni dell’intestino, il colon e il retto, cui giungono i resti dei cibi dopo l’assimilazione dei principi nutritivi effettuata nell’intestino tenue. Una volta che le scorie sono arrivate al colon, cominciano due diversi movimenti (peristalsi) della muscolatura di questa porzione intestinale.
La peristalsi lenta non fa avanzare il contenuto dell’intestino, ma serve soprattutto a rimescolarlo. A far procedere le feci verso l’ampolla del retto, dove poi queste vengono “accumulate”, prima di essere espulse, è invece la peristalsi propulsiva, che comincia nella zona del colon trasverso (in pratica nella zona più alta dell’addome). Mentre la peristalsi lenta si ripete diverse volte in un’ora, la peristalsi propulsiva si verifica solo due o tre volte al giorno.
A stimolarla sono soprattutto lo sforzo fisico e i pasti. In genere, in chi soffre di stitichezza la peristalsi propulsiva è più rara o comunque meno efficace nella sua funzione di spinta delle feci verso l’ampolla rettale, una specie di contenitore che, quando si riempie, attraverso specifici recettori nervosi trasmette il segnale di ripienezza al cervello, che stimola la muscolatura dell’ano e quindi consente l’emissione delle feci.
Fattori che Influenzano il Riflesso Gastrocolico
- Orologio biologico: Per la maggior parte delle persone la prima colazione rappresenta la “riaccensione” dei movimenti intestinali e ciò facilita il bisogno di andare in bagno, anche per la presenza del riflesso gastrocolico.
- Fattori psicologici: Capita, in chi è molto stressato, di avere scariche ripetute.
- Microbiota intestinale: Alterazioni significative della flora batterica (disbiosi) possono infiammare la mucosa intestinale, stimolando il riflesso gastrocolico e alterando l’assorbimento di acqua e nutrienti, con conseguenti dolori addominali, gonfiore, flatulenza e diarrea.
Quando il Riflesso Gastrocolico Diventa un Problema?
Se quindi il riflesso gastrocolico è un meccanismo fisiologico, normale, che aiuta la digestione, perché a volte diventa un problema? Per esempio, la sindrome dell’intestino irritabile (IBS), nota anche come sindrome del colon irritabile, è un classico esempio di disturbo legato a un’alterazione del riflesso gastrocolico.
Altre patologie che possono interferire con il riflesso gastrocolico includono le malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI, IBD), la celiachia e il diabete. MICI e celiachia spesso si associano a un aumento della motilità intestinale a causa dell’infiammazione della parete intestinale, con conseguente diarrea cronica o ricorrente.
Altre Condizioni da Considerare
- Sindrome dell'intestino irritabile (IBS): disturbo gastrointestinale che si manifesta con sintomi quali stitichezza, diarrea o entrambi.
- Malattie infiammatorie intestinali (IBD): ne fanno parte la colite ulcerosa e la malattia di Crohn, che si manifestano con forti dolori addominali e diarrea.
- Sindrome da dumping: una condizione in cui il cibo si sposta in modo molto rapido dallo stomaco all'intestino. A soffrire di questo disturbo sono soggetti che si sono sottoposti ad interventi di chirurgia bariatrica, come bypass gastrico.
- Problemi infiammatori al fegato e al pancreas: oppure la presenza di calcoli alla cistifellea (colecisti), che possono causare una riduzione nella produzione o nel rilascio di acidi biliari o enzimi pancreatici nel duodeno, necessari per la digestione di grassi, proteine e carboidrati.
Disbiosi Intestinale
Il microbiota intestinale, l’insieme di tutti i batteri che risiedono nell’intestino, gioca un ruolo cruciale nella regolazione della funzionalità digestiva e intestinale. Alterazioni significative della flora batterica (disbiosi) possono infiammare la mucosa intestinale, stimolando il riflesso gastrocolico e alterando l’assorbimento di acqua e nutrienti, con conseguenti dolori addominali, gonfiore, flatulenza e diarrea.
Per verificare se si soffre di Disbiosi intestinale è necessario sottoporsi al Disbiosi test.
Lassativi e Riflesso Gastrocolico
L’assunzione di lassativi in caso di stipsi può influenzare il riflesso gastrocolico. I lassativi stimolanti (come senna, cascara, frangula, rabarbaro o bisacodile) irritano le terminazioni nervose delle pareti intestinali, sollecitando il riflesso gastrocolico e la peristalsi intestinale, promuovendo così la defecazione.
Come Gestire la Dissenteria Dopo i Pasti
Ecco alcune misure che possono aiutare a gestire la diarrea improvvisa che insorge dopo i pasti e migliorare il benessere intestinale. Si tratta di consigli generali, che vanno adattati alla specifica situazione di ognuno di noi.
- Idratazione: la diarrea può causare perdita di liquidi e di molti elettroliti (sali minerali), quindi è essenziale mantenersi ben idratati. Bere acqua, tisane senza caffeina, brodo leggero o succhi di frutta per reintegrare i fluidi persi.
- Dieta BRAT: nei primi giorni dopo l’insorgenza della diarrea, potrebbe essere utile seguire una dieta BRAT, composta da banane, riso, mela e toast. Questi alimenti sono blandi e possono aiutare a rafforzare le feci.
- Farmaci da banco: alcuni farmaci da banco possono ridurre la frequenza e la consistenza delle feci.
- Assunzione di fibre prebiotiche: Un elemento cruciale è l’assunzione di una quantità adeguata di fibre prebiotiche, almeno 25 grammi al giorno. Se necessario, si possono utilizzare integratori di crusca o fibre idrosolubili come frutto-oligosaccaridi (FOS) e galatto-oligosaccaridi (GOS).
- Probiotici e fermenti lattici: esercitano un’azione regolatrice della microflora intestinale, contrastando i patogeni, rafforzando la barriera intestinale e agendo sul sistema immunitario.
- Assumere liquidi a temperatura ambiente.
Consigli Alimentari Aggiuntivi
- Se si soffre di stitichezza, bere caffè al mattino può essere utile, poiché questa bevanda stimola la motilità intestinale e favorisce l’evacuazione. Al contrario, se si soffre di IBS con diarrea o di diarrea cronica, è meglio evitare il caffè.
- Un altro suggerimento per combattere la stitichezza è consumare banane a colazione, preferibilmente non troppo mature, poiché sono ricche di fibre e potassio, che aiutano a regolare la peristalsi intestinale.
- Formaggi, a basso contenuto di lattosio per via della lunga stagionatura.
Alimenti da Evitare
I cosiddetti FODMAP ad esempio possono generare irritazione anche il giorno dopo la loro assunzione. Ma cosa sono questi FODMAP?
Cereali: segale, frumento.
Gli alimenti sconsigliati dipendendo anche dalla nostra tollerabilità individuale.
Quando Consultare un Medico
In caso di sintomi che si mantengono nel tempo, solo il curante può indicare il da farsi. Tuttavia, quando lo stimolo diventa insolitamente forte, urgente o frequente, o è associato ad altri sintomi gastrointestinali, è opportuno consultare il medico.
Se c’è il sospetto clinico che una di queste due patologie sia presente il medico potrebbe sottoporvi a un test di laboratorio: la misura dei livelli di calprotectina fecale. Le concentrazioni di questa proteina aumentano significativamente in presenza di infiammazione intestinale.
Per capire invece se, all’origine di questi disturbi, c’è un problema di celiachia è necessario effettuare una biopsia intestinale e/o ricercare specifici anticorpi nel sangue.
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