Per alcune persone, è quasi un "rito": si mangia qualcosa e subito si sentono la pancia che borbotta e l’intestino che si muove, segnali noti che indicano la necessità di andare in bagno, spesso subito dopo aver mangiato. Questo fenomeno è legato a quello che viene scientificamente chiamato riflesso gastrocolico, derivante dal fatto che, quando viene sollecitato lo stomaco (per esempio, attraverso l’ingestione di alimenti), si muove anche l’intestino.

Si tratta di un meccanismo fisiologico automatico. In altre parole, il riflesso gastrocolico è ciò che indica al colon di fare spazio in risposta al riempimento dello stomaco dovuto all’ingestione di cibo, attraverso il controllo delle sue contrazioni (peristalsi intestinale) e il movimento degli alimenti già digeriti verso il retto. Il riflesso gastrocolico, quindi il bisogno di dover fare cacca dopo aver mangiato, è la risposta dell’organismo all’ingestione di cibo, per cui non c’è nulla di cui preoccuparsi.

Come funziona il riflesso gastrocolico

Il riflesso gastrocolico è una risposta fisiologia all’ingestione di cibo, che controlla la motilità del tratto gastrointestinale inferiore dopo un pasto. Come risultato del riflesso gastrocolico, il colon ha una maggiore motilità in risposta al riempimento dello stomaco dovuto all’ingestione di cibo, il che permette di fare spazio attraverso il controllo della peristalsi intestinale e il movimento del cibo digerito verso il retto.

Ciò significa che dopo aver mangiato, il riflesso gastrocolico avvia e controlla una serie di meccanismi entro pochi minuti dal consumo di cibo, promuovendo il transito intestinale e velocizzando l’evacuazione delle feci. Nello specifico, tale regolazione della motilità del colon coinvolge almeno tre centri di controllo, che includono il controllo miogeno (la contrazione meccanica operata dall’attività elettrica delle cellule), il controllo ormonale (mediato da ormoni, tra cui colecistochinina, serotonina, neurotensina e gastrina) e il controllo nervoso (stimolazione parasimpatica).

Per capire meglio il problema esposto può essere utile innanzitutto spiegare come si formano le feci. Se attraverso l’urina prodotta dai reni eliminiamo le sostanze di rifiuto presenti nel sangue, con le feci, attraverso la defecazione, ci liberiamo dei prodotti di scarto che si producono dopo che l’intestino ha “assorbito” tutto ciò che di utile esiste per l’organismo negli alimenti.

La defecazione coinvolge le ultime porzioni dell’intestino, il colon e il retto, cui giungono i resti dei cibi dopo l’assimilazione dei principi nutritivi effettuata nell’intestino tenue. Una volta che le scorie sono arrivate al colon, cominciano due diversi movimenti (peristalsi) della muscolatura di questa porzione intestinale.

La peristalsi lenta non fa avanzare il contenuto dell’intestino, ma serve soprattutto a rimescolarlo. A far procedere le feci verso l’ampolla del retto, dove poi queste vengono “accumulate”, prima di essere espulse, è invece la peristalsi propulsiva, che comincia nella zona del colon trasverso (in pratica nella zona più alta dell’addome).

Mentre la peristalsi lenta si ripete diverse volte in un’ora, la peristalsi propulsiva si verifica solo due o tre volte al giorno. A stimolarla sono soprattutto lo sforzo fisico e i pasti. In genere, in chi soffre di stitichezza la peristalsi propulsiva è più rara o comunque meno efficace nella sua funzione di spinta delle feci verso l’ampolla rettale, una specie di contenitore che, quando si riempie, attraverso specifici recettori nervosi trasmette il segnale di ripienezza al cervello, che stimola la muscolatura dell’ano e quindi consente l’emissione delle feci.

Diversi fattori possono però interferire, rallentandolo, sul normale processo di svuotamento intestinale. L’orologio biologico, si sa conta. Ci sono ritmi e tempi che l’organismo naturalmente sfrutta per tenersi in forma. Ad esempio, per la maggior parte delle persone la prima colazione rappresenta la “riaccensione” dei movimenti intestinali e ciò facilita il bisogno di andare in bagno, anche per la presenza del riflesso gastrocolico.

Per questo i piccoli e gli anziani dovrebbero sfruttare questo momento. C’è chi ha bisogno di accendere una sigaretta, la mattina, per sentire l’intestino muoversi. C’è chi, invece, deve correre in bagno dopo il caffè o comunque dopo una colazione robusta. Il riflesso gastrocolico può essere influenzato anche da fattori psicologici. Capita, in chi è molto stressato, di avere scariche ripetute.

Quando c'è da preoccuparsi?

Il riflesso gastrocolico è, come detto, un normale riflesso fisiologico che si verifica pochi minuti dopo aver mangiato, ma se si manifesta in modo insolitamente forte, per cui è necessario correre in bagno subito dopo l’ingestione di cibo, può essere un segnale di sindrome dell’intestino irritabile o altre condizioni di salute.

  • Sindrome dell'intestino irritabile (IBS): un disturbo gastrointestinale funzionale caratterizzato da stitichezza, diarrea o entrambi. In presenza di questa condizione, la risposta contrattile del colon al pasto può essere esagerata, determinando un forte bisogno di defecare dopo l’ingestione di cibo e la comparsa di sintomi come pancia gonfia, flatulenza, dolore e contrazioni ripetute e dolorose dello sfintere anale.
  • Malattie infiammatorie intestinali (IBD): disturbi infiammatori cronici come la colite ulcerosa e la malattia di Crohn, che si manifestano con forti dolori addominali e diarrea. Le persone con queste patologie possono sperimentare forti contrazioni intestinali dopo l’ingestione di cibo, accompagnate da estrema dolorabilità e sensibilità dei tessuti del colon.
  • Sindrome da dumping: una condizione in cui il cibo si sposta troppo rapidamente dallo stomaco all’intestino tenue, che spesso è una complicazione che può verificarsi in seguito a interventi di chirurgia bariatrica, come bypass gastrico. In questi casi, il riflesso gastrocolico può essere accompagnato da dolori addominali, dovuti a improvvise e forti contrazioni intestinali, e il rapido transito del cibo attraverso l’intestino.

Anche bere grandi quantità di liquidi freddi durante il pasto può determinare un’eccessiva risposta intestinale al riflesso gastrocolico. Le persone sensibili ad alcuni alimenti, come quelli contenenti lattosio o i cibi che fermentano nell’intestino (i cosiddetti FODMAP, oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli fermentabili) possono manifestare un riflesso gastrocolico eccessivo dopo aver consumato alimenti appartenenti a questi gruppi.

Consigli utili

Oltre ad evitare gli alimenti a cui si è particolarmente sensibili, può essere molto utile:

  • Consumare più pasti piccoli durante il giorno anziché concentrare l’assunzione di cibo nei tre pasti principali.
  • Evitare bevande troppo fredde o granite, oppure sorseggiarle lentamente.
  • Fare una regolare attività fisica.
  • In alcuni casi, un importante aiuto può arrivare inoltre da integratori di fermenti lattici e dal consumo di cibi ricchi di probiotici, che aiutano a normalizzare il microbioma intestinale.

In breve: è normale? Cacca dopo mangiato? È possibile diminuire l'urgenza? Dopo aver consumato un pasto, è frequente provare il bisogno di andare in bagno. Questi meccanismi operano entro 15-20 minuti dall'inizio del pasto, e si attivano indipendentemente dalla quantità di cibo ingerito.

Tuttavia, quando lo stimolo diventa insolitamente forte, urgente o frequente, o è associato ad altri sintomi gastrointestinali, è opportuno consultare il medico. Insomma, sono davvero tanti i fattori che possono influire sul riflesso gastrocolico, che in alcuni casi può anche un indice di patologia, come, ad esempio, in caso di sindrome da colon irritabile o di “riduzione” della motilità dello stomaco in caso di diabete, con conseguente stitichezza.

Ovviamente, sta al medico indagare le cause delle alterazioni di ritmi intestinali potenzialmente correlate al riflesso gastrocolico. In caso di sintomi che si mantengono nel tempo, solo il curante può indicare il da farsi.

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