La gravidanza porta con sé numerosi cambiamenti nel corpo di una donna, e le alterazioni nella frequenza delle evacuazioni sono tra questi. Molte donne si interrogano sulla normale frequenza di defecazione, preoccupate che il numero di evacuazioni prodotte sia insufficiente od eccessivo.
La normale frequenza di defecazione varia ampiamente tra le persone sane: alcuni soggetti possono produrre tre defecazioni a settimana, mentre altri possono averne tre al giorno. Nella frequenza di defecazione considerata fisiologica, rientrano dalle tre evacuazioni a settimana alle tre al giorno.
È importante notare che la frequenza di defecazione può variare nel corso del tempo, in relazione a molti fattori, tra cui età, sesso, abitudini dietetiche, esercizio fisico e stile di vita.
Stitichezza in gravidanza
La stitichezza durante la gestazione è un disturbo frequente e diffuso, che può compromettere un periodo emozionante e delicato, rallentando le attività quotidiane. La stitichezza è un disturbo del tratto gastrointestinale molto comune in gravidanza: ne soffre circa il 40% delle donne.
Cause della stitichezza
La sua insorgenza, così come quella di molti altri piccoli fastidi, è legata alle modificazioni ormonali indotte dalla gestazione. La stitichezza in gravidanza è imputabile ai cambiamenti ormonali tipici di questo periodo. Il principale responsabile della stitichezza gravidica è il progesterone, un ormone essenziale per evitare inopportune contrazioni dell'utero nei primi 7-8 mesi di gravidanza.
L’ormone progesterone contribuisce a rallentare la contrazione dei muscoli lisci e la peristalsi intestinale, ossia l’attività della muscolatura intestinale. Nelle prime settimane di gestazione, agli alti livelli di progesterone, può aggiungersi la spontanea riduzione dell'assunzione di frutta e verdura, causata dalle nausee.
Non solo. L’aumento delle dimensioni del feto favorisce la compressione del tratto terminale dell’intestino, rallentando il transito delle feci. Questa situazione peggiora con il progredire della gravidanza, ed è massima nel terzo trimestre.
Nell'ultimo trimestre di gravidanza, l'aumento dei livelli circolanti di aldosterone rappresenta un nuovo e prezioso alleato della stitichezza.
Come combattere la stitichezza
Bisogna tenere in considerazione che il problema della stipsi in gravidanza non può essere risolto con il semplice ricorso a lassativi, ma, essendo un disturbo multifattoriale, risulta corretto agire su più fronti, sempre sotto la guida di professionisti esperti.
Tra i principali fattori per combattere la stitichezza in gravidanza troviamo:
- Dieta equilibrata, includendo tutti i macro nutrienti, vitamine, minerali e il giusto apporto di fibre alimentari.
- Assunzione corretta di acqua, che generalmente si attesta sui 2-2,5l di acqua al giorno, considerando anche i liquidi assunti tramite i cibi.
- Mantenimento in salute della flora intestinale, tramite l’utilizzo di probiotici.
- Stile di vita attivo ed esercizio fisico adeguato ai propri ritmi.
- Utilizzo di integratori e rimedi naturali.
- Utilizzo di farmaci lassativi specifici.
Il primo e più efficace provvedimento per combattere la stitichezza in gravidanza consiste nella quotidiana e regolare assunzione di almeno un paio di litri d'acqua. Tale raccomandazione è a dir poco fondamentale, non solo perché l'acqua è il costituente principale del nostro organismo, ma anche perché una dieta ricca di scorie e gli stessi lassativi perdono gran parte della loro efficacia fino a diventare dannosi, quando non vengono affiancati da un'abbondante assunzione di liquidi.
Il consumo di alimenti ricchi di fibre, come cereali integrali, legumi, frutta e verdura fresca, costituisce una buona base di partenza per la terapia dietetica; innanzitutto, perché fornisce tutti gli oligo- ed i microelementi necessari per la salute del feto, in secondo luogo perché contribuisce a coprire il fabbisogno idrico della gestante.
Secondariamente, possono rivelarsi utili altre raccomandazioni, prima tra tutte, la pratica di una regolare attività fisica. Assumere una determinata posizione sul water può aiutare la donna incinta che soffre di stitichezza.
Alimentazione consigliata
Oltre ad una corretta idratazione, per aiutare la regolarità intestinale in gravidanza è consigliata un’alimentazione equilibrata e il più possibile varia, composta principalmente da alimenti freschi e poco processati, come:
- Frutta e verdura: ricchi di acqua, vitamine, sali minerali e fibre, aiutano a mantenere in salute il sistema digestivo e a favorire lo sviluppo di una massa fecale formata e non eccessivamente dura. Vegetali ricchi di acqua come cetrioli, pomodori, lattuga iceberg, ananas, melone, anguria, zucca, scarola, finocchi e frutti di bosco sono consigliati.
- Carboidrati: pane, pasta, riso, orzo e avena forniscono energia a lento rilascio. Optare per varianti integrali e arricchite, ad esempio, con crusca di frumento aumenta l'apporto di fibre.
- Legumi: soprattutto se associati ad una fonte di carboidrati complessi come pane, riso o pasta, forniscono un pasto leggero e saziante, ad alto contenuto di fibre.
- Frutta secca e semi: fonte di grassi sani e fibre, supportano la salute dell’organismo e dell’intestino.
Stile di vita e accorgimenti
Di seguito alcuni consigli e accorgimenti per migliorare la stitichezza durante la gravidanza:
- Assunzione di liquidi: Bere molti liquidi è essenziale per mantenere l'idratazione e facilitare il transito intestinale. Oltre all’acqua, vengono inclusi nel bilancio idrico anche liquidi provenienti da cibi come in frutta e verdura o, ad esempio, brodi e minestre. Anche altre bevande come tisane possono essere particolarmente efficaci.
- Attività fisica: includere l'attività fisica nella propria routine quotidiana può aiutare a prevenire la stitichezza in gravidanza. Camminare, fare esercizi in acqua o sport a basso impatto con il suolo come lo yoga stimolano il sistema digestivo senza stressare eccessivamente il corpo, migliorando, di conseguenza, la motilità intestinale.
- Respirazione diaframmatica: la pratica della respirazione diaframmatica, o respirazione profonda, può rilassare i muscoli addominali e favorire la peristalsi intestinale, facilitando di conseguenza l’evacuazione.
- Posizione sul WC: la posizione assunta sul WC può influire sulla facilità di evacuazione. Utilizzare uno sgabello per sollevare le gambe può aiutare a imitare la posizione naturale di accovacciamento, facilitando l'evacuazione delle feci e riducendo la pressione sul retto.
- Alimentazione ricca di fibre: integrare più fibre nella dieta può aiutare a combattere la stitichezza. Scegliere cibi ricchi di fibre come frutta, verdura, fagioli e cereali integrali è fortemente consigliato.
Diarrea in gravidanza
La diarrea è definita come emissione di feci acquose, semiformate o liquide più volte nel corso della giornata o comunque con frequenza maggiore rispetto a quella abituale. Più nel dettaglio, si tratta di un disturbo della defecazione con un aumento della quantità giornaliera di feci superiore ai 200 g.
Cause della diarrea
Sappiamo come la gravidanza si accompagni a uno stravolgimento ormonale già dal suo inizio. Questi cambiamenti possono farsi sentire a livello intestinale anche sotto forma di dissenteria. È vero che la maggior parte delle donne sviluppa una stipsi in gravidanza ma non è escluso che gli ormoni, lo stress della nuova scoperta e il cambio di alimentazione, possano incidere sulla mobilità dell’intestino causando leggere e poco frequenti scariche di diarrea.
Ad esempio, alcuni integratori che talvolta vengono prescritti all’inizio della gravidanza possono contenere alcuni elementi, come il ferro, che sovrastimolano le pareti intestinali e rendono le feci più liquide.
Tendenzialmente, quando il sintomo è fisiologico tende a scomparire col proseguire della gravidanza e può apparire nuovamente poco prima dell’insorgenza del travaglio, come a predire il cambiamento ormonale e l’innalzamento dei livelli di ossitocina necessario per far iniziare le contrazioni uterine.
Escluse quindi le cause fisiologiche della gestazione, le cause della diarrea, anche in gravidanza, sono spesso dovute a virus o batteri: l’infezione intestinale (gastroenterite) è causata da virus come il norovirus e il rotavirus, batteri come il campylobacter e l’escherichia coli, spesso contenuti in cibo contaminato, o parassiti come la giardia, trasmessa all’uomo attraverso acqua contaminata.
Le infezioni intestinali possono essere contratte anche durante viaggi all’estero, in particolare in zone con scarsa igiene (questo tipo di diarrea è nota come “diarrea del viaggiatore”). La maggior parte dei casi guarisce dopo un paio di giorni anche senza cure e, generalmente, non è necessario consultare il medico di famiglia.
Cosa fare in caso di diarrea
In caso di dissenteria in gravidanza associata a disturbi gastrointesinali, è consigliabile l’utilizzo di probiotici, microrganismi vivi (nella maggior parte dei casi batteri) simili a quelli che si trovano naturalmente nell’intestino umano. Sono disponibili principalmente sotto forma di integratori alimentari e alimenti e “se somministrati in quantità adeguate conferiscono un beneficio per la salute all’ospite”.
Sono disponibili da soli o in combinazione come compresse, gocce, liquidi e capsule orali o vaginali; sono anche contenuti in vari alimenti fermentati, più comunemente gli yogurt. I probiotici sono stati usati per il trattamento della diarrea acuta, diarrea associata agli antibiotici, Clostridium difficile, lievito e vaginosi batterica.
Se ingeriti per via orale o usati per via vaginale, i probiotici sono generalmente considerati sicuri e sono ben tollerati. I dati attuali suggeriscono che l’integrazione di probiotici è raramente assorbita a livello sistemico quando viene utilizzata da individui sani.
Sono anche disponibili farmaci, tra cui la loperamide, che limitano la diarrea.
Tabella riassuntiva
| Disturbo | Cause | Rimedi |
|---|---|---|
| Stitichezza | Cambiamenti ormonali (progesterone, aldosterone), compressione intestinale, dieta povera di fibre | Aumento dell'assunzione di acqua, dieta ricca di fibre, attività fisica, probiotici, lassativi (sotto controllo medico) |
| Diarrea | Cambiamenti ormonali, integratori di ferro, infezioni intestinali (virus, batteri, parassiti) | Probiotici, farmaci (loperamide), igiene accurata |
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