La Val Bormida, una regione segnata da un passato industriale pesante, continua a fare i conti con le conseguenze dell'inquinamento causato da siti industriali abbandonati. A Cairo, il capoluogo della Valbormida, i resti di fabbriche chimiche dismesse come la Ferrania sono ancora visibili, mentre l'Italiana Coke rimane attiva, richiedendo massima attenzione.

Il Sito Ex ACNA di Cengio: Una Criticità Permanente

Il sito ex ACNA di Cengio rappresenta una criticità per il territorio e la salute dei cittadini. Nonostante ingenti investimenti, l'area non è mai stata bonificata completamente, ma solo messa in sicurezza. Questo richiede un presidio costante, manutenzione e controlli continui, ma i dati dal 2010 al 2022 indicano un superamento dei limiti consentiti nei piezometri.

Dopo cento anni di lotte l’Acna di Cengio è ancora una discarica di rifiuti tossico-nocivi non bonificata a vent’anni dalla chiusura. E’ tuttora un incombente disastro ambientale per l’intera Val Bormida che ricadrà inesorabilmente anche sulle future generazioni.

Comprovato rischio idraulico dell’intero S.I.N. Policlorobifenili, Diossine nel percolato e nel terreno.

Il Dibattito sulla Bonifica e la Chiusura degli Impianti

Lo slogan di Renzo Penna “La storia industriale di questo Paese ci insegna che la chiusura delle aziende non porta mai alla bonifica”, per essere credibile dovrebbe a supporto offrire esempi di bonifiche senza la chiusura delle fabbriche dei veleni.

Da buon sindacalista, oggi come allora, come il suo omologo Giorgio Bertolo per l’Acna di Cengio (scripta manent), Penna contrappone, per ricatto, i lavoratori ai cittadini. Noi invece equipariamo la salute di tutti.

Caro Penna, l’alternativa alla chiusura non può essere giammai il sacrificio della salute. L’alternativa occupazionale, a sua volta, è una preoccupazione legittima, però la devi chiedere agli inquinatori (a scapito dei profitti) e non agli inquinati.

Industriali e politici si stanno allarmando: stiamo riorganizzando un movimento di rinascita della Valbormida, da Cengio a Spinetta Marengo passando per Sezzadio.

Lotte che trovano i politici, sempre, dalla parte dei padroni. Purtroppo è quanto emerge, di fatto, dall’intervento di Renzo Penna, il quale infine invita ComitatoStopSolvay (Legambiente, Movimento di lotta Maccacaro, eccetera) a subordinarsi al “pieno” sostegno delle Istituzioni: comune, provincia, regione, asl, arpa, sindacato.

Rischio idraulico

Per quanto riguarda l’ex Acna di Cengio, a 137 anni dall’avvio delle lotte contadine e a 20 anni dalla vittoria della chiusura della fabbrica, la bonifica non è stata realizzata e il pericolo è sempre incombente sulla valle, con tanto di diga di Osiglia che, in caso di rottura o smottamenti, riverserebbe (a pieno carico) 12 milioni di metri cubi di acqua che a Millesimo avrebbe un’altezza di 18-19 m (in 13 minuti) e raggiungerebbe Acqui ancora a 5 m. (dopo 6 ore e mezza).

A completare le precedenti pubblicazioni indicate, aggiungiamo il Libro di Ginetto Pellerino “Acna gli anni della Lotta.

Secondo i dati Eurostat più recenti, la Liguria è l’area europea a più alto tasso di mortalità per cancro (364 decessi/Anno/100.000 ab.)

L'Eredità Tossica e le Denunce

Esposto a Procure piemontesi e liguri, Province e Regioni piemontesi e liguri, Ministeri ambiente e salute, Unione Europea. Oltre a documentare l’inquinamento, la denuncia ricorda che in Valle Bormida ogni famiglia sconta ancora i gravi danni alla salute provocati dalle lavorazioni di Cengio, sia per gli addetti sia tra i residenti loro famigliari e concittadini.

I medici locali sono testimoni dell’alta incidenza di specifiche neoformazioni correlate ai prodotti aromatici lavorati e depositati nelle discariche. Dei residui di tali sostanze, nel sito ubicato tra Cengio (SV) e Saliceto (CN), com’è noto, ve n’è una ben visibile ed inquietante collina di milioni di metri cubi.

Il Futuro della Val Bormida

Il più antico e noto disastro ambientale di questo Paese è altresì una costosissima occasione perduta di rinascita: spesi oltre 350/400 milioni di euro e con risarcimento ancora a zero. Si direbbe un fallimento senza precedenti. “Eʼ dʼobbligo per tutti una exit strategy da questa storia infinita” conclude Giacchino.

Alla luce dei documenti dei Servizi Segreti inglesi, contenuti nei National Archives, desecretati dopo la fine della guerra fredda, e da un esame del materiale contenuto nel Centro di Documentazione “Patrizio Fadda” di Monesiglio, appare indispensabile rivedere tutto il progetto di bonifica (conformità del sito? spostamento dei rifiuti?) compresi i 250 milioni di euro quantificati per il risarcimento del danno ambientale.

Pubblicato grazie al risultato del crowdfounding organizzato dalla casa editrice Les Edition Timbuctu di Patricia Dao, attivista della Valle Bormida. Uscito sino ad oggi in lingua italiana e francese il libro racconta la storia della fabbrica di Cengio che per oltre un secolo ha inquinato il fiume Bormida sino ad Alessandria provocandone la morte.

Il “Movimento di lotta per la salute Maccacaro” sottoscrive il documento che Associazione Rinascita Valle Bormida, WWF, Associazioni locali, Associazione Lavoratori ACNA, presentano il 3 giugno quando il Comune di Cairo esibisce l’Indagine Epidemiologica eseguita dall’IST di Genova su 5 Comuni della Valle Bormida ligure (Altare, Carcare, Cosseria, Cairo e Dego).

Bombe ecologiche

Fraschetta, Sezzadio, Valledora, Valle Scrivia. Quattro bombe ecologiche nel cuore del Piemonte, a pochi chilometri di distanza fra di loro. Una, già esplosa, è arcinota essendo oggetto di denunce quarantennali da parte della Sezione provinciale di Alessandria di Medicina democratica, e di un processo in corso alla Corte di Assise d’Appello a Torino per avvelenamento doloso della falda acquifera provocato in Fraschetta da un cocktail di 21 scarichi cancerogeni della Montedison/Solvay a Spinetta Marengo (Alessandria): chiesti per gli amministratori imputati fino a 17 anni di reclusione.

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