Annidata alla testata di una valle ombrosa e selvaggia, stretta fra picchi di straordinaria bellezza ed alte rupi granitiche da cui precipitano spumeggianti cascate, si è conservata nei secoli una delle foreste più belle della Lombardia: la Foresta dei Bagni di Masino.

Il periodo consigliato per una visita va da primavera ad autunno inoltrato, ma è l'autunno che regala uno spettacolo di colori che si infiammano di giallo e rosso, regalando così un'esperienza suggestiva. Ogni periodo dell’anno può essere il momento giusto per esplorare questo luogo.

Esplorando la Foresta dei Bagni di Masino

La Foresta dei Bagni di Masino, con un’estensione complessiva di 2.945 ha, è divisa in due corpi ben distinti: il settore “Bagni di Masino” (367 ha, 12,5% del totale) nel ramo occidentale della valle e il settore “Val di Mello” (2.578 ha, 87,5% del totale) nell’omonima valle sita ad Est. Entrambe le porzioni di foresta rientrano nel Sito di Interesse Comunitario (SIC) “BAGNI DI MASINO - PIZZO BADILE - PIZZO DEL FERRO IT2040019”, e sono attualmente individuate anche come ZPS IT2040601 “Bagni di Masino, Pizzo Badile, Val di Mello, Val Torrone, Piano di Preda“.

La Foresta dei Bagni di Masino si presenta come un magico bosco di faggi, abeti bianchi e abeti rossi immersi tra enormi massi di granito ricoperti di muschio, favoloso lembo di natura primordiale dove l'elemento vegetale e quello minerale trovano meravigliosa sintesi e completano un quadro alpestre di rara bellezza.

Morfologicamente le aree presentano i caratteri classici dell’area alpina con circhi glaciali, aspre creste granitiche, depositi glaciali e accumuli di detriti di versante. La proprietà regionale si estende sui versanti, al di sopra dei salti di roccia ove si aprono i circhi glaciali con gli alpeggi.

Suddivisione del Bosco

Il bosco dei Bagni può essere grosso modo suddiviso secondo le due essenze vegetali dominanti: il faggio e l'abete rosso. Il primo prevale nel settore inferiore della foresta ed occupa tutti e due i versanti della valle, concentrandosi soprattutto sulla destra orografica. L'abete, che troviamo già frammisto al faggio, occupa invece la conca superiore, a monte dello stabilimento termale.

Altre specie s'accompagnano a quelle appena citate e sono l'abete bianco, il larice, l'ontano, l'acero montano ed il frassino. Il sottobosco appare abbastanza rado, sia per la scarsa insolazione, sia per la presenza di massi granitici di ogni forma e dimensione, spesso ricoperti da un morbido mantello di muschi di un colore verde brillante.

Il Percorso Sensoriale

Per vivere ancor piĂą da vicino questa esperienza, esiste un percorso di tutto riposo che si svolge lontano dalla strada carrozzabile e che, usando la vecchia carrareccia che portava alle terme ed una rete di facili sentieri, consente di immergersi totalmente nella natura di questi luoghi.

Al suo interno l’ERSAF ha realizzato un “Percorso sensoriale” dedicato anche alle persone ipovedenti o non vedenti. Un anello quasi completamente pianeggiante, costeggiato in larga parte da un corrimano in legno, con stazioni tematiche corredate di pannelli informativi che raccontano gli elementi naturali e la morfologia del territorio (anche tattili, attraverso il Braille).

Il sentiero sensoriale è basato su tecnologie ormai assodate in ambito europeo, ma ancora poco diffuse in Italia, che permettono la conoscenza e la scoperta di vari aspetti del modo naturale anche alle persone ipovedenti o non vedenti e ad altre categorie di varia abilità. Per rendere il percorso idoneo alla maggior parte dei visitatori si è utilizzata una tecnologia innovativa che permette di sovrascrivere in trasparenza l’alfabeto braille ai testi ordinari.

Le Tappe del Percorso Sensoriale

  1. Bacheca Informativa: Informazioni sul percorso e sulla zona.
  2. Casa nella Foresta: Struttura gestita dall’ERSAF, un tempo casera per la produzione casearia.
  3. Monitoraggio Ambientale: Centralina per la rilevazione dello stato di salute dell'ecosistema forestale.
  4. Flora: Informazioni sulle principali specie di piante (abeti, larici, faggi).
  5. Sosta nel Bosco: Panchina per una pausa nel cuore del bosco.
  6. Centro Informativo: Baita dei Bagni trasformata in Centro Informazioni.
  7. Geologia: Quattro pietre verticali che rappresentano i principali minerali della Val Masino.
  8. Sosta al Torrente: PossibilitĂ  di raggiungere una cascata seguendo il sentiero per il Rifugio Omio.
  9. Fauna: Informazioni sulla fauna locale (camoscio alpino, capriolo).

Informazioni Pratiche

  • Ubicazione: LocalitĂ  Bregolana, dopo il paese di San Martino, a circa 1170 metri slm.
  • Parcheggio: Parcheggi a pagamento a San Martino (circa 7 € al giorno) e piccoli parcheggi gratuiti lungo la strada.
  • DifficoltĂ : Percorso sensoriale facile, adatto a tutti.
  • Durata: Circa 1 ora per il percorso sensoriale completo.

Le Terme di Bagni di Masino

Le prime informazioni documentate sui Bagni di Masino risalgono invece al XV secolo. Alla fine del Quattrocento erano già molti i frequentatori ma la fama dei Bagni di Masino prese definitivamente piede nei secoli a seguire; si narrava infatti in alcune novelle di chi, dopo le cure dei Bagni, ebbe grandi benefici nella cura di malanni. Lo stabilimento termale subì diversi ampliamenti e rinnovamenti nel corso degli anni e dato l'elevato numero di presenze ma la difficoltà nel raggiungere la località, fu realizzata a metà del 1800 la prima strada carrozzabile in Val Masino.

Le acque curative erano già note nel Quattrocento. L’acqua, che sgorga in questa zona alla temperatura di 38 gradi, è un’acqua ricca di minerali come solfati di sodio, calcio e silice, possiede un buon grado di radioattività e alcalinità.

Purtroppo il vecchio centro termale è chiuso ormai da tempo. Alle spalle del vecchio edificio termale troverete una scalinata in sassi e un breve sentiero che vi condurrà fino ad una specie di piccola grotta artificiale. Lì, in fondo, c’è una fontanella da cui sgorga acqua alla temperatura di 38 gradi. Quest’acqua è ricca di minerali.

Sentieri e Rifugi

Se avete giovani camminatori oppure se viaggiate senza bambini è possibile raggiungere due rifugi: il Rifugio Omio e il Rifugio Gianetti. Da Bagni di Masino a Rifugio Omio il dislivelli è di 930 m e sono necessarie circa 2 ore e mezza.

AttivitĂ  e Progetti ERSAF

Recentemente la foresta è entrata sotto la tutela dell'ERSAF (Ente Regionale per i servizi all'Agricoltura e alle Foreste) che ne ha valorizzato gli aspetti e ha avviato alcuni progetti di carattere naturalistico, ambientale e turistico. L'ente dispone qui di un Laboratorio didattico, ospitato in una casera riattata che sorge nei pressi dello stabilimento termale, e di un Punto Informativo che ha sede in una graziosa baita ristrutturata, posta al centro dell'anfiteatro della valle. Nei pressi del Laboratorio didattico si trova anche un'area di osservazione permanente per il monitoraggio dello stato ambientale dei boschi.

Fra i progetti seguiti dagli studiosi dell'ERSAF nella foresta dei Bagni di Masino vi è quello rivolto al ripristino dell'habitat ideale per la Rosalia alpina, un rarissimo coleottero Cerambicide il cui sviluppo è legato alla presenza di tronchi e rami morti con particolare predilezione per quelli di faggio.

Come Arrivare

Da Milano in auto - SS 36 direz. Altri mezzi - Stazione FS Morbegno - Autolinea Morbegno-Ardenno-S.

La Foresta dei Bagni di Masino è veramente a due passi dalla Val di Mello, infatti le due scampagnate possono tranquillamente essere abbinate in un’unica giornata. Partendo da Milano ci vogliono un paio d’ore: farete prima tutto il tratto che costeggia la sponda orientale del lago di Como e poi entrerete in Valtellina. Dovrete oltrepassare il paesino di San Martino (in cui si parcheggia per andare in Val di Mello) e proseguire lungo la strada impostando su Google Maps “Bagni di Masino”. In meno di 10 minuti giungerete al termine della strada carozzabile, ai Bagni di Masino.

Questo ultimo tratto di strada è bellissimo ed immerso nel mezzo del bosco.. sembra davvero di entrare in un’altra dimensione!

Bibliografia

Boscacci A. "La Val Masino-guida per turisti ed escursionisti" Ed. Albatros. Milano 1992; AA.VV. (+39) - 641010 o 0342 641152 Fax.

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