L'Istituto Comprensivo Antonino Caponnetto di Bagno a Ripoli ha una storia ricca e significativa, caratterizzata da un forte impegno verso l'istruzione pubblica, gli investimenti in cultura e la valorizzazione del ruolo degli insegnanti nella formazione delle nuove generazioni.

Origini e Sviluppo dell'Istituzione Scolastica

La nostra Istituzione Scolastica è stata costituita grazie ad un apposito decreto degli organi competenti in materia.

L'Amministrazione, stimolata dai suoi cittadini, contribuì ad attuare una gestione sociale della scuola prima ancora che questo venisse legiferato dal D.P.R.

Furono numerosi in quegli anni i Consigli Comunali che si occuparono dell’argomento scuola, in un contesto di profonde trasformazioni economiche e sociali e di vivace dibattito politico.

Per quanto riguarda l’impegno dell’Amministrazione Comunale nella scuola gli anni ’60 segnarono una svolta profonda; fu allora infatti che il Comune iniziò a sviluppare nei confronti della scuola un impegno che andava ben oltre l’applicazione del T.U.

A Bagno a Ripoli stava maturando la scelta strategica di puntare sulla qualità ed anche gli interventi edilizi avevano come contesto quello di una complessiva qualità di tutto il sistema scolastico.

Sotto la sua amministrazione furono operate scelte molto impegnative che rispondevano alle richieste sempre crescenti di servizi sociali.

Stava maturando in quel periodo, e Cocchi la colse, la consapevolezza dell’inscindibile legame esistente tra livelli retributivi e presenza sul territorio di servizi in grado di assicurare un alto livello qualitativo della vita.

L'introduzione del Tempo Pieno e l'Istituzione della Scuola Materna

A Bagno a Ripoli la sperimentazione del tempo pieno iniziò nell’a.s.

La scuola materna fu istituita nell’a.s. 1968-69 (con la Legge 444/68) la proposta ebbe grande consenso da parte delle famiglie ma nei primi anni lo Stato non fu in grado di programmarne il concreto sviluppo nei territori.

In un Consiglio Comunale del ’70 si sostenne come questo tipo di scuola fosse “assolutamente indispensabile come reale campo di formazione del carattere e della personalità del bambino nell’età prescolare, in una società che vede l’inserimento della donna nell’attività produttiva” (delib. C.C.

Il Rapporto tra Ente Locale e Direzione Didattica

Il rapporto di collaborazione fra Ente Locale e Direzione Didattica poteva quindi avvenire su nuovi livelli con la consapevolezza che il momento pedagogico-didattico è di competenza della scuola, ma anche con la volontà di realizzare un intervento educativo integrato in cui Comune, Scuola e territorio collaborassero.

Infatti, oltre ai servizi sopra ricordati, il Comune inserì proprio personale nell’attività educativa e scolastica in appoggio al tempo pieno e ad altre attività integrative.

Tutto questo nella convinzione che il concetto di assistenza scolastica dovesse essere superato a favore del concetto di diritto allo studio.

Verso una Scolarizzazione Elevata e Partecipata

In questa situazione si fece sempre più forte la domanda generalizzata di una scolarizzazione elevata per contenuti; qualificata per i caratteri organizzativi, il personale e le strutture; partecipata e gestita in modo democratico e aperto alla compenetrazione con le istanze delle famiglie e della società; tutto questo comportò la scelta di fondo di una politica scolastica permanentemente rivolta all’affermazione del diritto a una scuola a partire dai tre anni di vita.

L’amministrazione puntò inizialmente al potenziamento degli interventi per gli edifici scolastici operando di conseguenza una progressiva smobilitazione delle scuole rurali, dove si concentrava il fenomeno delle pluriclassi.

Chiudere le scuole rurali significò inoltre per il Comune altri impegni economici ed organizzativi: la predisposizione di un adeguato servizio di trasporto scolastico e, nei casi in cui l’orario lo rendesse necessario, di mensa.

Eventi e Iniziative di Rilevanza

Commemorazione di Luigi Michelet

Ed è proprio questo, quello che è successo alla Scuola Primaria Michelet dell’Antella (Firenze), dove un progetto nato per caso, in un gioco di collaborazioni, di ricostruzione storica, di riappropriazione della Memoria sia diventato un “Momento da Ricordare” …ma non solo, perchè si spera sia solo un inizio di aggregazione e di lavoro comune tra Realtà che ruotano attorno al bambino-alunno considerato “persona” e “cittadino”.

Realta’ quali: Scuola, Comune, Associazioni Storiche, Musicisti, Genitori e Cittadinanza insieme oggi, 8 giugno 2015, per Ricordare “Luigi Michelet” maestro volontario ed eroe della Prima Guerra Mondiale a cui è intitolata la Scuola Primaria dell’Antella.

Sono stati due i momenti della Manifestazione per la sua Commemorazione: in primis nell’anfiteatro della Scuola c’è stato un mini concerto degli alunni delle classi V e il Racconto della storia del Tenente Michelet fatta dal Dirigente dell’Istituto Comprensivo “Antonino Caponnetto” Prof Marco Panti.

In anfiteatro sono stati posizionati dei pannelli esplicativi con disegni, racconti, foto, documenti…fatti dai bambini delle classi V.

Il secondo momento si è svolto nel piazzale antistante la Scuola, dove gli alunni delle V insieme a rappresentanti del Coro di Grassina, ai musicisti della Filarmonica dell’Antella, a un gruppo di alunni della Scuola Secondaria di Primo Grado Redi della Sezione Musicale, hanno intonato canti della Prima Guerra Mondiale (Le Campane di San Giusto, La Canzone del Piave, Fuoco e Mitragliatrici), oltre a Va’ Pensiero e, per finire, l’ Inno di Mameli.

Si sono susseguite varie autorità tra cui il Sindaco di Bagno a Ripoli che ha effettuato il taglio del nastro di Reintitolazione, l’Assessore alla Scuola e all’Istruzione, il Presidente e il Vice-Presidente dell’Associazione “Nastro Azzurro” , il Presidente e il Vice-Presidente del Comitato Fiorentino per il Risorgimento…tutti insieme legati da un interesse comune, cioè il ricordo del nostro Passato Storico.

Auspichiamo che Manifestazioni del genere che testimoniano la capacità di collaborazione e di condivisione di Ideali comuni siano non un’eccezione che fa notizia, ma la quotidianità.

Grazie a tutti per aver partecipato, dai più piccoli che hanno lavorato con entusiasmo e meraviglia, ai grandi che hanno reso possibile questo Evento.

La Scuola Redi e l'Innovazione Didattica

“Per tutti noi e per il nostro Comune è motivo di grande orgoglio che la scuola ‘Redi’ sia stata selezionata per partecipare al più importante convegno di matematica al mondo. È un’ulteriore prova dell’alto livello didattico che la scuola, con i suoi docenti, offre agli alunni - hanno affermato il sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Pignotti e l’assessore all’istruzione Francesco Conti -.

Crediamo fortemente nell’importanza di un rapporto di collaborazione stretto e costante con i nostri istituti scolastici; è lì che crescono e diventano cittadini adulti e consapevoli i giovani ripolesi.

Come spiegato nel corso della conferenza stampa a palazzo del Pegaso siamo di fronte ad un modello didattico, a metà tra studio e gioco, capace di fare imparare ma anche di far divertire.

“Ci tengo a mettere in luce due aspetti in particolare di questa esperienza.

Da un lato l’impegno del corpo docente nell’ottenere determinati risultati attraverso un modello didattico del tutto nuovo, che supera la lezione frontale con un approccio interdisciplinare.

Dall’altro la volontà di attivare una serie di relazioni con importanti realtà internazionali in una dimensione con gli alunni in futuro si troveranno a condividere le loro esperienze.

A fare da ambasciatrici al prestigioso appuntamento sono state le professoresse Laura Isolani e Barbara Cennini, ideatrici dell’iniziativa insieme al professor Attilio Ferrini.

L’interesse riscosso in Australia si è tradotto in una richiesta precisa: una dimostrazione pratica delle attività svolte in classe.

E le docenti, tornate da Sydney, hanno subito avviato un nuovo progetto attraverso una collaborazione con la professoressa Maria Carmela Andò dell’istituto Giuseppe Melodia di Noto, in Sicilia, con protagonista Archimede.

“Siamo convinte - hanno affermato Isolani e Cennini - che solo un metodo didattico non nozionistico che ricostruisca il percorso e il contesto storico di alcune scoperte, in questo caso matematiche, sia efficace e coinvolgente per gli alunni.

Firenze - Firenze Sidney andata e ritorno, più precisamente dalla scuola secondaria di primo grado F.

“Sono particolarmente felice di essere qui stamani a presentare questa iniziativa che abbiamo sostenuto con convinzione come Consiglio regionale, insieme al Comune di Bagno a Ripoli, e che ha visto una scuola toscana diventare protagonista e, “pioniera” a livello internazionale, partendo dal nostro passato ma provando a declinarlo nel presente e a proiettarlo nel futuro”.

Così ha esordito, Antonio Mazzeo, presidente dell’Assemblea toscana, facendo riferimento al significativo traguardo della scuola fiorentina.

“Noi siamo e saremo sempre dalla parte dell’istruzione pubblica, degli investimenti in cultura, e crediamo sia fondamentale sottolineare lo straordinario valore delle nostre scuole, delle nostre insegnanti e dei nostri insegnanti che hanno un compito fondamentale: aiutare e contribuire alla migliore formazione possibile delle prossime generazioni - ha continuato il presidente - Grazie quindi alla dirigente scolastica e a tutti i docenti e ai ragazzi che hanno lavorato a questo progetto, poiché rappresentate un esempio davvero bello e virtuoso del fare scuola”.

La Controversia sulla Merenda alla Scuola Redi

# Scuola Redi: “I nostri figli senza la seconda merenda.

Gentili genitori della 1 C, o meglio, gentili genitori firmatari della lettera inviata al Gazzettino del Chianti, rispondo alla vostra lettera pubblicata a mezzo stampa.

Incomincio subito con il dire che sono rimasta semplicemente sbigottita sia per i toni che i contenuti.

La missiva contiene una serie di inesattezze e falsità anche normative, senza considerare che alcune sfumature sono anche offensive per non dire ingiuriose.

Sto seriamente valutando con i miei legali se ci siano gli estremi per una querela.

Innanzitutto la lettera in questione è firmata solo da otto e non da tutti i genitori della classe, e già da questo si intuisce che gli argomenti in questione non sembrerebbero essere condivisi o non abbiano toccato la sensibilità di tutti alla stessa maniera.

Aggiungo che tra i firmatari figurano persone già note per aver sollevato in passato polveroni sulla stampa.

Mi pare di riconoscere qualcuno che l’anno scorso “mise in luce” il problema della linea Internet della Scuola Redi, un problema infrastrutturale annoso, di cui la scuola non ha francamente colpa.

Eccoci quindi, di nuovo anche quest’anno, a replicare con la stessa modalità in merito ad altri temi.

Ci sono state un paio di telefonate, che io ricordi in una sola giornata, contenenti toni del tipo “allora se non ci risponde chiameremo i carabinieri” e francamente quando si esordisce in questo modo, mantengo sempre le dovute distanze, oltretutto proprio quella giornata per noi fu particolarmente difficile ed eravamo presi da altre priorità.

All’epoca la scuola gestiva “da sola” le misure di quarantena e di prevenzione anti-contagio, anche nell’ordine di circa 10 classi a volta in una giornata, ho sempre risposto personalmente a ogni quesito o problematica che mi veniva sottoposta, ci sono tanti genitori che possono testimoniarlo!

Molti quesiti erano di natura sanitaria, e pur non avendo alcuna laurea (ancora) in Medicina ho sempre cercato di replicare.

Credo di ricordare che all’epoca la classe fosse in regime di auto sorveglianza, e quindi in quella fase mi sono preoccupata di accertarmi che i protocolli fossero rispettati, tale era per me la priorità.

Si rammenta che il protocollo in vigore ai sensi del decreto legge approvato lo scorso 5 gennaio recita: “Si raccomanda di non consumare pasti a scuola a meno che non possa essere mantenuta una distanza interpersonale di almeno due metri“.

Ecco quindi la seconda inesattezza, anche normativa, il testo fa chiaramente capire che se non si è in grado di assicurare il distanziamento di due metri è consigliabile non consumare proprio il pasto.

Come scuola quindi ci siamo premuniti invece, di assicurare che ci siamo le condizioni affinchè almeno una merenda la si consumasse.

La lettera in questione poi raggiunge alcune “vette” su una tematica che ha investito tutte le scuola da due anni a questa parte, e nell’ultimo mese in particolare, infierendo su una Istituzione il cui personale ha dato l’anima per assicurare la didattica in presenza.

Anche gli organi di stampa sono testimoni che ho denunciato come tutte le scuole di Italia in una fase di picco dei contagi, abbiano gestito “completamente da sole” la fase emergenziale.

La mia vita e quella di tanti docenti e personale, è stata completamente “sequestrata” dalla gestione dell’emergenza, gli orari dei docenti si sono dilatati a dismisura, senza contare la difficoltà di gestire alunni in presenza e quelli a casa in dad.

Però vorrei ricordare che la scuola, in quanto agenzia formativa e educativa, si occuperebbe anche di altro e nel frattempo le altre tematiche non è che fossero sparite.

Ripeto,questioni tipo il contact tracing, disposizioni di quarantena non sono di competenza della scuola, inoltre dovendo gestire più classi per volte, è fisiologico che si siano commessi errori.

Non solo non è il nostro lavoro, ma non eravamo semplicemente in grado di essere precisi al millimetro.

Di questo ci siamo scusati e ci continueremo a scusare.Come spesso ho avuto modo di affermare le norme di tutela di salute pubblica sono per noi un obbligo e non una scelta.

Per tornare poi alla controversia della merenda, essa è semplicemente fuorviante e ne viene fuori un racconto completamente distorto.

Si parla di diritto a due merende, a questo punto però le perplessità sono più di una.

E’ stato mai proibito a qualche alunno di consumare una o più merende?

Non che io sappia, ma se anche fosse, occorre essere circostanziati nelle accuse.

Come mai di tutta la scuola si lamentano solo otto genitori?

Come mai la questione non è venuta fuori in altre classi?

Esiste poi codificato un diritto a consumare due merende?

Se sì, dove esattamente?

Il nostro regolamento prevede due intervalli questo sì, ma tante scuole ne prevedono uno solo.

La gestione della vita di una classe, nel rispetto dei diritti e delle norme, pertiene ai docenti, è una sfera delicata in cui forse i genitori dovrebbero anche affidarsi e fidarsi.

Che male c’è se eventualmente si stabilisce un codice di vita scolastica che preveda come svolgere gli intervalli e consumare le merende?

Svolgo il mio lavoro da Dirigente da qualche anno ormai e mi chiedo se certi tipi di atteggiamenti facciano bene agli alunni.

Quale risultato si è ottenuto sollevando un tale polverone?

Personalmente a primo impatto l’impressione che mi arriva è un messaggio del tipo, visto che non mi rispondi come voglio, vediamo se in questo modo risponderai!

Bene, eccovi accontentati!

Il discorso è di più ampio respiro e complesso e le implicazioni sono tante, tra cui forse quella di infierire su un’Istituzione che in un momento di emergenza ha assicurato un servizio in presenza.

Faccio fatica a capire lo confesso, da un lato si fanno battaglie per la Scuola in presenza contro la Dad, dall’altro tanti genitori colgono ogni occasione per colpire chi si occupa dei propri figli.

Gli alunni non chiedono tanto, in fondo vorrebbero solo degli adulti autorevoli che gli indichino una direzione.

Antonino Caponnetto: Vita e Impegno di un Magistrato

Gli Anni Giovanili e la Formazione

Antonino Caponnetto nasce il 5 settembre 1920 a Caltanissetta.

Per il lavoro del padre la famiglia si trasferisce prima in Veneto e poi in Toscana, a Pistoia, quando il futuro giudice ha appena tre anni.

Partecipa al secondo conflitto mondiale combattendo in Africa e da questa terribile esperienza matura l’avversione per la guerra di cui è testimonianza una lettera all’amico Vittorio, morto in battaglia.

Finita la guerra lavora, dopo la laurea in giurisprudenza, lavora come impiegato in una ditta di trasporto, poi in una libreria ed infine in banca.

Nel frattempo, per l’incoraggiamento di un suo compagno di liceo, Fabio, alto e secco e per questo soprannominato “Filoncino”, studia anche di notte per prepararsi al concorso in magistratura che vince nel 1954.

L'Inizio della Carriera in Magistratura

Il primo incarico quale magistrato è alla pretura di Prato e qui Antonino Caponnetto mostra subito tutto il suo valore di difensore della Costituzione repubblicana e dei valori in essa racchiusi.

La nostra Carta prevede agli articoli 134-137 l’istituto della Corte Costituzionale, che ha fra i suoi compiti le «…controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti, aventi forza di legge, dello Stato e delle Regioni […] Contro le decisioni della Corte non è ammessa alcuna impugnazione.»

Si dovrà però attendere la legge 87 dell’11 marzo 1953 che fisserà le norme per la costituzione di questo istituto, mentre la sua prima composizione sarà completata nel 1955 e si insedierà nel Palazzo della Consulta, dandosi la prima necessaria organizzazione ed emanando anche i regolamenti per la disciplina dei suoi procedimenti.

L'Impegno nella Lotta alla Mafia a Palermo

Civil servant timido e riservato, attaccatissimo alla moglie e ai tre figli Riccardo, Antonella e Massimo, a 63 anni, nel 1983, Nino avrà la forza di distaccarsene per andare a guidare l’ufficio istruzione di Palermo dopo l’assassinio di Rocco Chinnici.

Ci resterà fino al ‘90, tornando a casa «solo ogni tanto, accompagnato dalla scorta», come ha raccontato Massimo a Repubblica in occasione dell’uscita del libro, nonostante la preoccupazione dei familiari, che avevano «appreso dalla tv» del suo trasferimento: «Aveva fatto domanda senza dirci nulla, anteponendo agli interessi personali, come sempre, un ideale superiore, e mettendosi a disposizione della giustizia».

Unica consolazione quotidiana di Bettina, le lunghe telefonate col marito, a cui lei si preparava sedendosi sul divano, con qualcosa da mangiare in mano, come a far finta che lui le fosse accanto.

Nino tornerà definitivamente a Firenze per la pensione, nel ‘90.

Amareggiato per l’esclusione di Falcone dalla nomina a suo successore, affranto, nel ‘92, per gli amici assassinati a Capaci e a via d’Amelio, troverà però proprio qui la forza di tornare in trincea, in modo nuovo.

"Amuninni, storia d’amore e di mafia"

Racconta questo il figlio che interpreta il padre in “Amuninni, storia d’amore e di mafia”, lo spettacolo in scena ad ingresso gratuito sabato 11 alle ore 18 alla Comunità delle Piagge presso il Centro sociale il Pozzo in via Alpi e Hervatin 2 a Firenze, riduzione teatrale del libro dello stesso Massimo Caponnetto "C'è stato forse un tempo", edito da EdizioniPiagge.

Il libro, uscito nel maggio del '22 e che nell’ultimo anno ha ricevuto vari riconoscimenti e premi letterari, è il racconto - come spiega lo stesso autore - “di un amore nato in un'epoca davvero lontana, sotto tutti gli aspetti, ma che ha saputo trasformarsi e cambiare con i tempi, fino a impattare la Storia, in uno dei suoi più importanti passaggi, restando sempre semplice e autentico”.

Il libro da cui è tratto lo spettacolo è dunque un racconto di vita familiare, affettuoso e appassionato, ma anche l’affresco di un pezzo della Storia d’Italia, quella segnata dalla lotta dello Stato - ovvero della parte migliore dello Stato - contro la mafia.

La Storia d'Amore con Bettina Baldi

Arrivato a Pistoia con i genitori da piccolo, laureato in Legge a Firenze, pretore a Prato, e poi con più alti incarichi a Firenze e Livorno, Nino si era sposato nel ‘47 con Bettina Baldi, giovane della buona borghesia pistoiese.

Se ne era innamorato a prima vista a 18 anni.

Due anni dopo, tornato dalla guerra di Libia sicuro che lei lo avesse dimenticato, fu invece sorpreso da una lettera in cui Bettina gli si dichiarava.

Comincia, così, una grande storia d’amore, durata tutta la vita.

Incontri e Ricordi

Dopo 50 anni si sono rincontrati all'ombra di Ponte Vecchio.

Una visione poetica, come poetico è stato l'appello lanciato solo pochi giorni fa da Marco Panti, ex dirigente scolastico dell'istituto comprensivo Caponnetto di Bagno a Ripoli, insieme ad alcuni ex compagni di liceo per ritrovare gli amici mancanti all'appello.

FirenzeToday ha raccontato la loro storia e il risultato è stato sorprendente: "La nostra unica compagna di classe Maria è stata ritrovata, anche grazie all'articolo, ed era anche lei entusiasta fra i partecipanti".

"Commozione, ricordi di ogni tipo, belle sensazioni per tutti", aggiunge Panti parlando della rimpatriata.

Era dal 1972 che non si vedevano, in questi cinque decenni qualche incontro casuale c'è stato, ma mai una vera e propria riunione.

"La cena si è tenuta martedì 14 giugno al ristorante dei Canottieri di Firenze ed è stata un successo di partecipazione, con 24 presenze su 34 iscritti di allora", come avevamo raccontato alcuni compagni sono deceduti e altri vivono all'estero.

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