Oggi, qualsiasi problema di erezione è potenzialmente risolvibile; nelle situazioni più gravi, che non rispondono a farmaci per bocca o con iniezioni nel pene, la protesi rappresenta una soluzione eccellente.

Introduzione: Cosa Fare Quando i Farmaci per l’Erezione Non Funzionano?

Oggi si identifica comunemente la cura delle difficoltà di erezione con le famose “pillole”, di vari colori: Viagra (blu), Levitra (ocra), Cialis (gialla). Ma non sempre la disfunzione erettile risponde ai farmaci per bocca: questi infatti per funzionare hanno bisogno di due condizioni: che ci sia una funzionalità residua dei tessuti del pene, e che i collegamenti nervosi tra il cervello e il pene siano intatti. Ebbene, in 3 persone su 10 con disfunzione erettile i farmaci orali non funzionano, proprio perché mancano una o entrambe delle condizioni (tabella 1).

Tabella 1: Le principali cause di deficit erettile grave

Cause di insufficiente funzionalità del tessuto cavernoso del pene Cause di interruzione delle vie nervose che comandano l’erezione
  • Diabete
  • Malattie circolatorie (ipertensione, aterosclerosi, infarto, ictus)
  • Alterati livelli di lipidi (“grassi”) nel sangue
  • Fumo di sigaretta
  • Pene curvo acquisito (o “Induratio Penis Plastica”, o “Malattia di La Peyronie”)
  • Chirurgia per tumore di prostata, vescica, retto
  • Traumi a livello di midollo spinale

Alcuni uomini possono avere buoni risultati con iniezioni di farmaci direttamente nel pene, metodica che però non è molto gradita. Alternativamente si può utilizzare il cosiddetto dispositivo a vuoto per l’erezione, con anello di gomma da applicare alla base del pene: soluzione laboriosa che per molti contrasta con il desiderio di spontaneità dell’atto sessuale.

Le Protesi Peniene

Arriviamo quindi all’opzione “protesi peniena”: consiste in un intervento tramite cui all’interno dei cilindri naturali del pene, i corpi cavernosi, vengono inseriti due cilindri artificiali. Le protesi si dividono principalmente in due tipi: non idrauliche (o “malleabili”) ed idrauliche (tabella 2) (figure 1 e 2).

Tabella 2: I tipi di protesi peniene

Protesi idrauliche
  • bicomponenti= pompa e serbatoio sono accorpate assieme
  • tricomponenti= pompa e serbatoio sono separate

I modelli non idraulici sono i più semplici: due cilindri che conferiscono al pene una rigidità parziale costante. I modelli idraulici sono più sofisticati: i cilindri sono riempiti di liquido, collegato mediante un sistema a circuito chiuso a una pompa di controllo a livello dello scroto e a un serbatoio. Il tutto è interno all’organismo (dall’esterno non si vede nulla), e spesso anche l’unica incisione fatta per l’inserimento non è poi riconoscibile.

La persona con protesi idraulica può ragionevolmente attendersi di ottenere, quando lo desidera, una erezione di ottima qualità per il tempo desiderato, agendo sulla pompa di controllo riconoscibile manualmente sotto la pelle dello scroto. L’erezione così ottenuta non è di fatto distinguibile da un’erezione naturale; il pene ha la stessa sensibilità e capacità di eiaculazione presenti prima dell’intervento. Inoltre i modelli idraulici permettono di avere un aspetto visivo di flaccidità del tutto normale, quando la protesi non è azionata. Ciò è particolarmente importante per uomini con vita attiva, che si possono trovare in spogliatoio o doccia con altri uomini.

Nella protesi non idraulica i cilindri hanno una consistenza costante, quindi l’erezione parziale che forniscono è sufficiente per la penetrazione ma varia poco, quando varia, tra il momento in cui il pene è utilizzato per un rapporto e quando non è in uso. Dati recenti indicano un elevato grado di affidabilità nel tempo delle protesi idrauliche: a 10 anni dall’inserimento più dell’80% è ancora funzionante (Bhatta Dhar, Journal of Urology, 2006), e a 15 anni oltre il 70% (Wilson, Journal of Sexual Medicine, 2007). Va segnalato che gli impianti protesici idraulici sono garantiti “a vita” dalle rispettive case produttrici, per cui in caso di “rottura” della protesi le ditte ne forniscono gratuitamente una nuova in sostituzione.

Protesi Peniena Tricomponente

La protesi del pene tricomponente AMS 700CX offre una erezione più naturale e una maggiore flaccidità rispetto alle bi componenti o alle protesi malleabili. Ciascuna protesi AMS 700 è costituita da un serbatoio impiantato nell’addome, una pompa posta nello scroto e un paio di cilindri impiantati nel pene. Tutta la procedura può essere eseguita mediante un unico piccolo accesso di 2 cm a livello peno-scrotale al fine di ridurre al minimo il danno estetico.

Per gonfiare il dispositivo e raggiungere l’erezione basta spremere la pompa più volte, questo fa sì che la soluzione salina passi dal serbatoio, attraverso il tubo nei cilindri posti nei corpi cavernosi creando una rigidità ottimale per la penetrazione. Per sgonfiare il dispositivo, si preme il pulsante di sgonfiaggio sulla pompa.

Quanto è Soddisfatto Chi Ha Una Protesi Peniena?

Chi si sottopone a interventi di inserimento di protesi peniena per una difficoltà di erezione altrimenti non trattabile ha solitamente un alto grado di soddisfazione; ciò è particolarmente vero nel caso dei modelli idraulici. Tutti gli studi condotti sull’argomento concordano su queste considerazioni; riporto a titolo di esempio alcuni dati. L’88% di chi ha una protesi raccomanderebbe l’intervento a parente o amico, e l’87% rifarebbe l’intervento se necessario (Carson, Journal of Urology 2000). Se consideriamo la percentuale di soddisfazione di chi si sottopone a inserimento di protesi idraulica rispetto a chi utilizza con successo i farmaci per bocca per l’erezione o le iniezioni all’interno del pene, sempre con successo, il gruppo di individui con protesi ha il più alto grado di soddisfazione (90%) rispetto all’uso di Viagra (50%) e all’uso di iniezione (40%) (Rajpurkar, Journal of Urology, 2003)

Le Ultime Novità Per Le Protesi Idrauliche: Maggior Praticità e Maggior Sicurezza

Le biotecnologie hanno recentemente fatto importanti passi in avanti nell’area della protesica peniena, affrontando importanti aspetti dei modelli idraulici, che descrivo di seguito:

  • Praticità: Mentre fino poco tempo fa per ripristinare lo “stato di riposo” del pene dopo un rapporto era necessario comprimere a lungo il dispositivo di controllo posto dentro lo scroto, i nuovi modelli delle due ditte leader, AMS e Coloplast, prevedono una singola compressione del suddetto dispositivo. Questa soluzione rende quindi ulteriormente più naturale la sessualità di chi utilizza la protesi.
  • Sicurezza: Dal 2001-2002 i moderni modelli di protesi idrauliche hanno adottato strategie finalizzate a ridurre ulteriormente il già basso rischio di infezione postoperatoria. Il modello AMS ha la propria superficie esterna impregnata con antibiotico, poi gradualmente rilasciato nei tessuti. Il modello Coloplast è dotato di superficie assorbente, per cui nel corso dell’intervento, prima dell’inserimento, la protesi viene immersa in soluzione antibiotica, e dopo l’inserimento si avrà un rilascio dell’antibiotico nei tessuti del pene.

In entrambi i casi la già esigua percentuale di rischio infettivo è ulteriormente diminuita. Va comunque enfatizzato che la chirurgia di inserimento di protesi peniena è un intervento caratterizzato da molti importanti dettagli, per cui è importante fare riferimento a specialisti dedicati alla Andrologia ed in particolare alla chirurgia protesica, che operino in strutture idonee.

Le due case produttrici di protesi idrauliche propongono modelli che sviluppano un aumento di circonferenza dei loro cilindri, quando vengono attivate. Ciò permette di mimare in maniera eccellente quanto avviene con un’erezione naturale. Recentemente una delle due ditte ha introdotto il modello idraulico AMS LGX, che permette anche una espansione in lunghezza della protesi, quando attivata. L’utilità maggiore di questo modello è comunemente ritenuta il prevenire una possibile modesta riduzione in lunghezza del pene, che viene a volte riportata dopo inserimento di protesi peniena.

La chirurgia per tumore della prostata è ai giorni nostri una delle cause più frequenti di grave disfunzione erettile. L’evoluzione della tecnologia consente di disporre ora di nuovi serbatoi, poco ingombranti, che possono essere inseriti anche nell’ambito della parete dell’addome. Pertanto anche chi ha subìto una prostatectomia radicale può avere tutti i benefici dei modelli tricomponenti, senza rischi aggiuntivi.

La Procedura di Impianto

La procedura di impianto in genere viene eseguita in ospedale. La durata della degenza ospedaliera prevista va discussa con il medico. Viene praticata una piccola incisione nello scroto o sopra l'osso pubico, attraverso la quale il chirurgo inserisce tutti i componenti. L'intervento chirurgico viene eseguito in anestesia.

L’incisione di circa 2 cm avverrà tra il pene e lo scroto o appena sopra il pene per esporre i corpi cavernosi. Posizionati i cilindri, il serbatoio viene alloggiato in addome e la pompa nello scroto. Infine, tutti gli elementi dell’impianto vengono connessi e l’incisione viene suturata. Le ferite vengono pulite e viene applicato un bendaggio compressivo.

La maggior parte dei chirurghi sceglie di lasciare l’impianto del pene gonfiato per un giorno. Di solito la dimissione dall’ospedale avviene in prima giornata dopo la rimozione del bendaggio compressivo.

Si può provare dolore o indolenzimento e gonfiore del pene e scroto nei primi giorni e fino a diverse settimane dopo l’intervento chirurgico. Il medico programmerà un appuntamento per gonfiare l’impianto per la prima volta. Dopo la risoluzione del gonfiore l’intervento è definitivo.

I Dati Italiani: Protesi Peniene Ancora Poco Diffuse Rispetto Alle Reali Necessità

Nonostante la protesi possa risolvere definitivamente anche i problemi di erezione più gravi, purtroppo molti uomini non ne conoscono l’esistenza, e troppo spesso anche medici non specialisti non ne parlano ai propri pazienti, privandoli di un possibile trattamento che a livello mondiale è riconosciuto eccellente soprattutto nei casi di grave difficoltà di erezione, casi che cioè non rispondono a farmaci né per bocca (Viagra, etc.), né per iniezione nel pene (Caverject). Ciò si riflette sul fatto che, a fronte di una stima per difetto di circa 400.000 uomini in Italia affetti da grave disfunzione erettile, stando a dati del 2006 gli interventi totali per chirurgia protesica in un anno sono stati 1200: solo lo 0,4% degli uomini con gravi problemi erettili ha ricevuto un trattamento con protesi! Ciò nonostante molti studi scientifici dimostrino, come abbiamo visto, che le protesi determinano un elevato grado di soddisfazione di chi vi si sottopone.

Costi

Il costo delle protesi peniene dipende dalla tipologia e dall’azienda produttrice ed è variabile dai 3000 ai 12000 euro.

Rischi e Complicazioni

Come per tutte le procedure mediche, possono verificarsi complicazioni. Il principale rischio è quello di infezione della protesi, che ne richiede l’immediata rimozione. Si potrebbe avvertire dolore e indolenzimento nel sito chirurgico. In genere è necessario qualche giorno per tornare alla normale routine di attività leggere.

È importante che in fase preoperatoria i pazienti siano adeguatamente istruiti dal medico in merito ai rischi e ai benefici della procedura.

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