Le protesi peniene rappresentano una soluzione medica efficace per affrontare problemi di disfunzione erettile o altre condizioni che compromettono l’abilità di un uomo di raggiungere o mantenere un’erezione adeguata per l’attività sessuale.

Cos'è una Protesi Peniena?

Le protesi peniene sono dispositivi impiantabili che vengono inseriti chirurgicamente nel pene. Esse consentono all’utente di ottenere e mantenere un’erezione sufficiente per l’attività sessuale quando lo desidera.

L’erezione peniena è un processo complesso che coinvolge la risposta del corpo a stimoli sessuali e richiede una circolazione sanguigna adeguata verso il pene. Tuttavia, alcune condizioni mediche, come l’aterosclerosi, il diabete, lesioni spinali o altre patologie, possono interferire con questo processo naturale.

Tipologie di Protesi Peniene

Le protesi peniene sono disponibili in diverse varianti, ma i due tipi principali sono le protesi idrauliche e le protesi semirigide.

Protesi Peniene Semirigide

Le protesi peniene semirigide sono meno complesse delle protesi idrauliche ma altrettanto efficaci per molti pazienti. Questi dispositivi sono costituiti da due cilindri solidi inseriti nei corpi cavernosi del pene.

Le protesi semirigide si compongono di un paio di “bacchette” cilindriche malleabili che si impiantano all’interno dei due corpi cavernosi. La funzione di questi impianti è di fornire un sostegno centrale ai corpi cavernosi per mantenerne la rigidità durante l’erezione; il loro impiego è vantaggioso poiché simulano bene la rigidità naturale, non necessitano di attivazione, è praticamente impossibile la loro rottura ed hanno costi relativamente bassi associati a tempi operatori estremamente ridotti.

I vantaggi delle protesi semirigide includono un processo chirurgico più semplice, un costo inferiore e l’assenza di parti mobili che richiedono manutenzione.

Le protesi non-idrauliche, anche dette semirigide, comprendono le malleabili e le meccaniche (ormai poco utilizzate). Le protesi malleabili e meccaniche sono entrambe costituite da un corpo siliconico con al proprio interno una struttura di sostegno modellabile, il paziente può posizionare il pene in qualsiasi direzione mediante una semplice flessione dell’impianto protesico, simulando così l’erezione e la detumescenza.

Questi dispositivi trovano il loro utilizzo ideale nella chirurgia dell’induratio penis plastica associata a disfunzione erettile con asportazione di placche, e nei pazienti con ridotta abilità manuale non in grado quindi di attivare gli impianti idraulici.

Il modello malleabile è realizzato con un’anima di fili in acciaio o argento intrecciati o disposti a spirale, estremamente duttile. Gli svantaggi sono la non perfetta simulazione della detumescenza e la mancata sensazione soggettiva dell’erezione.

Il modello meccanico ha invece all’interno del corpo siliconico una struttura longitudinale costituita da segmenti in polietilene mantenuti articolati tra loro da un cavo in acciaio con molla e rivestiti da politetrafluoroetilene .

Protesi Peniene Idrauliche

Le protesi peniene idrauliche sono dispositivi sofisticati che consentono un maggiore controllo sull’erezione. Queste protesi sono costituite da due cilindri collocati all’interno dei corpi cavernosi del pene, una pompa inserita nello scroto e un serbatoio di liquido inserito nell’addome o nella pelvi.

Questo sistema è detto anche “pompetta peniena“. Si tratta, spiega il Dottor Izzo, esperto in implantologia protesica del pene, andrologo e urologo a Napoli, di cilindri collegati ad un sistema idraulico chiuso, attivati mediante un meccanismo a valvola. Nel caso delle protesi tri-componenti, tale sistema è connesso con un serbatoio che viene alloggiato in sede retro-pubica.

La pompa è facilmente attivabile dall’utente, che può pompare il liquido dal serbatoio ai cilindri per ottenere un’erezione. I vantaggi delle protesi idrauliche includono un’erezione più naturale, la capacità di mantenere un’erezione per il tempo desiderato e la possibilità di nascondere la protesi in modo discreto.

Questo tipo di protesi, conosciuto anche come pompetta peniena, si distinguono in bi e tricomponenti. Le tricomponenti hanno in più un serbatoio più grande che si inserisce nell’addome, nello spazio pre-vescicale. Queste ultime sono da preferirsi poiché offrono il miglior risultato sia dal punto di vista estetico che funzionale, offrendo una perfetta dissimulazione sia a pene eretto che flaccido, anche in virtù del fatto che l’impianto avviene attraverso una piccola incisione scrotale o sovrapubica perfettamente mimetizzata.

Protesi idrauliche bicomponenti

La protesi peniena idraulica è composta da due cilindri (da qui la definizione “bicomponente”) impiantati nel pene e da una pompa-reservoir posizionata nello scroto. Di semplice utilizzo sia per il paziente che per il partner. Basta schiacciare la pompa per ottenere un’erezione. È una buona opzione per i soggetti con ridotta abilità manuale.

Potrebbe essere la soluzione adatta se soffre di artrite o ha difficoltà o ha difficoltà nei movimenti fini delle mani.

Protesi idrauliche tricomponenti

Le protesi tricomponenti sono composte da due cilindri gonfiabili che vengono inseriti nei corpi cavernosi, da una micro-pompa non visibile, collocata nella borsa scrotale, e da un serbatoio che viene alloggiato in addome. Il sistema è riempito da soluzione fisiologica sterile, che viene spinta dal serbatoio ai cilindri nella fase erettile e che, invece, in condizioni di flaccidità, ritorna nel serbatoio.

Per ottenere una perfetta erezione, il paziente attiva 3-4 volte la pompa scrotale provocando il gonfiaggio dei cilindri.

La protesi peniena tricomponente costituisce la linea di protesi gonfiabile più avanzata e popolare poiché è quella che imita meglio l’erezione naturale, fornisce rigidità quando viene gonfiata e un aspetto naturale e flaccido quando non è azionata.

La protesi è costituita da due cilindri impiantati all’interno dei corpi cavernosi del pene, una pompa posta all’interno dello scroto e un serbatoio contenente soluzione salina alloggiato a livello dell’ addome.

Schiacciando e rilasciando la pompetta, il paziente spingerà il liquido verso i cilindri nel pene, ottenendo una piena erezione. Il dispositivo si sgonfia premendo il pulsante sulla pompa. È l’unica protesi che dà al pene un aspetto e una sensibilità naturali sia nello stato di erezione che in quello di flaccidità.

Per sopperire agli svantaggi delle protesi malleabili si preferisce impiantare le protesi idrauliche, di gran lunga le più usate.

L'intervento chirurgico

La chirurgia di impianto di protesi peniena è un intervento chirurgico specializzato che comporta l’inserimento di una protesi all’interno del pene. Questo dispositivo consente all’utente di ottenere un’erezione quando desiderato.

L’intervento chirurgico, tecnicamente non impegnativo, è condotto in anestesia spinale o generale, e necessita di una notte di degenza. Al mattino successivo verrà rimosso il catetere urinario ed eseguita la medicazione, alla quale seguirà la dimissione. Per quanto riguarda il periodo di convalescenza, dopo tre giorni di riposo, sarà possibile riprendere le quotidiane attività, evitando di eseguire sforzi di qualunque entità per almeno tre settimane. Il dolore post-operatorio è contenuto, e comunque ridotto dall’aiuto di farmaci ad azione antiflogistica e antalgica.

L’intervento viene eseguite in anestesia generale e locale e consiste sostanzialmente nell’impianto dei cilindri all’interno dei corpi cavernosi (nel caso di protesi idrauliche l’intervento è molto più complesso, perché prevede di inserire tutte le componenti del macchinario nella sacca scrotale). L’intera procedura dura all’incirca un’ora e mezza - due ore.

Tecniche Chirurgiche

L’intervento viene eseguito attraverso diversi approcci chirurgici; il primo, più utilizzato, è quello che avviene attraverso un accesso peno-scrotale; il secondo approccio è quello infra-pubico.

Si procede quindi alla preparazione dei corpi cavernosi che vengono esposti ed incisi attraverso una piccola corporotomia. In questa fase è estremamente importante la misura della lunghezza dei corpi cavernosi, in modo da inserire protesi delle giuste dimensioni. Successivamente si procede alla creazione di uno spazio retropubico al fine di alloggiare il serbatoio.

Le protesi idrauliche vengono posizionate tramite un piccolo accesso penoscrotale o sovrapubico (2-3 cm circa). Attraverso due corporotomie (incisione dei corpi cavernosi) si esegue l’alloggiamento dei cilindri protesici previa dilatazione non traumatica degli stessi. Successivamente si procede alla creazione di uno spazio nello scroto, sotto il dartos, per il posizionamento del sistema pompa/valvola.

Si eseguono dunque le connessioni idrauliche dei vari componenti e si attiva la protesi per verificarne il buon funzionamento e il corretto posizionamento in erezione. A discrezione del chirurgo si posizionerà un drenaggio da mantenersi in aspirazione per 24-48 ore.

Le protesi idrauliche bicomponenti e tricomponenti possono essere invece posizionate tramite accesso penoscrotale con incisione lungo il rafe scrotale longitudinale o trasversale baso-peniena. Si espone la tunica albuginea, si eseguono due corporotomie a destra e sinistra con incisione dei corpi cavernosi per circa 2-3 cm. In una fase successiva si procede alla dilatazione dei corpi cavernosi con appositi dilatatori, distalmente verso il glande e prossimalmente verso le crura , per rendere possibile l’alloggiamento dei cilindri protesici.

Si esegue misurazione con strumento specifico della lunghezza dello spazio cavernoso precedentemente dilatato. In base alla lunghezza del corpo cavernoso misurata, per ottenere un impianto di dimensioni perfette è possibile posizionare sul cilindro penile extenders per raggiungere la lunghezza necessaria ad un corretto dimensionamento. sottodartoico nello scroto, per il posizionamento della pompa (tricomponenti).

Per l’impianto dei sistemi tricomponenti, è necessario alloggiare il serbatoio: si accede all’anello inguinale esterno attraverso l’incisione peno-scrotale dislocata in alto e, perforando la parete posteriore ossia la fascia Trasversalis del canale inguinale, creando in tal modo uno spazio in sede r prevescicale e vi si alloggia il serbatoio. Il posizionamento del resorvoir Ectopico, (intra addominale), è anteriore alla fascia trasversale e posteriore ai muscoli della parete addominale.

Il posizionamento Ectopico è spesso necessario in pz. obesi o con lo spazio retro-peritoneale compromesso.

Tecnica di impianto minimamente invasivo

Descriviamo i passaggi fondamentali della tecnica di impianto minimamente invasivo di protesi peniena idraulica con accesso infrapubico secondo Paul E. Perito. Tale procedura è stata progettata e sviluppata per ridurre il tempo operatorio e massimizzare il risultato sia estetico che funzionale.

I vantaggi di tale tecnica sono rappresentati da piccola incisione sovrapubica di circa 3 cm con guarigione più rapida rispetto all’incisione dello scroto, ridotta incidenza di ematomi scrotali che generalmente aumentano il rischio di infezione, agevole accesso all’anello inguinale per posizionare il reservoir, assenza di tubi di raccordo palpabili ad eccezione di quello della pompa nello scroto, possibilità di effettuare contestuale sezione del legamento sospensore penieno ed allungare il pene in casi selezionati.

Considerazioni Importanti Prima dell'Intervento

Quando si tratta di scegliere la protesi peniena più adatta, è fondamentale prendere in considerazione una serie di fattori personali e medici. La scelta della protesi peniena non dovrebbe mai essere effettuata in modo affrettato o basata unicamente su preferenze personali.

La consulenza di un medico specializzato in disfunzione erettile e impianti di protesi peniena è un passo essenziale. Durante la consulenza medica, il paziente discuterà delle sue esigenze, dello stile di vita, delle aspettative e delle condizioni mediche con il medico.

Il Dott. Alessandro Izzo potrà fornire le informazioni più dettagliate sui benefici e gli svantaggi di ciascun tipo di protesi e risponderà a tutte le domande del paziente.

Per molti pazienti, la decisione di sottoporsi a una chirurgia di impianto di protesi peniena è basata sulla speranza di ottenere risultati soddisfacenti che migliorino la loro qualità della vita sessuale. È utile esplorare testimonianze di pazienti che hanno già subito la procedura e sentire le loro esperienze. Prima di sottoporsi all’intervento, i pazienti spesso hanno molte domande e preoccupazioni.

Rischi e Recupero

Come qualsiasi intervento chirurgico, la chirurgia di impianto di protesi peniena comporta alcuni rischi e complicanze potenziali. Questi possono includere infezioni, emorragie, reazioni allergiche all’anestesia o ai materiali della protesi, e insuccesso dell’impianto.

Dopo l’intervento chirurgico, è necessario un periodo di recupero. Il paziente dovrebbe seguire le indicazioni del chirurgo per garantire una ripresa ottimale. Questo può includere restrizioni sull’attività fisica per alcune settimane e l’uso di farmaci per prevenire infezioni o altre complicanze.

Costi

Il costo delle protesi peniene dipende dalla tipologia e dall’azienda produttrice ed è variabile dai 3000 ai 12000 euro.

Tabella riassuntiva delle protesi peniene

Tipo di protesi Descrizione Vantaggi Svantaggi
Malleabile Due cilindri semirigidi che conferiscono rigidità costante Semplice da usare, ideale per pazienti con ridotta abilità manuale Erezione permanente, meno confortevole
Idraulica Bicomponente Due cilindri e una pompa-reservoir nello scroto Facile da attivare, adatta per chi ha difficoltà motorie Meccanismo più complesso rispetto alle malleabili
Idraulica Tricomponente Due cilindri, pompa nello scroto e serbatoio nell'addome Erezione e flaccidità più naturali, elevata soddisfazione Intervento più invasivo, costo più elevato

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