Molte persone si interrogano su quale sia la normale frequenza di defecazione, preoccupate che il numero di evacuazioni prodotte sia insufficiente od eccessivo. Alcune persone hanno un atteggiamento quasi maniacale nei confronti di tale aspetto, perché convinte che solo una defecazione quotidiana sia sinonimo di salute.
L’evacuazione è la parte finale del processo di digestione e metabolizzazione degli alimenti. Si tratta quindi di una fisiologica necessità dell’organismo, per la quale non è possibile stabilire una frequenza ideale.
La Frequenza "Normale" di Defecazione
Il bisogno di defecare è soggettivo e viene considerata “normale” una frequenza variabile tra tre volte al giorno e tre volte alla settimana.
La normale frequenza di defecazione varia ampiamente tra le persone sane: alcuni soggetti possono produrre tre evacuazioni a settimana, mentre altri possono averne tre al giorno.
Per essere considerata fisiologica, una regolare attività intestinale prevede che si vada di corpo da un minimo di tre volte alla settimana ad un massimo di non più di tre volte al giorno.
Non esiste un numero “giusto” di volte per andare in bagno: quello che conta è conoscere il proprio corpo e prestare attenzione a eventuali cambiamenti. Una regolarità diversa non significa automaticamente che ci sia un problema.
Fattori che Influenzano la Frequenza di Defecazione
La frequenza di evacuazione può variare nel corso del tempo, in relazione alle abitudini dietetiche e alla situazione ambientale e psicologica. La frequenza di defecazione può variare nel corso del tempo, in relazione a molti fattori, tra cui età, sesso, abitudini dietetiche, esercizio fisico e stile di vita. Età, sesso e indice di massa corporea (BMI) influenzano la frequenza delle visite alla toilette.
Ciò che si mangia e beve può influenzare la digestione. Anche le allergie alimentari e le intolleranze, come quella al lattosio, possono compromettere la funzionalità intestinale, rendendo difficile la digestione di quel particolare alimento a cui si risulta suscettibili.
Alimentazione e Idratazione
Alcune bevande possono stimolare o rallentare la digestione. Il caffè può stimolare i movimenti intestinali. La ricerca evidenzia che il caffè con caffeina può aumentare l'attività nel colon del 60% in più rispetto all'acqua e del 23% in più rispetto al caffè decaffeinato.
L'alcol può contribuire sia alla diarrea che alla stitichezza: essenzialmente, l'effetto dipende dal tipo di alcolico assunto e da quanto se ne beve. Gli studi dimostrano che le bevande con più del 15% di alcol tendono a rallentare la digestione e possono causare stitichezza, mentre le bevande con meno alcol, come vino e birra, tendono ad accelerare la digestione e possono causare diarrea.
Ciclo Mestruale e Gravidanza
Le abitudini intestinali tendono a variare durante il ciclo mestruale. Uno studio del 2014 ha rilevato che il 73% delle donne adulte sane in premenopausa senza condizioni digestive note ha manifestato sintomi gastrointestinali prima o durante il ciclo mestruale. Il dolore addominale e la diarrea erano i sintomi più comuni.
Anche la gravidanza può anche alterare la frequenza con cui si defeca.
Attività Fisica
La mancanza di esercizio fisico può influire sulla regolarità intestinale. I periodi di inattività possono rallentare il sistema digestivo e ridurre il numero di movimenti intestinali giornalieri. L'esercizio fisico può migliorare la digestione aiutando il cibo a muoversi più rapidamente attraverso l'intestino crasso. Uno studio condotto nel 2015 ha rilevato che un'attività fisica regolare è in grado di migliorare i sintomi gastrointestinali nelle donne con sindrome dell'intestino irritabile.
Farmaci e Condizioni Mediche
La stitichezza è un effetto collaterale comune di alcuni farmaci, inclusi antiacidi, antidepressivi, antistaminici, diuretici e integratori di ferro. Alcune condizioni mediche, come il diabete e altre condizioni che coinvolgono i muscoli e i nervi, possono causare stitichezza cronica.
Anche le infezioni possono anche modificare le abitudini intestinali. La diarrea del viaggiatore - per esempio - è spesso causata da infezioni batteriche o parassitarie dovute a cibo e acqua contaminati.
Quando Preoccuparsi
Alcuni cambiamenti nelle abitudini intestinali possono essere segnali di disturbi o patologie. Anzi, se insieme all’ abitudine di andare spesso in bagno a defecare, magari con feci di consistenza molle, compare un dimagrimento eventualmente associato a febbre e dolori addominali, potrebbe essere il segnale che qualcosa non va.
Alla base della improvvisa perdita di peso potrebbe esserci, per esempio, una malattia infiammatoria intestinale come la malattia di Crohn, la colite ulcerosa o la celiachia.
In caso di stitichezza e forti dolori, non ci sono dubbi: è opportuno rivolgersi ad un medico per impostare un piano terapeutico.
Possibili Complicazioni della Stitichezza Prolungata
- Coprostasi: è conseguenza del ristagno e dell'indurimento delle feci negli ultimi tratti dell'intestino. La massa fecale solida e immobile che ne risulta (fecaloma) rende estremamente difficile il passaggio del materiale fecale e può provocare un'ostruzione. Questa condizione spesso è associata alla stitichezza cronica: l'aumento del tempo di permanenza delle feci nell'intestino, lo porta, infatti, a riassorbire acqua; la massa fecale, privata dell'acqua, diventa così sempre più dura e secca e difficile da evacuare, portando allo sviluppo del fecaloma.
- Perforazione intestinale: se le feci in eccesso si accumulano nell'intestino, potrebbero esercitare troppa pressione sull'intestino. Ciò può causare la perforazione o la lacerazione dell'intestino, mettendo in comunicazione l'interno del lume con la cavità peritoneale o un altro organo vicino. La perforazione intestinale è una gravissima complicazione che tende a presentarsi all'improvviso e in modo drammatico, con un forte dolore addominale seguito dai segni dello shock.
L'Importanza di Osservare le Feci
Se le feci hanno un aspetto ed una consistenza normale, anche una frequenza di evacuazione eccessiva o insufficiente può essere considerata fisiologica. Viceversa, se le feci mostrano variazioni cromatiche (ad es. se si presentano particolarmente chiare o scure), di consistenza (ad es.
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