In mezzo alle campagne siciliane, in provincia di Palermo, si trova Sclafani Bagni, un luogo che nasconde un piccolo segreto, svelato in parte dal suo nome. Sclafani Bagni è il più piccolo paese della Città Metropolitana di Palermo e il terzo più piccolo di tutta la Sicilia, conta circa 420 abitanti con un’estensione territoriale di circa 14 mila ettari, retaggio del suo glorioso passato feudale.
È un posto magico dove il tempo sembra essersi fermato. Le macchine non possono accedere alle vie del paese, troppo strette per i mezzi contemporanei. Il silenzio è rotto solo dal cinguettìo degli uccelli e dalla gente che saluta per strada anche senza conoscervi.
Un Gioiello nel Cuore della Sicilia
In Sicilia c'è un posto speciale che nasconde un segreto: si chiama Sclafani Bagni ed è un gioiello incastonato fra le nuvole e i sassi. Le sue case si fanno spazio in mezzo alle rocce e i ruderi del vecchio castello dominano la vallata che va dal Torto all’Imera, passando per una splendida visuale sulla riserva naturale Orientata Bosco Favara e Bosco Granza.
Il paesaggio incantò anche Escher (Mauritius Cornelis E. - Olandese, fine incisore del legno nel secolo scorso) che si innamorò del piccolo paese durante il suo viaggio in Sicilia e lo celebrò con un’incisione.
Le Origini e la Storia
Le sue origini risalgono al IV sec. a.C. Il nome Sclafani deriva probabilmente da “tempio di Esculapio” (dio della medicina), proprio per le proprietà medicamentose che si riconoscono alle sue acque termali della sorgente che corre nella vallata ai piedi del paese, a circa 500 metri sul livello del mare.
Secondo la Cronaca di Cambridge e secondo fonti arabe, nel 938 Sclafani fu al centro delle tensioni tra alcune tribù arabe che si contendevano il possesso dell’isola. In seguito all’arrivo dei Normanni il borgo passò sotto il controllo di Giordano, figlio del conte Ruggero. Durante la prima parte del Trecento la zona appartenne a Matteo Sclafani, conte di Adernò, che si impegnò nella costruzione della cinta muraria e nell’allargamento urbanistico del nucleo abitato.
Durante la metà del XV secolo fu uno dei centri più attivi nella lavorazione della lana. Nel XVI e nel XVII secolo le continue cessioni di terreni causarono un ridimensionamento del feudo; in questo periodo aumentò sensibilmente il peso delle confraternite nella vita sociale. Durante l’ultima fase del regime feudale il borgo fu proprietà della famiglia Toledo.
Le Terme di Sclafani Bagni
La vera sorpresa la troverete nella natura incontaminata poco fuori il centro storico. Si tratta della sorgente naturale di acqua calda dove potrete fare il bagno. Le acque solfo-bromo-jodiche sgorgano alla sorgente ad una temperatura di 37 gradi centigradi.
Un tempo Sclafani Bagni era conosciuta per un importante stabilimento termale che fu costruito nel 1748 dall'allora proprietaria Casa Ducale di Fernandina. A far costruire lo stabilimento, poi andato in rovina, fu nel 1848 il Conte di Sclafani. In seguito fu ricostruito dal Conte Matteo Sclafani nel 1846 ma nel 1851 fu travolto da una frana. Ricostruito più a valle ancora una volta, fu rimaneggiato negli anni 40 del '900 e chiuso definitivamente negli anni 90 per problemi di tipo sanitario.
È possibile fare il bagno in una pozza naturale a poche centinaia di metri dall'antico stabilimento, con un panorama invidiabile: a nord la vallata che degrada verso il fiume Imera e a sud lo strapiombo di roccia di circa 200 metri su cui sorge il piccolo borgo medievale di Sclafani Bagni.
La presenza di acido solfidrico la classifica come acqua termale sulfurea. È completamente priva di ammoniaca, nitriti e solfati. Secondo gli abitanti del luogo la sua acqua è miracolosa per la cura delle malattie della pelle (micosi) e per i dolori derivanti dall’artrosi.
Come Raggiungere le Terme
La ‘pozza termale’ di Sclafani Bagni è anche una “spa per viandanti“, poiché si trova lungo la via Palermo - Messina, la variante montana della via francigena siciliana, dove i pellegrini, stremati dalla fatica, prima di affrontare gli ultimi 2 km verso Sclafani Bagni, si rilassano.
Per raggiungere le terme di Sclafani Bagni è possibile utilizzare l’uscita autostradale Scillato o Tremonzelli dell’Autostrada A19 Pa-Ct, proseguire per Caltavuturo e poi per Sclafani Bagni. Oppure raggiungere dalla 113 Est il circuito della Targa Florio, anzi le vecchie tribune dette di Floriopoli presso lo ‘start and finish’ di tanti anni di gloriose corse automobilistiche è proseguire verso l’interno in direzione di Cerda. Lì informatevi con la gente del luogo. Ad un certo punto, dopo non molti chilometri troverete il bivio sulla destra con tanto di cartello. La strada si mantenne in sterrato fino agli anni del boom. Da tempo è del tutto asfaltata. Non vi resta che …salire. Lassù fra le montagne.
Una volta arrivati in paese si può proseguire a piedi tramite un sentiero molto panoramico ma particolarmente in discesa (e particolarmente irto in salita) che è proprio l'ultimo tratto di via Francigena, oppure andare in macchina, direzione Cerda. Dopo un paio di km c’è una deviazione che indica le terme tramite un cartello turistico marrone con scritto “Sclafani”, da lì dopo qualche tornante, facente parte della gloriosa tappa della Targa Florio - Bagni di Sclafani, in mezzo al verde, si giunge ad una stradina in pietra che conduce ‘dritto-dritto’ alla pozza termale.
Cosa Vedere a Sclafani Bagni
Sclafani Bagni è un gioiello incastonato nel parco delle Madonie, merita una visita per i suoi bagni termali, ma passeggiando per il paese non perdete l’occasione di visitare:
- Chiesa Maria SS. Assunta al cui interno è possibile vedere un sarcofago greco romano in marmo
- Chiesa di San Giacomo
- Chiesa di San Filippo
- Ruderi del Castello e Castelletto
- Porta Soprana e cinta muraria medievale
Il Parco delle Madonie
Il Parco delle Madonie è un Parco naturale regionale istituito il 9 novembre del 1989; comprende quindici comuni della città metropolitana di Palermo in Sicilia (Caltavuturo, Castelbuono, Castellana Sicula, Cefalù, Collesano, Geraci Siculo, Gratteri, Isnello, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Polizzi Generosa, Pollina, San Mauro Castelverde, Scillato e Sclafani Bagni).
Comprende il massiccio montuoso delle Madonie, situato sulla costa settentrionale siciliana, tra il corso dei fiumi Imera e Pollina; ospita oltre la metà delle specie vegetali siciliane e, in particolare, gran parte di quelle presenti solo in Sicilia come l’Abies nebrodensis in via di estinzione, nel Vallone Madonna degli Angeli. Per quanto concerne la fauna sono presenti oltre il 50 % delle specie di uccelli, tutte le specie di mammiferi e più del 50 % delle specie di invertebrati siciliane.
Grazie al notevole interesse geologico legato al complesso montuoso madonita, dal 2003 il Parco delle Madonie è entrato a far parte del network European Geopark a cui aderiscono più di venti parchi geologici e non, europei.
Sacro e Profano
La festività più seguita dalla popolazione è quella dell’Ecce Homo, patrono della città, in programma l’ultima domenica di giugno.
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