In Sicilia, esiste un posto speciale che custodisce un segreto: Sclafani Bagni. Questo incantevole borgo è incastonato tra le nuvole e le rocce, rappresentando un vero gioiello da scoprire.
Sclafani Bagni è il comune meno abitato della provincia di Palermo e il terzo più piccolo di tutta la Sicilia. Con una popolazione di circa 420 abitanti e un'estensione territoriale di circa 14.000 ettari, questo borgo conserva il retaggio del suo glorioso passato feudale. Le sue origini risalgono al IV secolo a.C., rendendolo un luogo ricco di storia e tradizioni.
Cosa Vedere a Sclafani Bagni
Sclafani Bagni è un comune della provincia di Palermo, situato a 813 metri sul livello del mare, che fa parte del Parco delle Madonie.
Tra i luoghi di interesse da visitare a Sclafani Bagni, si segnalano:
- Chiesa Madre dedicata a Santa Maria Assunta: Risalente al XIV secolo.
- Chiesa di San Filippo: Custodisce la "vara" del Crocefisso.
- Chiesa di San Giacomo: Costruita nel XVI secolo.
- Sarcofago greco in pietra: Un reperto del IV secolo a.C.
- Resti del Castelluccio e del Castello Grande: Testimonianze del passato medievale del borgo.
Un Bagno nelle Terme Naturali
Un tempo, Sclafani Bagni era rinomata per un importante stabilimento termale, costruito nel 1748 dalla Casa Ducale di Fernandina e successivamente ricostruito dal Conte Matteo Sclafani nel 1846. Sebbene lo stabilimento sia stato chiuso definitivamente negli anni '90 per problemi sanitari, è ancora possibile fare il bagno in una pozza naturale situata a poche centinaia di metri dall'antico stabilimento.
Questa pozza termale rappresenta una vera e propria "spa per viandanti" lungo la via Palermo-Messina, una variante della via Francigena siciliana. Qui, i pellegrini possono rilassarsi e rigenerarsi prima di affrontare gli ultimi chilometri verso il paese.
È possibile fare il bagno in una pozza naturale a poche centinaia di metri dall'antico stabilimento, con un panorama invidiabile: a nord la vallata che degrada verso il fiume Imera e a sud lo strapiombo di roccia di circa 200 metri su cui sorge il piccolo borgo medievale di Sclafani Bagni.
Storia e Origini di Sclafani Bagni
Il sito di Sclafani fu fondato probabilmente ai tempi della colonizzazione dei Greci in Sicilia (metà del VII secolo a.C.-V secolo a.C.): Diodoro Siculo (I secolo a. C.), infatti, parlando delle guerre tra Agatocle e Dinocrate (III secolo a.C.), citava il paese con il nome di Ambica, insieme a Gorgium (attuale Caltavuturo) come difesa “da terra” dell'antica Himera (fondata da gruppi di Dori provenienti da Zancle nel 650 a.C.
Matteo Sclafani, vissuto a cavallo dei secoli XIII e XIV, è stato l'artefice della chiusura del paese entro le mura. Egli si adoperò con tutte le sue forze e le sue finanze per realizzare, tra il 1296 e il 1333, delle opere di ristrutturazione e consolidamento del nucleo urbano, fortificando la sommità della rocca, edificando la chiesa Madre all'interno della cinta muraria; ottenne, così, la concessione del titolo di Conte del territorio di Sclafani da Federico III d'Aragona nel 1330.
Come Arrivare a Sclafani Bagni
Per raggiungere Sclafani Bagni, si può prendere l'autostrada A19 Palermo-Catania e uscire a Scillato o Tremonzelli. Da lì, proseguire per Caltavuturo e poi per Sclafani Bagni.
Una volta arrivati in paese, è possibile proseguire a piedi attraverso un sentiero panoramico che rappresenta l'ultimo tratto della via Francigena, oppure continuare in auto in direzione Cerda. Dopo qualche chilometro, una deviazione segnalata da un cartello turistico conduce alle terme.
La vera sorpresa di Sclafani Bagni però la troverete nella natura incontaminata poco fuori il centro storico.
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