Tema alquanto scottante è sicuramente quello della qualità dell’aria. Cosa respiriamo? Come possiamo proteggere le vie aeree dal virus? Fortunatamente normative, linee guida e la scienza ci vengono in aiuto. Alla base di tutto, quindi, c’è la necessità di garantire la sicurezza e la salute delle persone. A regolamentare questi aspetti c’è una legge ad hoc, la UNI 10339, in vigore dal 1995, che ha come scopo proprio il miglioramento degli ambienti chiusi, indipendentemente dalla destinazione d’uso.

Cos’è lo Sfiato Bagno?

Per comprendere appieno l’importanza dello sfiato del bagno, è essenziale capire cos’è, a cosa serve e come funziona. Gli sfiati bagno sono componenti essenziali degli impianti di scarico, progettati per garantire che l’aria viziata e i gas maleodoranti provenienti dagli apparecchi igienici non fuoriescano nell’ambiente domestico. Questi sfiati consentono un flusso d’aria unidirezionale, che evita il ritorno dei cattivi odori nel bagno e dei rumori provenienti dai sifoni.

Installare uno sfiato bagno aiuta anche la prevenzione della formazione di muffa e dell’accumulo di umidità nel bagno. Uno sfiato bagno funzionante a regola d’arte contribuisce a mantenere l’ambiente asciutto e privo di condensa, preservando la qualità dell’aria e prevenendo danni causati dall’umidità.

Sfiato della Colonna di Scarico: Cos’è e a Cosa Serve

La colonna di scarico è una delle componenti che si installano all’interno dell’impianto idraulico quando questo viene predisposto. Si tratta di un vero e proprio sistema fatto di tubi, raccordi e collegamenti attraverso i quali avviene lo smaltimento delle acque reflue provenienti proprio dal bagno delle abitazioni, attraverso il quale defluiscono verso il sistema fognario generale. Grazie alla forza di gravità e al peso, queste scendono verso il basso, come risucchiati, e si immettono nel sistema.

In sostanza è una vera e propria struttura che si trova negli edifici e che collega tutti i bagni della casa o degli appartamenti che si trovano in un condominio. Tubi e raccordi, a loro volta, sono innestati in una tubazione di sfiato che li mantiene a pressione ambiente. Questo permette di creare una vera e propria fuoriuscita che da un lato espelle l’aria dalle condotte garantendo una regolarità nel deflusso idrico e conseguentemente evita che si crei il ritorno del cattivo odore ed i gorgoglii dai sifoni.

Insomma, lo sfiato della colonna di scarico è essenziale per creare una ventilazione negli scarichi proteggendo la tenuta idrica del sistema abbattendo anche il rumore. Con un corretto sistema di ventilazione, dunque, si ottiene il massimo comfort nel bagno, in tutta la casa ma anche nei locali adiacenti, soprattutto nel caso in cui ci siano altre abitazioni come accade in un condominio. Nessun rumore, assenza di cattivi odori e massima sicurezza dal punto di vista tecnico.

A Cosa Servono gli Sfiati degli Scarichi?

Gli sfiati degli scarichi servono a far funzionare in maniera corretta l’impianto idraulico, tramite l’espulsione dell’aria dalle condotte in pressione, in modo da garantire la regolarità del flusso idrico ed evitare problemi di varia natura.

Grazie agli sfiati di scarico è possibile:

  • Prevenire i cattivi odori: La ventilazione dello scarico è la funzione chiave dello sfiato, visto che permette di evitare la fuoriuscita di cattivi odori dalla colonna. In mancanza di uno sfiato adeguato, infatti, si potrebbe verificare il fenomeno del vuoto, ossia lo svuotamento dei sifoni, in conseguenza del quale i gas uscirebbero e si disperderebbero nell’ambiente abitato.
  • Evitare la pressione negativa: Una delle funzioni degli sfiati degli scarichi è garantire l’equilibrio della pressione, visto che se quest’ultima fosse troppo bassa, potrebbe provocare l’aspirazione dell’acqua nei sanitari e nei sifoni. Ciò provocherebbe un malfunzionamento che si materializzerebbe nella fuoriuscita dei cattivi odori e conseguente diffusione degli stessi nelle varie stanze dell’edificio, ma anche nei gorgoglii, ossia rumori fastidiosi nel sistema di scarico.
  • Prevenire la corrosione e altri danni: La presenza di sostanze chimiche corrosive nei gas fognari è una cattiva notizia per le tubazioni e non solo. Un accumulo di questi gas, infatti, può corrodere i tubi e provocare quindi danni all’intero impianto idrico.
  • Mantenere un flusso idrico regolare: Lo sfiato dello scarico consente di migliorare il flusso dell’acqua all’interno delle tubature.

Come Scegliere il Sistema di Sfiato Bagno

Ora che hai compreso l’importanza di uno sfiato bagno, è essenziale sapere come scegliere il sistema giusto per le tue esigenze progettuali. Considera variabili come le dimensioni del bagno, la posizione dell’apparecchio igienico e le normative locali. Esistono diverse tipologie di sfiati, tra cui quelli a tetto, a parete o valvole di sfiato interne. La scelta dipende da fattori specifici della tua situazione e delle tue preferenze.

Principali Sistemi di Ventilazione Utilizzati

Ecco un elenco dei principali sistemi di ventilazione utilizzati nell’ambito degli impianti di scarico:

  • Ventilazione a tetto (sfiato a tetto): Questo è uno dei sistemi di ventilazione più comuni. Consiste nell’installazione di un tubo di ventilazione che si estende sopra il tetto dell’edificio. L’aria viziata viene espulsa all’esterno attraverso il tubo, creando una pressione negativa che favorisce il flusso dell’aria all’interno delle tubazioni di scarico.
  • Valvole di ventilazione: Le valvole di ventilazione sono dispositivi che consentono all’aria fresca di entrare nel sistema di scarico e impediscono ai gas maleodoranti di uscire. Questi dispositivi sono spesso utilizzati quando l’installazione di sfiati a tetto è difficile o non praticabile.
  • Ventilazione forzata: Questa tecnica comporta l’utilizzo di un ventilatore posizionato nell’impianto di scarico stesso o all’interno di ciascun apparecchio igienico per migliorare la circolazione dell’aria e favorire il flusso dei liquidi e dell’aria.
  • Ventilazione con sifoni antivento: Questo tipo di sifone impedisce l’ingresso di aria dall’esterno nell’impianto di scarico, prevenendo così la fuoriuscita di odori. È particolarmente utile in aree soggette a forti venti.
  • Ventilazione a gravità: La ventilazione a gravità si basa sulla differenza di peso tra l’aria calda e l’aria fredda per creare un flusso naturale nell’impianto di scarico. Questo sistema è spesso utilizzato in combinazione con l’uso di sfiati a tetto.

La scelta del sistema di ventilazione dipende dalle specifiche esigenze dell’impianto e dalle condizioni dell’edificio. Spesso, la progettazione di un sistema di ventilazione adeguato è fondamentale per garantire il corretto funzionamento degli impianti di scarico e prevenire problemi come la formazione di muffa e cattivi odori.

Ventilazione degli Impianti di Scarico: La Normativa

Per fare in modo che l’impianto di scarico delle acque reflue funzioni a modo e non dia problemi nel corso del tempo, è necessario creare un corretto sistema di ventilazione. Come? Di solito si effettua un prolungamento dello sfiato della colonna di scarico che arriva fin sopra il tetto.

Questo lo sottolinea anche la normativa in materia di sfiati delle colonne di scarico che fa riferimento alla progettazione dei sistemi fognari all’interno di abitazioni, edifici commerciali, pubblici e industriali. Si tratta della UNI EN 12056-2 che richiede espressamente un condotto di ventilazione che proviene dal tetto. Non si tratta che di una valvola di aerazione che consente all’aria di entrare nel sistema impedendo in contemporanea la fuoriuscita di cattivi odori.

È questo che bisogna tenere a mente quando si eseguono lavori di questo tipo. Ad ogni modo una ditta idraulica specializzata in impianti è a conoscenza della normativa ed è in grado di garantire un ottimo lavoro.

Normativa di Riferimento

  • UNI EN 12056-2: "Sistemi di scarico funzionanti a gravità all’interno degli edifici - Impianti per acque reflue, progettazione e calcolo" è la normativa di riferimento per la progettazione dei sistemi fognari all’interno di abitazioni, edifici commerciali, edifici pubblici e industriali.
  • UNI EN 12380 (2014): Definisce la classificazione, i requisiti e la valutazione di conformità delle valvole di aerazione dei sistemi di scarico a gravità.

Le attuali norme in materia di impianti idraulici e sanitari prevedono l’impiego di un vero e proprio tappo idraulico nei sifoni, che generalmente viene a crearsi immettendo aria nello scarico attraverso un piccolo condotto di ventilazione proveniente dal tetto.

Scarico a Parete: Si Può o Non Si Può?

Si tratta di un quesito frequentissimo tra gli installatori che, soprattutto in alcune zone, trovano in questa pratica l’unica soluzione tecnica attuabile per la sostituzione delle vecchie caldaie. Prima di tutto, dando uno sguardo alle norme tecniche specifiche (UNI 7129, UNI 11528), leggiamo che lo scarico a parete è consentito per gli impianti con potenzialità inferiore ai 70 kW. Condizione necessaria per eseguire questo tipo di installazione è però quella di rispettare specifiche distanze da finestre, porte e balconi, presenti sulla facciata stessa o su altre adiacenti a quest’ultima.

Se però questa pratica viene ammessa dalle normative tecniche, che si preoccupano esclusivamente della sicurezza e della funzionalità dell’impianto, trovano un netto e deciso ostacolo nelle leggi nazionali e regionali, che, analizzando anche il problema ambientale, limitano a pochi casi le possibilità di eseguire questo tipo di installazione.

Eccezioni allo Scarico a Parete

Esistono comunque alcune eccezioni, ribadite all’interno dell’art.

  • Nel caso si proceda alla semplice sostituzione di una caldaia individuale che abbia già lo scarico in parete o in canna fumaria ramificata. In questo caso è necessario installare un generatore di calore che sia di tipo stagno ed abbia un rendimento utile maggiore o uguale a 90+2log(Pn) dove log(Pn) è il logaritmo in base 10 della Potenza utile nominale del generatore di calore;
  • Nel caso di impianti ubicati in edifici per i quali esistano norme di tutela adottate a livello nazionale, regionale o comunale o nel caso di un impianto in cui il progettista attesti e asseveri l'impossibilità tecnica di portare lo sbocco dei prodotti della combustione sopra il colmo del tetto. In questi casi è necessario installare una caldaia a condensazione che appartenga alla classe 5 di emissione di ossidi di azoto (NOx);
  • Nel caso di ristrutturazione di impianti individuali, posti in edifici plurifamiliari dove non esistano già condotti fumari (fino al colmo del tetto) adatti o adattabili allo scarico di una caldaia a condensazione. In questo caso è possibile installare la caldaia a condensazione con scarico a parete, a patto che appartenga alla classe 5 di emissione di ossidi di azoto (NOx);
  • Nel caso si installino pompe di calore a gas o generatori di tipo ibrido compatto (che racchiudono cioè in un unico involucro un generatore di calore a combustione ed un sistema di condizionamento estate/inverno funzionante a pompa di calore). In questo caso il generatore di calore dovrà essere a condensazione ed appartenere alla classe 5 di emissione di Nox.

Bagno Cieco: Normativa e Realizzazione

La pratica di aggiungere un secondo bagno è molto diffusa negli appartamenti che progettiamo. Questo per una serie di motivi: le case sono sempre più piccole e il numero di abitanti delle nostre città è sempre maggiore. Che sia un bagno privato per la camera matrimoniale o un secondo bagno per tutta la famiglia, inserirlo nella progettazione di un appartamento non è sempre facile.

Vediamo quindi quali sono le regole da rispettare e la specifica normativa per aggiungere un bagno cieco a Milano. La normativa e di conseguenza la serie di articoli da rispettare per realizzare un servizio igienico aggiuntivo alla propria abitazione sono contenute nel Regolamento Edilizio e nel Regolamento di Igiene. Ogni Comune è dotato di questi due regolamenti che è possibile consultare in internet semplicemente andandoli a cercare sul motore di ricerca preferito.

Articoli Chiave del Regolamento Edilizio e di Igiene (Esempio di Milano)

  • Art. 107 del RE (Aerazione dei Servizi Igienici): …l’aspirazione forzata deve assicurare un coefficiente di ricambio minimo di 6 volumi/ora se in espulsione continua, ovvero di 12 volumi/ora se in aspirazione forzata intermittente a comando automatico; in tal caso esso deve essere adeguatamente temporizzato per assicurare almeno 3 ricambi per ogni utilizzazione dell’ambiente. Questo articolo riguarda per intenderci la ventolina di aspirazione che deve essere presente nei bagni ciechi.
  • Art. 3.4.20 del RI (Canne di Ventilazione): Definisce le canne di ventilazione, ossia quelle canne sulle quali devono essere montate le ventole. Le canne vengono infatti classificate come: canne fumarie, canne di esalazione e canne di ventilazione. In breve: in canna fumaria ci vanno caldaie e scaldabagni, le canne di esalazione servono le cucine mentre le canne di ventilazione servono solo al ricambio di aria.
  • Art. 3.4.25 del RI: Vieta espressamente di installare aspiratori meccanici nei condotti secondari delle canne collettive, fumarie e di esalazione. Le ventole devono essere quindi montate su apposite canne di ventilazione sfocianti almeno un metro oltre il colmo della copertura.

Una volta risolte le questioni della canna di ventilazione e per l’immissione e l’estrazione dell’aria e della superficie minima, esaminiamo gli altri aspetti normativi relativi ai bagni ciechi.

Pratiche Edilizie Necessarie

La pratica edilizia da utilizzare in questo caso, sempre che non ci siano interventi strutturali e sempre che l’intervento riguardi solo una modifica della distribuzione interna dei muri, è la CILA.

Il BIM a Supporto della Progettazione MEP

Il BIM è un approccio basato sulla creazione e la gestione di modelli digitali 3D intelligenti di edifici e infrastrutture. Questi modelli contengono informazioni dettagliate su ogni componente dell’edificio, inclusi gli impianti idraulici come lo sfiato del bagno. Ogni elemento è associato a dati specifici, come dimensioni, materiali, costi e informazioni di manutenzione.

Nel contesto della progettazione dello sfiato del bagno, la modellazione 3D è di fondamentale importanza. Utilizzando, infatti, un software BIM per gli impianti MEP è possibile creare realistici modelli 3D che includono anche gli impianti in tutti i suoi dettagli (tubazioni, raccordi, quadri, ecc.) e consentono di valutare eventuali interferenze tra gli impianti presenti nell’edificio ma anche con gli elementi della struttura.

Vantaggi della Modellazione 3D

  • Visualizzazione dettagliata: La modellazione 3D degli impianti MEP consente di visualizzare l’intero sistema di sfiato del bagno in dettaglio. Puoi vedere come i tubi, le valvole e gli altri componenti interagiscono tra loro e con la struttura circostante. Questo livello di dettaglio è essenziale per individuare potenziali problemi di progettazione e risolverli prima che si verifichino sul campo.
  • Analisi dell’impatto: La modellazione 3D ti consente di condurre analisi dettagliate sull’efficacia dello sfiato del bagno. Puoi simulare il flusso d’aria e l’evacuazione dei gas maleodoranti per assicurarti che il sistema funzioni correttamente e che non vi siano accumuli di odori indesiderati.
  • Integrazione con altri sistemi: Il BIM permette l’integrazione dello sfiato del bagno con altri aspetti del progetto, come la struttura dell’edificio, gli impianti elettrici e idraulici e persino l’arredamento del bagno. Questo garantisce una progettazione coesa e ottimizzata.
  • Riduzione degli errori: La modellazione 3D consente di identificare e correggere errori di progettazione già in fase preliminare. Questo riduce al minimo le modifiche onerose durante la fase di costruzione e aiuta a risparmiare tempo e denaro complessivamente.
  • Documentazione completa: Il BIM genera automaticamente documentazione dettagliata, come disegni e schede tecniche, basata sul modello 3D. Questa documentazione è essenziale per la comunicazione con il team di costruzione e per l’ottenimento delle approvazioni necessarie dalle autorità competenti.

Domande Frequenti

  1. Gli sfiati per bagno sono obbligatori?
  2. Qual è il materiale più resistente per gli sfiati?
  3. Quanto costa installare uno sfiato? Il costo varia a seconda del tipo di sfiato e della complessità dell’installazione.
  4. Come si evita l’ostruzione degli sfiati?

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