Villa Bagno Santo, situata a 550 m s.l.m., si erge isolata tra oliveti e boschi di querce, a 8 km dal paese di Castiglion Fiorentino. Originariamente, era un'antica casa contadina toscana, costruita nella prima metà del 1800.

Le caratteristiche sono quelle dell’architettura povera toscana, costruita con vari materiali che venivano facilmente reperiti nella zona. La ristrutturazione, completata nel 2001, ne ha mantenuto l’identità pur dotando la casa di tutte le comodità moderne. Della villa con piscina per affitti turistici fa parte anche una piccola dependance. Il magnifico giardino con piscina 10 x 5 mt è in posizione solatia e panoramica.

Storia e Architettura

La villa si compone di vari elementi oggi in parte separati dalla strada provinciale. Il nucleo originale della villa riferibile al primo Cinquecento, è composto da un portico a tre archi, da un salone passante, da due sale con volta a padiglione al piano terra, e cassettoni al piano primo; la scala si trovava a sinistra. Sul lato nord-ovest un cortile con un lato porticato è realizzato alla fine del ‘500. Una uguale struttura si trovava fino al 1776 anche sulla parte opposta.

La facciata principale di ordine tuscanico, ispirata al manierismo, è opera dell’architetto Paolo Pozzo ed è realizzata alla fine del Settecento. Nel 1806 si realizzano le decorazioni delle stanze minori del piano terra, si realizza la scala che porta al piano nobile e la facciata verso la strada.

Il corpo d’ingresso originale (l’attuale è realizzato pochi anni fa), è lontano dalla villa ed è isolato all’interno del recente sistema viabilistico. Accanto si trova una recinzione del 1841, opera di Giovan Battista Vergani.

L'Oratorio

Staccato dalla villa, sorge un oratorio edificato già nel 1678 per volontà del conte Amigoni della Garolda nei pressi della sua residenza. La struttura viene acquisita dai Cavriani nell’Ottocento. Lo spazio interno, con decorazioni in parte rococò e in parte tardogotiche, è suddiviso in due ambiti: l’aula e, alle spalle dell’altare, il confessorio, in origine sagrestia. Gli spazi laterali sono stati aggregati in tempi recenti.

L’ancona d’altare è concepita secondo gli stilemi tipici del tardobarocco: pilastri quadrati, ruotati a 45 gradi, e sagomati in senso prospettico sostengono due angeli dorati e un’edicola con cornice a valva di conchiglia, con al centro la colomba dello Spirito Santo. Al centro il dipinto è realizzato su tavola di legno e raffigura la Madonna con il Bambino, con angeli musici e putti nell’atto di offrire frutti.

Il nome Garolda deriva dal latino medievale garolo: piccolo guado o corrosione dell’argine.

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