La Residenza Sanitaria Assistenziale (Rsa) Villa Jole, situata nel comune di Bagno a Ripoli, vanta una storia di ben 50 anni. Iniziò la sua attività in via Mattei come Pensionato Jole, per poi trasferirsi nel 1981 in via Giusiani 4.

Da semplice struttura “privata”, Villa Jole ha assunto nel tempo un ruolo di interesse pubblico nella rete dei servizi socio-sanitari presenti sul territorio, operando in collaborazione con la Asl 10 e con i servizi sociali dei comuni.

Per celebrare questo importante traguardo, l'Rsa Villa Jole ha promosso un'interessante iniziativa tra il commemorativo e lo scientifico.

La sua storia nasce riprendendo il filo teso oltre mezzo secolo fa da Jole Farnocchia, infermiera ed imprenditrice tenace, fondatrice nel 1965 della casa di riposo per anziani (poi Rsa) Villa Jole.

«L’intuizione da cui nacque Blue Clinic - spiega Sborgi, amministratore delegato di Blue Clinic - scaturì dall’incontro tra la storia professionale di mia nonna, infermiera formatasi nel dopoguerra, ed una sua esigenza personale di cura, con la necessità di risolvere un problema al ginocchio.

«Il percorso pubblico all’interno di Blue Clinic - dicono Manneschi e Sborgi - si è sviluppato anche grazie alle richieste dei cittadini, che ci considerano un punto di riferimento.

«Si dice sempre - concludono - che in Italia non si fa ricerca, non si dà lavoro ai giovani e non si cresce.

Immagini e Parole: La Vita Diventa Romanzo

Il Comune di Bagno a Ripoli ha organizzato un progetto toccante intitolato “Immagini e parole: la vita diventa romanzo”, ideato e curato da Beatrice Rovai, assistente sociale e fotografa per passione, e dalla vicesindaca con delega al welfare Ilaria Belli. Questo progetto celebra la storia di quindici ospiti delle Residenze per anziani presenti sul territorio comunale.

Le storie sono state raccolte in un periodo di sei mesi nelle cinque strutture per anziani Rsa Masaccio, Rsa Villa Olimpia/Villa Santa Monica, Rsa Villa Santa Teresa, Rsa Villa Jole.

Il progetto nasce dalla volontĂ  delle due autrici di recuperare il mondo privato degli ospiti delle case di riposo ripolesi, a partire dall'osservazione delle vecchie fotografie per raccogliere attraverso la memoria la ricchezza di vicende umane con tutta la loro dignitĂ  e complessitĂ .

Le fotografie, esposte al pubblico, uniscono presente e passato degli anziani attraverso la tecnica della sovrapposizione fotografica che fonde scatti della gioventĂą ripescati dall'album di famiglia a scatti di oggi realizzati da Rovai.

Tra le storie narrate troviamo:

  • Ada Pieraccioni, ritratta a 23 anni, quando potĂ© votare per la prima volta e - con indosso “il vestito della festa” - scelse la Repubblica.
  • Clarice Marrucci, classe 1931, immortalata all'etĂ  di 4 anni al Parterre con la sua famiglia.
  • Geraldo Badini, giovanissimo nella divisa degli Alpini e con il paracadute.
  • Vittorio Tognaccini, sorridente il giorno delle nozze con la sua Lorena.

“Per il nostro progetto - dicono Rovai e Belli -. ci siamo basate sulla tecnica dell'intervista biografica narrativa. Tutto inizia con l'osservazione delle vecchie foto, scelte dagli stessi anziani o dai loro familiari. Le foto hanno ispirato i ricordi degli anziani narranti, dando vita a un racconto delle vicende collegate che abbiamo trascritto. Durante il racconto abbiamo cercato di fissare con la fotocamera espressioni ed emozioni che la narrazione stimolava, faceva rivivere e riaffiorare. Infine, abbiamo montato le nuove fotografie con i vecchi scatti, i ritratti degli anziani si fondono alle immagini di chi erano, dove vivevano, cosa facevano, ricomponendo il tempo con una successione di continuità tra passato e presente. Il risultato ha emozionato noi quanto i protagonisti degli scatti, che fin da subito hanno partecipato al progetto con grande entusiasmo e disponibilità.

La maggior parte delle storie si sono svolte a Firenze e dintorni, a Bagno a Ripoli, in Mugello, in Valdisieve. Altre hanno come territorio di riferimento Pisa, Pontedera, Trieste e Roma.

“Quante volte ascoltando aneddoti e vicende della gioventù dei nostri nonni - dice Casini - ci è capitato di dire che sembrano la trama di un libro. Ebbene, le due autrici con questo progetto hanno voluto provare a scriverne uno che riunisse frammenti di vita raccontanti dagli ospiti delle case di riposo presenti a Bagno a Ripoli.

Anita Mugnaini: Un Secolo di Storia a Grassina

Un esempio emblematico di vita vissuta è quello di Anita Mugnaini, originaria di Greve, che ha festeggiato il suo centesimo compleanno a Villa Jole. Trasferitasi a Grassina negli anni quaranta insieme all’amato marito Renato, Anita ha svolto il duro ma ricco di storia mestiere di lavandaia.

Ai tempi d’oro, i lavandai erano una quarantina, per lo più donne, che si svegliavano alle 3 del mattino per lavare panni e biancheria delle famiglie benestanti e degli alberghi. Anita ricorda di aver svolto il suo mestiere a Grassina in ogni stagione.

Ancora oggi, in alcune case si conservano le grandi vasche, le mestole di legno e la pietra su cui strofinare i panni, testimonianze di un mestiere che ha segnato la storia di Grassina. Proprio un omaggio a questo duro e importante impegno è raffigurato nella statua della lavandaia nel cuore della piazza centrale di Grassina.

Il sindaco Francesco Casini ha visitato Anita a Villa Jole, portandole un mazzo di fiori e una pergamena di congratulazioni a nome della comunitĂ  di Bagno a Ripoli.

Verifiche e Impegno per la QualitĂ 

A seguito di attente analisi, la Commissione di indagine dell’Ausl Toscana Centro ha inviato una nuova segnalazione al Procuratore della Repubblica di Firenze per approfondimenti sulla Rsa 'Villa Jole'.

“La segnalazione (alla Procura, ndr) è un atto dovuto, è giusto che vengano fatte tutte le verifiche necessarie per accertare l’accaduto e fare luce sulla situazione delle Rsa - commenta il sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Casini -. Ho seguito personalmente l’evoluzione della situazione nelle Rsa e mi sembra doveroso rimarcare che fin da subito la struttura ha dimostrato grande professionalità e impegno nella gestione dell’emergenza”.

A Bagno a Ripoli sono presenti cinque Rsa e una Rsd (Residenza Sanitaria Disabili): un patrimonio importante per il territorio, che si occupa di una fascia della popolazione particolarmente fragile. Mettere la salute delle persone al centro di tutto, considerare i pazienti non come numeri ma come individui da accompagnare su percorsi di prevenzione e riabilitazione studiati sui loro bisogni e sulla loro storia personale.

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