Oggigiorno è possibile curare qualsiasi tipo di disfunzione erettile con un approccio graduale commisurato alla gravità del problema. Il primo passo terapeutico è costituito dalla somministrazione di farmaci orali (Viagra, Levitra e Cialis) e dalle onde d’urto. Il secondo stadio è rappresentato dall’iniezione direttamente nel pene di sostanze vasoattive (prostaglandine, papaverina, fentolamina). In alternativa, o in caso di insuccesso dei suddetti trattamenti, la terza opzione è rappresentata dall’impianto di una protesi peniena. Anche persone particolarmente motivate che desiderano un trattamento definitivo possono scegliere di impiantare una protesi peniena; tali pazienti tipicamente rispondono parzialmente o non tollerano altri tipi di terapie.

Tipi di Protesi Peniene

Esistono due tipi di protesi peniene: protesi malleabili e protesi idrauliche.

  • Protesi Malleabili: Sono costituite da due aste flessibili che si impiantano nei corpi cavernosi e che conferiscono al pene uno stato di rigidità sufficiente per avere un rapporto sessuale soddisfacente. Le moderne protesi malleabili sono costituite dai più avanzati materiali che conferiscono loro una “memoria”: allo stato di riposo il pene viene portato verso l’ombelico o verso lo scroto, quando invece si desidera intraprendere un rapporto il pene viene piegato in avanti ed indirizzato verso la vagina della partner.
  • Protesi Idrauliche: Sono dei dispositivi più complessi. Sono costituite da due cilindri che si impiantano nei corpi cavernosi e da altri due componenti: un serbatoio che viene impiantato dietro l’osso pubico ed una pompa che viene collocata nello scroto del paziente.

Funzionamento della Protesi Peniena Idraulica Tricomponente

Le protesi peniene tricomponenti di ultima generazione consentono un’erezione del tutto analoga a quella fisiologica, grazie al meccanismo di funzionamento molto semplice; basato sull’inserimento, all’interno della parte cavernosa del pene, di due cilindri cavi collegati ad una minuscola pompa di attivazione e a un serbatoio contenente del liquido. Questi tre componenti (i due cilindri, la pompa ed il serbatoio) sono collegati tramite dei piccoli tubi per formare un impianto idraulico contenente un semplice liquido (soluzione fisiologica), controllato direttamente dal paziente, il quale potrà, ogni volta che lo desidera, far passare il proprio pene da uno stato di flaccidità ad uno stato di erezione completa e viceversa.

Premendo un tasto a livello della pompa posizionata all’interno del proprio scroto, il paziente farà passare il liquido dal serbatoio collocato dietro l’osso pubico dentro i cilindri all’interno del pene. Riempiendosi di liquido, i cilindri si gonfiano determinando una erezione totale del pene che potrà essere mantenuta per tutto il tempo desiderato. Premendo un altro apposito tasto a livello della pompa, il paziente potrà far passare nuovamente il liquido dai cilindri al serbatoio, facendo ritornare così il pene allo stato di flaccidità. In questo schema illustrativo viene spiegato il funzionamento di una protesi idraulica tri-componente.

Con queste protesi, l’erezione avviene mediante l’attivazione della pompetta idraulica peniena, posizionata nello scroto, che convoglia il liquido dal serbatoio nei cilindri posti nei due corpi cavernosi, che quindi, si irrigidiscono e tali rimangono fino alla loro detumescenza, attivata schiacciando una micro valvola, posta sulla pompa stessa.

Il sistema di utilizzo è semplice sia per il paziente che per il partner. Basta schiacciare la pompa per ottenere l’erezione del pene ed è sufficiente premere la valvola di rilascio sopra la pompa per ottenere la detumescenza della protesi.

La protesi tricomponente è l’unica protesi che dà al pene un aspetto e una sensibilità naturali, sia nello stato di erezione che in quello di flaccidità. Molti pazienti riferiscono che il partner non si accorge nemmeno della presenza della protesi. Esercita una pressione minore sui tessuti penieni rispetto agli altri dispositivi quando è disattivata, per cui è meno probabile che le strutture peniene vadano in contro ad atrofia da pressione.

L'Intervento Chirurgico

Esistono vari tipi di approcci chirurgici per impiantare una protesi: quello maggiormente utilizzato al mondo è l’approccio peno-scrotale che si esegue tramite una piccola incisione tra il pene e lo scroto. Una protesi peniena può tuttavia anche essere posizionata con una incisione infra-pubica (poco sotto il pube) o con un accesso sub-coronale eseguendo un taglio simile a quello di una circoncisione. La scelta del tipo di accesso da eseguire dipende dal caso clinico, dall’anatomia del paziente e dalla personale preferenza del chirurgo. Un chirurgo esperto nella implantologia protesica è in grado di padroneggiare tutti questi tipi di approcci e offrire al paziente la migliore soluzione a seconda dei casi.

L’intervento viene eseguito in anestesia locale o spinale. La procedura dura dai 60 ai 20 minuti. Al termine dell’operazione il chirurgo uro-andrologo riveste il pene con un bendaggio compressivo al fine di ridurre gli edemi post-operatori. Il ricovero è generalmente breve (uno- due giorni). L’attività sessuale potrà essere intrapresa dopo 4-6 settimane dall’intervento. Dopo l’operazione residuerà una piccola cicatrice a malapena visibile.

Tecnica Mininvasiva di Impianto Protesi Peniena

La tecnica impiegata per l’impianto della protesi peniena si chiama “Minimally invasive penile prosthesis implant” ed è stata inventata dal professor Paul Perito, uno dei più importanti chirurghi andrologi americani. L’intervento dura solo 20 minuti e il dolore post operatorio è quasi inesistente. Già dopo 7 giorni dall’intervento si può attivare il sistema. Solo vantaggi!

Vantaggi della Protesi Peniena Idraulica Tricomponente

Grazie al progredire della tecnologia, negli ultimi anni sono stati introdotti particolari miglioramenti nel design e nel rivestimento antibiotico e idrofilico delle moderni protesi peniene che hanno notevolmente implementato l’affidabilità meccanica e diminuito il tasso di infezione. Inoltre il miglioramento delle tecniche chirurgiche di implantologia ha portato ad una riduzione significativa delle complicanze intra-e postoperatorie e consentito risultati positivi anche nei casi più complessi.

Grazie a questi progressi, il grado di soddisfazione dei pazienti sottoposti ad impianto di una protesi peniena, sia essa malleabile o idraulica, è molto alto. L’impianto di una protesi peniena rimane una delle terapie più apprezzate e di successo per ripristinare la funzione sessuale in ogni tipo di paziente. Oggigiorno un uomo affetto da disfunzione erettile ha l’opportunità di sottoporsi ad un intervento in grado di consentirgli un’erezione a comando che non altera la minzione, il piacere sessuale, l’eiaculazione e l’orgasmo.

Dopo l’intervento di impianto di protesi peniena, sia essa malleabili o idraulica, il pene conserverà una normale sensibilità, dal momento che le vie nervose non vengono danneggiate. La partner proverà le stesse sensazioni e non si accorgerà neanche della presenza della protesi. Il paziente avrà la stessa eiaculazione che aveva prima dell’intervento e sarà in grado di raggiungere l’orgasmo. Verrà conservata la possibilità di concepire un figlio. La protesi sarà completamente invisibile dall’esterno: nessuna delle sue componenti sarà visibile ad occhio nudo.

Costi e Durata

Il costo delle protesi peniene dipende dalla tipologia e dall’azienda produttrice ed è variabile. La protesi normalmente dura 15 anni, in media, ma si registra una durata fino a 18-20 anni. La protesi include una garanzia di 5 anni per la sostituzione.

Considerazioni Post-Operatorie

Dopo l’operazione residuerà una piccola cicatrice a malapena visibile. Si può provare dolore o indolenzimento e gonfiore del pene e scroto nei primi giorni e fino a diverse settimane dopo l’intervento chirurgico. Il medico programmerà un appuntamento per gonfiare l’impianto per la prima volta. Dopo la risoluzione del gonfiore, l’intervento è definitivo.

Potenziali Complicazioni

Per quanto riguarda le complicanze principali, possiamo riscontrare infezioni della protesi, guasti meccanici, disuria, malfunzionamento, aneiaculazione, disturbi di sensibilità, e lussazione dei componenti. Il principale rischio è quello di infezione della protesi, che ne richiede l’immediata rimozione.

Domande Frequenti

  • La sensibilità rimane invariata? Sì, la sensibilità rimane invariata.
  • Il corpo rigetta il dispositivo? No. Il corpo non rigetta il dispositivo a meno che non sia infetto. Il rischio di infezione è all’1%.
  • Posso fare attività fisica dopo l'intervento? In generale sarai in grado di svolgere qualunque attività fisica senza alcuna limitazione di sorta. Ovviamente si consigliano alcune precauzioni come con qualsiasi altra procedura.

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